
La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha sottolineato l’urgenza di un “dialogo reale tra istituzioni e operatori del settore”, evidenziando come l’attuale complessità normativa rappresenti un freno allo sviluppo e all’efficientamento del patrimonio immobiliare, anche a causa della scarsa chiarezza sugli strumenti finanziari disponibili per attuare le ristrutturazioni.
Il ritardo italiano: cifre e ostacoli
In Italia esistono 1,3 milioni di condomini, che comprendono 30 milioni di unità immobiliari. Secondo Francesco Burrelli, presidente nazionale ANACI, 4 milioni di queste abitazioni saranno direttamente interessate dalle normative “green”.
Oltre il 70 % dei condomini è stato costruito prima delle prime normative energetiche e classificato in classe G: edifici realizzati in un’epoca dove non esistevano vincoli tecnici sull’efficienza. Per migliorare di una classe energetica, servono mediamente 20.000 € per unità; per due classi, la cifra può salire a 40.000 €.
Quanto alla sicurezza, secondo Leonardo Caruso, Presidente ANACI Milano, la nuova normativa europea impone anche il rispetto delle strutture edilizie oltre che dei consumi: un’abitazione non può essere efficiente se non è in condizioni strutturali adeguate.
A conferma della complessità, Allain Duffoux, Presidente SNPI, Francia, ha ricordato che già nel suo Paese sono state vietate le locazioni in classe G — e da gennaio 2028 anche le classi F — provocando la fuoriuscita di centinaia di milioni di immobili dal mercato degli affitti.
Secondo i dati di Milano, l’80 % degli edifici nel tessuto urbano necessitano urgentemente di interventi strutturali ed energetici: una cifra che fotografa la scala della sfida in contesti densamente urbanizzati.
Vantaggi a livello domestico: cosa guadagnano le famiglie
Riqualificare casa non è solo una questione normativa: comporta benefici concreti e duraturi per chi abita nelle abitazioni:
- Riduzione delle bollette: migliorare l’isolamento, sostituire impianti obsoleti e adottare tecnologie efficienti abbassa il consumo energetico e il costo delle utenze.
- Maggiore confort abitativo: temperature più stabili, minore dispersione termica e ambienti più salubri, senza correnti d’aria o sbalzi termici.
- Valorizzazione dell’immobile: un edificio moderno, efficiente e sicuro ha un appeal superiore sul mercato immobiliare e attira acquirenti o inquilini con maggior facilità.
- Sicurezza e durabilità: adeguare strutture e impianti significa ridurre rischi, allungare la vita dell’edificio e tutelare chi vi abita.
- Accesso a incentivi e vantaggi fiscali: spesso i progetti green e le opere di ristrutturazione possono beneficiare di detrazioni o incentivi statali (a patto che la normativa locale e nazionale lo consenta e rimanga stabile).
Verso il futuro: semplificazione, risorse e azione collettiva
A rendere ardua la transizione verso edifici moderni è soprattutto la burocrazia: iter autorizzativi complessi, normative sovrapposte e mancanza di chiarezza sugli strumenti finanziari bloccano molti cantieri.
La direttiva “Case Green” 2030, con i suoi obiettivi ambiziosi di riduzione dei consumi, rischia di restare sulla carta se non accompagnata da risorse condivise, regole semplici e supporto tecnico e finanziario.
Serve una visione condivisa: dagli amministratori agli enti locali, dai progettisti alle istituzioni europee, per costruire un percorso che scali dal condominio al quartiere. Come ha sottolineato la vicepresidente Pina Picierno: «nelle fasi di crisi il patrimonio immobiliare è un bene rifugio», ma per diventare tale non può restare fermo.
Il bilancio ANACI Day 2025: 4 milioni di case da cambiare
Il messaggio emerso con chiarezza dall’ANACI Day è questo: il conto della rigenerazione urbana va affrontato ora. Non possiamo rimandare.
Quattro milioni di appartamenti sono coinvolti, decine di migliaia di euro per ogni unità, una burocrazia che frena l’azione e un patrimonio immobiliare che chiede a gran voce un salto verso il futuro.
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