Le smart home sono sicure? Come funzionano le case intelligenti?

Smart home, in tanti la desiderano, ma in pochi conoscono veramente rischi e potenzialità di questa nuova tecnologia domestica. Vediamo come funziona, in che ambiti può essere utilizzata e come migliorare privacy e sicurezza.

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Le smart home sono sicure? Come funzionano le case intelligenti?

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Smart home, se fino a poco tempo fa era un’espressione sconosciuta, in poco tempo è entrata nel vocabolario degli italiani, soprattutto di quelli appassionati di tecnologia. Infatti, sfruttando l’occasione offerta da Superbonus, Ecobonus e bonus mobili, in tanti hanno installato – o pensano di farlo – sistemi informatizzati per ridurre gli sprechi energetici e automatizzare alcuni processi. Si parla di “casa intelligente” quando l’informatica viene applicata a:

    • ● sistemi di irrigazione del giardino o delle piante in balcone;
    • ● funzionamento degli elettrodomestici;
    • ● sistemi di videosorveglianza.

Gli esempi in merito potrebbero essere tantissimi, tutti accomunati dal fatto di informatizzare le abitazioni grazie alla connessione alla rete Internet. Ma è da qui che possono sorgere leciti dubbi sulla sicurezza delle smart home. Cosa accadrebbe se la connessione non fosse sicura o in caso di blackout? Quando e in che modo potrebbe essere violata la privacy tramite accessi abusivi o attacchi al sistema? Abbiamo analizzato queste e altre problematiche che è giusto conoscere se si sta valutando di rendere la propria casa “smart”.

Come funziona una smart home

Come funziona una smart home

Una premessa è d’obbligo, spiegare dettagliatamente quali sono le caratteristiche delle case intelligenti e perché si sono guadagnate questo appellativo. Con “smart” si vuole far riferimento al fatto che tali abitazioni siano collegate alla connessione internet, entrando nella rete domestica come avviene per il Pc o la smart TV.

In tal modo il proprietario può controllare, modificare e impartire ordini tramite gli “smart device” cioè dispositivi che comunicano con le telecamere di videosorveglianza, il citofono, gli elettrodomestici, il sistema di riscaldamento o raffreddamento degli ambienti e così via.

Ma attenzione, la rete sulla quale “viaggia” la connessione dell’abitazione deve essere cablata e senza fili, quindi WiFi e Zigbee. Ciò rende le case intelligenti particolarmente comode, in quanto agevolano la vita di chi vi abita, e, soprattutto, green. Infatti sono sostenibili in quanto capaci di limitare gli sprechi di luce, gas e acqua ed elettricità, posso misurare i consumi, prevedere degli alert e registrare i dati per confrontare le spese in bolletta mese per mese.

Le molteplici funzionalità delle “case intelligenti”

Le possibili finalità delle abitazioni connesse alla rete Internet sono tantissime. Ne elenchiamo le più comuni:

● informatizzare sistemi di antifurto e videosorveglianza domestica, permettendo di controllare l’abitazione tramite app, grazie a sensori posizionati su porte e finestre o rilevatori di movimento, e di avvisare immediatamente le Forze dell’ordine in caso di movimenti sospetti;
regolare il riscaldamento con termostati wi-fi che consentono di trovare la casa calda e limitare gli sprechi nelle ore in cui i termosifoni non sono necessari. Stessa cosa per quanto riguarda il raffreddamento degli ambienti con il condizionatore o deumidificatore. Secondo le stime degli esperti, questo permette di ridurre gli sprechi fino al 30%;
● mettere in funzione i sistemi di irrigazione da remoto (quindi anche in vacanza) ottimizzando il consumo di acqua grazie al collegamento con le stazioni meteo. Vuol dire evitare l’accensione in caso di pioggia e temporali;
● proteggere l’abitazione dagli incendi grazie alla rilevazione della concentrazione di CO2 che viene comunicata tramite app;
motorizzare tapparelle e tende da sole a seconda delle condizione di luce/meteo;
● gestire – anche tramite comandi vocali – luci, TV, campanello, lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice e ogni elettrodomestico collegato alla rete.

Le smart home sono sicure? Quali rischi si possono correre?

Le smart home sono sicure? Quali rischi si possono correre?

Nonostante le straordinarie potenzialità delle case intelligenti, bisogna sempre valutare l’altra faccia della medaglia, ovvero i rischi derivanti dalla connessione alla rete. Ci potrebbe essere un deficit di sicurezza sia della connessione stessa che dei singoli dispositivi collegati, specie se appartenenti alla fascia più economica e quindi con meno garanzie circa efficienza e durata.

Pensiamo ai sistemi di videosorveglianza interna ed esterna: potrebbero essere “hackerati” da possibili ladri e quindi sfruttati per danneggiare e derubare l’appartamento. Inoltre, la rete domestica potrebbe essere “attaccata” da cybercriminali dando l’accesso ad estranei a tutti gli elettrodomestici collegati, mettendo in pericolo sia la sicurezza che la privacy familiare. Tali rischi sono più frequenti nel caso si utilizzi una rete pubblica che non richiede l’autenticazione.

I consigli per migliorare la sicurezza delle smart home

Come abbiamo visto i rischi esistono e non vanno ignorati, ma non per questo bisogna rinunciare a trasformare la propria abitazione in una casa intelligente. Esistono diversi metodi per incrementare il grado di sicurezza e rafforzare la privacy, in primis isolare la connessione domestica dalle altre reti configurando una rete guest per i dispositivi ad uso domestico. In tal modo si potranno bloccare immediatamente eventuali messaggi spam o accessi sospetti. Ecco un elenco di consigli utili per rendere la smart house inattaccabile:

● utilizzare screen locker e password non banali su tutti i dispositivi collegati;
● personalizzare nome utente e password predefiniti del router;
● utilizzare software efficaci che proteggano da malware o virus (meglio ancora installare un software Cybersecurity);
● non dimenticare di aggiornare i dispositivi quando richiesto.

Smart home, l'evoluzione della domotica: ecco la differenza

Smart home, l’evoluzione della domotica: ecco la differenza

Agli occhi dei non esperti del settore, case intelligenti e domotica potrebbero sembrare la stessa cosa. In realtà si tratta di un errore poiché i due sistemi differiscono sotto alcuni aspetti. Una prima sostanziale differenza riguarda l’origine del termine:

● il primo è un termine anglosassone, che sta prendendo sempre più piede;
● la domotica, invece, deriva dal latino e si riferisce a una fase antecedente della informatizzazione domestica risalente ad almeno 10 anni fa.

Potremmo dire che la domotica sia l’antenata delle case intelligenti poiché caratterizzate da sistemi di automatismo digitale cablati nell’impianto elettrico. Le nuove smart home, invece, hanno la caratteristica di essere connesse alla rete Internet h24. Nonostante le differenze, entrambe sono il risultato dell’unione di diverse discipline, quali l’informatica in primis, l’elettronica, l’architettura e l’ingegneria domestica.