Muffa in casa dopo la ristrutturazione: da cosa è causata, come trattarla e rischi per la salute

Spesso dopo una ristrutturazione compaiono muffa in casa e condensa ed è fondamentale risalire alle cause: come comportarsi e in quali casi la responsabilità è della ditta.

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Muffa in casa dopo la ristrutturazione da cosa è causata, come trattarla e rischi per la salutePuò capitare di avere la muffa in casa dopo aver eseguito degli interventi di ristrutturazione; è un problema più comune di quanto si possa pensare ma che, fortunatamente, si può risolvere con interventi mirati. Macchie scure sugli angoli, aloni vicino agli infissi o odori persistenti non sono solo un difetto estetico, ma il segnale di uno squilibrio igrometrico che, se ignorato, può compromettere comfort, salubrità e valore dell’abitazione.
Per prima cosa bisogna risalire alle cause reali della comparsa della muffa e poi valutare quale intervento adottare.

Muffa in casa appena ristrutturata, il problema dell’umidità residua

Negli edifici di nuova costruzione o ristrutturati di recente, una delle cause più frequenti di muffa è l’umidità residua intrappolata nei materiali.

Il motivo è presto detto: massetti, intonaci e calcestruzzi utilizzano grandi quantità d’acqua in fase di posa e necessitano di tempi di asciugatura lunghi, spesso incompatibili con le scadenze di cantiere.

Se questi tempi non vengono rispettati, può accadere che l’umidità rimanga all’interno delle strutture anche per molti mesi dopo la fine dei lavori, creando le condizioni ideali per la proliferazione delle muffe.

Condensa e ponti termici

Le ristrutturazioni moderne puntano a migliorare l’efficienza energetica, tuttavia una casa ben isolata è meno traspirante.
Interventi come la sostituzione degli infissi, l’installazione di cappotti termici o la chiusura delle infiltrazioni d’aria modificano profondamente il microclima interno. Di conseguenza, se il ricambio d’aria non viene gestito correttamente, il vapore prodotto resta intrappolato e tende a condensare sulle superfici più fredde.

È qui che entrano in gioco i ponti termici, ovvero zone strutturalmente più fredde come angoli, travi, pilastri o controtelai metallici, che diventano il terreno ideale per la muffa.

Infiltrazioni esterne e risalita capillare

Non tutta la muffa è legata alla condensa. In alcune abitazioni nuove o ristrutturate possono emergere problemi di infiltrazione laterale o di umidità di risalita non correttamente risolti in fase di progetto.

L’acqua proveniente dal terreno o dalle superfici esterne penetra nelle murature, le mantiene costantemente umide e, nel tempo, favorisce la formazione di muffe visibili anche a distanza di mesi dalla fine dei lavori.

Attenzione ai difetti nascosti

Più rare ma possibili sono le muffe generate da guasti idraulici. Una microperdita in una tubazione incassata può disperdere grandi quantità d’acqua sotto pavimenti o dietro le pareti senza segnali immediati.

L’umidità si manifesta quando raggiunge una superficie fredda, dando origine a macchie localizzate che spesso vengono scambiate per semplice condensa. In questa categoria rientrano anche gli errori negli impianti di raffrescamento ad acqua, responsabili di fenomeni di condensa interstiziale invisibile ma persistente.

Ristrutturazioni che non risolvono i problemi preesistenti

La muffa in una casa appena ristrutturata può comparire anche in caso di ristrutturazioni che migliorano l’estetica senza affrontare le cause dell’umidità.

Se un edificio presentava problemi di risalita o infiltrazioni non risanati correttamente, la muffa tende a ripresentarsi anche su finiture nuove. In questi casi il problema non è la ristrutturazione in sé, ma l’intervento incompleto o tecnicamente errato.

Ristrutturazioni che non risolvono i problemi preesistenti
La muffa può manifestarsi anche in una casa appena ristrutturata, soprattutto quando l’intervento si è concentrato sull’estetica senza risolvere in modo strutturale le reali cause dell’umidità

 

In quali casi la ditta è responsabile?

Quando la muffa compare in una casa nuova o appena ristrutturata, entrano in gioco anche profili giuridici rilevanti. Il Codice Civile, agli articoli 1667, 1668 e 1669, disciplina la responsabilità dell’impresa o del costruttore per difformità e vizi dell’opera.

La giurisprudenza, ad esempio la sentenza della Corte di Cassazione n. 22553/2015, ha chiarito che i difetti che compromettono la funzionalità o la salubrità dell’immobile possono far scattare una responsabilità fino a dieci anni, se richiedono ulteriori interventi edilizi per essere eliminati. Prima di azioni legali, tuttavia, è sempre consigliabile una segnalazione formale supportata da una perizia tecnica.

FAQ Muffa in casa appena ristrutturata

Spesso dopo una ristrutturazione compaiono muffa e condensa ed è fondamentale risalire alle cause: come comportarsi e in quali casi la responsabilità è della ditta. Ecco le FAQ più ricercate dagli utenti sul web.

Quanto tempo bisogna arieggiare casa per evitare la muffa?

Arieggiare gli ambienti della casa è indispensabile per garantire un corretto ricambio e allontanare il rischio della comparsa di muffe. Bastano pochi minuti più volte al giorno con le finestre completamente aperte, così da espellere rapidamente l’umidità prodotta da cucina, doccia e presenza delle persone senza raffreddare le strutture.

Quanto ci mette la muffa a formarsi sui muri?

La muffa sui muri può svilupparsi in tempi molto rapidi, anche nell’arco di poche settimane, in presenza di condizioni ambientali favorevoli come elevata umidità, scarso ricambio d’aria e temperature comprese tra 15 e 30 °C. Le spore sono naturalmente presenti negli ambienti interni e diventano attive non appena l’umidità ristagna, soprattutto in corrispondenza dei ponti termici, dove la condensa superficiale abbassa la temperatura della parete.

Quando la muffa è colpa del proprietario?

La responsabilità della muffa dipende dall’origine del problema: quando è causata da difetti strutturali dell’immobile, come infiltrazioni, umidità di risalita, isolamento termico inadeguato, ponti termici o impianti deteriorati, la colpa ricade sul proprietario, che per legge deve garantire un’abitazione salubre e idonea all’uso. In questi casi il locatore è tenuto a intervenire per eliminare la causa, rimuovere la muffa e risarcire eventuali danni, soprattutto se si tratta di vizi preesistenti non dichiarati.
Invece se la muffa deriva da comportamenti scorretti dell’inquilino, come scarsa ventilazione degli ambienti, gestione errata dell’umidità interna o mancata segnalazione tempestiva del problema, la responsabilità è del conduttore, che risponde dei danni legati all’uso improprio dell’immobile.

Come trattare la muffa prima di imbiancare?

Il trattamento antimuffa prima della tinteggiatura deve prevedere la rimozione accurata delle colonie esistenti, la disinfezione con prodotti specifici e un’asciugatura completa delle superfici, seguita dall’applicazione di un primer o fissativo antimuffa che blocchi le spore residue. La successiva pittura deve essere traspirante e formulata per ambienti umidi, ma senza la risoluzione della causa dell’umidità l’intervento resta solo temporaneo e la muffa è destinata a ripresentarsi.

Quali malattie porta la muffa?

La muffa in casa può provocare problemi respiratori, allergie, mal di testa e affaticamento, peggiorando patologie preesistenti in bambini, anziani e soggetti immunocompromessi. La soluzione efficace richiede di eliminare la muffa visibile e, soprattutto, di risolvere la causa primaria: l’umidità interna, mantenendo livelli ideali tra il 40 e il 60% e intervenendo con trattamenti professionali se necessario.

Come posso ottenere un risarcimento danni per la muffa in casa?

Per prima cosa è necessario documentare il problema con foto o perizie, notificare formalmente il responsabile (proprietario o condominio) e richiedere l’intervento; in caso di inadempienza si può procedere con diffida legale, mediazione o azione legale per dimostrare il nesso tra muffa e danni e quantificarne l’entità.





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