
Milano rallenta, ma resta tra i mercati più attivi
Nel corso del 2025, Milano ha mostrato per la prima volta un calo nella spinta rialzista dei canoni, un dato che riflette il raggiungimento di livelli ormai difficili da sostenere per una buona parte della popolazione, in particolare famiglie e studenti. Nonostante il rallentamento, la domanda di locazione nel capoluogo lombardo è rimasta molto elevata, spinta da chi non ha accesso al credito, non intende acquistare casa o si sposta per motivi professionali e accademici.
Un ruolo decisivo lo hanno avuto gli studenti universitari, italiani e internazionali, che nella prima parte dell’anno hanno fortemente alimentato la richiesta di alloggi, in particolare nelle grandi città. Tuttavia, la scarsa disponibilità di immobili in locazione ha continuato a rappresentare un ostacolo. I proprietari, preoccupati da possibili situazioni di morosità, spesso esitano a immettere i propri immobili sul mercato. Inoltre, nonostante il ridimensionamento degli affitti brevi in alcune metropoli, in molte località turistiche questa pratica resta prevalente, riducendo ulteriormente l’offerta per l’affitto residenziale.

Genova e Torino tra le città con gli aumenti maggiori
Nel panorama nazionale del 2025, Genova e Torino sono emerse come le città con i maggiori incrementi nei canoni di affitto. Al contrario, Milano ha mostrato una lieve flessione, pur mantenendosi tra i mercati più dinamici. Anche nei capoluoghi di provincia si è osservato un aumento dei canoni, seppur con intensità ridotta rispetto al semestre precedente: +2,2% per i monolocali e +2,5% sia per bilocali che per trilocali.
Il quadro che si delinea è quello di un mercato in fase di assestamento, in cui il divario tra domanda e offerta rimane critico. La necessità di spazi in affitto è alta e variegata, ma trovare un’abitazione adeguata a condizioni accessibili risulta sempre più complesso, con impatti diretti sui prezzi e sulle trattative.

La locazione è una scelta abitativa: crescono i contratti transitori
I dati raccolti nel 2025 evidenziano come l’affitto si confermi una scelta abitativa consapevole per la maggior parte degli italiani. Il 69,1% di chi cerca casa in locazione lo fa per motivi legati alla stabilità abitativa, una quota in linea con quella del 2024 (69,3%). Il 25,9% si muove per esigenze lavorative, mentre il 5,0% cerca casa per motivi di studio, con un incremento rispetto all’anno precedente.
Interessante è l’evoluzione delle formule contrattuali. I contratti a canone transitorio hanno continuato a crescere, passando dal 26,2% al 28,7%, segno di una crescente domanda di flessibilità abitativa. Le altre tipologie di contratto, come il canone libero e quello concordato, hanno invece registrato un lieve calo.
L’analisi del 2025 conferma una trasformazione strutturale del mercato delle locazioni in Italia: maggiore richiesta di soluzioni adattabili, necessità di risposte rapide e accessibili, e una crescente attenzione al ruolo sociale dell’abitare. In questo scenario, la capacità di proporre modelli abitativi sostenibili, sicuri e flessibili diventa centrale per soddisfare i bisogni di chi, oggi più che mai, sceglie l’affitto come forma di vita urbana contemporanea.

Ti potrebbe interessare anche
Piano Casa in UE: l’Europa punta sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili
