Che cosa è cambiato nelle tecniche artigianali con l’esplosione della tecnologia digitale? Si può rispondere a questa domanda con un esempio pratico, un caso di studio che simula la realizzazione di una libreria modulare su misura pensata per un soggiorno moderno e luminoso.
Ipotizziamo che il cliente abbia a disposizione uno spazio largo 3,2 metri e alto 2,6 metri e che desideri una soluzione personalizzata che includa ripiani regolabili, un vano per la TV e alcuni spazi dedicati alle piante, utilizzando legno di betulla, pannelli traforati e un’illuminazione LED integrata, con uno stile semplice, lineare e dai toni chiari. Si inizia con la progettazione al computer, modellando tutti i pannelli e i vari moduli componibili e studiando con precisione gli alloggiamenti per le luci LED, in modo che ogni elemento si incastri perfettamente; grazie a rendering realistici, il cliente può vedere in anteprima il risultato e approvarlo.
Una volta definito il progetto, passa alla preparazione per la produzione, generando i file necessari per la macchina CNC e scegliendo spessori, utensili e strategie di taglio più adatte. La produzione digitale permette di tagliare i pannelli con grande precisione, realizzare fori e incastri e creare i pannelli traforati con motivi geometrici per l’illuminazione, controllando poi che tutte le misure e le giunzioni siano corrette.
Infine si giunge alla fase artigianale, con la levigatura delle superfici, l’applicazione dell’olio naturale, l’inserimento delle strisce LED e un primo assemblaggio di prova. Infine la libreria viene montata direttamente in casa, fissata in sicurezza alla parete, collegata elettricamente e rifinita con le ultime regolazioni, ottenendo un risultato finale perfettamente integrato nello spazio, funzionale, elegante e di alta qualità, con un montaggio rapido reso possibile dalla precisione del lavoro digitale.
L’artigianato digitale non sostituisce la maestria dell’artigiano, ma la potenzia. Se in passato la mano umana era l’unico mezzo per scolpire, intagliare o modellare, oggi essa viene affiancata da processi controllati da algoritmi e da macchine di precisione. Il progetto resta al centro: è il designer a decidere forme, materiali, funzioni. La tecnologia diventa lo strumento per esplorare nuove possibilità tecniche ed estetiche.
Che cosa si intende per artigianato digitale
Sembra un ossimoro, al contrario, è un connubio perfettamente azzeccato. L’artigianato digitale è l’integrazione tra abilità artigiane tradizionali e tecnologie digitali per progettare e realizzare oggetti fisici. Permette di trasformare idee in prodotti unici, sfruttando diversi strumenti.
Tecnologie chiave
Questo nuovo approccio riunisce diverse tecnologie: CAD (Design Assistito da Computer) per i modelli 3D dell’oggetto; CAM (Produzione Assistita da Computer) per la preparazione dei file per la macchina; Taglio CNC, fresatura/foratura automatica di pannelli; Laser Cutting/Incisione, tagli precisi e dettagli; Stampa 3D, parti complesse o piccole in plastica/metallo; Macchine ibride, robot per forme complesse o finiture; Software di simulazione, verifica funzionale/strutturale prima della produzione.
Stampa 3D – Libertà Formale senza Compromessi
La stampa 3D rappresenta una vera libertà formale senza compromessi, perché consente di realizzare forme complesse caratterizzate da geometrie parametrizzate, porosità controllate e strutture allo stesso tempo leggere e resistenti. Grazie a questa tecnologia è possibile dare vita a oggetti dal design innovativo, come sedute modulari stampate in 3D in bioplastica rinforzata, spesso ispirate alla natura e arricchite da pattern biomimetici, oppure lampade e paralumi dalle filigrane geometriche estremamente elaborate, difficilmente realizzabili con le tecniche tradizionali, capaci di generare effetti luminosi originali e suggestivi.


Il progettista viennese Philipp Aduatz (classe 1982) realizza pezzi funzionali in tiratura limitata, caratterizzati da una forte dimensione scultorea. Attraverso l’impiego di materiali e tecniche produttive all’avanguardia, il suo lavoro trae ispirazione da ambiti scientifici come la chimica, la fisica e l’ingegneria dei materiali. Il suo metodo creativo unisce saperi e pratiche artigianali tradizionali a tecnologie avanzate quali la stampa 3D, la scansione laser tridimensionale, la lavorazione CNC e i processi di prototipazione rapida. La ricerca sui materiali e sulle loro reazioni rappresenta un elemento centrale della sua indagine, collocata al confine tra design e scultura. Influenzato in modo significativo da artisti come Constantin Brancusi e Tony Cragg, Aduatz punta a elaborare per ogni progetto un linguaggio formale unico, capace di stimolare una nuova relazione tra l’oggetto e chi lo utilizza o lo osserva.
CNC – Precisione e tradizione artigiana
Le macchine a controllo numerico, chiamate CNC, permettono di lavorare materiali come legno, pietra, metallo e schiume con una precisione molto elevata, quasi al millimetro, senza perdere il carattere autentico e naturale tipico del lavoro artigianale. Grazie a questa tecnologia è possibile creare rivestimenti in legno suddivisi in moduli, con disegni e pattern generati digitalmente, ideali per pareti e soffitti, ma anche realizzare tavoli e piani d’appoggio dal forte impatto scultoreo, con superfici complesse e basi intrecciate studiate e calcolate al computer.
Come funziona la tecnologia CNC
La CNC viene utilizzata all’interno di un processo che parte dalla modellazione digitale parametrica, in cui complessi modelli tridimensionali creati con software come Rhino e Grasshopper vengono scomposti virtualmente in migliaia di pannelli o componenti estremamente precisi; queste geometrie vengono poi interpretate dal software CAM, che le traduce in istruzioni operative sotto forma di codice G, permettendo alle macchine a controllo numerico di eseguire fresature e tagli con altissima precisione su materiali diversi come legno, compositi o alluminio, seguendo fedelmente le forme progettate.
I singoli pezzi così ottenuti vengono successivamente assemblati per realizzare prototipi fisici, attraverso i quali è possibile verificare aspetti fondamentali come ergonomia, qualità estetica e fattibilità costruttiva prima di arrivare alla produzione finale, rendendo evidente come la CNC non sia soltanto uno strumento di taglio, ma un vero e proprio facilitatore progettuale capace di trasformare concetti digitali complessi in forme architettoniche concrete e tangibili.
Numerose falegnamerie artigianali italiane, pur avendo dimensioni contenute, impiegano macchinari CNC per la produzione di arredi su misura, elementi architettonici e pezzi di design elaborati. Grazie a queste tecnologie riescono a ottenere lavorazioni precise e geometrie articolate, senza rinunciare alla cura artigianale nelle fasi di finitura, assemblaggio e progettazione personalizzata.

Robotica: ripetitività creativa
L’introduzione di bracci robotici in atelier e fablab ha trasformato il modo in cui si lavora con materiali e componenti, permettendo di combinare movimenti ripetitivi con un alto livello di precisione e creatività. In questi spazi, i robot incidono e intagliano pattern su superfici di ceramica o legno, dando vita a decorazioni complesse che richiederebbero molto più tempo se eseguite manualmente. Allo stesso tempo, l’assemblaggio robotizzato di componenti complessi beneficia della collaborazione tra uomo e macchina, ottimizzando i tempi di produzione e garantendo una precisione difficile da raggiungere senza il supporto tecnologico. La sinergia tra creatività umana e capacità meccaniche dei robot apre così nuove possibilità artistiche e produttive.
Finiture digitali oltre l’arredo
L’artigianato digitale va oltre la semplice produzione di mobili e complementi, penetrando nei minimi dettagli delle finiture architettoniche. Le piastrelle ceramiche, per esempio, possono essere digitalmente stampate con texture parametriche adattate su misura per pareti e pavimenti, mentre gli intarsi su superfici lignee vengono personalizzati in base alle caratteristiche di ciascun ambiente. Anche le vetrate trovano nuova espressione, stampate o fresate con motivi unici che giocano con luce e colore, creando effetti scenografici.
Soluzioni di questo tipo stanno diventando sempre più richieste nei progetti di interior di fascia alta e negli spazi pubblici come showrooms, boutique hotel e residenze private, dove la combinazione di tecnologia e artigianato conferisce un carattere distintivo e sofisticato agli ambienti.


Design parametrico e progettazione generativa
Uno dei principali motori dell’artigianato digitale è il design parametrico: si tratta di modelli digitali che si sviluppano seguendo regole e algoritmi anziché forme fisse. Questo metodo permette di modificare proporzioni, dimensioni, caratteristiche funzionali ed estetiche attraverso parametri variabili, generando così oggetti e configurazioni spaziali sempre originali e uniche.
In altre parole, il design parametrico è un approccio in cui la forma architettonica viene generata da un sistema di regole e parametri (ad esempio: luce, vista, materiali, performance strutturale, prestazioni ambientali). Modificando i parametri, la geometria si adatta in modo automatico mantenendo vincoli progettuali coerenti.
Arredi e complementi
Il design parametrico può interessare anche il processo di creazione di arredi e complementi. Le poltrone e le sedute oggi assumono forme che sembrano quasi vivere di vita propria: le poltrone dalle geometrie organiche, come la “Voxel Chair” e modelli simili, sfruttano il design parametrico per creare sagome avvolgenti ed ergonomiche, pensate per distribuire il peso del corpo in modo ottimale e offrire un comfort su misura.
Accanto a queste, gli sgabelli modulabili si trasformano secondo le necessità, mutando forma in base alla configurazione desiderata o alla funzione, spesso concepiti attraverso algoritmi che ottimizzano l’uso del materiale, unendo funzionalità e innovazione tecnologica in un’unica esperienza di design.

Perché l’artigianato digitale è così performante e sostiene la transizione ecologica
Oggi l’artigianato digitale è molto importante perché permette di creare prodotti personalizzati, spesso unici o in piccole quantità, pensati apposta per le esigenze di chi li commissiona. Inoltre rende il lavoro più efficiente, perché riduce gli sprechi, consente di fare prototipi in poco tempo e accorcia i tempi di produzione. Grazie alle tecnologie digitali nascono anche nuove forme, con geometrie complesse e superfici morbide che sarebbero difficili da realizzare solo a mano. Infine, l’artigianato digitale aiuta la sostenibilità, perché favorisce l’uso di materiali riciclabili o materiali naturali e permette di controllare meglio l’uso delle risorse.
Sostenibilità e futuro
L’artigianato digitale si distingue per una forte vocazione verso la sostenibilità, grazie alla riduzione degli scarti resa possibile dalla produzione additiva, all’uso di materiali riciclati e bio-based e all’ottimizzazione strutturale che diminuisce il consumo di materia prima. In futuro, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, del machine learning e dei nuovi materiali avanzati, nasceranno oggetti in grado di auto-adattarsi, superfici capaci di reagire all’ambiente e arredi che raccontano storie digitali, integrando la dimensione tecnologica con la fisicità della materia.
Intervista a Gabriele Pardi di GUMDESIGN
Il cosiddetto artigianato digitale non sostituisce il passato ma lo potenzia. Come si lega questo metodo alla creatività del progettista e come si riflette sulla creazione e realizzazione di oggetti di design?
Il nostro studio lavora sul tema dell’artigianato da oltre dieci anni quando, su invito di Marmomac, abbiamo ideato il progetto culturale La Casa di Pietra, una piccola ma significativa mostra composta da una decina di oggetti in marmo e materie complementari (legno, vetro, metallo, pelle, etc); dal 2014 a oggi il progetto si è costantemente evoluto e sviluppato arrivando oggi a contenere circa trecento oggetti ed un centinaio di collezioni, una vera e propria fabbrica diffusa in tutta Italia con oltre cinquanta realtà imprenditoriali ed artigianali che ne costituiscono l’ossatura produttiva e territoriale e che permette di muoverci tra tradizione, innovazione, lavorazioni manuali e digitali.
Il progetto si è trasformato da culturale ad imprenditoriale, senza perdere assolutamente le sue radici teoriche e concettuali, permettendo di mantenere un forte legame con il territorio e le sue differenze regionali, allacciando rapporti con i distretti produttivi materici e sviluppando relazioni con aziende, università ed il mondo della cultura del progetto.
Quali strumenti digitali utilizzate per le vostre opere e come vengono utilizzati?
Se da una parte la produzione si è evoluta trasformando gli artigiani in veri e propri produttori su commessa (attraverso macchinari sempre più evoluti che aiutano i processi delle lavorazioni), dall’altra il progettista si evolve utilizzando software sempre più sofisticati che oggi si concentrano sull’intelligenza artificiale; da oltre tre anni il nostro studio utilizza, come vero e proprio strumento digitale, l’AI come metodo progettuale e come interfaccia concreta con la quale dialogare per sviluppare nuove tipologie di prodotto, nuovi usi e funzioni. Resta fondamentale considerare il software come “strumento” e non come sostituto nel progetto e nella fase creativa, mantenere le redini del progetto e riuscire a “discutere” intelligentemente con la macchina. Il risultato di questa evoluzione è sicuramente un plusvalore da considerare sia per la fase progettuale che produttiva. Software e macchinari a controllo numerico processano idee e prodotti guidati dall’uomo, grazie alla sua creatività ed alla sua intellegenza che deve dimostrare di essere elastica e di seguire i tempi evolutivi.
L’artigianato digitale ha tolto qualcosa alle opere rispetto alle tradizionali tecniche di lavorazione o è un valore aggiunto?
No, riteniamo che sia un processo naturale che ha sempre caratterizzato l’evoluzione umana. Quest’anno abbiamo iniziato un nuovo percorso didattico alla Facoltà di Ingegneria del Design Industriale / Università di Pisa che ci ha permesso di conoscere ed estendere nuovi percorsi progettuali lavorando con oltre quaranta studenti del terzo anno, futuri ingegneri progettisti dedicati al mondo del design. Abbiamo proposto un approccio umanistico in un ambiente che vive sull’alta tecnologia, sulla conoscenza e sulla razionalità ed abbiamo trovato un terreno estremamente fertile riuscendo a sviluppare dodici collezioni (che nascono proprio dalla metodologia de La Casa di Pietra) che raccontano di “materia, frequenza, stress, materiali complementari inusuali” e che hanno visto tradurre idee in oggetti reali.
Laboratorio nasce come esito di un percorso costruito lungo il Corso di Laurea in Ingegneria per il Design Industriale dell’Università di Pisa, applicando l’esperienza de La Casa di Pietra e coinvolgendo l’Associazione Nazionale Le Donne del Marmo. Oltre quaranta studenti, divisi in gruppi, hanno sviluppato dodici collezioni sperimentali in marmo e altri materiali, unendo ricerca, progettazione e competenze ingegneristiche (sotto la guida di Gabriele Pardi e Laura Fiaschi di GUMDESIGN). Il progetto ha seguito un percorso di comunicazione ed esposizione che ha portato le collezioni a Marmomac di Verona e alla Biennale di Firenze nel 2025. La prossima tappa sarà Milano Home2026, dove il progetto si avvia verso una fase produttiva e valorizza il dialogo tra artigianato, tradizione e innovazione attraverso l’area Novebotteghe.
Riflessioni dall’ultima edizione della Milano Design Week
Conscious Objects
All’ultima edizione della Milano Design Week, la mostra Conscious Objects è stata un’occasione per invitare il pubblico a vivere il design con tutti i sensi, ascoltando, toccando, giocando, assaggiando e partecipando in prima persona e per avvicinarsi a nuove forme di progettazione tecnologica. Gli oggetti diventano esperienze: una sedia funziona solo se usata insieme ad altri, alcuni prodotti si adattano a chi li utilizza, un gioco da tavolo propone carte commestibili. La mostra ha riunito designer e innovatori che combinano sostenibilità, utilità e gioco, scegliendo diversi approcci artigianali: digitale, robotico e manuale. Ogni progetto nasce da un’attenzione all’essere umano, integra tecnologia e flessibilità e riduce l’impatto ambientale grazie a materiali innovativi e a una produzione responsabile. I visitatori hanno potuto esplorare il dietro le quinte dei progetti tramite schermi interattivi, video e contenuti digitali.

Evocazioni del secolo scorso
BB infill heritage è stata un’installazione creata da BBA Studio nell’ambito di Porta Venezia Design District (Fuorisalone) che ha esplorato il rapporto tra la tradizione decorativa dell’architettura milanese del Novecento e le nuove tecnologie di design contemporaneo, in particolare la manifattura additiva (stampa 3D). Il progetto utilizza la stampa 3D per reimmaginare e riprodurre i motivi decorativi del passato, creando un ponte tra antico e moderno e sfruttando il concetto di “infill” (riempimento interno) della stampa 3D per sostenere e superare le tecniche tradizionali.
Le texture ispirate all’architetto e vignettista Piero Portaluppi sono state inserite in questo strato, creando un dialogo tra diversi livelli di significato. Si passa dalla decorazione alla struttura interna, dall’uso efficiente del materiale prodotto dalla macchina all’applicazione di uno stile estetico riconoscibile, dando così una nuova identità alla parte tecnica.


FAQ Artigianato digitale
Con l’affermazione della tecnologia, il confine tra artigianato tradizionale e sistemi digitali si è progressivamente dissolto, dando vita a un nuovo approccio: l’artigianato digitale. Ecco alcune delle FAQ più cercate sul web per comprendere meglio cosa si intende per artigianato digitale, cosa è, come funziona e quali opportunità offre nel mondo del progetto e del design contemporaneo.
Che cos’è l’artigianato digitale?
L’artigianato digitale è l’integrazione tra saperi artigianali tradizionali e tecnologie digitali come stampa 3D, macchine CNC, robotica e software di progettazione avanzata. Unisce manualità, creatività e precisione tecnologica per realizzare oggetti unici, personalizzati e di alta qualità.
In che modo l’artigianato digitale cambia il ruolo dell’artigiano?
L’artigiano non viene sostituito dalla tecnologia, ma affiancato e potenziato. Le macchine digitali eseguono lavorazioni complesse e precise, mentre l’artigiano mantiene un ruolo centrale nella progettazione, nella scelta dei materiali, nelle finiture e nelle decisioni creative.
Quali sono le principali tecnologie utilizzate nell’artigianato digitale?
Le tecnologie chiave includono software CAD e CAM, macchine CNC per il taglio e la fresatura, stampa 3D per forme complesse, laser cutting, scanner 3D, bracci robotici e strumenti di simulazione digitale che permettono di testare il progetto prima della produzione.
Quali vantaggi offre la stampa 3D rispetto alle tecniche tradizionali?
La stampa 3D consente una libertà formale senza precedenti, permettendo di realizzare geometrie complesse, strutture leggere e personalizzazioni spinte. È ideale per creare componenti unici, prototipi rapidi e oggetti con pattern e texture impossibili da ottenere solo con lavorazioni manuali.
Come funziona una macchina CNC nel processo artigianale?
Il processo parte da un modello digitale tridimensionale che viene tradotto in istruzioni operative dal software CAM. La macchina CNC esegue poi tagli, forature e fresature con estrema precisione su materiali come legno, metallo o ceramica, garantendo incastri perfetti e riducendo errori e sprechi.
Che cos’è il design parametrico e perché è importante?
Il design parametrico è un metodo di progettazione basato su regole e parametri variabili anziché su forme fisse. Modificando i parametri, l’oggetto si adatta automaticamente, generando soluzioni sempre diverse ma coerenti. Questo approccio è fondamentale per la personalizzazione e l’ottimizzazione delle prestazioni estetiche e funzionali.
Perché l’artigianato digitale favorisce la sostenibilità?
L’artigianato digitale riduce gli sprechi grazie alla precisione delle lavorazioni e alla produzione additiva, ottimizza l’uso dei materiali, facilita l’impiego di risorse riciclabili e bio-based e permette di produrre solo ciò che serve, spesso su misura, limitando l’eccesso di produzione industriale.
Foto in apertura: Una delle 12 collezioni sperimentali in marmo e altri materiali, che uniscono ricerca, progettazione e competenze ingegneristiche (sotto la guida di Gabriele Pardi e Laura Fiaschi di GUMDESIGN)

