Il triangolo di lavoro in cucina: come nasce la progettazione ergonomica di uno spazio

Dalle intuizioni della psicologa Lillian Moller Gilbreth fino alle cucine attuali: il triangolo di lavoro è un principio progettuale che ha delineato il lavoro dei designer per creare spazi ergonomici e funzionali.

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Il triangolo di lavoro in cucina come nasce la progettazione ergonomica di uno spazioLa cucina, anima e cuore della casa, richiede un’organizzazione che ne valorizzi funzionalità e praticità. Per chi vuole progettare uno spazio davvero adatto alla vita familiare, il concetto del triangolo di lavoro rappresenta una guida efficace per ottimizzarne il layout.

Ma che cosa caratterizza un triangolo di lavoro in cucina? È un principio di progettazione secondo cui lavello, frigorifero e piano cottura vengono posizionati in modo da ottimizzare le principali aree di lavoro. Collegando idealmente questi tre punti si forma un triangolo, pensato per rendere la cucina più funzionale e pratica.

Un po’ di storia

Per parlare del triangolo di lavoro in cucina torniamo indietro nel tempo, precisamente negli anni ’20. A studiarne la progettazione è stata la psicologa industriale e ingegnere Lillian Moller Gilbreth che si occupò dell’ottimizzazione della disposizione dello spazio in cucina. Gilbreth presentò ufficialmente i risultati del suo studio nel 1929 durante l’evento Women’s Exposition: il “Kitchen Practical” studiato da Gilbreth definiva la disposizione ad L come un percorso circolare, termine che successivamente assunse il nome ufficiale di “triangolo di lavoro in cucina”.

Negli anni ‘40 si affermò un modello innovativo volto a razionalizzare l’organizzazione dello spazio cucina, basato sulla relazione tra tre poli operativi fondamentali: la zona di cottura (fornelli), l’area di lavaggio e preparazione (lavello e lavastoviglie) e lo spazio per la conservazione degli alimenti (frigorifero). L’impianto progettuale aveva come obiettivo quello di incrementare l’efficienza del lavoro individuale in cucina, ispirandosi ai principi del taylorismo e agli studi sui tempi e sui movimenti sviluppati all’inizio del Novecento.

Il famoso “triangolo di lavoro” fu elaborato ufficialmente dalla Facoltà di Architettura dell’Università dell’Illinois con l’obiettivo di ridurre i costi attraverso la standardizzazione dei processi costruttivi.

Il triangolo di lavoro in cucina come nasce la progettazione ergonomica di uno spazio
Il triangolo di lavoro in cucina

 

Ovviamente con il passare del tempo il paradigma fondativo del triangolo in cucina ha subito dei cambiamenti. Se negli anni ’40 la cucina era uno spazio dedicato solamente alla preparazione dei pasti, in tempi moderni parliamo di un luogo ampio pensato per accogliere più persone contemporaneamente.

La maggior disponibilità di spazio nelle case moderne ha permesso l’inserimento di elettrodomestici di vario tipo e di aree dedicate a specifiche funzioni, spesso separate dal tradizionale triangolo di lavoro.

La concezione consueta del triangolo in cucina si sta dunque evolvendo. Per quanto costituisca un utile principio di progettazione, le esigenze delle famiglie moderne hanno trasformato nuovamente lo spazio. In molte case, la preparazione dei pasti non è più compito di una sola persona e spesso più membri della famiglia vivono contemporaneamente l’area cucina. Per questo motivo i vertici del triangolo classico mutano creando delle zone di lavoro secondarie più flessibili.

Un po’ di storia
Un ambiente cucina progettato secondo il triangolo di lavoro: funzionalità, comfort e bellezza si incontrano per semplificare ogni gesto quotidiano

 

Quali sono le caratteristiche del triangolo di lavoro?

Una cucina progettata seguendo i dettami del triangolo di lavoro risponde generalmente a queste dimensioni e disposizioni.

Ogni lato del triangolo non dovrebbe essere inferiore a 1,2 m né superare i 2,7 m. La somma dei tre lati dovrebbe essere compresa tra 4 e 8 m. Mobili o altri elementi non dovrebbero interferire con nessun lato del triangolo per più di 30 cm. Le regole del triangolo sottolineano inoltre l’importanza di evitare che percorsi di passaggio frequenti o flussi di traffico intenso attraversino l’area del triangolo.

Mobili alti o colonne non devono essere collocati tra i due vertici del triangolo: meglio evitare l’inserimento di ostacoli a tutta altezza che potrebbero comportare problemi in cucina.

Una progettazione ergonomica della cucina deve tenere conto anche di altri requisiti fondamentali. In prossimità del piano cottura è necessario prevedere due superfici libere: una di almeno 40 cm e l’altra di almeno 30 cm. Il lavello, invece, dovrebbe essere affiancato da un piano libero di almeno 60 cm su un lato e di almeno 45 cm sull’altro.

Il frigorifero deve disporre di una superficie di appoggio sul piano di lavoro di almeno 40 cm sul lato della maniglia. Se non è possibile ricavare questa superficie, lo stesso spazio può essere previsto su entrambi i lati nel caso di frigorifero affiancato, oppure su un piano di lavoro collocato a non più di 120 cm di distanza.

Quali sono le caratteristiche del triangolo di lavoro?
Design ergonomico e intelligente: ogni elemento trova la sua posizione ideale, migliorando l’esperienza d’uso e valorizzando lo spazio

 

L’applicazione del triangolo di lavoro in cucina

In che modo il triangolo di lavoro trova applicazione nella progettazione della cucina? Di seguito vengono analizzate alcune soluzioni esemplificative riferite alle principali tipologie di disposizione degli spazi cucina.

Cucina lineare

Essenziali e contemporanee, le cucine lineari si caratterizzano per le linee pulite che le rendono perfette per gli ambienti di oggi. Nella progettazione di una cucina lineare è importante ragionare secondo la logica di prossimità disponendo lavello, piano cottura e frigorifero vicini tra loro per ricreare la funzionalità del triangolo di lavoro pur mantenendo una geometria lineare.

Cucina ad angolo o ad “L”

Perfetta per gli ambienti ampi o gli open space, la cucina ad angolo prevede la disposizione del lavello, frigo e piano cottura ai lati in modo tale da ottimizzare i movimenti in cucina secondo la regola aurea del triangolo di lavoro. In una cucina ad L è possibile inserire degli spazi d’appoggio che permettono di cucinare in tutta comodità.

Cucina con isola

Una cucina con isola si inserisce molto bene negli spazi più ampi, diventando ben presto il cuore sociale della casa. La progettazione di una cucina con isola richiede un’attenta valutazione degli spazi e delle funzioni desiderate. Le dimensioni minime partono da 140×90 cm per un semplice piano di lavoro aggiuntivo, ma quando si prevedono elettrodomestici da incasso o vani contenitori è preferibile optare per una profondità di almeno 90 cm, assicurando un metro di passaggio libero su tutti i lati per garantire fluidità nei movimenti. Una cucina con isola offre numerosi plus in quanto amplia la superficie di lavoro e aumenta la capacità di stoccaggio.

Cucina a ferro di cavallo o a “U”

Il triangolo di lavoro trova la sua perfetta applicazione nella cucina a ferro di cavallo. Distribuendo le postazioni di lavoro su tre pareti ai vertici del triangolo è possibile massimizzare lo spazio e rendere la gestione della cucina pratica ed efficiente.

Cucina a corridoio

La cucina a corridoio distribuisce le zone operative sui lati opposti ed è la soluzione ideale per ambienti stretti e lunghi. La struttura a corridoio vede la presenza delle tre zone del triangolo in stretta prossimità così da permettere movimenti fluidi in cucina.

L’applicazione del triangolo di lavoro in cucina
Cucina moderna con spazi ben distribuiti: il triangolo lavello-piano cottura-frigorifero garantisce fluidità e praticità nei movimenti

 

FAQ Il triangolo di lavoro in cucina

La cucina, cuore pulsante della casa, deve essere pensata per offrire il massimo in termini di funzionalità e praticità. Per chi desidera progettare uno spazio davvero efficiente e a misura di vita quotidiana, il principio del triangolo di lavoro si rivela uno strumento essenziale per ottimizzare la disposizione degli elementi e facilitare ogni gesto. Alcune delle FAQ più ricercate online dagli utenti.

Quali sono gli elementi del triangolo di lavoro in cucina?

La progettazione di una cucina secondo il triangolo di lavoro vede la presenza di tre elementi chiave disposti in modo strategico a formare un triangolo immaginario. Parliamo dunque del lavello, del piano cottura e del frigorifero.

Qual è lo scopo del triangolo di lavoro?

Il triangolo di lavoro nasce per facilitare i movimenti all’interno dell’ambiente, permettendo di spostarsi rapidamente e senza ostacoli tra le principali aree della cucina in modo fluido.

Qual è la distanza che deve esserci tra lavello e piano cottura?

Nella progettazione di una cucina occorre valutare bene la distanza che separa queste due zone di lavoro. Idealmente il lavello e il piano cottura devono esse posti a circa 30-40 cm di distanza in modo tale da evitare gli schizzi, rendere l’iter di preparazione dei pasti e della pulizia più semplice.

Il triangolo di lavoro è ancora valido per le cucine moderne?

Le esigenze delle famiglie sono mutate nel tempo, per questo anche la progettazione è cambiata per plasmarsi ai criteri moderni. La cucina non è più un ambiente funzionale, ma è uno spazio polifunzionale abitato da più membri della famiglia. Per questo motivo si sono create zone di lavoro più versatili e flessibili per uno spazio affollato e così vivo.





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