
Dal 20 al 26 aprile 2026, nel Boccascena Cafè di Palazzo Litta, Corso Magenta 24, Milano, il pubblico sarà chiamato a prendere parte a un’esperienza immersiva che mette in relazione persone, spazio, tecnologia e arredo. È qui che Adrenalina sceglie di reinterpretare il concetto di ospitalità contemporanea, dando forma a un progetto che unisce interior design, sperimentazione sonora e abitare del futuro.
Bar Adrenalina a Palazzo Litta: un’esperienza immersiva tra design, ospitalità e co-creazione
Nel suggestivo Cortile dell’Orologio di Palazzo Litta, all’interno del circuito MoscaPartners Variations, edizione 2026 dedicata al tema Metamorphosis, prende vita Bar Adrenalina, progetto firmato da Debonademeo Studio. Non si tratta di una semplice installazione o di un classico allestimento per la Design Week, ma di uno spazio dinamico in cui il visitatore non assume il ruolo di spettatore passivo: entra, vive l’ambiente, lo modifica con la propria presenza e lascia una traccia concreta nel processo creativo.
Il concept si sviluppa intorno a un nuovo modo di intendere l’ospitalità. I protagonisti sono i divani Adrenalina, pensati come elementi duttili, capaci di adattarsi ai diversi rituali dell’abitare e della convivialità contemporanea. Gli imbottiti diventano così supporti ideali per un pranzo veloce, per un aperitivo, ma anche per momenti più raccolti dedicati alla conversazione o alla pausa contemplativa.
In questo contesto, design e persone entrano in dialogo continuo. Il progetto interpreta in modo coerente il tema “Metamorphosis”, che invita a esplorare nuove connessioni tra esseri umani, ambiente e tecnologie. Adrenalina sceglie di farlo avviando una ricerca inedita, nella quale il suono non è semplice atmosfera, ma vero materiale di progetto.
Bar Adrenalina e il suono come materia progettuale: come nasce il divano del futuro
Il cuore innovativo di Bar Adrenalina è il sistema di raccolta sonora che trasforma le interazioni del pubblico in dati creativi. Attraverso una rete di microfoni distribuiti nelle tre sale del bar, vengono captati sussurri, risate, fruscii e vibrazioni prodotte dalla presenza dei visitatori e dalla relazione tra corpi, oggetti e spazio.
Queste frequenze danno origine a un database sonoro originale, destinato a evolversi in due diversi output creativi. Il primo è una composizione musicale inedita, affidata a un sound designer di fama internazionale. Il secondo è un nuovo divano Adrenalina, che verrà progettato nei mesi successivi partendo proprio dai pattern sonori raccolti durante l’evento.
La componente più interessante del progetto si sviluppa infatti nel post-evento. I dati acustici registrati durante la Design Week saranno rielaborati dai designer di Adrenalina e da Debonademeo Studio per definire linee, segni visivi e forma di un nuovo imbottito, pensato per adattarsi fisicamente alla presenza delle persone nello spazio. In questo modo, l’energia collettiva del Fuorisalone si traduce in un prodotto industriale reale, esito di una co-progettazione spontanea che mette al centro il comportamento umano.
Questo processo sarà anche il fulcro di “ADRENALINA INCONTRA 2026”, terzo appuntamento del format, confermando la volontà del brand di investire in una progettazione sempre più relazionale, partecipativa e sensibile ai linguaggi contemporanei.

Installazione artistica, performance sonora e nuove collezioni
L’allestimento del Bar Adrenalina, sempre progettato da Debonademeo Studio, accoglie una installazione site specific integrata nello spazio, ideata da Michele Spanghero, artista sonoro e visivo di fama internazionale. Il suo intervento utilizza calchi in cemento di microfoni sospesi dal soffitto. Il cemento, materiale per definizione pesante e inerte, diventa così il mezzo attraverso cui evocare lo strumento deputato all’ascolto, costruendo un paradosso visivo e concettuale di forte eleganza.
L’idea è potente: l’allestimento non si limita a parlare al visitatore, ma sembra osservarlo e percepirlo. I microfoni in cemento, immobili e silenziosi, cessano di essere dispositivi funzionali al servizio dell’uomo e si trasformano in presenze scultoree, testimoni muti delle frequenze generate dal pubblico. Il suono viene evocato attraverso elementi tecnici che diventano icone plastiche, suggerendo una sorta di “silenzio materico” che ridefinisce la fisicità dello strumento e il suo rapporto con lo spazio.
Nella Sala Grande trova posto l’opera “Listen!”, che accoglie i visitatori con un grande orecchio al neon la cui forma disegna un punto di domanda. L’intervento pone una riflessione diretta e spiazzante: “chi ascolta davvero? Noi, o gli oggetti che ci circondano?” Questo slittamento di prospettiva rafforza la centralità del suono all’interno del progetto e trasforma parte dell’allestimento in una vera esperienza artistica.
Il progetto è completato da una performance musicale originale composta dallo stesso artista. Utilizzando campionamenti registrati a partire dai componenti strutturali e materici dei divani, i suoni vengono elaborati elettronicamente in tempo reale per dare forma a un’esperienza immersiva. Parallelamente, le sessioni di registrazione che documentano la vita del bar e le interazioni tra persone, arredi e ambiente alimentano il database sonoro da cui nascerà il futuro divano.
Bar Adrenalina si propone anche come omaggio contemporaneo alla socialità milanese, evocando la “Milano da bere” in una chiave aggiornata, ironica e coerente con l’identità del brand. Il risultato è uno spazio accogliente e coinvolgente, pensato per mangiare, bere, incontrarsi e fermarsi.
Accanto alle collezioni storiche Adrenalina trovano spazio le novità 2026. La collezione Drop, firmata dal visionario Gae Avitabile, richiama l’immagine di una goccia che, appoggiandosi su una superficie, diventa un naturale punto di supporto. Il progetto Kobe, ideato dai designer tedeschi Kosmoform, prende spunto dall’archetipo della palla, simbolo di equilibrio e continuità. L’ultima creazione di Debonademeo Studio, designer e art director di Adrenalina, è invece la collezione Pachamama, ispirata al mito della Dea Madre e caratterizzata da linee che rimandano alle forme essenziali delle antiche statuette votive, restituendo una sensazione tattile e psicologica simile a un abbraccio materno.
