Foscarini e l’arte della luce: quando il design diventa racconto

Foscarini porta su Instagram il progetto editoriale “What’s in a Lamp?”, trasformando le lampade in strumenti narrativi e visivi. L’ultimo capitolo è firmato dall’illustratore torinese Beppe Conti, che con collage digitali esplora il confine tra luce, ombra e immaginazione.

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Foscarini e l’arte della luce quando il design diventa raccontoLa luce non serve solo a illuminare una stanza. Può aprire mondi, suggerire storie, far emergere ciò che normalmente resta nascosto. È da questa idea che nasce What’s in a Lamp?, il progetto editoriale di Foscarini, che trasforma le lampade in strumenti narrativi e visivi. Lampade che raccontano storie. Questo è l’ultimo capitolo di questo viaggio porta la firma di Beppe Conti, illustratore e visual designer torinese, che usa il collage digitale, per esplorare il confine tra luce, ombra e immaginazione.

La luce come chiave per vedere l’invisibile

Nei lavori di Conti la luce non è mai neutra. La luce diventa una forza creativa. Dal buio prendono forma colori, geometrie e dettagli nascosti, che emergono solo quando la lampada si accende. Non si tratta più solo di illuminare uno spazio, ma di far apparire nuove immagini e suggestioni, come se la luce aprisse una porta su mondi interiori.

Il risultato è un universo fatto di contrasti e incontri inattesi, dove forme naturali e astratte convivono liberamente. Un linguaggio visivo immediato, che non cerca regole rigide ma invita a osservare, immaginare e lasciarsi sorprendere.

La luce come chiave per vedere l’invisibile
What’s in a lamp? Un progetto artistico e creativo a cura di Foscarini

 

Quando una lampada racconta una storia

Ogni lampada Foscarini, reinterpretata da Conti, diventa un racconto autonomo.

  • Aplomb appare come un’architettura sospesa, quasi brutalista, dove la luce costruisce lo spazio.
  • Dolmen è un monolite ancestrale, a metà tra reperto archeologico e oggetto arrivato dallo spazio.
  • Binic si trasforma in un micro-faro psichedelico, un segnale visivo che orienta più che illuminare.

Visioni rétro tra luce e ombra

Il progetto richiama la grafica e l’immaginario degli anni ’60 e ’70, quando il colore era protagonista e diventava un vero strumento di espressione. Le tonalità sono forti, decise, capaci di attirare lo sguardo e creare movimento.

In questo contesto il buio non è mai vuoto. È lo sfondo su cui la luce può agire, mettendo in evidenza forme, contrasti e dettagli. Senza ombra non ci sarebbe profondità, e senza profondità la luce perderebbe la sua capacità di raccontare.

Visioni rétro tra luce e ombra
What’s in a lamp? Un progetto artistico e creativo a cura di Foscarini

 

Instagram diventa una galleria d’arte luminosa

What’s in a Lamp? vive su Instagram, trasformato da Foscarini in una vera galleria digitale. Non un semplice feed di prodotto, ma uno spazio creativo dove artisti internazionali, sono invitati a “giocare” con la luce, reinterpretando le lampade secondo il proprio linguaggio.
Un progetto che, mese dopo mese, si arricchisce di nuove voci e visioni, dimostrando che il design può essere anche racconto, sorpresa e immaginazione.

La luce come esperienza, non solo funzione

In un mondo in cui la casa è sempre più un luogo emotivo, la luce smette di essere solo tecnica. Diventa atmosfera, viaggio mentale, strumento per definire chi siamo e come vogliamo abitare gli spazi.

E forse è proprio questa la domanda giusta da porsi: cosa c’è davvero dentro una lampada?
Con uno sguardo attento alle tendenze e ai protagonisti del settore, CasaOggiDomani esplora il mondo del lighting attraverso notizie, visioni e approfondimenti, offrendo news e contenuti che vanno oltre la semplice illuminazione.




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