Bonus barriere architettoniche al 75%: 4 alternative per sfruttare le agevolazioni nel 2026

L’agevolazione per il bonus barriere architettoniche nella sua misura massima del 75%, è scaduta il 31 dicembre 2025. Quale sarà il suo destino nell’anno in corso? Ecco 4 alternative da utilizzare nel 2026.

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Bonus barriere architettoniche al 75% 4 alternative per sfruttare le agevolazioni nel 2026Introdotto dall’articolo 119-ter del DL 34/2020, il Bonus barriere architettonichee si è avviato verso la sua conclusione. Questa agevolazione, pensata per favorire l’accessibilità degli edifici esistenti è applicabile esclusivamente alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2025. Vuol dire che dal 2026, in assenza di proroghe legislative, il sistema delle agevolazioni tornerà a un assetto ordinario, con aliquote più contenute e strumenti fiscali differenti. Ecco 4 alternative al Bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche da sfruttare nei prossimi anni.

Cos’è e come funziona il Bonus barriere architettoniche al 75%

Questo bonus consiste nella detrazione IRPEF pari al 75% delle spese documentate, ripartita in cinque quote annuali di pari importo. Serve ad eliminare le barriere architettoniche e rendere la casa agevole anche per persone con disabilità e con difficoltà motorie.

I massimali di spesa variano in funzione della tipologia edilizia, con un tetto più elevato per le unità unifamiliari e progressivamente ridotto per i condomìni di dimensioni maggiori.

L’agevolazione è riservata agli interventi realizzati su edifici già esistenti e riguarda esclusivamente opere finalizzate all’eliminazione degli ostacoli alla mobilità, come ascensori, rampe, servoscala e piattaforme elevatrici. Nel 2024, gli interventi ammessi sono stati ulteriormente ristretti, escludendo lavorazioni accessorie non direttamente riconducibili all’abbattimento delle barriere.

Requisiti tecnici richiesti e adempimenti

Per accedere al beneficio fiscale è richiesta la conformità agli standard del DM 236/1989, attestata tramite apposita asseverazione tecnica. Il pagamento delle spese deve avvenire mediante bonifico parlante, con indicazione dei riferimenti normativi e dei dati fiscali delle parti coinvolte. Non sono ammessi mezzi pagamenti in contanti o con mezzi non tracciabili.

Requisiti tecnici richiesti e adempimenti
L’agevolazione è riservata agli interventi realizzati su edifici già esistenti e riguarda esclusivamente opere finalizzate all’eliminazione degli ostacoli alla mobilità

 

La scadenza al 31 dicembre 2025

Ad oggi, per motivi legati alla razionalizzazione della spesa pubblica, il Bonus barriere architettoniche non è stato prorogato oltre il 2025. A partire dal 1 gennaio 2026, l’eliminazione delle barriere architettoniche non potrà più beneficiare dell’aliquota potenziata del 75%, ma rientrerà nei regimi ordinari previsti dalla normativa fiscale, con un impatto significativo sulla convenienza economica degli interventi.

Bonus barriere architettoniche, l’elenco dei lavori ammessi e dei beneficiari
Il Bonus barriere architettoniche non è stato prorogato oltre il 2025

 

Le alternative fiscali disponibili dal 2026

1. Bonus ristrutturazioni edilizie ex articolo 16-bis del TUIR

La principale opzione dopo la fine del Bonus 75% è il Bonus ristrutturazioni, disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR. Nel 2026 l’aliquota si attesta al 50% per le abitazioni principali e al 36% per le altre unità immobiliari, su un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro per unità.

Gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche continuano a rientrare tra quelli agevolabili, purché correttamente qualificati dal punto di vista edilizio.

2. Superbonus per interventi trainati residui

Ormai fortemente limitato, il Superbonus, con aliquota ridotta al 65%, potrà ancora includere l’eliminazione delle barriere architettoniche come intervento trainato.

Tale possibilità è subordinata alla realizzazione congiunta di lavori principali, come l’isolamento termico o la sostituzione degli impianti, e al rispetto delle condizioni soggettive e temporali previste dalla normativa vigente.

3. Detrazioni ordinarie per interventi a favore della mobilità

Rimane applicabile il regime ordinario delle detrazioni IRPEF per opere finalizzate alla mobilità delle persone con disabilità; tali detrazioni consentono di agevolare installazioni come montacarichi, ascensori e adeguamenti dei servizi igienici.
Si tratta di una disciplina meno vantaggiosa rispetto al Bonus barriere architettoniche, ma ancora rilevante in presenza di specifici requisiti soggettivi.

4. Ecobonus e interventi integrati

In alcuni casi, l’adeguamento degli infissi o di altri elementi edilizi può rientrare nell’Ecobonus al 50%, se l’intervento rispetta i requisiti di efficientamento energetico previsti dalla normativa. Questa opzione è particolarmente interessante quando l’eliminazione delle barriere si inserisce in un progetto più ampio di riqualificazione energetica dell’edificio.

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FAQ Bonus barriere architettoniche

Il bonus barriere architettoniche con aliquota massima al 75% si è concluso il 31 dicembre 2025. Quali prospettive ci sono per il 2026? Di seguito alcune delle domande più ricercate dagli utenti online.

Quando scade il Bonus 75% barriere architettoniche?

Il Bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche con aliquota al 75% è terminato il 31 dicembre 2025. La misura consente di recuperare una quota significativa delle spese sostenute per opere come l’installazione di ascensori, servoscala, piattaforme elevatrici, rampe o l’adeguamento delle scale, attraverso una detrazione fiscale ripartita in cinque rate annuali di pari importo.

Come funziona il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche?

Il bonus consiste nella detrazione IRPEF del 75% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 per interventi di eliminazione degli ostacoli fisici in edifici esistenti. Il beneficio è ripartito in cinque quote annuali e si applica entro limiti di spesa compresi tra 30.000 e 50.000 euro, in base alla tipologia dell’immobile. Sono agevolabili interventi come ascensori, servoscala, rampe e scale, purché conformi al DM 236/1989. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante e l’agevolazione è accessibile a persone fisiche, condomìni e imprese, nel rispetto dei requisiti tecnici e documentali previsti dalla normativa.

Quando scade il bonus ascensori?

Il cosiddetto “bonus ascensori” fa parte del Bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche ed è stato in vigore fino al 31 dicembre 2025 nella misura del 75%. La detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo.

Cosa rientra nel Bonus barriere architettoniche?

Il bonus barriere architettoniche riguarda interventi che agevolano la mobilità come: l’installazione o la sostituzione di ascensori e montascale, la realizzazione di rampe, l’inserimento di piattaforme elevatrici e l’automazione di elementi dell’edificio, gli adeguamenti funzionali degli ambienti finalizzati all’accessibilità.

Cos’è il Bonus piattaforma elevatrice e quando scade?

Il Bonus per l’installazione di piattaforme elevatrici rientra nel Bonus barriere architettoniche e consente di detrarre il 75% delle spese sostenute per interventi finalizzati all’eliminazione degli ostacoli alla mobilità in edifici già esistenti. Oltre alle piattaforme elevatrici, sono inclusi nel bonus ascensori, servoscala e altri sistemi analoghi. Tale detrazione è valida per le spese effettuate fino al 31 dicembre 2025.
La detrazione viene recuperata in cinque quote annuali di pari importo, entro i limiti di spesa stabiliti dalla normativa.

Articolo aggiornato

 

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Articolo scritto il 20/10/2023

Sostituzione di porte e finestre, eliminazione di gradini e installazione di montascale: sono tanti i lavori previsti dal Bonus barriere architettoniche, confermato fino al 2025.

Chi esegue questa tipologia di interventi ha diritto a un bonus pari al 75% da indicare come detrazione fiscale nella Dichiarazione dei redditi, tramite cessione del credito o sconto in fattura.

L’Agenzia delle Entrate elenca i requisiti tecnici e le caratteristiche dei beneficiari che possono usufruire della vantaggiosa agevolazione. Può trattarsi di privati cittadini, imprese e condomini e non è necessario dimostrare la presenza di un disabile all’interno dell’edificio.

Tutto sul bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche: lavori ammessi, l’elenco dei beneficiari e come richiedere l’agevolazione.

Cosa si intende per “barriere architettoniche” secondo la legge

Prima di vedere nel dettaglio in cosa consiste l’agevolazione fiscale e per quali lavori si può richiedere, è bene specificare cosa si intende per “barriere architettoniche”. Queste, secondo la legge e l’Agenzia delle Entrate che “eroga” il bonus, sono gli ostacoli fisici all’interno degli edifici che limitano o impediscono la deambulazione di soggetti con disabilità più o meno grave.

Sono barriere architettoniche le opere che non rispettano i requisiti previsti dal Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, quindi:

  • ostacoli fisici che creano disagio alla mobilità
  • ostacoli che limitano/impediscono l’utilizzazione di parti, attrezzature o componenti
  • mancanza di accorgimenti e segnalazioni per riconoscere le fonti di pericolo.

Bonus barriere architettoniche: chi sono i beneficiari

Confermato fino al 31 dicembre 2025, il bonus barriere architettoniche consiste nella detrazione Irpef fino al 75% della spesa sostenuta per una serie di interventi volti a migliorare la mobilità.

L’elenco dei beneficiari comprende:

  • le persone fisiche, esercenti di arti e professioni
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • le società semplici e le associazioni tra professionisti
  • i soggetti con reddito d’impresa

Per beneficiare del bonus non è necessario essere proprietari dell’immobile, basta che il richiedente sia in possesso di un titolo idoneo (ad esempio un contratto d’affitto regolarmente registrato). Il “titolo idoneo” deve risultare al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese.

Bonus barriere architettoniche chi sono i beneficiari
Il bonus barriere architettoniche consiste nella detrazione Irpef fino al 75% della spesa sostenuta per una serie di interventi volti a migliorare la mobilità

Quali interventi rientrano nel bonus

Un dubbio frequente riguarda la tipologia e la quantità di lavori ammessi alla detrazione. L’Agenzia delle Entrate è intervenuta in diverse occasioni per chiarire gli interventi ammessi e quelli esclusi.

Ecco un elenco esemplificativo:

  • installazione di ascensori a norma, montacarichi, elevatori esterni all’abitazione
  • sostituzione di gradini con rampe
  • interventi di automazione degli impianti

Il bonus mobili non è richiedibile, invece, per le spese legate al semplice acquisto di strumentazione o beni mobili, anche se questi sono funzionali alla mobilità delle persone con disabilità.

In questo caso specifico si può optare per il bonus mobili e grandi elettrodomestici qualora siano stati eseguiti lavori di ristrutturazione straordinaria.

Barriere architettoniche e Superbonus

Un’altra via per usufruire delle detrazioni fiscali per i lavori di eliminazione delle barriere architettoniche esistenti è il Superbonus. La detrazione si riferisce ai lavori sostenuti a partire dal 1° gennaio 2021 congiuntamente a interventi di isolamento termico, efficientamento energetico, sostituzione degli impianti e altri compresi tra gli “interventi trainanti”.

I tetti di spesa

Chi desidera accedere al bonus deve tenere in considerazione i tetti di spesa previsti dalla normativa (art. 119-ter):

  • 50.000 euro per edifici unifamiliari e unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari indipendenti e con accessi autonomi
  • 40.000 euro per gli edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari (moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio)
  • 30.000 euro per gli edifici composti da più di 8 unità immobiliari (moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio).

Come richiedere il bonus 75%

Chi esegue i lavori di rimozione delle barriere architettoniche o installa montascale, rampe e altri sistemi funzionali alla deambulazione, può scegliere tre vie: valorizzare la spesa in Dichiarazione dei redditi detraendo la spesa in 10 quote di pari importo in 10 anni; optare per lo sconto in fattura (fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso); la cessione del credito a banche, istituti di credito e intermediari finanziari.





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