Matter e Thread, perché i nuovi standard stanno cambiando (finalmente) la domotica

Per anni la domotica è rimasta ostaggio di ecosistemi chiusi e incompatibili tra loro. Con Matter e Thread, i grandi del tech hanno finalmente trovato un linguaggio comune: meno app, meno frustrazioni, più libertà di scelta per l’utente.

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Matter e Thread, perché i nuovi standard stanno cambiando (finalmente) la domoticaC’era una volta la casa intelligente. Almeno, così la chiamavamo. Una lampadina Philips Hue controllabile dall’app, un termostato Nest, una presa smart di marca sconosciuta acquistata online a pochi euro. Ognuno nel proprio recinto, ciascuno con la propria app, incapace di parlare con gli altri. Per anni, la domotica ha vissuto di questa contraddizione: tecnologia avanzata racchiusa in silos incompatibili tra loro. Poi, qualcosa è cambiato: si chiama Matter e, insieme al protocollo di trasmissione Thread, sta riscrivendo le regole del gioco per milioni di utenti in tutto il mondo.

La smart home prima di Matter

Per capire perché Matter è importante, bisogna prima capire che problema risolve.

Fino a pochi anni fa, ogni grande player tecnologico aveva costruito il proprio ecosistema chiuso. Apple con HomeKit, Amazon con Alexa, Google con Google Home, Samsung con SmartThings: ciascuna piattaforma parlava solo con i dispositivi certificati per quella piattaforma. Se si aveva una lampadina compatibile con Alexa e si voleva usarla con HomeKit, nella maggior parte dei casi non era possibile.

Il consumatore si trovava così davanti a una scelta difficile: scegliere un ecosistema e restarne “prigioniero”, oppure acquistare più strumenti, il che avrebbe comportato più app e più abbonamenti. La domotica diventava una questione da appassionati, non da famiglie normali. Chi non aveva tempo o voglia di diventare un piccolo sistemista domestico, rinunciava.

Nasce Matter

Nel dicembre 2019 accade qualcosa di storicamente significativo nel mondo della tecnologia: Amazon, Apple e Google si siedono allo stesso tavolo con un obiettivo comune. Insieme ad altri produttori danno vita al Project CHIP — Connected Home over IP — sotto l’egida di un’organizzazione chiamata Connectivity Standards Alliance (CSA).

L’obiettivo è creare uno standard aperto e gratuito, che permetta a qualsiasi dispositivo smart home di funzionare con qualsiasi piattaforma. Un unico linguaggio comune per tutta la casa connessa.

Nel 2022 nasce ufficialmente Matter 1.0, un insieme di regole condivise che i dispositivi seguono per comunicare. Un dispositivo con certificazione Matter — riconoscibile dal logo con una M stilizzata — funziona con Apple HomeKit, Amazon Alexa, Google Home e Samsung SmartThings. Non occorre scegliere: è compatibile con tutti, contemporaneamente.

Matter funziona in locale: i comandi non devono necessariamente fare un lungo viaggio fino ai server di Amazon o Apple e ritorno. Tutto avviene nella rete di casa, il che significa risposte più rapide e maggiore affidabilità anche quando la connessione internet viene meno.

Cos’è il linguaggio Thread

Se Matter è il linguaggio, Thread è la strada su cui viaggiano i messaggi. Per capire perché Thread è importante, bisogna fare un passo indietro e osservare come funzionano le reti wireless in una casa.

Il Wi-Fi è potente, ma consuma energia. Il Bluetooth è a basso consumo, ma ha una portata limitata e non è pensato per reti con decine di dispositivi. Zigbee e Z-Wave, i protocolli storici della domotica professionale, funzionavano bene ma erano proprietari, frammentati e difficili da configurare per l’utente comune.

Thread nasce nel 2015 per risolvere tutti questi problemi insieme. È un protocollo di rete mesh a basso consumo energetico: ogni dispositivo Thread non è solo un terminale, ma anche un nodo della rete.

In parole semplici: se si ha una lampadina Thread in corridoio, una serratura Thread in ingresso e un sensore Thread in salotto, questi dispositivi non dipendono solo dal router Wi-Fi, ma si supportano a vicenda. Se uno di questi dispositivi si guasta o viene tolto dalla presa, la rete Thread si rigenera automaticamente, trovando percorsi alternativi per far circolare le informazioni. È un sistema resiliente e distribuito.

Cos’è il linguaggio Thread
Con Matter e Thread, la domotica non dipende più da una connessione internet stabile

 

I vantaggi concreti di Thread

Il vantaggio più immediato di Thread è la reattività. I sistemi basati su Wi-Fi e cloud dipendono da una catena di comunicazione lunga: il comando parte dal telefono, passa dal server del produttore, torna in casa e raggiunge il dispositivo. Thread lavora in locale e in modo diretto: la risposta è quasi immediata.

Poi c’è la durata della batteria. Thread è progettato per dispositivi IoT a bassa potenza: sensori per porte e finestre, rilevatori di movimento, termostati, serrature. Tutti dispositivi che funzionano a batteria e che, con Thread, possono durare molto più a lungo rispetto ad architetture basate sul Wi-Fi.

Infine, la scalabilità. Una rete Thread può supportare fino a 250 dispositivi connessi. Più dispositivi si aggiungono, più la rete diventa stabile e capillare: l’opposto di quanto accade con il Wi-Fi, dove ogni nuovo dispositivo aggiunge carico al router e può degradare le prestazioni complessive.

Cosa cambia per l’utente finale

Cosa cambia per l'utente finale
Fonte: Wikipedia

Ma cosa cambia, concretamente, per chi vuole rendere la propria casa un po’ più intelligente senza diventare un esperto di reti?
Prima si comprava una lampadina smart compatibile solo con una piattaforma, il che comportava l’installazione di app sul telefono e il restare vincolati a quell’ecosistema. Oggi si compra un dispositivo con il logo Matter, si scansiona il codice QR con qualsiasi smartphone, si sceglie quale piattaforma usare — o anche tutte insieme — e si è operativi in pochi minuti. Non occorre più scegliere tra il mondo Apple e quello Google.

Il concetto chiave è l’interoperabilità multi-admin: uno stesso dispositivo Matter può essere controllato contemporaneamente da più piattaforme. La serratura della porta d’ingresso risponde sia a “Hey Siri” che ad “Alexa”. La casa è finalmente libera dai confini degli ecosistemi proprietari.

C’è poi il tema dell’affidabilità: con Matter e Thread, la domotica non dipende più da una connessione internet stabile. Le automazioni locali continuano a funzionare anche se il Wi-Fi non è disponibile o il server del produttore ha un problema.

FAQ Matter e Thread, nuovi standard della domotica

Per anni la domotica è stata frenata da ecosistemi chiusi, dispositivi non sempre compatibili e app diverse per ogni funzione. Con l’arrivo di Matter e Thread, i principali player tecnologici hanno iniziato a parlare un linguaggio condiviso, rendendo la smart home più semplice, aperta e accessibile. Il risultato è una casa connessa più facile da gestire, con meno complessità per l’utente e una maggiore libertà nella scelta dei dispositivi. Di seguito, alcune delle domande più cercate online sul tema.

Che differenza c’è tra Matter e Thread?

Matter è lo standard che definisce come i dispositivi comunicano (il linguaggio), mentre Thread è il protocollo di rete che definisce come i messaggi vengono trasmessi (la strada). Possono funzionare insieme, ma non sono la stessa cosa.

Devo sostituire tutti i miei dispositivi per usare Matter?

Non necessariamente. Alcuni dispositivi già in commercio possono diventare compatibili con Matter tramite aggiornamenti software o tramite hub/bridge dei produttori. Tuttavia, i dispositivi più vecchi o economici potrebbero non ricevere mai il supporto.

Matter funziona anche senza connessione internet?

Sì, ed è uno dei suoi principali vantaggi. Molte funzioni e automazioni funzionano in locale, senza passare dal cloud. Questo significa maggiore velocità e continuità anche in caso di problemi con la connessione.

Serve per forza Thread per usare Matter?

No. Matter può funzionare anche su Wi-Fi ed Ethernet. Tuttavia, l’uso di Thread migliora molto l’esperienza in termini di stabilità, consumi energetici e copertura, soprattutto con dispositivi a batteria.

Posso usare contemporaneamente più assistenti vocali con gli stessi dispositivi?

Sì. Grazie alla funzione multi-admin di Matter, uno stesso dispositivo può essere controllato da più piattaforme, come Apple Home, Google Home o Amazon Alexa, senza configurazioni complesse.

Matter è sicuro dal punto di vista della privacy?

Matter è progettato con un forte focus sulla sicurezza: utilizza crittografia end-to-end e autenticazione dei dispositi. Inoltre, il funzionamento locale riduce la dipendenza da server esterni, limitando la quantità di dati che lascia la rete domestica. 





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