Abitare sostenibile: dalla casa “no usa e getta” agli arredi pensati per durare

L’abitare sostenibile rappresenta una filosofia di vita diversa, contrapposta al consumismo frenetico. Predilige scelte consapevoli, materiali di alta qualità, spazi fluidi. Consente di rispettare l’ambiente, di valorizzare la maestria artigianale e di ridurre gli sprechi. 4 case history di successo.

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Abitare sostenibile dalla casa “no usa e getta” agli arredi pensati per durareL’abitare sostenibile è una filosofia di vita “slow”, contrapposta al “fast forniture”. Rappresenta una visione progettuale e di vita che sceglie arredi e materiali costruttivi, gli spazi sono progettati per essere fluidi, i materiali di eco design che, alla fine del loro ciclo di vita, vengono riciclati o smaltiti.

I numeri non sono felici: ogni anno l’Unione Europea genera circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti legati all’arredamento, l’80% dei mobili dismessi finisce in discarica perché realizzato con materiali non riciclabili. Una buona notizia però c’è. Sono sempre di più oggi le aziende che scelgono di seguire questa strada, rispettose dell’ambiente e di chi abita e vive gli spazi. E anche i consumatori sono più attenti: il 40% dei millennials dichiara di essere disposto a pagare un prezzo più alto per arredi di provenienza sostenibile. Vi raccontiamo 4 case history di successo.

L’abitare sostenibile, scegliere arredi e materiali costruttivi

L’abitare sostenibile rappresenta un approccio “slow living”, contrapposto al “fast forniture” che in passato ha influenzato anche il settore dell’arredo e dell’edilizia. Contrappone al consumismo frenetico, una filosofia progettuale e di vita che sceglie arredi e materiali costruttivi capaci di invecchiare bene invece di materiali compositi di bassa qualità o plastiche non riciclabili che si deteriorano rapidamente; una casa “no usa e getta” sa cambiare insieme a chi la abita poiché gli spazi sono progettati per essere fluidi mentre per l’interior predilige materiali di eco design che, alla fine del loro ciclo di vita, vengono riciclati o smaltiti. Sono sempre di più oggi le aziende e i consumatori che scelgono di seguire questa strada, rispettose dell’ambiente e degli spazi nei quali viviamo.

Vivere sostenibile: il 40% dei millenials predilige arredi sostenibili, tracciabili, durevoli

Il modello lineare “produci-consuma-dismetti”, raccontano i dati, ha generato una crisi di rifiuti nel settore dell’arredo che i sistemi municipali faticano a gestire. Ogni anno l’Unione Europea genera circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti legati all’arredamento. Negli Stati Uniti la cifra supera i 12 milioni di tonnellate, rappresentando il 4,1% di tutti i rifiuti solidi urbani. Oltre l’80% dei mobili dismessi finisce in discarica perché prodotti con materiali non riciclabili. Il ciclo di vita medio di un arredo industriale di fascia bassa è sceso a soli 5 anni. Inoltre, il 56% dei consumatori dichiara di gettare via un mobile integro semplicemente perché, cambiando casa, il modulo standard non si adatta al nuovo spazio.

Allungare la vita di un arredo non è solo una scelta ecologica, ma un risparmio di risorse e di emissioni. Sostituire solo le parti usurate, consente di estendere la vita utile del prodotto del 150%. Riutilizzare o riconvertire un arredo riduce il suo impatto ambientale complessivo fino all’80%. Una buona notizia c’è: il 40% dei millennials dichiara di voler vivere in una casa sostenibile e di essere disposto a pagare un prezzo più alto per arredi di provenienza sostenibile, tracciabile e durevole.

Case history sostenibili, quando il rivestimento prende vita

Casa Ma.Vi. by Vito Nesta

Case history sostenibili, quando il rivestimento prende vita
Collezione Casa Ma.Vi. by Vito Nesta

S’ispira alle antiche piastrelle spagnole del Cinquecento, la collezione Casa Ma.Vi. by Vito Nesta, nata dall’esperienza di Ma.Vi. Ceramica, a Cava de’ Tirreni, una delle città selezionate dall’AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica. Le piastrelle non si limitano a rivestire la superficie, ma diventano sfondo, materia che permette al disegno di prendere corpo. Il risultato è un intreccio di pieni e vuoti, di positivo e negativo, che genera una micro-architettura capace di dare ritmo e profondità alla parete.

Sembra una pittura che prende forma nella stanza. Il colore dominante è il celeste, un omaggio alla leggerezza di Gio Ponti, e qui non è solo una scelta cromatica, ma anche una dichiarazione: è la tonalità dell’aria e dell’acqua, simboleggia la luce. La collezione permette alla tradizione cavanese artigianale di andare oltre la dimensione del decoro e di dialogare con l’architettura. La parete non è più un limite, ma parte integrante del progetto casa.

 

Gllìa, nuovo brand fondato nel 2026 da Eleonora Galli

Case history sostenibili, quando il rivestimento prende vita
Gllìa. Photo Credit: Luca Santini

Gllìa, nuovo brand fondato nel 2026 da Eleonora Galli con la direzione creativa dello studio Næssi, presenta l’Archivio, la prima collezione: un sistema di superfici e componenti per l’interior design che definisce una grammatica progettuale chiara, rigorosa e aperta all’evoluzione. Un insieme di elementi fondamentali pensati per costruire interni duraturi, dove materia e funzione diventano struttura del progetto.

Più che aggiungere, il brand lavora per chiarire: costruisce un sistema leggibile, fatto di elementi essenziali e materiali autentici, pensati per accompagnare il progetto nel tempo. Superfici primarie e componenti fondamentali — dal cotto al parquet, dalle ceramiche smaltate alla rubinetteria — diventano ossatura discreta del progetto e punto fermo attorno a cui ogni spazio sviluppa il proprio linguaggio.

 

JIFANG con JIFANG WOOD at SQUARE 2026

Case history sostenibili, quando il rivestimento prende vita
JIFANG. Photo Credit: Alejandro Ramírez Orozco

ll brand cinese JIFANG debutta in Europa con JIFANG WOOD at SQUARE 2026, un progetto espositivo che pone la materia naturale al centro come linguaggio universale e ponte culturale tra Oriente e Occidente. Fondato nella provincia del Fujian, JIFANG nasce come fornitore di legno e produttore specializzato in essenze naturali provenienti da foreste selezionate in tutto il mondo. Negli ultimi anni l’azienda ha intrapreso un percorso di evoluzione, orientato alla filosofia “Wood at Home”: un approccio che interpreta la materia non solo come risorsa produttiva, ma come presenza viva e capace di influenzare il modo in cui abitiamo lo spazio. Designer emergenti sono stati chiamati a riflettere sulla modalità in cui gli oggetti possano generare nuove forme di relazione tra dimensione privata e ambienti condivisi.

Il risultato è la seduta Fu, disegnata da Sean Yo-Yo e concepita quale sintesi tra ergonomia e simbolismo. Le sue linee morbide e continue evocano i paesaggi montuosi del Fujian, terra d’origine dell’azienda, mentre il nome Fu richiama un auspicio di felicità e prosperità. La struttura fluida e le complesse giunzioni reinterpretano tecniche tradizionali, esprimendo la filosofia progettuale della “Common Sensibility”: un approccio che parte da percezioni universali per dare forma a oggetti al tempo stesso familiari e inattesi.

 

I tessuti “Trame di Vita” di Alessandro Bini

I tessuti “Trame di Vita” di Alessandro Bini
I tessuti “Trame di Vita” di Alessandro Bini

I tessuti “Trame di Vita” di Alessandro Bini ricordano le radici toscane dell’azienda con i richiami ai colli, ai filari che mutano con le stagioni, alle architetture che custodiscono saperi antichi. La collezione è un ponte tra tradizione e innovazione: un gesto artigiano che non smette di evolversi e interpreta l’abitare con uno sguardo contemporaneo e consapevole, scegliendo materiali sensibili al futuro e processi che rispettano il mondo nel quale viviamo.

I filati nascono da un’attenta selezione delle fibre e da un percorso di progettazione che intreccia estetica e funzionalità. Ogni trama è pensata per durare nel tempo, per raccontare una storia, per portare negli ambienti emozione ed armonia. Le texture invitano al tatto, le gamme cromatiche dialogano con la luce, i disegni evocano architetture, paesaggi, memorie. Ogni tessuto nasce da un meticoloso lavoro di ricerca interno all’azienda, con un’attenzione particolare ai dettagli e alle tecniche di tessitura.

 

Foto in apertura: Collezione Casa Ma.Vi. by Vito Nesta





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