Rifiuti speciali, quali sono e come smaltirli in modo corretto

Non sono soltanto le industrie a produrre i rifiuti speciali. Molti di questi si trovano nelle nostre case e sono, ad esempio, pile, olio esausto e vecchi smartphone. Ma quali sono i rifiuti pericolosi e non pericolosi? E come possono essere smaltiti in modo corretto? Vediamo insieme qualche consiglio utile per non correre il rischio di prendere sanzioni, anche molto costose, sia per il privato che per l’azienda.

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Rifiuti speciali, quali sono e come smaltirli in modo corretto

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I rifiuti a livello normativo sono divisi in urbani e speciali. I primi vengono smaltiti dalle amministrazioni pubbliche, secondo le regole del Comune in cui si abita riguardo alla raccolta differenziata. I rifiuti speciali vengono prodotti in casa, e occorre fare molta attenzione a come si smaltiscono al fine di evitare dure sanzioni.

Quelli speciali, invece, sono rifiuti che richiedono un particolare iter di smaltimento. Pensiamo alle batterie dei PC o degli smartphone, ai farmaci scaduti, all’olio esausto, ai toner delle stampanti o agli elettrodomestici non più funzionanti. Esistono poi quelli “pericolosi” perché potenzialmente dannosi per la salute dell’uomo e per l’ambiente, primo fra tutti l’amianto. Per loro la legge prevede un preciso processo di smaltimento ad opera di aziende private specializzate. Ciò che è certo è che, speciali o pericolosi che siano, questi rifiuti non si possono in nessun caso gettare nella spazzatura.

Cosa prevede la legge sullo smaltimento dei rifiuti speciali

Per capire come poter smaltire la spazzatura esiste una classificazione universale contenuta nel Regolamento UE 1357/2014. Come abbiamo anticipato poc’anzi, i rifiuti si distinguono in:

  • urbani;
  • speciali, questi ultimi divisi in pericolosi e non pericolosi

I primi sono gestiti e smaltiti direttamente dalla Pubblica Amministrazione, i secondi da aziende private in base a diversi fattori, ad esempio quelli “ingombranti” vengono ritirati al domicilio. Quelli dannosi per la salute e altamente inquinanti, invece, richiedono un iter di smaltimento monitorato in tutte le sue fasi, raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero (ove possibile) e smaltimento.

I rifiuti speciali non recuperabili e quelli pericolosi si smaltiscono in impianti ad hoc con trattamenti specifici e monitorati, uno di questi è la “sterilizzazione a vapore umida.”

Rifiuti speciali, quali sono e come smaltirli in modo corretto

Come fare per smaltirli

Chiarita la definizione generale di rifiuti speciali, urbani, pericolosi e non pericolosi, bisogna precisare dove gettarli correttamente. In ogni città, sono presenti riciclerie cittadine dove portare i rifiuti speciali, smartphone, stampanti, PC, elettrodomestici, condizionatori, ventilatori e così via.

Chiamando il proprio Comune o consultando i siti internet dedicati si può agevolmente reperire tutte le informazioni necessarie per uno smaltimento corretto, dove sono ubicati i punti di raccolta e discarica e le aziende speciali che prendono in carico il servizio.

Quali sono i rifiuti speciali, ecco l’elenco completo

Per evitare errori, questa è la lista completa dei rifiuti considerati “speciali” per legge:

  • scarti di lavori industriali e attività commerciali;
  • rifiuti che derivano da attività di smaltimento;
  • fanghi derivanti dalla depurazione delle acque;
  • rifiuti sanitari;
  • elettrodomestici e macchinari;
  • veicoli e componenti fuori uso.

I rifiuti speciali pericolosi

Alcuni rifiuti speciali sono particolarmente dannosi per la salute e l’ambiente, poiché altamente inquinanti. Il loro smaltimento richiede delle procedure ancor più meticolose per ridurne o azzerare i rischi. Stiamo parlando di scarti derivanti da:

  • raffinazione del petrolio;
  • industria fotografica;
  • industria metallurgica;
  • produzione tessile;
  • ricerca medica e veterinaria;
  • oli esausti;
  • solventi.

Rifiuti speciali, quali sono e come smaltirli in modo corretto

Per chi non smaltisce i rifiuti speciali correttamente, pericolosi e non, scattano le conseguenze legali su segnalazione o denuncia di un altro cittadino (potrebbe trattarsi del vicino di casa “spione”. Se scoperto, il cittadino rischia:

  • di dover pagare una sanzione pecuniaria che va dai 300 ai 3.000 euro;
  • una sanzione amministrativa aumentata del doppio se i rifiuti vengono abbandonati in strada o nei cassonetti pubblici.

Se a commettere il reato di abbandono dei rifiuti (articoli 255- 256 del Codice penale) è una azienda privata – e non un privato cittadino – le sanzioni sono ancora più severe: l’arresto da tre mesi fino a un anno con l’aggiunta della ammenda fino a 26.000 euro se non si tratta di scarti pericolosi.

Invece, se i rifiuti in questione rientrano nella categoria di “speciali pericolosi”, la sanzione in caso di denuncia sale al carcere da 6 mesi a 2 anni e alla medesima ammenda pecuniaria.