
Il tema riguarda da vicino l’abitare contemporaneo: una casa intelligente non è soltanto efficiente dal punto di vista energetico o connessa, ma anche capace di garantire autonomia, comfort e sicurezza a chi la vive ogni giorno. In questa prospettiva si inseriscono le soluzioni di Mobility Care, azienda specializzata in dispositivi per la mobilità domestica e l’abbattimento delle barriere architettoniche, con proposte pensate per abitazioni private, condomini e contesti residenziali esistenti.
Bonus Ristrutturazione per la mobilità domestica: come funziona nel 2026
Nel 2026 il riferimento principale per molti interventi legati all’accessibilità della casa è il Bonus Ristrutturazione, disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR. Secondo quanto riportato da Mobility Care, l’agevolazione può essere utilizzata anche per interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, come l’installazione di montascale, piattaforme elevatrici e miniascensori domestici. Per il 2026, la detrazione indicata è pari al 50% per i lavori effettuati sull’abitazione principale e al 36% per seconde case o altri immobili, con limite massimo di spesa detraibile pari a 96.000 euro per unità immobiliare e recupero in 10 rate annuali di pari importo.
Il cosiddetto “bonus ascensore” non è quindi un incentivo autonomo con una sola denominazione, ma un insieme di possibilità fiscali che possono applicarsi, in base ai requisiti, agli interventi per migliorare l’accessibilità dell’edificio. Può beneficiarne chi sostiene effettivamente la spesa e ha un titolo idoneo sull’immobile: proprietari, comproprietari, titolari di diritti reali di godimento, inquilini, comodatari o familiari conviventi che partecipano ai costi, sempre nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa fiscale.
La stessa logica vale anche in condominio. Quando l’intervento riguarda parti comuni, come l’installazione di un miniascensore o di un altro sistema per superare i dislivelli, la spesa viene ripartita tra i condomini secondo i criteri stabiliti dall’assemblea e dai millesimi di proprietà. Ogni condomino potrà poi portare in detrazione la quota effettivamente versata, sulla base della certificazione rilasciata dall’amministratore.

Mobility Care: soluzioni per superare barriere architettoniche in casa
Le soluzioni per la mobilità domestica di Mobility Care intercettano un’esigenza sempre più diffusa: rendere gli spazi abitativi accessibili senza trasformare la casa in un ambiente tecnico o sanitario. L’obiettivo è permettere alle persone anziane, a chi ha difficoltà motorie o utilizza una carrozzina, ma anche alle famiglie, di muoversi in modo più semplice tra piani, scale, ingressi e zone funzionali della casa.
Tra le proposte più rilevanti ci sono i miniascensori domestici, indicati dall’azienda come dispositivi per il superamento di barriere verticali fino a 20 metri. La linea Home Lift di Mobility Care comprende soluzioni compatte, progettate per ridurre l’ingombro grazie a fossa e testata contenute, con modelli anche senza fossa installabili direttamente sul pavimento. Questo aspetto è particolarmente interessante nelle ristrutturazioni, nelle seconde case e negli immobili storici, dove non sempre è possibile intervenire con opere murarie invasive.
I miniascensori possono essere personalizzati nelle finiture, nei rivestimenti di pareti, pavimento e soffitto, così da integrarsi con maggiore coerenza nel progetto d’interni. Non sono pensati soltanto come ausilio per chi ha difficoltà motorie, ma anche come elemento di comfort quotidiano: facilitano il trasporto della spesa, di oggetti pesanti o ingombranti e possono contribuire ad aumentare la fruibilità e il valore dell’immobile.

Per scale e dislivelli interni o esterni, Mobility Care propone anche montascale e servoscala, dispositivi progettati su misura per favorire libertà di movimento, sicurezza e indipendenza. L’azienda evidenzia l’importanza dell’adattamento al contesto esistente, con soluzioni pensate per contenere l’ingombro, preservare l’estetica dell’abitazione e garantire un utilizzo confortevole lungo il percorso scala.

Le piattaforme elevatrici rispondono invece alla necessità di superare dislivelli verticali fino a 3 metri. Possono essere installate in ambienti interni o esterni e risultano utili non solo per persone con importanti difficoltà deambulatorie o in carrozzina, ma anche per rendere più semplici gli spostamenti quotidiani, ad esempio con passeggini o carichi domestici.
Il catalogo si completa con rampe componibili, modulari o portatili, pensate per dislivelli ridotti e disponibili in soluzioni adatte a diversi contesti architettonici. Mobility Care cita, tra le alternative, rampe in polietilene sagomabili su misura e rampe modulari in alluminio, con attenzione a posa veloce, superficie antiscivolo, resistenza e possibilità di installazione sia all’interno sia all’esterno.
Un capitolo importante riguarda anche l’adeguamento del bagno, ambiente particolarmente delicato quando si parla di autonomia e sicurezza. Mobility Care propone interventi e prodotti come docce a filo pavimento, vasche con sportello, accessori bagno e alza WC elettrico, con progettazioni su misura orientate a migliorare l’accessibilità e la fruizione quotidiana dello spazio.

Dal bonus al progetto: accessibilità, comfort e valore dell’abitare
Legare il Bonus Ristrutturazione alle soluzioni per la mobilità domestica significa spostare l’attenzione dal solo incentivo fiscale al valore progettuale dell’intervento. Un miniascensore, un montascale o una piattaforma elevatrice non sono semplicemente dispositivi tecnici: diventano strumenti per continuare a vivere la propria casa con maggiore autonomia, ridurre i rischi negli spostamenti e rendere l’abitazione più adatta all’evoluzione dei bisogni familiari.
Per utenti finali, progettisti e interior designer, il tema è centrale anche in ottica aging in place, cioè la possibilità di restare nella propria abitazione nel tempo, senza essere costretti a cambiarla quando cambiano le condizioni fisiche o familiari. L’accessibilità, se integrata fin dalla fase di progetto, può convivere con estetica, comfort e qualità degli interni, evitando soluzioni improvvisate o percepite come estranee al linguaggio domestico.
Il percorso richiede però una valutazione tecnica accurata. Mobility Care indica, tra i passaggi principali, la scelta della soluzione più adatta, il sopralluogo tecnico o il preventivo, la verifica dei requisiti fiscali, i pagamenti tracciabili e l’inserimento della spesa nella dichiarazione dei redditi. L’azienda dichiara inoltre di supportare i clienti nella consulenza sulle agevolazioni disponibili e nell’individuazione dell’impianto più adatto agli spazi e alle esigenze di mobilità.
Casa accessibile e su misura: il ruolo del design nelle soluzioni Mobility Care
In un mercato dell’abitare sempre più orientato a sicurezza, inclusione e qualità della vita, il progetto di una casa accessibile non va considerato un intervento speciale, ma una scelta progettuale lungimirante, capace di migliorare gli spazi e renderli più funzionali nel tempo. In questa direzione si inserisce il lavoro di Mobility Care, che progetta, realizza e installa soluzioni per la mobilità domestica ponendo particolare attenzione al design, all’estetica e all’integrazione architettonica.
L’accessibilità diventa così parte integrante del progetto: non un elemento aggiunto, ma una componente capace di dialogare con l’ambiente, valorizzarlo e renderlo più coerente con le esigenze di chi lo vive.
Ogni intervento nasce per coniugare prestazioni tecniche, qualità formale e coerenza progettuale. Le soluzioni Mobility Care sono infatti personalizzabili e progettate su misura, in base alle caratteristiche dell’abitazione e alle necessità del cliente. Il Bonus Ristrutturazione può contribuire a rendere questo investimento più sostenibile, trasformando l’abbattimento delle barriere architettoniche in un’occasione concreta per migliorare la casa oggi e prepararla meglio alle esigenze future.
