Miniascensori through-the-floor: collegare i piani con un cantiere più leggero

I miniascensori through-the-floor collegano i diversi livelli della casa attraverso un’apertura nel solaio e guide autoportanti, riducendo le opere rispetto a un vano ascensore tradizionale. Mobility Care propone diversi modelli per rispondere a spazi e necessità differenti, seguendo l’intervento con un servizio chiavi in mano attivo in tutto il Nord Italia. L’accessibilità diventa così una scelta da integrare nel progetto della casa anche in prospettiva futura.

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Miniascensori through-the-floor collegare i piani con un cantiere più leggeroI miniascensori through-the-floor permettono di collegare più livelli della casa attraverso un’apertura nel solaio, muovendosi su guide autoportanti che evitano la necessità di realizzare un vano corsa tradizionale. Una soluzione particolarmente interessante nelle ristrutturazioni, dove ridurre opere murarie, ingombri e tempi di intervento può rendere più semplice migliorare l’accessibilità di un’abitazione già esistente.

Per decenni la scala è stata uno dei punti critici dell’abitare: un elemento architettonico importante, ma anche una barriera quando cambiano età, mobilità o necessità familiari. Oggi principi come universal design e aging in place spingono invece verso case capaci di restare fruibili nel tempo, accompagnando esigenze differenti: da un periodo temporaneo di ridotta mobilità alla presenza di una persona anziana, fino all’utilizzo di una carrozzina.

In questa prospettiva il dislivello smette di essere soltanto un ostacolo da superare e diventa una vera variabile progettuale. I sistemi di elevazione compatti consentono oggi di intervenire anche nell’esistente con soluzioni meno invasive rispetto a un ascensore tradizionale, ampliando le possibilità di adattamento della casa alle diverse fasi della vita.

Miniascensori through-the-floor: come funzionano le guide autoportanti

Nelle ristrutturazioni il problema principale è spesso rappresentato da uno spazio già definito: solai, pareti, impianti e metrature impongono vincoli che in una nuova costruzione possono invece essere affrontati fin dalla fase progettuale.
I miniascensori through-the-floor, letteralmente “attraverso il pavimento”, rispondono proprio a questa necessità. La cabina attraversa il solaio mediante un’apertura predisposta tra i livelli e scorre lungo guide autoportanti, senza richiedere il tradizionale vano ascensore in muratura.

In funzione del modello, la fossa può essere assente o ridotta a pochi centimetri, mentre il sistema di trazione e la struttura vengono integrati nel prodotto, limitando la necessità di locali tecnici separati.
Questo non significa che l’installazione possa prescindere da verifiche preliminari. Prima di intervenire è necessario valutare struttura e orditura del solaio, posizione dell’apertura, altezze disponibili e caratteristiche dell’edificio. Proprio per questo il sopralluogo tecnico diventa un passaggio fondamentale nella scelta della soluzione più adatta.

Mobility Care segue il progetto con un servizio completo chiavi in mano, dalla valutazione iniziale fino all’installazione, operando in tutto il Nord Italia. L’azienda è presente con quattro sedi territoriali: Treviso per il Veneto, Bergamo per la Lombardia, Torino per il Piemonte e Modena per l’Emilia-Romagna. La presenza su più territori consente di affiancare il cliente nelle diverse fasi dell’intervento, mantenendo un unico riferimento per sopralluogo, scelta del prodotto, aspetti tecnici e installazione.

Miniascensori through-the-floor: come funzionano le guide autoportanti
Modello Luma

 

DUO, TRIO, Luma e Residential: quattro soluzioni per esigenze diverse

La gamma Mobility Care comprende oggi quattro proposte pensate per adattarsi a configurazioni domestiche e necessità differenti.

DUO è il mini ascensore elettrico progettato per una o due persone e per ambienti nei quali lo spazio disponibile è limitato. La struttura freestanding è autoportante e non necessita di una parete portante di sostegno. Può essere installato direttamente sul pavimento senza fossa e trova posto anche in un angolo della stanza, nel vano scala o su un pianerottolo. Le superfici trasparenti e la finitura grigio perla ne riducono l’impatto visivo, mentre il motore elettrico può essere collegato alla normale rete domestica.

TRIO amplia dimensioni e possibilità di utilizzo ed è pensato anche per il trasporto di una persona in sedia a rotelle. Anche in questo caso la struttura è autoportante e l’installazione può avvenire senza una vera fossa; quando le condizioni lo consentono, Mobility Care suggerisce una profondità minima di circa 8 cm per ottenere un accesso a filo pavimento. La cabina trasparente può essere personalizzata e prevede porta a tutta o mezza altezza e barriera fotoelettrica integrata. Il funzionamento è elettrico e utilizza una normale presa domestica.

Luma lavora ancora di più sull’integrazione nell’interior. La cabina si muove lungo due guide autoportanti e non richiede un vano ascensore tradizionale. Per collegare i due livelli è sufficiente predisporre l’apertura nel solaio; non sono necessarie fossa né struttura che prosegua in altezza oltre il piano superiore. Il sistema di trazione è inoltre integrato nella cabina, evitando un locale tecnico separato. Le ampie superfici trasparenti e il disegno essenziale permettono al miniascensore di inserirsi nello spazio domestico con una presenza visiva contenuta.

Il modello Residential si rivolge invece a chi cerca una soluzione residenziale più configurabile. È disponibile in tre dimensioni e tre altezze di cabina, nelle versioni elettrica e idraulica, così da adattarsi a caratteristiche dell’edificio ed esigenze progettuali differenti. Non richiede fossa e utilizza una struttura indipendente posizionata in prossimità della parete, con l’obiettivo di preservare il più possibile lo spazio utile della casa.

Le quattro soluzioni mostrano come il tema dell’accessibilità stia progressivamente entrando anche nel progetto degli interni: dimensioni, trasparenze e possibilità di personalizzazione diventano elementi da valutare insieme a portata e tecnologia.

DUO, TRIO, Luma e Residential: quattro soluzioni per esigenze diverse
Modello Residential

 

Bonus, servizio chiavi in mano e progettazione dell’accessibilità

L’installazione di un miniascensore può rientrare, in presenza dei requisiti previsti, tra gli interventi agevolabili dal Bonus Ristrutturazioni. Per il 2026 la detrazione IRPEF è pari al 50% per gli interventi sull’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, entro il limite previsto di 96.000 euro per unità immobiliare e con ripartizione in dieci quote annuali. Per le persone con disabilità riconosciuta può inoltre essere applicabile l’IVA agevolata al 4%. 

Aliquote, requisiti e condizioni devono comunque essere verificati in relazione al singolo intervento e alla normativa vigente al momento dei lavori.
Al di là degli incentivi, il punto centrale resta la progettazione. Integrare un sistema di elevazione in un edificio esistente significa mettere insieme struttura, spazio disponibile, esigenze di mobilità e qualità dell’ambiente domestico. La possibilità di ricorrere a sistemi autoportanti amplia oggi le alternative rispetto all’ascensore tradizionale e consente di affrontare l’accessibilità non soltanto quando diventa indispensabile, ma anche come scelta preventiva per una casa capace di adattarsi nel tempo.

Mobility Care inserisce questo approccio all’interno di un servizio completo, seguendo il cliente dal sopralluogo alla scelta del modello fino alla posa. Per una valutazione sulla propria abitazione, è possibile chiamare il numero verde 800 59 80 78, attivo dal lunedì al venerdì. 

Miniascensore through-the-floor: modello Residential

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FAQ Miniascensori through-the-floor

I miniascensori through-the-floor collegano i diversi livelli della casa attraverso un’apertura nel solaio e guide autoportanti, riducendo le opere rispetto a un vano ascensore tradizionale. Ecco alcune delle domande più ricercate dagli utenti sul web.

I miniascensori through-the-floor richiedono opere murarie?

Richiedono principalmente la predisposizione dell’apertura nel solaio attraverso cui passa la cabina. Grazie alle guide autoportanti non è necessario costruire un vano corsa tradizionale in muratura. L’entità delle opere dipende comunque dal modello e dalle caratteristiche dell’edificio e deve essere valutata attraverso un sopralluogo tecnico.

Un miniascensore può essere installato senza fossa?

Sì, diversi modelli possono essere installati direttamente sul pavimento senza fossa. In altri casi può essere utile prevedere un piccolo incasso per ottenere un accesso a filo pavimento, in base al modello e alle caratteristiche dell’ambiente.

I miniascensori possono trasportare una persona in carrozzina?

Dipende dal modello. Alcuni modelli sono progettati anche per l’utilizzo con sedia a rotelle. Dimensioni della cabina, accesso e portata devono sempre essere valutati in funzione delle esigenze specifiche dell’utilizzatore.

Quali agevolazioni fiscali sono previste?

L’acquisto e l’installazione di un miniascensore possono beneficiare, quando ricorrono le condizioni previste, delle agevolazioni del Bonus Ristrutturazioni. Nel 2026 la detrazione IRPEF arriva al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare, da recuperare in dieci rate annuali di pari importo. Per le persone con disabilità riconosciuta può inoltre essere prevista l’applicazione dell’IVA agevolata al 4%.

Foto in apertura: Modello TRIO di Mobility Care




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