Progettare una casa accessibile: il progetto sartoriale di Marcella che restituisce autonomia e bellezza alla persona

Un progetto di interior design accessibile che restituisce autonomia, comfort e bellezza senza rinunciare allo stile. La casa di Marcella è stata ripensata su misura, con soluzioni sartoriali, pratiche e funzionali, pensate per rispondere alle sue reali esigenze. Un esempio concreto di come il design inclusivo possa migliorare la qualità della vita.

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Progettare una casa accessibile il progetto sartoriale di Marcella che restituisce autonomia e bellezza“Ciao, sono Marcella, sono sulla carrozzina e ho bisogno di te per rivedere la mia casa.” È iniziato così un percorso condiviso, fondato sull’ascolto, che ha portato a ripensare completamente gli spazi in un’ottica precisa: progettare una casa accessibile. Non solo funzionale, ma capace di restituire a Marcella—donna straordinaria e determinata—autonomia, comfort e stile. Un’abitazione costruita dopo l’incidente, ma che ancora non riusciva a rispondere davvero alle sue esigenze quotidiane.

Fin dai primi sopralluoghi, è emerso quanto questi elementi fondamentali – indipendenza, funzionalità ed estetica – non fossero solo assenti nella sua abitazione, ma risultassero spesso trascurati in generale nella progettazione accessibile. Un segnale chiaro della mancanza di una cultura progettuale realmente inclusiva, ancora troppo distante da un design che metta la persona al centro in tutte le sue specificità.

Progettare una casa accessibile

Con la consapevolezza dell’importanza e della complessità di questo incarico, ho intrapreso un progetto ambizioso e sfidante, fatto di ostacoli ma anche di grande valore umano e professionale. L’obiettivo era uno e preciso: restituire a Marcella la piena autonomia, nel rispetto del suo stile di vita, del suo gusto estetico e delle possibilità economiche a disposizione.

Il lavoro ha interessato l’intera abitazione, dalla zona giorno alla cucina a vista, dall’ingresso al bagno, fino alla camera da letto. L’unico vincolo iniziale era l’assenza di interventi murari, che tuttavia è stato necessario superare in un unico punto: separare fisicamente la cucina, in precedenza condivisa con l’abitazione dei genitori adiacente, per restituire a Marcella la piena indipendenza anche negli spazi. Un passaggio indispensabile per trasformare la sua casa in un ambiente realmente autonomo, funzionale e su misura.

Ascolto, studio e progettazione sartoriale

Ascolto, studio e progettazione sartoriale
Il progetto sartoriale di Marcella che restituisce autonomia e bellezza

 

Come anticipato, prima di avviare qualsiasi fase progettuale, ho ritenuto fondamentale conoscere a fondo la storia di Marcella: dall’incidente al percorso di riabilitazione, passando per le sue abitudini quotidiane, ciò che ama fare, cucinare, lo spazio di cui necessita e persino il suo colore preferito.

Abbiamo analizzato insieme i suoi movimenti all’interno della casa, in particolare in cucina, osservando come apre i cassetti, accede al frigorifero, utilizza il lavello e interagisce con ogni componente dello spazio. Questo confronto diretto mi ha permesso di comprendere in modo approfondito la sua fisicità, le sue capacità motorie e le eventuali difficoltà.

Ho rilevato con precisione tutte le misure utili, proprio come farebbe un sarto nel confezionare un abito su misura: dall’altezza delle ruote della carrozzina a quella delle ginocchia, dallo spazio di manovra disponibile fino al limite raggiungibile con le braccia.

Da quel momento, l’approccio progettuale si è trasformato in un vero e proprio processo sartoriale, orientato a creare ambienti personalizzati, pensati nei minimi dettagli per rispondere alle esigenze reali, fisiche e funzionali di Marcella, nel pieno rispetto della sua autonomia e del suo stile di vita.

La cucina: cuore della casa e della libertà

La cucina: cuore della casa e della libertà
La cucina: cuore della casa e della libertà

La cucina si è rivelata l’ambiente più complesso da riprogettare e, dopo diversi tentativi che non soddisfacevano pienamente le aspettative, ho sviluppato una soluzione altamente funzionale, pratica e capace di garantire la massima capacità contenitiva. Un layout studiato per rispondere in modo puntuale a tutte le esigenze di Marcella.

Il nuovo progetto prevede un piano di lavoro con lavello e piano cottura completamente accessibili, un’area ribassata dedicata agli elettrodomestici di uso quotidiano e una serie di moduli contenitivi organizzati per consentire un utilizzo agevole e autonomo. Ogni elemento è stato selezionato con attenzione, includendo tutti gli elettrodomestici necessari – cappa compresa – posizionati in modo da risultare comodi e sicuri.

Ogni arredo, altezza, apertura e volume utile è stato definito partendo dalle sue reali capacità fisiche, dall’ingombro della carrozzina e dal suo modo di muoversi nello spazio. Ne è nata una cucina completamente calibrata sui suoi gesti, sulle sue abitudini e sulle sue specifiche necessità.

Oggi Marcella può cucinare in autonomia, supportata da piani di lavoro accessibili, basi scorrevoli facilmente raggiungibili e comandi intuitivi. La presenza di elettrodomestici intelligenti, come la cappa connessa al piano cottura tramite Wi-Fi, rende l’esperienza ancora più fluida e sicura, trasformando la cucina in un ambiente realmente indipendente e inclusivo. 

Il bagno: funzionalità e comfort quotidiano

Il bagno: funzionalità e comfort quotidiano
Il bagno: funzionalità e comfort quotidiano

Il bagno è stato completamente ripensato con l’obiettivo di offrire a Marcella maggiore libertà di movimento, migliorando al contempo la sicurezza e il comfort quotidiano. Ogni elemento preesistente è stato sostituito, con soluzioni più funzionali, discrete e adatte a un ambiente accogliente e accessibile.

I tradizionali maniglioni di sostegno, spesso visivamente invasivi, sono stati sostituiti da modelli minimal e cromati, dall’estetica curata, tanto da poter essere facilmente scambiati per comuni porta salviette. La tenda doccia, poco pratica e poco confortevole, ha lasciato il posto a due porte a libro indipendenti, che offrono maggiore riservatezza, sicurezza e un miglior isolamento termico.

Per garantire un utilizzo agevole da parte di tutti, è stata installata una colonna doccia a due vie, con un doccino posizionato più in basso per Marcella e un soffione regolabile in altezza per eventuali ospiti. È stato inoltre progettato un mobile contenitivo con lavatrice rialzata, pensato per facilitare il carico e lo scarico del bucato, oltre a un lavabo di design installato su misura, completato da uno specchio a tutta parete per offrire una piena visibilità anche da seduti.

Il water è stato sostituito con un modello sospeso dalle linee stondate, più confortevole ed esteticamente armonico. E qui si apre un’importante riflessione: non si tratta di un sanitario “dedicato alla disabilità”, ma di un comune modello standard. I wc progettati per l’accessibilità, infatti, hanno spesso un’altezza maggiore rispetto alla media, che può risultare scomoda nel passaggio dalla carrozzina. Questo dimostra come un oggetto “comune” possa rispondere perfettamente a esigenze specifiche, senza rinunciare al design né alla funzionalità, né tanto meno al rispetto della dignità della persona.

La camera da letto: praticità, autonomia e stile

La camera da letto: praticità, autonomia e stile
La camera da letto: praticità, autonomia e stile

Anche la camera da letto è stata completamente riorganizzata, con particolare attenzione alla fruibilità degli arredi e all’autonomia nei gesti quotidiani. Il letto scelto è un modello contenitore, ma dotato di cassettoni laterali, decisamente più accessibili e pratici da gestire per Marcella rispetto ai tradizionali vani sottopiano. Ai lati sono stati installati comodini sospesi, che facilitano l’accesso al letto e garantiscono libertà di movimento anche in carrozzina.

L’armadio è stato progettato su misura nella sua organizzazione interna, per consentire a Marcella di utilizzarlo in modo semplice e autonomo, con vani e accessori facilmente raggiungibili in base alle sue capacità fisiche.

Anche l’illuminazione è stata studiata in ottica funzionale e contemporanea: sono stati evitati elementi sospesi, difficili da mantenere e pulire, optando per velette con luci LED integrate a scomparsa, in grado di offrire un’atmosfera accogliente e al tempo stesso un’estetica raffinata.

A completare l’ambiente, i dipinti vivaci e personali realizzati dal padre di Marcella, che donano alla stanza un tocco autentico, emozionale e fortemente identitario, trasformandola in uno spazio intimo e davvero unico

Progettare accessibile è un diritto, non un lusso

Siamo soddisfatte del risultato? Assolutamente sì. È stato un percorso semplice? Tutt’altro. E c’è un motivo preciso per cui questo progetto si è rivelato particolarmente complesso: la difficoltà di progettare una casa accessibile sotto il profilo economico.

Molte aziende specializzate nella produzione di arredi dedicati all’accessibilità, in particolare nel settore cucina, propongono soluzioni tecnicamente avanzate ma caratterizzate da costi estremamente elevati. Questo ha richiesto un’attenta e prolungata fase di ricerca per individuare soluzioni che potessero coniugare funzionalità, praticità, estetica e accessibilità economica, senza compromettere la qualità del risultato finale.

Tutti dovremmo avere il diritto di abitare in una casa comoda, inclusiva e pienamente fruibile, indipendentemente dalle abilità fisiche. Un ambiente domestico dovrebbe essere in grado di accogliere e rispondere alle reali necessità di chi lo vive, migliorando concretamente la quotidianità. 

Progettare in chiave accessibile non significa rinunciare al design o all’identità stilistica degli spazi, ma rimettere la persona al centro del progetto. Ogni casa dovrebbe essere in grado di farlo.

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A presto,
Letizia

Living - Prima dell'intervento di Letizia Bonatti

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FAQ Progettare una casa accessibile

Come il design inclusivo può migliorare la qualità della vita? Un tema sempre più centrale nell’abitare contemporaneo. Ecco alcune delle domande più cercate online dagli utenti che desiderano approfondire l’accessibilità negli spazi domestici e progettare ambienti realmente a misura di persona.

Quali sono i principali accorgimenti progettuali per rendere una casa realmente accessibile a una persona su sedia a rotelle?

Un’abitazione accessibile deve garantire autonomia, comfort e sicurezza in ogni ambiente. Gli aspetti fondamentali riguardano gli spazi di manovra: prevedere almeno 150 cm di diametro per consentire la rotazione completa della carrozzina; passaggi e porte: larghezza minima di 80 cm (meglio 90 cm) e assenza di soglie; bagno: doccia a filo pavimento, lavabo sospeso, wc standard, maniglioni ben integrati nel design; cucina: piani di lavoro e lavello regolabili in altezza o studiati su misura, elettrodomestici intelligenti domotici; materiali e finiture: superfici antiscivolo.

È possibile creare un ambiente accessibile senza rinunciare all’estetica e al comfort?

Assolutamente sì. L’accessibilità deve diventare la normalità. Almeno questa è la mia visione. Il tempi iniziano finalmente, come sempre in netto ritardo, ad essere maturi per poter affrontare con la giusta visione la tematica dell’accessibilità, sia da parte di noi progettisti che da parte delle aziende produttrici.

Quali norme e riferimenti tecnici bisogna conoscere quando si progetta un’abitazione accessibile?

Il principale riferimento è il DM 236/1989, che definisce i requisiti di accessibilità e adattabilità degli edifici. La cosa assurda è proprio questa: nel 2025 dobbiamo ancora attenerci ad un decreto vecchio di 36 anni! Altri riferimenti utili sono: Il D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia); eventuali regolamenti edilizi regionali o comunali, che possono specificare misure o requisiti aggiuntivi; per i professionisti è utile anche consultare le Linee guida sull’Universal Design e le norme UNI sull’ergonomia e la fruibilità degli spazi.

Quanto incide l’accessibilità sul budget di una ristrutturazione?

Dipende! L’accessibilità non comporterebbe di per sé un forte aumento dei costi, ma dipende dal tipo di intervento, come per una normale ristrutturazione o restyling, e dai prodotti aziendali o artigianali che si riescono a reperire e realizzare. Dipende anche se: se la si integra fin dalla fase progettuale, la spesa aggiuntiva è minima, perché si tratta di scelte di layout e dettagli costruttivi; gli ausili o dispositivi tecnologici (domotica, sollevatori, arredi su misura) rappresentano invece l’investimento più rilevante, ma migliorano in modo significativo la qualità della vita. In molti casi, sono inoltre previsti incentivi o detrazioni fiscali per interventi volti a eliminare barriere architettoniche.

Come si può migliorare l’accessibilità in una casa già esistente senza doverla ristrutturare completamente?

Anche qui, dipende! Principalmente dipende dal tipo di esigenza, da quali predisposizioni offre già la casa e da quali vincoli architettonici e impiantistici esistono. Si può fare (quasi) tutto ma come mi piace dire “ogni casa è un caso” e va valutato di volta in volta. 





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