Una cucina accessibile, senza compromessi: il progetto sartoriale per Marcella

La nuova cucina sartoriale. Organizzazione, ergonomia e personalizzazione: ogni elemento cucito addosso a Marcella.

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Una cucina accessibile, senza compromessi il progetto sartoriale per MarcellaDopo aver raccontato nel nostro approfondimento “Progettare una casa accessibile” il progetto globale pensato per Marcella, entriamo ora nel cuore pulsante di quella trasformazione: la cucina. Uno spazio spesso trascurato nel design accessibile, ma che in questo caso è diventato il simbolo concreto di indipendenza, identità e bellezza funzionale. Questo intervento non si è limitato a rispettare delle norme: ha voluto riscrivere le regole, mettendo al centro la persona e le sue abitudini quotidiane.
E tutto è cominciato da una richiesta semplice, ma potentissima…

“Letizia, il mio desiderio è avere una cucina normale! La vorrei bella e funzionale per le mie esigenze. Non come quelle per i disabili, sono brutte e anonime”

Quando Marcella mi disse questo, mi colpì profondamente. Fino a quel momento non mi era mai capitato di progettare una casa accessibile — o meglio, accogliente, come preferisco definirla. E, ammetto, non mi ero mai soffermata a riflettere davvero su questo tema. Ma non si tratta di un problema: si tratta piuttosto di un nuovo punto di vista.

Nel caso di Marcella, questo punto di vista è diventato per me un vero e proprio esercizio di stile. Abbassarlo — in senso letterale e metaforico — ha significato rivedere ogni scelta progettuale in funzione di una fruizione diversa. Non solo fisicamente, e per me che sono alta 1,75 m non è stato affatto semplice, ma soprattutto dal punto di vista pratico, funzionale e spaziale.

Sì, perché cambia tutto: cambia il modo di muoversi nello spazio e cambia l’interazione con l’ambiente. Un esempio banale? Dove riporre ciò che normalmente troverebbe posto nei pensili, se questi non sono accessibili?

Da lì è partito tutto. Ho iniziato a pormi infinite domande, a fare ricerca, a studiare progetti già realizzati… sempre con il supporto instancabile di Marcella, che non è stata solo la cliente, ma una vera e propria compagna di viaggio.

Ecco, passo dopo passo, come siamo arrivate al risultato finale.

Da dove tutto è partito

In un primo momento, per praticità familiare, la cucina rappresentava l’unico ambiente condiviso con l’abitazione adiacente dei genitori. Ma Marcella desiderava conquistare una piena autonomia, e da questa esigenza è nato il progetto di uno spazio interamente dedicato a lei: la sua nuova cucina.

Ci siamo trovate davanti a una vera e propria “tela bianca”, pronta per accogliere idee, sogni e soluzioni su misura. Per dare forma a uno spazio davvero funzionale, ho iniziato a porle una serie di domande — tantissime. Avevo bisogno di comprendere a fondo le sue abitudini: quanto e come cucina, per quante persone, quali elettrodomestici utilizza (e con quali funzionalità), quanti accessori possiede — dai piatti alle pentole — e di quanta dispensa ha effettivamente bisogno.

Tutto questo per definire con precisione gli spazi necessari e ottimizzare ogni singolo centimetro.

Da dove tutto è partito
La cucina prima dell’intervento di Letizia Bonatti

 

Il vero limite da affrontare è stato lo spazio: dove riporre tutto ciò che normalmente troverebbe posto nei pensili?
Da questa necessità è nata l’idea di progettare una serie di colonne a mezza altezza rivolte verso il soggiorno, che pur essendo funzionali alla cucina, mantengono leggerezza visiva e continuità con l’ambiente living. Le ante consentono di riporre piatti e bicchieri, mentre i cassetti accolgono tovaglie e posate, ottimizzando ogni volume disponibile.

Ma facciamo un passo indietro: i pensili.
Prima di escluderli definitivamente, ho esplorato varie soluzioni tecnologiche, tra cui sistemi motorizzati che permettono al pensile di abbassarsi elettricamente fino all’altezza del piano di lavoro. Una soluzione estremamente intelligente, che garantisce accessibilità senza sacrificare lo spazio contenitivo. Tuttavia, i costi si sono rivelati proibitivi: 2.300 euro per singolo modulo, prezzo al rivenditore, a cui andrebbero sommati il ricarico del mobiliere e l’IVA. Una soluzione valida ma economicamente insostenibile per il nostro progetto.

Sono quindi state esplorate diverse alternative progettuali: muretto sì o no, cassettiera fissa o su ruote, frigorifero con celletta freezer integrata oppure elettrodomestici separati. Un processo iterativo, fatto di confronti, test e valutazioni, che ci ha condotte alla configurazione definitiva.

Render di una soluzione progettuale proposta alla cliente

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La nuova cucina sartoriale

La nuova cucina di Marcella è oggi un ambiente su misura, dotato di tutti i comfort e ottimizzato per rispondere pienamente alle sue esigenze quotidiane. Uno spazio funzionale, ma anche identitario: riconoscibile nei colori, nei materiali pratici, nella scelta degli elettrodomestici intelligenti. Una cucina in cui potersi riconoscere, vivere e muovere in piena autonomia.

Ma c’è un dettaglio fondamentale, spesso trascurato: la presa delle misure. Non dei muri — ma di Marcella!

Metro alla mano, ho rilevato ogni suo gesto e movimento, carrozzina compresa: l’altezza delle ginocchia, delle ruote, l’ampiezza dei movimenti, la portata delle braccia sollevate, fino alla sua capacità di piegarsi. Proprio come una sarta, le ho letteralmente cucito addosso la cucina.

La nuova cucina sartoriale
Una cucina cucita su misura, letteralmente: Ogni altezza, profondità e spazio di manovra è stato calibrato sulle reali possibilità di Marcella, rilevando gesti, posture e movimenti con la precisione di una sartoria progettuale

 

La nuova cucina sartoriale
Una cucina che non solo risponde alle sue esigenze funzionali, ma che la rappresenta pienamente anche dal punto di vista estetico

 

Nel dettaglio:

  • Accanto alla portafinestra è stata inserita una colonna a mezza altezza contenente il frigorifero.
  • A seguire, una seconda colonna ospita in basso il freezer a tre cassetti, mentre in alto trova posto il forno.
  • Sotto al top ribassato è stato collocato un cassetto per gli oggetti meno utilizzati.

La zona centrale è dedicata al piano d’appoggio operativo, dove sono integrati lavello e piano cottura. Subito dopo, una lavastoviglie ad altezza accessibile completa la continuità funzionale. Sul retro della lavastoviglie si sviluppa una base con cassetti, affiancata da una colonna a mezza altezza con ante e ulteriori cassetti.

In questo modo, Marcella ha a disposizione tutto lo spazio contenitivo necessario, accessibile in totale autonomia e senza compromessi sul piano estetico e funzionale.

Una cucina cucita su misura, letteralmente:Ogni altezza, profondità e spazio di manovra è stato calibrato sulle reali possibilità di Marcella, rilevando gesti, posture e movimenti con la precisione di una sartoria progettuale.
Colori che raccontano personalità: La palette cromatica è stata studiata per riflettere il gusto e l’identità di Marcella, combinando tonalità calde e accoglienti con materiali pratici e facilmente pulibili. Estetica e funzionalità convivono in perfetto equilibrio

 

Elettrodomestici intelligenti

Avete notato qualcosa di insolito?
Vi ho detto che non abbiamo inserito alcun pensile… eppure, a parete, c’è una cappa. Come si accende, allora? Non tramite pulsanti fisici, né con un telecomando. Il controllo avviene direttamente dal piano cottura.

Elettrodomestici intelligenti
Per il progetto di Marcella sono stati inseriti elettrodomestici smart pensati per migliorare l’accessibilità senza sacrificare la tecnologia

 

Abbiamo scelto un sistema piano–cappa interconnesso, dotato di tecnologia Bluetooth: i due dispositivi “dialogano” tra loro e la cappa regola automaticamente il livello di aspirazione in base alla potenza selezionata sul piano. Questo garantisce massima efficienza, ottimizzazione dei consumi e una straordinaria facilità d’uso per Marcella.

Oggi esistono numerosi elettrodomestici smart pensati per migliorare l’accessibilità senza sacrificare la tecnologia.
Tra le soluzioni adottabili ci sono:

  • Forni con apertura laterale, simili a un’anta battente, più semplici da gestire in carrozzina o con limitazioni motorie.
  • Comandi vocali integrabili tramite assistenti come Alexa o Google Home.
  • Frigoriferi con apertura automatica, ideali per chi ha le mani occupate o ridotta forza agli arti superiori.

Tecnologia e accessibilità, insieme, permettono oggi di progettare ambienti davvero inclusivi, dove la funzionalità si traduce in autonomia reale.

Elettrodomestici intelligenti
Elettrodomestici connessi e accessibili: Il piano cottura dialoga via Bluetooth con la cappa aspirante, regolando automaticamente la potenza in base alla cottura. Una tecnologia invisibile ma essenziale per semplificare i gesti quotidiani e aumentare l’autonomia

 

Accessibilità: una nuova normalità possibile

Questo progetto mi ha aperto gli occhi su un tema che ancora oggi viene troppo spesso ignorato, evitato, taciuto. L’accessibilità fa paura, forse perché ci costringe a confrontarci con fragilità che preferiremmo non vedere. Eppure, è parte integrante delle nostre vite — anche se non sempre ce ne rendiamo conto.

Essere accessibili non significa necessariamente parlare di disabilità. Significa creare ambienti che permettano a chiunque di vivere la propria casa in modo agevole, sicuro e dignitoso: persone anziane, donne in gravidanza, individui con disabilità temporanee o permanenti. Significa pensare lo spazio in funzione delle persone, non il contrario.

Il mio impegno quotidiano va in questa direzione: contribuire, nel mio piccolo, a una cultura del progetto che metta davvero al centro l’essere umano. È un percorso complesso, a volte faticoso, ma straordinariamente arricchente. Un cammino fatto di ostacoli, sì, ma anche di incontri preziosi e grandi ispirazioni.

E sono profondamente convinta che arriverà il giorno in cui non ci sarà più bisogno di usare la parola “accessibile” — perché sarà semplicemente la normalità del buon progetto.

Accessibilità: una nuova normalità possibile
Una vista d’insieme della cucina realizzata su misura per Marcella: ogni elemento è stato progettato per garantire autonomia, funzionalità e coerenza estetica, senza compromessi

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Scrivimi a letizia.bonatti@gmail.com per ricevere un preventivo personalizzato e trasformare i tuoi spazi in ambienti davvero su misura!
Sei un professionista e vuoi vedere pubblicato il tuo progetto? Scrivici a letizia.bonatti@gmail.com per ricevere tutte le informazioni necessarie e raccontare il tuo lavoro su CasaOggiDomani.

A presto,
Letizia

FAQ Progettare una cucina accessibile

Quali normative regolano la progettazione di una cucina accessibile in Italia?

Il riferimento principale è il D.M. 236/1989, che definisce i criteri di accessibilità, visitabilità e adattabilità degli spazi. A questo si affiancano il D.P.R. 503/1996 e le normative regionali, che possono introdurre requisiti aggiuntivi.

È necessario rinunciare all’estetica per avere una cucina accessibile?

Assolutamente no. Anzi, è proprio quello per cui sto lottando in quanto, dal mio punto di vista di progettista, non ha alcun senso logico. Oggi accessibilità e design possono convivere, ma bisogna averne la volontà e la capacità: materiali, illuminazione, tecnologia, colori e soluzioni su misura permettono di realizzare cucine belle, contemporanee e perfettamente funzionali.

È possibile adattare una cucina esistente o serve rifarla da zero?

Dipende dal caso. In alcuni progetti si possono apportare modifiche mirate come ribassare lo zoccolo e di conseguenza l’altezza del piano di lavoro, inserire elettrodomestici intelligenti connessi tra di loro, inserimento di accessori dedicati… mentre in altri è preferibile una progettazione completa per garantire una reale funzionalità e sartorialità.

Esistono elettrodomestici pensati per persone con disabilità?

Sì, esistono elettrodomestici con delle funzioni comode per tutte le persone e più agevoli per chi ha difficoltà. Forni con apertura laterale, piani cottura a induzione collegati con la cappa, frigoriferi con aperture automatiche quando si bussa sulla porta.

Progettare secondo normativa è sufficiente per garantire una cucina realmente funzionale?

Assolutamente no. Una cucina conforme alla normativa non è automaticamente una cucina ben progettata. Una cucina davvero accessibile nasce dall’equilibrio tra rispetto delle norme, ergonomia, ascolto delle abitudini e dei gesti quotidiani della persona, e da non escludere, il buon senso.





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