Il bagno accessibile sta uscendo progressivamente da una dimensione puramente assistenziale per entrare nel progetto della casa contemporanea. Non riguarda soltanto chi convive con una disabilità, ma può rispondere alle esigenze di bambini, adulti, persone anziane o a chi attraversa temporaneamente una difficoltà motoria. In questa prospettiva, sicurezza, autonomia e comfort diventano qualità da integrare fin dall’inizio, senza rinunciare all’estetica.
È proprio su questa evoluzione che lavora Thermomat, azienda attiva dal 1968 sui temi dell’accessibilità e della sicurezza in bagno. Nel tempo il marchio ha ampliato la propria proposta seguendo principi come Design for All e Family Bathroom, con l’obiettivo di progettare ambienti capaci di adattarsi alle persone e ai cambiamenti che accompagnano le diverse fasi della vita.
Al Cersaie 2026 di Bologna, Thermomat porta questa visione attraverso nuove soluzioni che lavorano su materiali, ergonomia e modalità d’uso: dal lavabo morbido Bounce al sedile doccia Vital XL, fino al progetto Levia, innovativo lavabo che integra in maniera semplice e armonica gli elementi di comando della rubinetteria direttamente nel piano. Per capire come sta cambiando il concetto di accessibilità e quali direzioni guideranno il futuro del bagno inclusivo, abbiamo incontrato Jacopo Antoniazzi, Direttore Commerciale di Thermomat.
Bagno accessibile: progettare oggi pensando anche a come vivremo domani
L’allungamento della vita sta cambiando anche il modo di progettare il bagno. Come interpreta Thermomat questa evoluzione?
La Silver Economy è uno dei temi più rilevanti e per noi rappresenta una naturale evoluzione del percorso dell’azienda. Quando sviluppiamo un nuovo prodotto non guardiamo soltanto all’estetica, ma soprattutto alla sua capacità di restare funzionale nel tempo.
Chi ristruttura il bagno a 50 o 60 anni, per esempio, continuerà a utilizzarlo anche negli anni successivi, quando esigenze e capacità fisiche potrebbero essere cambiate. È proprio qui che la progettazione assume un valore più ampio: non deve rispondere solo al bisogno di oggi, ma deve riuscire ad accompagnare la persona anche domani.
Per noi questo significa lavorare su soluzioni che mantengano nel tempo comfort, semplicità d’uso e autonomia, evitando che il bagno diventi improvvisamente poco adatto quando cambiano le condizioni di chi lo utilizza.
In fondo, progettare bene significa anche anticipare esigenze che magari oggi non percepiamo ancora, ma che possono diventare importanti nel corso della vita. È questo il modo in cui interpretiamo il rapporto tra longevità e progetto bagno.

L’accessibilità viene ancora spesso associata a prescrizioni tecniche o a un bagno “speciale”. Come si può cambiare questa percezione?
Per noi è importante ampliare il significato della parola accessibilità.
Una difficoltà motoria non riguarda soltanto una persona anziana o con una disabilità permanente: può interessare chi si rompe una gamba, chi attraversa un periodo di ridotta mobilità, un bambino o semplicemente una persona che, in una determinata fase della vita, ha bisogno di muoversi e utilizzare lo spazio in modo diverso.
Lo stesso bagno può essere vissuto da più generazioni e ciascuna ha necessità specifiche. Per questo partiamo sempre dall’ascolto delle persone e dai loro bisogni reali: capire come si muovono, quali difficoltà incontrano e quali gesti quotidiani possono essere resi più semplici è parte integrante del progetto.
Progettare in modo accessibile significa quindi pensare a tutti, non creare necessariamente uno spazio riconoscibile come destinato a una categoria particolare di utenti. L’accessibilità, in questa prospettiva, diventa una qualità del progetto e non un vincolo.
È un principio che ritroviamo anche nelle collezioni Thermomat dedicate alla mobilità ridotta, dove ergonomia, comfort e autonomia vengono integrate direttamente nel progetto di ausili, sanitari e accessori. L’obiettivo è rendere il bagno più semplice da utilizzare senza far percepire queste soluzioni come elementi “speciali” o estranei al linguaggio dell’ambiente.

Dal lavabo morbido al sedile XL: quando sicurezza e comfort diventano design
Tra i prodotti più innovativi presentati a Cersaie c’è Bounce, un lavabo morbido. Da dove nasce questa soluzione?
Bounce nasce dalla volontà di mettere insieme sicurezza, funzionalità e design in un unico prodotto.
È un lavabo realizzato in poliuretano e la sua caratteristica più evidente è proprio la morbidezza. In bagno, dove superfici dure e presenza d’acqua possono aumentare il rischio di cadute o urti, utilizzare un materiale capace di attutire maggiormente l’impatto introduce un livello di sicurezza in più.
Ma il progetto non nasce soltanto da una logica di protezione. La forma e la profondità del lavabo permettono utilizzi differenti e lo rendono, per esempio, particolarmente accogliente anche quando si deve lavare un bambino. Questo amplia il concetto di accessibilità: non una soluzione pensata per una sola categoria di persone, ma un prodotto capace di adattarsi a situazioni e bisogni diversi.
L’aspetto più interessante, per noi, è proprio questo: la sicurezza non viene aggiunta dopo, né resa visibile attraverso un linguaggio assistenziale, ma entra direttamente nel design del prodotto. Bounce cerca quindi di dimostrare che comfort, protezione ed estetica possono convivere senza compromess.

Anche il sedile doccia Vital XL prova a cambiare il linguaggio tradizionale degli ausili. Come è stato progettato?
Abbiamo lavorato soprattutto sul comfort, aumentando le dimensioni della seduta e scegliendo un materiale diverso rispetto a quelli utilizzati normalmente per questo tipo di prodotto.
Il sedile XL è reclinabile e utilizza un tessuto ispirato alle reti dei lettini da esterno, pensato per lasciar defluire facilmente l’acqua e offrire una seduta più accogliente. Anche il movimento di apertura e chiusura è stato studiato per essere semplice e immediato, perché la facilità d’uso è parte integrante del progetto.
L’obiettivo era quindi andare oltre l’idea tradizionale dell’ausilio, spesso percepito come un elemento puramente tecnico. Qui la funzione rimane centrale, ma viene accompagnata da una maggiore attenzione alla forma, ai materiali e alla qualità dell’esperienza nella doccia.
È un prodotto che nasce da un’esigenza concreta, ma che cerca allo stesso tempo di inserirsi con naturalezza nel linguaggio del bagno contemporaneo, senza rinunciare a comfort ed estetica.

Quali principi stanno guidando maggiormente lo sviluppo di nuovi prodotti?
La sostenibilità è certamente un tema importante e significa anche scegliere con maggiore consapevolezza materiali e materie prime. Ma per noi il principio centrale rimane quello dell’accessibilità intesa a 360 gradi.
Quando sviluppiamo un prodotto cerchiamo di partire dai bisogni delle persone e dalle modalità reali con cui lo spazio viene utilizzato. Lo stesso bagno può essere vissuto da un bambino, da un adulto, da una persona anziana o da qualcuno che attraversa temporaneamente una difficoltà motoria: progettare significa quindi cercare soluzioni capaci di rispondere a esigenze differenti senza imporre un unico modo di usare l’ambiente. thermomat-transcript
Per questo l’ascolto è una parte fondamentale del nostro lavoro. Non ci interessa sviluppare una soluzione soltanto perché tecnicamente possibile, ma capire se può rendere davvero più semplice, sicuro e confortevole un gesto quotidiano.
In questo senso, sostenibilità, longevità e accessibilità non sono temi separati: convergono nell’idea di progettare prodotti capaci di durare nel tempo, adattarsi alle persone e mantenere il proprio valore funzionale anche quando cambiano le esigenze di chi li utilizza.

Levia: il lavabo nasce dall’ascolto di esigenze diverse
A Cersaie avete presentato Levia, uno dei progetti su cui avete investito maggiormente. Qual è l’idea?
Levia nasce da un lungo lavoro di ricerca e soprattutto dal confronto diretto con persone caratterizzate da esigenze molto diverse. Abbiamo coinvolto utenti in carrozzina, persone ipovedenti, bambini, persone con difficoltà motorie alle mani e anche chi preferisce evitare il contatto diretto con la rubinetteria.
Da questo ascolto è nato un lavabo nel quale la rubinetteria è integrata direttamente nel piano. Il rubinetto tradizionale scompare alla vista e viene sostituito da due leve incorporate nella superficie, che consentono di aprire e chiudere l’acqua e di regolare la miscelazione tra caldo e freddo.
La particolarità sta proprio nella possibilità di utilizzare il prodotto in modi differenti. Le leve possono essere azionate anche da chi ha una motricità ridotta delle mani oppure, se necessario, con il gomito. Allo stesso tempo, il piano rimane visivamente pulito e minimale, rispondendo anche a un’esigenza estetica.
È l’incontro tra questi bisogni differenti ad aver guidato il progetto. Levia non nasce quindi per un solo tipo di utente, ma per ampliare le possibilità di utilizzo e rendere più semplice un gesto quotidiano come aprire, chiudere e miscelare l’acqua.
Thermomat ha lavorato su questa soluzione fino al deposito della richiesta di brevetto, presentandola a Cersaie 2026. Qui il principio del Design for All diventa particolarmente evidente: partire dalle differenze tra le persone per arrivare a un prodotto che possa essere utilizzato in modo più intuitivo da un pubblico molto più ampio.

Guardando ai prossimi anni, quali saranno le nuove direzioni di Thermomat?
Continueremo a lavorare sull’ascolto delle persone e sulla ricerca di soluzioni che oggi ancora non esistono sul mercato. È un approccio che per noi rimane centrale: partire dalle esigenze concrete per capire dove ci sono ancora margini di miglioramento nel modo di vivere e utilizzare il bagno.
Stiamo già sviluppando un nuovo progetto dedicato proprio a questo ambiente, con un’attenzione particolare agli spazi di dimensioni ridotte. I bagni piccoli pongono spesso vincoli importanti in termini di movimento, accessibilità e organizzazione, quindi richiedono soluzioni capaci di sfruttare meglio ogni centimetro senza complicare l’esperienza d’uso. È ancora presto per entrare nei dettagli, ma l’obiettivo è introdurre qualcosa di nuovo nel modo di organizzare e utilizzare il bagno, mantenendo quella stessa attenzione a semplicità, funzionalità e bisogni reali che guida il nostro lavoro.
Una riflessione finale.
Progettare l’accessibilità prima che diventi una necessità
Quello che emerge con più chiarezza dalla conversazione con Jacopo Antoniazzi è un metodo prima ancora che un catalogo: Thermomat parte dalle persone e dai loro bisogni reali, e solo dopo arriva al prodotto. Il gruppo di ascolto da cui nasce Levia — con persone in carrozzina, ipovedenti, bambini e utenti con difficoltà motorie — racconta bene cosa significhi progettare davvero per tutti.
È questo, a mio avviso, il passaggio più interessante. L’accessibilità non riguarda una sola categoria di utenti, ma può entrare nella vita di chiunque, in momenti e fasi diverse. Con Bounce e il Sedile Vital XL la sicurezza prende la forma del comfort e del design; con Levia, anche un gesto semplice come aprire e miscelare l’acqua viene ripensato per essere più intuitivo e inclusivo.
In questo scenario, il Design for All non è una categoria di prodotto, ma un criterio progettuale: significa immaginare oggi un bagno capace di restare funzionale, confortevole e accessibile anche domani.di Silvia Giacometti

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🎥 Guarda il video girato al Cersaie 2026 con l’intervista completa.
Chi è Thermomat?
Thermomat è un’azienda italiana che progetta soluzioni per il bagno accessibile a partire dall’ascolto delle esigenze reali delle persone, coinvolgendo nello sviluppo dei prodotti utenti con bisogni molto diversi tra loro. Nel catalogo convivono lavabi, sanitari, sedili doccia e sistemi pensati per rendere il bagno più sicuro e confortevole senza rinunciare al design; tra le novità del 2026 il sedile XL Vital e il progetto del nuovo lavabo Levia.
Crediti fotografici: CasaOggiDomani
