
Intervista a Laura Rasi, Marketing Manager di LONGi Solar DG Italia
Moduli fotovoltaici: eterogiunzione e back contact, il salto tecnologico di EcoLife
EcoLife combina per la prima volta eterogiunzione e struttura backcontact in un modulo di serie.
Cosa ha reso possibile questo salto, e quali vantaggi concreti porta al proprietario dell’impianto in termini di resa energetica e ritorno dell’investimento?
«Nel fotovoltaico esistono da tempo due strade distinte per aumentare la resa di una cella. La prima, l’eterogiunzione, lavora sulla qualità del silicio riducendo le perdite energetiche interne. La seconda, il back contact, sposta sul retro del pannello tutti i contatti metallici che normalmente si vedono come sottili linee grigie in superficie: linee che fanno ombra, e l’ombra, in un impianto fotovoltaico, è sempre energia persa.
Le due tecnologie funzionano bene separatamente, ma integrarle è sempre stato complesso, perché richiedono lavorazioni quasi incompatibili tra loro, con temperature diverse e una precisione altissima nell’assemblaggio del retro cella. Il salto che abbiamo compiuto con EcoLife non nasce da un’invenzione di laboratorio, ma dalla capacità di produrre le due tecnologie insieme, su larga scala e con qualità costante: siamo il primo modulo in commercio a livello mondiale a combinarle, raggiungendo il 25% di efficienza in produzione di massa, una soglia che fino a pochi anni fa restava quasi esclusivamente un traguardo da laboratorio.
Per chi possiede l’impianto il beneficio si misura su due piani. Il primo è la potenza diretta: 510 W per pannello, circa 40 W in più rispetto a un modulo tradizionale di pari dimensioni, che a parità di tetto significa fino al 9% di energia prodotta in più. Il secondo riguarda il comportamento nelle condizioni reali: nelle ore centrali delle estati italiane, quando i pannelli tradizionali scaldano e rendono meno, EcoLife soffre meno il calore e lavora bene anche con luce indiretta, ampliando di fatto la finestra produttiva della giornata.
A questo si somma la tenuta nel tempo, che nel calcolo del ritorno economico pesa quanto la potenza di partenza: dopo trent’anni il modulo è garantito ancora all’89% circa della produzione iniziale, un dato che allunga sensibilmente gli anni di resa dopo il rientro dell’investimento.»

Resistenza alla grandine: un criterio progettuale, non un optional
EcoLife è certificato per resistere a chicchi di grandine fino a 45 mm, con classificazioni HW4 e HW3.
Quanto è centrale oggi, nella progettazione di un modulo fotovoltaico, la resistenza agli eventi atmosferici estremi, e quali garanzie concrete offre LONGi su questo fronte agli installatori e ai proprietari di impianto?
«Un impianto fotovoltaico non è un acquisto che si rinnova ogni pochi anni: resta sul tetto venticinque o trent’anni, e su un arco di tempo così lungo la probabilità di incontrare almeno un evento atmosferico violento è tutt’altro che remota. Le grandinate degli ultimi anni, con chicchi di dimensioni prima rare, hanno reso il tema concreto anche per il mercato residenziale italiano, tanto che le compagnie assicurative sono diventate più selettive nelle polizze contro i danni atmosferici agli impianti: avere certificazioni documentate di resistenza estesa rende la trattativa assicurativa più semplice.
Su questo fronte abbiamo scelto di far certificare EcoLife da enti terzi, non di limitarci a dichiarare la robustezza. Il modulo supera le prove d’impatto che portano alle classificazioni HW4 e HW3, le più alte previste a livello europeo per la resistenza alla grandine, testate con proiettili di ghiaccio sparati a velocità reale, fino a chicchi di 45 mm di diametro. Regge inoltre carichi di neve fino a 6.000 Pascal, raffiche di vento paragonabili a quelle di un uragano, ed è certificato secondo le normative EN 13501-1 ed EN 13501-5 sulla reazione al fuoco e la conformità CEI 82-89, con una tecnologia anti-surriscaldamento che limita al minimo i rischi d’incendio.
E poi c’è la garanzia, che per noi è la parte più importante: trent’anni, sia sul prodotto sia sulla produzione. È l’elemento che consiglio sempre di guardare con attenzione quando si confrontano preventivi, perché molte garanzie oggi sul mercato si fermano a dieci anni. Trent’anni significano che il nostro impegno accompagna l’impianto per l’intera vita utile, offrendo a installatori e proprietari una tutela concreta e non solo dichiarata.»

I contesti di maggiore richiesta: tetti stretti e ristrutturazioni
Con un’efficienza del 25% in produzione di massa, EcoLife si propone come soluzione anche per superfici ridotte.
In quali contesti — residenziali, coperture con spazio limitato, ristrutturazioni — vedete oggi la maggiore richiesta per questo tipo di modulo?
«Il contesto in cui l’efficienza smette di essere un dettaglio tecnico per diventare decisiva è quello della casa singola con tetto a falda. Nella maggior parte dei progetti residenziali si lavora su venti o trenta metri quadri realmente sfruttabili, interrotti da abbaini, camini e lucernari, con esposizioni raramente ideali: qui, se ogni pannello produce di più, ne servono meno per coprire gli stessi consumi, ed è esattamente ciò che serve su una superficie stretta.
Un secondo ambito in forte crescita è quello delle ristrutturazioni, dove il rifacimento del tetto e l’installazione del fotovoltaico procedono ormai nello stesso cantiere. Qui entra in gioco anche l’estetica, che per molti proprietari conta quanto il rendimento: l’assenza dei contatti metallici frontali restituisce una superficie completamente nera e uniforme, senza le classiche griglie a vista, un aspetto che nei centri storici e nelle zone soggette a vincoli paesaggistici diventa spesso l’elemento che rende accettabile l’intervento.
C’è infine un fabbisogno domestico che sta crescendo più rapidamente di quanto si pensi: pompa di calore al posto della caldaia, piano cottura a induzione, auto elettrica in garage. Il consumo di una famiglia può arrivare a raddoppiare mentre il tetto resta lo stesso, e un modulo da 510 W permette di ricavare più energia dalla medesima superficie. A questo si aggiunge un caso destinato a diventare sempre più frequente: la sostituzione dei pannelli su impianti installati dieci o quindici anni fa, dove spesso è possibile aumentare sensibilmente la produzione riutilizzando le strutture di supporto già presenti sul tetto.»
Chi è LONGi?
LONGi è tra i principali produttori mondiali di tecnologia solare, con una piattaforma tecnologica HIBC che detiene il record mondiale di efficienza sia a livello di cella, con il 28,14%, sia a livello di modulo, con il 26,4%. La serie EcoLife è accompagnata da certificazione EPD International e risponde alle direttive REACH e RoHS, a conferma di un impegno lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
I canali social di LONGi Solar Italia
LONGi Solar Italia ha attivato i propri canali social ufficiali, pensati per accompagnare gli aggiornamenti di prodotto, gli eventi a cui l’azienda partecipa e le installazioni realizzate sul territorio nazionale. È possibile seguire l’azienda su Instagram (@longi_solar_it), TikTok (@longi.solar.it) e Facebook. Per LinkedIn, il riferimento resta la pagina LONGi Solar Europe.
Installatori e progettisti che abbiano realizzato interventi con moduli LONGi possono contattare direttamente l’azienda per valorizzare i propri progetti sui canali social ufficiali.
