
La presenza di Sirius in fiera si inserisce in un doppio passaggio importante: da un lato il trentennale dell’azienda, fondata nel 1996; dall’altro il nuovo racconto di marca sintetizzato nel claim “Atelier dell’Aria. Where Air Becomes Matter”. Una visione che conferma la volontà del brand di interpretare l’aria non solo come funzione, ma come parte del progetto, capace di prendere forma attraverso tecnologia, design, artigianalità e ricerca sulle finiture. Sirius opera nel settore della ventilazione e purificazione dell’aria domestica, in particolare nelle cappe aspiranti da cucina, con una produzione rigorosamente italiana e una forte presenza internazionale.
Dal downdraft alla cucina connessa
Dalla cappa a scomparsa al dialogo tra piano cottura e aspirazione, dalla lavorazione ceramica alla ricerca materica, fino all’introduzione in gamma delle cantinette vino e dei piani cottura: l’intervista con Francesca Romana Canavari approfondisce il percorso di Sirius nel mondo della cucina high-end. Un racconto che mette al centro il ruolo dell’aria, la personalizzazione del prodotto e una visione dell’elettrodomestico sempre più integrata nel progetto cucina, tra funzionalità, estetica e automazione.
L’intervista a Francesca Romana Canavari, Brand Manager di Sirius

Sirius compie trent’anni. Come si è evoluta l’azienda e quali principi hanno continuato a guidare il vostro percorso?
Come ogni realtà aziendale, anche Sirius si è evoluta nel tempo, ma sempre restando fedele alla propria identità originaria. L’idea cardine, fin dall’inizio, è stata quella di rompere gli schemi nel mondo della cucina. Il nome Sirius nasce nel 1996 con una forte componente evocativa: dal greco antico richiama il concetto di ardere, splendere. Da allora abbiamo sempre pensato i nostri prodotti come soluzioni capaci di andare oltre la cappa tradizionale a parete in acciaio.
Siamo stati tra le prime realtà a introdurre il downdraft, quindi la cappa a scomparsa, trasformando un elettrodomestico tecnico in un elemento discreto, integrato e progettuale. In quel momento il design ha iniziato ad assumere un ruolo sempre più importante anche nel nostro settore.
Nel tempo abbiamo proseguito questa ricerca introducendo, per esempio, la gamma in ceramica, con cui abbiamo interrotto il confine tra arte e industria grazie alla collaborazione con i maestri ceramisti della città umbra di Deruta. Più recentemente abbiamo sviluppato progetti legati all’automazione, come la cappa automatica presentata a EuroCucina 2022, fino ad arrivare oggi a un gruppo incasso automatico. In trent’anni abbiamo sperimentato molto, ma sempre con coerenza rispetto alla nostra visione.

A EuroCucina con un nuovo claim: “Atelier dell’Aria. Where Air Becomes Matter”. Quale racconto si nasconde dietro questa definizione?
Abbiamo scelto questa espressione per racchiudere tre concetti fondamentali per Sirius: Made in Italy, su misura e artigianalità. Il termine “atelier” è internazionale, non ha bisogno di traduzione ed è immediatamente associato al design, alla cura sartoriale e al mondo del lusso. “Dell’Aria”, invece, lo abbiamo volutamente mantenuto in italiano, proprio per sottolineare la nostra identità Made in Italy e il nostro ambito di competenza: la purificazione e il trattamento dell’aria.
Parlare di atelier significa anche raccontare un approccio basato sulla personalizzazione, sulla lavorazione artigianale e sulla cura del dettaglio. È una definizione che oggi descrive bene ciò che siamo diventati e il percorso che stiamo portando avanti con le nostre collezioni.

Un’aria che diventa materia. Come si traduce questo concetto nei prodotti presentati in fiera?
“L’aria che diventa materia” è una metafora progettuale nata osservando i prodotti su cui stavamo lavorando. L’aria è un elemento impalpabile, ma nel nostro caso entra concretamente nel progetto: la tecnologia la convoglia, il design le dà una forma e la materia la rende visibile e percepibile. Questo approccio è evidente, per esempio, nel gruppo incasso Theatre in cui l’estetica è stata studiata seguendo il flusso dell’aria. Le griglie di aspirazione e di uscita sono posizionate nella parte inferiore e il disegno del prodotto nasce proprio dalla lettura tecnica del percorso dell’aria.
Lo stesso concetto si ritrova nel modello Augusta, dove l’aria sembra quasi aver modellato forme più morbide e fluide. In altri casi, invece, la materia diventa protagonista attraverso finiture specifiche e collaborazioni locali.
Come Sky Domus, che racconta bene il dialogo tra industria e artigianalità. Pur partendo da una geometria più essenziale e rigorosa, è lavorata con una finitura naturale in sughero, realizzata in collaborazione con un’azienda locale. È proprio in questi progetti che il concetto di aria che diventa materia trova una sua espressione concreta.

Il downdraft è uno dei codici più riconoscibili di Sirius. Come si è evoluto nel tempo?
Il downdraft è stato oggetto di una ricerca continua. Siamo partiti da versioni più essenziali, realizzate in acciaio inox, con comandi più tradizionali e senza alcune dotazioni che oggi consideriamo centrali, come l’illuminazione evoluta o le interfacce touch. Nel tempo abbiamo investito molto su questo modello, migliorandolo sia sul piano tecnologico sia su quello estetico. Un esempio significativo è Sunrise, un downdraft ispirato al jukebox degli anni Settanta, che ha ottenuto anche diversi riconoscimenti.
Oggi la gamma comprende vari modelli e l’evoluzione riguarda diversi aspetti: le luci sono dinamiche e dimmerabili, le finiture si sono ampliate, i comandi sono più evoluti e l’idea di scomparsa è diventata sempre più coerente con il modo contemporaneo di progettare la cucina.
Per noi il downdraft incarna un concetto molto preciso: l’elettrodomestico emerge solo quando serve, per poi scomparire e lasciare il piano cucina visivamente pulito. Un ulteriore passo avanti è rappresentato da Stone, un modello pannellabile che può essere rivestito con lo stesso materiale del top. In questo modo il tema della scomparsa diventa ancora più reale e integrato nel progetto.

Negli ultimi anni avete ampliato la proposta affiancando all’aspirazione anche piani cottura e cantinette vino. È una naturale estensione del brand?
Sì, l’obiettivo è offrire ai nostri clienti una gamma sempre più completa. Il sogno è vedere Sirius capace di completare la cucina dalla A alla Z, mantenendo una coerenza tecnologica e stilistica. Le cantinette vino nascono anche dal legame con la cultura italiana del vino. L’Italia racconta da sempre una forte tradizione enologica e oggi il mercato, sia italiano sia internazionale, mostra una crescente attenzione verso questo tipo di prodotto. La cantinetta è diventata un elettrodomestico sempre più richiesto, non solo per la conservazione, ma anche per il valore estetico e conviviale che porta nello spazio domestico.
Anche nei piani cottura abbiamo voluto trasferire lo stile Sirius. Abbiamo lavorato sulla tecnologia, ma anche sulle finiture, introducendo diverse soluzioni estetiche, come il black matte e il grigio, per rispondere a differenti gusti e tipologie di cucina.
Un altro tema importante è la connettività. Il dialogo tra piano cottura e cappa consente di gestire le funzioni dell’aspirazione direttamente dal piano, rendendo l’esperienza d’uso più fluida, integrata e intuitiva.

Guardando al futuro, quali saranno le richieste più forti nella cucina high-end e quali le direttrici di Sirius nei prossimi anni?
È sempre complesso prevedere con certezza le direzioni del mercato, ma vediamo due tendenze molto forti. Da un lato c’è il consumatore che desidera un elettrodomestico discreto, quasi invisibile, perfettamente integrato nella cucina. In questo senso il tema della scomparsa continuerà ad avere un ruolo importante. Dall’altro lato c’è chi cerca un prodotto dal forte valore di design, capace di diventare protagonista dello spazio cucina, anche con forme più importanti e scenografiche.
Accanto a questi due percorsi, cresce la richiesta di tecnologia. Il consumatore high-end vuole prodotti connessi, automatizzati, gestibili tramite app e compatibili con gli assistenti vocali. Su questo Sirius sta lavorando con l’app dedicata e con soluzioni che permettono un’interazione sempre più semplice con il prodotto.
Abbiamo investito molto anche sull’automatismo: l’utente non deve necessariamente intervenire sulla cappa, perché il prodotto è in grado di gestire le funzioni in autonomia. È sufficiente iniziare a cucinare e il sistema lavora da solo. A questo si aggiunge la connessione tra piano cottura e cappa, che rende l’aspirazione un elemento completamente integrato nel comando del piano.

Le novità Sirius 2026 a EuroCucina
Augusta: la cappa a isola scenografica con luce ambient
Augusta è la nuova cappa a isola Sirius pensata per diventare protagonista dello spazio cucina. Le dimensioni importanti richiamano una presenza maestosa, mentre i filtri labirinto professionali garantiscono elevate prestazioni di filtraggio, migliorando l’efficienza complessiva del sistema di aspirazione.
Il tratto distintivo è il doppio sistema di illuminazione: alla luce tecnica dedicata al piano cottura si affianca un fascio centrale ambient, dinamica e dimmerabile, gestibile in modo autonomo. Una soluzione che permette di trasformare la cappa in un elemento luminoso d’atmosfera, capace di aggiungere alla cucina un’allure elegante e quasi romantica.


Theater: la cappa sottopensile compatta e facile da installare
Theater è il nuovo modello sottopensile Sirius progettato per semplificare installazione e utilizzo, senza rinunciare all’efficienza di filtrazione. Il sistema aspirante è posizionato nella parte inferiore: l’aria viene catturata al centro e reimmessa purificata attraverso le griglie laterali, dotate di filtri carbone ad alta efficienza.
Il principale vantaggio è la massima praticità progettuale. Theater può essere installata anche sotto una semplice mensola, con sole quattro viti, senza tubazioni e senza occupare spazio all’interno del pensile. In questo modo il vano resta libero e utilizzabile per riporre spezie, utensili o accessori da cucina.


Stone: il downdraft che scompare nel piano cucina
Stone interpreta al meglio la ricerca Sirius sul tema della scomparsa. È un downdraft pannellabile, pensato per essere rivestito con lo stesso materiale del top cucina e integrarsi completamente nel piano di lavoro.
Quando è chiuso, il prodotto scompare alla vista, lasciando la superficie pulita e continua. Quando entra in funzione, emerge solo il tempo necessario all’aspirazione. Una soluzione ideale per cucine contemporanee, isole e progetti high-end in cui tecnologia e minimalismo devono convivere senza interruzioni visive.


Sky Domus: la cappa a doppia funzione tra soffitto e isola
Sky Domus è una cappa dalla doppia anima: funziona sia chiusa a soffitto sia aperta come cappa a isola. Questa versatilità la rende una soluzione progettuale interessante per ambienti cucina evoluti, dove aspirazione, estetica e flessibilità devono dialogare.
La particolarità del modello è la finitura artigianale realizzata a mano in collaborazione con un’azienda marchigiana. La superficie, a componente naturale in sughero, viene spatolata manualmente: ogni pezzo risulta quindi unico. Un dettaglio che addolcisce le forme più industriali della cappa e racconta il legame tra tecnologia, materia e artigianalità.

L’aria come materiale progettuale della cucina
Quello che emerge dall’intervista con Francesca Romana Canavari è una visione molto chiara e, a mio avviso, particolarmente interessante: la cappa non può più essere considerata soltanto un apparecchio tecnico dedicato all’aspirazione, ma diventa un vero elemento progettuale, capace di influenzare l’estetica, la funzionalità e l’esperienza quotidiana in cucina.
Nel percorso di Sirius convivono due direzioni che raccontano bene l’evoluzione dell’abitare contemporaneo. Da un lato c’è la ricerca sulla scomparsa, sull’integrazione e sull’automazione, pensata per chi desidera una cucina essenziale e visivamente pulita. Dall’altro emerge la volontà di trasformare l’elettrodomestico in un oggetto di design, materico, personalizzabile e riconoscibile.
Dal downdraft alle cappe automatiche, dai piani cottura alle cantinette vino, Sirius guarda alla cucina come a uno spazio sempre più fluido, tecnologico e su misura. Un ambiente in cui anche l’aria, elemento invisibile per definizione, può diventare materia di progetto.
Chi è Sirius?
Sirius S.p.A. è un’azienda italiana fondata nel 1996 e specializzata nel settore della ventilazione e purificazione dell’aria domestica, con particolare focus sulle cappe aspiranti da cucina. La sede si trova a Sassoferrato, in provincia di Ancona, nelle Marche.
Fin dalla nascita, l’azienda ha orientato la propria ricerca verso soluzioni capaci di superare la cappa tradizionale, introducendo nel tempo prodotti come i downdraft, le cappe a soffitto, le collezioni in ceramica realizzate con i maestri di Deruta e sistemi evoluti per la gestione dell’aria. Nel 2022 Sirius ha sviluppato anche lo Smart Air Management System, sistema brevettato che integra in un unico prodotto prestazioni di cappa filtrante, aspirante e purificatore.
La produzione è realizzata in Italia e si fonda su ricerca, selezione dei componenti, cura delle finiture, e attenzione allo sviluppo di prodotti dal design distintivo. L’azienda dichiara una quota di esportazione del 90%, a conferma di una presenza internazionale consolidata nel segmento delle cappe decorative di alta qualità.
🎥 GUARDA IL VIDEO!
Immagini ad uso esclusivo di CasaOggiDomani. Courtesy of Emma Onesti
