Fuorisalone: We Will Design 2026 a BASE Milano, tra oscurità contemporanea e progettazione collettiva

Fuorisalone a BASE Milano: dal 20 al 26 aprile 2026 va in scena We Will Design 2026 – HELLO DARKNESS durante la Milano Design Week. Il programma “abbassa le luci” e trasforma l’ex Ansaldo in un ecosistema radicale tra installazioni immersive, biodesign e rituali collettivi.

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Fuorisalone We Will Design 2026 a BASE Milano, tra oscurità contemporanea e progettazione collettivaFuorisalone e Milano Design Week tornano a interrogare il modo in cui abitiamo il presente e immaginiamo il domani: dal 20 al 26 aprile 2026, BASE Milano porta in scena We Will Design 2026 – HELLO DARKNESS con un palinsesto che intreccia innovazione, ricerca e progettazione collettiva. Il concept “sovverte le aspettative” scegliendo di “abbassare le luci”: mentre il design contemporaneo rincorre l’ipervisibilità, l’ex Ansaldo viene trasformato in un ecosistema radicale, fatto di installazioni immersive, biodesign e rituali condivisi, per esplorare l’oscurità politica, ecologica e sociale non come emergenza, ma come terreno fertile di rigenerazione.

“La Design Week a BASE è il momento in cui rendiamo visibile ciò che coltiviamo tutto l’anno. We Will Design nasce da lunghi processi di ricerca, residenze, alleanze internazionali e pratiche che intrecciano design, arte, performance e società. Durante questa settimana, quei percorsi trovano una forma pubblica e condivisa in uno spazio reale dedicato ai designer emergenti, dove rischiare, esplorare e prendere posizione. Allo stesso tempo crediamo che innovare significa anche prendersi cura delle condizioni in cui il lavoro culturale avviene: creare infrastrutture di ospitalità, sostenere chi produce ricerca, rendere sostenibile ciò che troppo spesso resta invisibile. We Will Design è questo: non solo una vetrina, ma un ecosistema che prova a immaginare come si possa abitare l’oscurità contemporanea trasformandola in un terreno fertile di possibilità collettive.” — Giulia Cugnasca, Direttrice Design Week, BASE Milano

Fuorisalone a BASE Milano

Nel perimetro della Milano Design Week, BASE Milano costruisce un programma esteso che mette insieme esposizioni, installazioni, open studio, talk, musica e sperimentazioni pubbliche. Il cuore narrativo di We Will Design si sviluppa come una piattaforma di ricerca sul design inteso non solo come estetica, ma come dispositivo culturale e politico: un ambiente dove pratiche di progetto, performance e riflessione sociale convivono e si contaminano. La scelta di lavorare sull’oscurità contemporanea diventa così un’operazione curatoriale e, allo stesso tempo, una lente per parlare di trasformazione, cura e nuove forme di convivenza.

Installazioni, open studio e sperimentazioni

A incarnare lo spirito multidisciplinare di BASE è la Ground Hall, che ospita l’intervento dello studio francese Smarin, realizzato in collaborazione con lo storico dell’arte e del design Emanuele Quinz. Il progetto si intitola IDIORYTHMIA – RE-U construction system ed è presentato come un sistema di arredi reversibili pensato per “riprogrammare” i ritmi biologici, attraverso dispositivi che riconsiderano postura e respiro.

La logica è quella di un’agorà trasformativa che richiama l’economia circolare e mette al centro l’accoglienza, in continuità con la visione di BASE che da anni sperimenta pratiche concrete di ospitalità e supporto alla comunità creativa. In questo quadro si inseriscono anche la foresteria casaBASE e il campeggio in Terrazza, attivo durante la settimana del design già dal 2024.

“IDIORYTHMIA” è un progetto diffuso proposto da Institut français Milano per Palazzo delle Stelline e BASE Milano, con la partecipazione di Emanuele Quinz, realizzato in collaborazione con BASE Milano, Scuola del Design – Politecnico di Milano e Fundazione di l’Università di Corsica – progetto interregionale marittimo MARLAINE.

Fuorisalone a BASE Milano: una settimana tra installazioni, open studio e sperimentazioni pubbliche
RE-U construction system ed è presentato come un sistema di arredi reversibili pensato per “riprogrammare” i ritmi biologici, attraverso dispositivi che riconsiderano postura e respiro

 

casaBASE e Temporary Home: studi temporanei tra vita, ricerca ed esposizione

L’approccio sperimentale di We Will Design prosegue nelle stanze della foresteria casaBASE, che durante la Design Week ospita cinque studi temporanei. Qui gli spazi diventano simultaneamente luoghi di abitare, laboratori di ricerca e aree espositive, aprendo una riflessione molto attuale per chi progetta: l’ambiente domestico come infrastruttura flessibile, capace di supportare produzione culturale, sperimentazione e comunità.

All’interno del progetto Temporary Home si colloca la collaborazione con il British Council, che sostiene la partecipazione di due designer. Bianca Carague, con Technospoonism, porta un lavoro di design speculativo che, attraverso gioielli e sculture, immagina un futuro possibile per il Kamayan, tradizione culinaria filippina. Il focus è su come i rituali alimentari possano evolvere in uno scenario mediato dalla tecnologia e condizionato dal clima, trasformando gesti e strumenti senza perdere il valore culturale. Lucrezia Alessandroni, con Olfactory Echoes, presenta invece un archivio vivente di fragranze microbiche: un percorso sensoriale che richiama pratiche e tradizioni a rischio scomparsa nella città di Roma a causa dei cambiamenti climatici, intrecciando biologia, memoria e identità.

Le altre camere di casaBASE accolgono ulteriori progetti che ampliano il raggio di azione della ricerca. Cristina Dezi con RED NOISE indaga intimità, sessualità e tabù attraverso un dispositivo indossabile di biodesign, dove sensori integrati e software open source convertono dati biologici provenienti da fluidi interni ed esterni in comunicazioni sonore, costruendo un’interfaccia sensibile tra corpo e ambiente. Saúl Baeza e Manuela Valtchanova propongono A Dream House, un’installazione di gaming collettiva in cui i partecipanti costruiscono una casa digitale in The Sims, trasformando la simulazione domestica in uno strumento politico per interrogare e riscrivere gli spazi invisibili del potere. Jean-Baptiste Durand, in collaborazione con Domaine de Boisbuchet e con il supporto di Institut français, firma Bittersweet Symphony, una riflessione sul paradosso di cercare piacere in un mondo percepito come decadente.

casaBASE e Temporary Home: studi temporanei tra vita, ricerca ed esposizione
casaBASE e Temporary Home. Credits Cartacarbone

 

Exhibit e oltre: 80+ designer, 23 Paesi e un Fuorisalone che apre BASE alla città

Il baricentro della settimana è Exhibit, l’esposizione collettiva che coinvolge più di 80 designer provenienti da 23 Paesi. Su 4000 mq negli spazi di BASE trovano posto i progetti di accademie, università, studi di progettazione e designer emergenti che hanno risposto a una call internazionale lanciata a settembre 2025. La selezione è stata curata da BASE insieme alle Design Ambassador 2026 — Giulia Tomasello, Cecilia Casabona e Matilde Losi, figure attive nella ricerca tra design, tecnologia e pratiche sperimentali.

Exhibit porta in primo piano traiettorie che attraversano biodesign, ecologie speculative, design sociale, tecnologie open source e nuovi rituali collettivi, interrogando il design come leva politica e trasformativa: un tema centrale per chi lavora sull’abitare del futuro, dove sostenibilità, cultura materiale e responsabilità sociale diventano parte integrante del progetto.

A completare il palinsesto, We Will Design si estende come spazio pubblico: BASE si apre alla città con conversazioni, incontri e serate tra musica e party, in collaborazione con il bookshop Frakas. In questo scenario si inserisce anche la collaborazione continuativa con Le Cannibale, riferimento per la club culture e la ricerca elettronica contemporanea, che attraversa sperimentazione sonora, scene globali e nuove energie locali, portando la programmazione musicale del weekend del Fuorisalone di BASE su un piano di avanguardia e contaminazione.

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