Influencer, moodboard e social: come cambia il mondo dell’opinion maker nella decorazione d’interni

Negli ultimi quindici anni il modo di pensare, progettare e raccontare lo spazio domestico è cambiato radicalmente. Se un tempo le tendenze dell’abitare nascevano nelle fiere di settore, nei cataloghi dei grandi brand o sulle pagine patinate delle riviste specializzate, oggi il loro epicentro si è spostato – almeno in parte – sui social network, dove influencer, architetti, designer e content creator trasformano lo stile in narrazione visiva. Instagram, Pinterest e YouTube sono diventati veri e propri laboratori digitali in cui stili, materiali e soluzioni progettuali vengono testati, condivisi e amplificati in tempo reale. 

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Influencer, moodboard e social come cambia il mondo dell’opinion maker nella decorazione d’interniNegli ultimi anni l’universo dell’interior design ha vissuto una trasformazione senza precedenti: non più linee decise dai pochi attori del settore, ma un flusso costante di stili, idee e ispirazioni che nascono, si trasformano e si diffondono in tempo reale attraverso i social network. Se un tempo le tendenze venivano lanciate da fiere, riviste e showrooms, oggi la scena è dominata da influencer, moodboard digitali e community globali che ridefiniscono il concetto stesso di abitare.

Dall’autorevolezza centralizzata alla curatela diffusa

Il primo grande cambiamento riguarda la fonte dell’autorevolezza. Le riviste di architettura e interior design continuano a svolgere un ruolo fondamentale di analisi critica e approfondimento, ma non sono più le sole a dettare l’agenda estetica. Oggi la curatela è diffusa: architetti, interior designer, home stylist, ma anche appassionati e content creator contribuiscono alla costruzione dell’immaginario dell’abitare contemporaneo.

Gli influencer del settore casa non sono semplici testimonial di prodotti, ma spesso veri mediatori culturali. Attraverso feed coerenti, racconti personali e progetti documentati passo dopo passo, traducono concetti complessi – come il minimalismo caldo, il biophilic design o il recupero dell’artigianato locale – in immagini accessibili e immediatamente comprensibili.

Il potere del moodboard digitale

Il moodboard, strumento tradizionale del progetto, ha trovato nei social la sua massima espressione. Pinterest, in particolare, ha trasformato la raccolta di riferimenti visivi in un gesto quotidiano e globale. Le bacheche digitali non servono più solo ai progettisti, ma anche ai committenti, che arrivano al primo incontro con idee molto chiare (e spesso molto specifiche) su colori, texture e atmosfere desiderate.

Questo fenomeno ha avuto un duplice effetto. Da un lato ha democratizzato il linguaggio del design, rendendo il pubblico più consapevole e partecipe. Dall’altro ha generato una certa omologazione visiva: palette neutre, archi, microcemento, legni chiari e piante indoor si sono moltiplicati fino a diventare cliché. La sfida per i professionisti è oggi quella di partire da un immaginario condiviso per superarlo, restituendo unicità al progetto.

Insomma, le moodboard, un tempo strumento fisico per designer e architetti, si sono evolute in composizioni digitali dinamiche, condivise e remixate continuamente. Piattaforme come Pinterest hanno reso la moodboard uno spazio collettivo dove utenti professionisti e amatoriali costruiscono e reinterpretano idee di stile. La forza delle moodboard digitali sta nella visibilità immediata delle combinazioni estetiche, nell’accesso istantaneo a palette cromatiche, materiali e layout e nella capacità di tracciare (tramite analytics interni) quali scelte visive attirano più interesse. In questo modo, brand e designer possono monitorare in tempo reale le preferenze e adattare le proprie collezioni e proposte in anticipo rispetto al mercato.

Il potere del moodboard digitale
“Stratigrafia Materica” è la moodboard di Materia 2.0, azienda specializzata nella fornitura di materiali d’alta gamma per l’architettura, con un approccio sartoriale, con una materioteca tra le più ricche nel panorama. La moodboard in foto richiama i giochi di luce del sole, le texture avvolgenti e le cromie intense che caratterizzano l’estate, trasformandole in una narrazione visiva e sensoriale. La scelta dei materiali segue una logica stratificata: ogni livello rappresenta un momento, una traccia temporale, un processo di evoluzione. Non si tratta di una mera collezione di superfici, ma di un insieme coerente che riflette su come la materia diventi portatrice di senso all’interno del progetto. Proprio come vere e proprie storie, le moodboard vengono presentate sul canale Instagram dell’azienda

 

Influencer e trend in tempo reale

Gli influencer di interior design hanno assunto un ruolo centrale nella definizione delle tendenze. Non sono più solo narratori di stili: diventano veri e propri trendsetter, capaci di trasformare un dettaglio di arredo in un must-have globale nel giro di poche ore. Attraverso contenuti visuali curati, walkthrough di case, prima/dopo di ristrutturazioni e collaborazioni con brand, questi creatori traducono l’estetica in linguaggio accessibile e desiderabile.

La loro forza risiede nella autenticità percepita: i follower non guardano solo prodotti, ma stili di vita, consigli pratici e visioni personali di abitare. Questo intreccio di estetica e quotidianità alimenta una forma di comunicazione più immediata e relazionale rispetto alle tradizionali pubblicazioni cartacee.

Le piattaforme di social media

La divulgazione e la comunicazione relativa al settore abitare utilizza diversi social network coerentemente con lo spirito di ciascuno di essi.

Instagram: l’estetica come racconto

Instagram resta la piattaforma più influente per l’architettura d’interni. La sua natura visiva premia la forza dell’immagine, la coerenza cromatica e la riconoscibilità dello stile. Case reali, set fotografici, rendering e dettagli costruttivi convivono in un flusso continuo che privilegia l’impatto immediato.

Negli ultimi anni, però, il formato si è evoluto: ai post statici si sono affiancati Reels e Stories, che permettono una narrazione più dinamica e autentica. Il dietro le quinte di un cantiere, il prima e dopo di una ristrutturazione, la vita quotidiana in uno spazio progettato diventano strumenti potentissimi per raccontare non solo il risultato finale, ma anche il processo.

Le piattaforme di social media
La mostra ALCHEMICA, a cura di Patricia Urquiola, durante la Milano Design Week 2025. Con oltre 480 mila follower, l’architetto e designer spagnola Patricia Urquiola presenta su Instagrama i suoi progetti e le sue installazioni artistiche per fiere ed eventi internazionali. Pur non essendo “influencer” nel senso classico, ha una forte presenza su Instagram dove condivide progetti, installazioni e ispirazioni di design

 

Pinterest: la mappa delle tendenze

Pinterest è meno spettacolare ma forse più strategico. È qui che le tendenze nascono in forma embrionale, prima di esplodere su altre piattaforme. Analizzando le ricerche e le immagini più salvate, si possono intercettare in anticipo i desideri emergenti: dal ritorno dei colori saturi all’interesse per materiali grezzi e superfici imperfette. Per designer e aziende, Pinterest rappresenta una sorta di osservatorio privilegiato sull’evoluzione del gusto, oltre che uno strumento di lavoro quotidiano. Non a caso, molte collezioni e concept nascono oggi da moodboard digitali condivisi, più che da tavole fisiche.

TikTok e YouTube: il progetto come esperienza

TikTok ha introdotto una nuova grammatica anche nel mondo dell’abitare. Video brevi, ritmati e spesso informali raccontano trasformazioni radicali in pochi secondi, rendendo virali soluzioni progettuali che un tempo avrebbero richiesto lunghe spiegazioni. Il focus non è solo sull’estetica, ma sull’esperienza: come cambia uno spazio, come si vive, come risponde a esigenze reali.

YouTube, con i suoi formati più lunghi, si presta invece all’approfondimento: tour di case, spiegazioni tecniche, analisi di stili e materiali. È la piattaforma ideale per costruire credibilità e autorevolezza, soprattutto per studi di architettura e designer che vogliono raccontare il proprio metodo.

TikTok e YouTube: il progetto come esperienza
Per celebrare 90 anni di attività, Marazzi, marchio storico della ceramica, ha chiesto alla designer britannica Charlotte Taylor di fornire una sua personale interpretazione del prodotto, una narrazione architettonica che si è concretizzata nel progetto di una casa immaginata. La designer, con una forte presenza su Instagram (365 mila follower), ha creato un ambiente che lega l’estetica degli oggetti alla terra e ai colori naturali, come lo studio, con pareti opache, un grande tavolo, il pavimento color argilla che richiama gli atelier del Sud Europa

 

La democratizzazione del gusto

Uno degli effetti più profondi dei social nel settore dell’abitare è la democratizzazione del gusto. Le estetiche non sono più dettate solo dalle élite del design, ma emergono da comunità globali di appassionati. Questo processo ha ampliato l’orizzonte delle tendenze, facendo spazio a stili ibridi, contaminazioni culturali e nuove sensibilità (dal “Japandi” al “Grandmillennial”, fino alle reinterpretazioni locali di design sostenibile.

Che cos’è lo stile “Japandi”

Lo stile Japandi nasce dall’incontro armonioso tra l’estetica giapponese e il design scandinavo, unendo due culture apparentemente lontane ma profondamente affini nel culto della semplicità, della funzionalità e del rispetto per i materiali naturali. È un linguaggio visivo essenziale e caldo, dove il minimalismo nordico si arricchisce della sensibilità wabi-sabi, fatta di imperfezioni, silenzi e bellezza discreta.

Linee pulite, palette neutre e terrose, legni chiari o scuriti dal tempo, tessuti naturali e arredi bassi costruiscono ambienti misurati, pensati per durare e per favorire un senso di calma autentica. Sui social media, lo stile Japandi si afferma come estetica dell’equilibrio e della lentezza, capace di parlare a una community sempre più attenta al benessere domestico e alla sostenibilità, diventando per gli opinion maker dell’arredo un codice visivo riconoscibile, raffinato e profondamente contemporaneo.

Che cos’è lo stile “Japandi”
Tappeto Deck di Carpet Edition: Deck Bianco Caraibi – Design: Simone Cagnazzo. Eterno e luminoso, il bianco è una scelta che esalta la luce naturale e rende gli spazi visivamente più ariosi e ordinati. Le sue diverse sfumature influenzano la percezione degli ambienti e, grazie alla sua neutralità, mettono in risalto arredi e dettagli architettonici, adattandosi con facilità a stili come il minimal, il Japandi o lo scandinavo. Nel design dei tappeti, il bianco diventa una base espressiva su cui prendono forma texture e rilievi, dando vita a superfici avvolgenti e dinamiche. Discreto ma centrale, il tappeto bianco unisce equilibrio visivo e sensazioni tattili piacevoli

 

Verso un nuovo equilibrio

L’influenza dei social network sull’abitare è innegabile, ma non va letta in modo semplicistico. Non si tratta di una sostituzione dei canali tradizionali, bensì di una loro integrazione. I social accelerano la diffusione delle tendenze, amplificano le immagini e rendono il pubblico più consapevole; il compito della progettazione resta però quello di dare profondità, senso e durata a ciò che nasce come suggestione visiva. In un panorama sempre più saturo di immagini, il vero valore aggiunto non è seguire l’ultima tendenza virale, ma saperla interpretare criticamente. Perché, al di là dei like e delle condivisioni, l’abitare resta un fatto intimo, culturale e profondamente umano.

Consigli per trovare ispirazioni sui social media

Suggerimenti per trovarne di nuovi: su Instagram utilizza hashtag come #InteriorDesign, #HomeDecor, #FurnitureDesign e #DesignInspiration; su Pinterest esplora bacheche dedicate al design e a stili di ambienti specifici come minimalista, moderno, boho o scandinavo; su YouTube naviga tra le categorie dedicate agli home makeover e ai design vlog per scoprire canali che uniscono tutorial pratici e storytelling.

Sfide e opportunità per professionisti e brand

Per architetti, interior designer e marchi, i social rappresentano sia una opportunità che una sfida. Se da un lato offrono strumenti preziosi per visibilità e interazione diretta con il pubblico, dall’altro impongono una velocità di adattamento senza precedenti. Comprendere il linguaggio di ciascuna piattaforma e saper trasformare progetti in contenuti coinvolgenti è diventato parte integrante del lavoro creativo.

Sfide e opportunità per professionisti e brand
I pannelli Origami di Aectual, utilizzati per la realizzazione dell’atrio dello Strawinskyhuis, sono prodotti con materiali naturali e progettati per essere completamente riciclati: al termine del loro utilizzo, possono infatti essere triturati e ristampati, garantendo un ciclo di vita circolare e riducendo al minimo l’impatto ambientale

 

Perché il riciclo e il riuso sono fondamentali in un panorama in continua trasformazione

Questo nuovo approccio comunicativo nella decorazione d’interni e più in generale nel sistema abitare a trecentosessanta gradi ha portato a mutamenti di tendenze sempre più veloci e repentini. Ma scenari che cambiano equivalgono al continuo bisogno di nuove risorse, come spiegano da Aectual, piattaforma olandese specializzata nella stampa 3D su larga scala (XL) di prodotti architettonici e di design sostenibili e personalizzabili: “Le tendenze evolvono sempre più rapidamente — soprattutto negli interni commerciali, retail e dell’hospitality — gli spazi vengono aggiornati con maggiore frequenza. Purtroppo, questo spesso comporta una quantità significativa di sprechi: il settore edilizio è responsabile di circa il 40% delle emissioni globali di CO₂ e di un terzo di tutti i rifiuti a livello mondiale. Aectual offre una soluzione per questi interni in continua evoluzione. Dopo l’uso, i nostri prodotti possono essere triturati e ristampati direttamente in nuovi design attraverso il nostro servizio circolare di ritiro, permettendo agli interni di evolversi senza generare rifiuti. Inoltre, possiamo generare rapidamente nuovi design e prodotti in digitale, il che ci consente di rispondere velocemente alle tendenze e alle nuove richieste progettuali”.

Perché il riciclo e il riuso sono fondamentali in un panorama in continua trasformazione
Un esempio del lavoro di Aectual è il progetto dell’architetto Casper Schwarz per l’atrio dello Strawinskykouse un edificio per uffici ad Amsterdam rinnovato e moderno che include tra le sue caratteristiche un atrio centrale (atrium) molto luminoso e arioso, spesso utilizzato come spazio comune e punto focale interno dell’edificio. Il progetto nasce dall’esigenza di aggiungere una sala riunioni in un atrio che necessitava anche di maggiore privacy. La soluzione è stata concepita come un oggetto scultoreo capace di offrire isolamento funzionale e, allo stesso tempo, un forte elemento identitario per l’intero spazio. L’ispirazione deriva dal desiderio di contrastare la rigidità dell’architettura rettangolare dell’edificio con una forma più morbida, organica e “tesaurizzabile”, capace di trasmettere calore e accoglienza. E il progetto ha preso forma con i pannelli Origami di Aectual, realizzati a loro volta con materiali naturali e in grado di essere triturati e ristampati, garantendo un ciclo di vita circolare.

 

Intervista a Gae Avitabile, architetto e designer
Architetto e designer Gae Avitabile. ©SerenaEller2025

Intervista a Gae Avitabile, architetto e designer

Come sono cambiati gli stili dell’abitare nell’era digitale, dominata da immagini e influencer?

I social hanno trasformato e continuano a plasmare i nostri gusti e le nostre idee. I clienti sono sempre più consapevoli e utilizzano i loro dispositivi come vere e proprie moodboard personali, raccogliendo suggestioni, ispirazioni e desideri da tradurre nella loro idea di progetto.

Questo influisce inevitabilmente anche sugli stili: se un tempo ci si identificava in una sola tipologia di interni, oggi posso incontrare clienti che prediligono atmosfere classiche, altri che ricercano un’estetica contemporanea, altri ancora dai gusti più eclettici e infine clienti che mi offrono l’opportunità di esprimere pienamente la mia creatività. Non credo che gli stili siano cambiati o stiano cambiando radicalmente; ciò che è mutato è la consapevolezza dei clienti, alimentata dal flusso costante di informazioni digitali.

Da questo punto di vista, Casa Egle ha rappresentato per me un’occasione preziosa per esprimere pienamente e liberamente la mia creatività. La proprietaria, appassionata di brocante, mi ha aperto le porte del suo deposito: uno spazio colmo di oggetti, mattonelle, lampade e ricordi. Il mio compito era utilizzare secondo la mia sensibilità progettuale tutto questo universo eterogeneo per progettare questo piccolo spazio che rispecchiasse anche la visione sentimentale della proprietaria.

Da che cosa trae ispirazione per i suoi progetti di interni?

L’ispirazione è un tema affascinante in tutti i campi, non solo in quello creativo. Personalmente, tutto può diventare una fonte d’ispirazione: un colore, un’immagine, un profumo. Il processo creativo e il momento in cui nasce l’idea sono quelli che prediligo di più. Il risultato finale non è altro che la traduzione fisica di questi due passaggi, dell’intuizione iniziale e della sua evoluzione in un progetto.

Per quanto riguarda Casa Egle, è stato fondamentale innanzitutto comprendere quali oggetti selezionare, approfondendone la provenienza, l’epoca e il valore evocativo. Ogni pezzo raccontava una storia diversa e, proprio per questo, la fase di scelta è diventata un momento centrale del progetto. In questo processo, i contenuti hanno assunto un ruolo portante: non semplici elementi decorativi, ma frammenti di memoria capaci di orientare le decisioni progettuali. Sono loro ad aver definito atmosfere, cromie e accostamenti, trasformandosi nel vero punto di partenza per immaginare e costruire il contenitore che li avrebbe accolti. Il risultato è uno spazio in cui passato e presente dialogano con naturalezza, e dove l’identità del luogo emerge attraverso gli oggetti stessi, valorizzati e armonizzati in una nuova narrazione abitativa.

Da che cosa trae ispirazione per i suoi progetti di interni?
Nel centro di Caserta, vicino alla Reggia, l’architetto Gae Avitabile trasforma un piccolo deposito in Casa Egle, un’abitazione di 45 mq poetica e sostenibile.
Il progetto nasce come elogio del riuso e delle memorie affettive, valorizzando oggetti vintage raccolti dalla proprietaria Egle nel corso della vita.
Ogni scelta progettuale è pensata su misura per accogliere questi ricordi e farli rivivere nello spazio. ©CarloOriente

 

Qual è secondo lei il ruolo del progettista in questo nuovo scenario?

Io credo che il ruolo del progettista, in fondo, sia sempre lo stesso: mettere al centro le esigenze dell’uomo e interpretarle per trasformarle in realtà. Una realtà capace di migliorare l’abitare, il lavorare e, più in generale, la qualità della vita. Ciò che sta cambiando non è il ruolo, ma gli strumenti con cui ci confrontiamo. Le tecnologie evolvono, i linguaggi si trasformano, ma la missione del progettista rimane invariata: dare forma ai bisogni, alle aspirazioni e ai desideri delle persone.

Architetto e designer, dopo l’esperienza in Francia Gae Avitabile torna in Campania, dove unisce progettazione, sostenibilità e sperimentazione dei materiali in un approccio creativo e metodologico capace di generare esiti originali.

Qual è secondo lei il ruolo del progettista in questo nuovo scenario?
Casa Egle 3 | Gae Avitabile | ©CarloOriente

 

FAQ Influencer, moodboard e social

Influencer, architetti, designer e content creator traducono lo stile in una narrazione visiva continua, fatta di immagini, progetti e ispirazioni. Instagram, Pinterest e YouTube si configurano oggi come veri e propri laboratori digitali, in cui estetica e progettazione si incontrano, si contaminano e si evolvono in tempo reale. Alcune delle domande più ricercate online dagli utenti e dai professionisti.

In che modo i social network hanno cambiato il mondo dell’interior design?

I social network hanno spostato il baricentro delle tendenze dall’autorevolezza centralizzata di fiere e riviste a una curatela diffusa. Oggi stili e idee nascono, si trasformano e si diffondono in tempo reale grazie a influencer, designer, brand e community globali, rendendo il design più accessibile e partecipato.

Qual è il ruolo degli influencer nel settore dell’abitare contemporaneo?

Gli influencer di interior design non sono solo promotori di prodotti, ma mediatori culturali. Attraverso immagini, storytelling e progetti raccontati passo dopo passo, traducono concetti complessi in linguaggi visivi immediati, influenzando gusti, desideri e tendenze su scala globale.

Perché le moodboard digitali sono diventate così importanti nel processo progettuale?

Le moodboard digitali, soprattutto su Pinterest, hanno democratizzato il linguaggio del progetto. Sono strumenti condivisi da professionisti e utenti comuni, permettono di visualizzare combinazioni di materiali e stili e consentono a designer e brand di intercettare in anticipo le preferenze del pubblico.

Quali differenze ci sono tra le principali piattaforme social nel racconto dell’interior design?

Instagram privilegia l’impatto estetico e la narrazione visiva immediata; Pinterest funziona come mappa strategica delle tendenze emergenti; TikTok racconta il progetto come esperienza dinamica e quotidiana; YouTube consente approfondimenti tecnici e costruzione di autorevolezza attraverso contenuti più lunghi.

La diffusione dei social porta a una perdita di originalità nel design?

I social possono favorire una certa omologazione visiva, ma rappresentano anche un’enorme opportunità. La sfida per progettisti e brand è partire da un immaginario condiviso per superarlo criticamente, restituendo unicità, profondità culturale e durata ai progetti di interior design.

Foto in apertura: Dettaglio dei pannelli Origami di Aectual, realizzati a loro volta con materiali naturali e in grado di essere triturati e ristampati, garantendo un ciclo di vita circolare




Articolo realizzato in collaborazione con...



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