La progettazione inclusiva non riguarda soltanto misure, passaggi e accessibilità fisica, ma anche il modo in cui uno spazio viene percepito e vissuto. Nel mio lavoro di interior designer, in ogni progetto che studio e realizzo, mi pongo sempre più spesso una domanda che va oltre lo stile, le tendenze o il semplice accostamento dei mobili: come può uno spazio essere davvero vissuto da tutti?
La risposta non riguarda solo le dimensioni o l’accessibilità fisica, ma tocca un livello più profondo del progetto: quello sensoriale. Materiali, superfici, colori, profumi e suoni diventano strumenti fondamentali per costruire ambienti, interni ed esterni, che siano leggibili, riconoscibili e sicuri, anche per persone con difficoltà o disabilità visive, cognitive o motorie.
Progettazione inclusiva e percezione: come rendere lo spazio comprensibile a tutti
Progettare in modo inclusivo significa dare forma a spazi che possano essere compresi e vissuti attraverso l’insieme dei sensi. A questi, però, ne affiancherei uno fondamentale: la percezione. È infatti attraverso la percezione che ognuno di noi interpreta gli stimoli esterni, entra in relazione con un ambiente e lo traduce in sensazioni, equilibri ed emozioni, positive o negative.
Non si tratta solo di arredare o progettare uno spazio in modo funzionale ed esteticamente gradevole secondo il gusto soggettivo del progettista, ma di far sì che quell’ambiente venga percepito come un luogo in cui chi lo vive possa identificarsi, non solo sul piano emotivo e caratteriale, ma anche su quello pratico e dell’agio quotidiano, senza sentirsi in difetto perché “diverso”.
Ognuno di noi affronta ogni giorno, in modo diretto o indiretto, difficoltà fisiche e cognitive, più o meno invasive. Sapere e comprendere come una persona percepisce un materiale, un colore o un suono è un punto di partenza fondamentale della progettazione.

L’esperienza dello spazio è sempre multisensoriale
Per lungo tempo, e in parte ancora oggi, l’interior design ha privilegiato soprattutto la dimensione estetica, fatta eccezione per alcuni aspetti più funzionali, trascurando il fatto che l’esperienza dello spazio è per sua natura multisensoriale: coinvolge il tatto, il movimento, la percezione della luce e la memoria.
Questo vale ancora di più quando si progettano ambienti inclusivi, in cui ogni elemento deve contribuire a rendere lo spazio intuitivo e la persona il più autonoma e indipendente possibile. Che si tratti di un soggiorno, di un corridoio, di un giardino o di un percorso esterno, il progetto deve rispondere a una domanda chiave: lo spazio è davvero comprensibile e fruibile da tutti?
Il nodo centrale è proprio questo: rendere una casa, o più in generale un ambiente, realmente accessibile a tutti, facendo sentire ogni persona parte di quello spazio, senza barriere né forme di esclusione. L’obiettivo è costruire un contesto versatile, multifunzionale, pratico e facilmente fruibile, capace di rispondere alle esigenze di ciascuno.

Materiali, colori, luci e suoni come codice dei sensi
Uno degli aspetti più interessanti del progetto sensoriale è la possibilità di interpretare materiali, colori, luce, profumi e suoni come un autentico linguaggio percettivo.
Attraverso scelte progettuali mirate è possibile attribuire in modo chiaro identità e funzione ai diversi spazi. La variazione dei materiali, ad esempio, consente di distinguere le zone della casa, mettendo in dialogo una superficie ruvida con una liscia, oppure un materiale caldo come il legno con uno più freddo come il gres. Anche il colore può assumere un ruolo orientativo, aiutando a riconoscere funzioni diverse e a mantenere porte e pareti chiaramente distinguibili.
Allo stesso modo, arredi chiaramente percepibili rispetto al pavimento e collocati a un’altezza realmente calibrata sulle esigenze della persona, e non necessariamente su misure standard, contribuiscono a rendere lo spazio più fruibile. Anche l’impiego di fragranze diverse nei vari ambienti può favorire l’orientamento, associando uno specifico profumo a una determinata stanza. A questi elementi si affiancano dispositivi acustici intuitivi e sistemi di illuminazione con comando vocale e intensità modulabile, in grado di incrementare comfort, autonomia e accessibilità.

Coerenza progettuale tra inclusività ed estetica
La coerenza dei materiali, dei colori e di tutti gli elementi inseriti in un ambiente è fondamentale. Utilizzare materiali e soluzioni che dialogano tra loro aiuta a creare continuità percettiva e facilita l’orientamento, ricordando sempre che ogni scelta deve avere una funzione pratica oltre che estetica.
Nel mio approccio progettuale, inclusività ed estetica non sono mai in contrasto: al contrario, si rafforzano a vicenda in un dialogo continuo. Un ambiente può essere materico, elegante, contemporaneo e allo stesso tempo accessibile. E viceversa. Anzi, è proprio attraverso una maggiore consapevolezza nella scelta di materiali, finiture e colori che il progetto acquisisce maggiore profondità.

L’inclusività come qualità intrinseca dello spazio ben progettato
L’inclusività non è un’aggiunta tecnica, ma una qualità intrinseca dello spazio ben progettato. L’obiettivo, come dico spesso e non mi stancherò mai di ripetere, è fare in modo che l’inclusività diventi la normalità.
Funzionalità e design non solo possono convivere, ma devono fondersi fino a diventare un’unica cosa. È in questa integrazione che il progetto contemporaneo trova oggi uno dei suoi significati più autentici.

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Letizia
FAQ Progettazione inclusiva: materiali e colori nel progetto sensoriale dell’abitare
La progettazione inclusiva considera non solo accessibilità fisica e misure, ma anche il modo in cui uno spazio viene percepito e vissuto attraverso tutti i sensi. Ecco alcune delle domande più ricercate online dagli utenti.
Qual è l’errore più comune nella progettazione sensoriale degli spazi?
Uno degli errori più frequenti è l’eccesso di stimoli: troppe texture, contrasti o pattern possono generare confusione, soprattutto per utenti con disabilità visive o cognitive. Un buon progetto inclusivo lavora sulla chiarezza: pochi elementi ben studiati, capaci di guidare e orientare in modo intuitivo.
Il colore è davvero così importante per l’accessibilità?
Sì, ma deve essere utilizzato correttamente. Non conta solo la scelta cromatica, ma soprattutto il contrasto di luminanza (chiaro/scuro), che permette di distinguere superfici, arredi e percorsi. Il colore può anche diventare un codice per identificare le funzioni degli ambienti, facilitando l’orientamento.
È possibile applicare questi principi anche in una casa già esistente?
Sì, alcuni interventi possono essere introdotti senza ristrutturazioni invasive con accorgimenti che possono migliorare significativamente la qualità dello spazio. E’ necessaria un’ottima progettazione alla base per capire come rendere versatile e funzionale la casa e gli elementi già esistenti.
Il progetto sensoriale riguarda solo le disabilità?
No. Un ambiente progettato in modo sensoriale è più confortevole per tutti: bambini, anziani, ospiti e utenti temporaneamente in difficoltà. L’inclusività non è una risposta a una condizione specifica, ma un approccio progettuale che migliora l’esperienza dell’abitare in senso ampio.
