Ristrutturare casa dalla A alla Z: a chi rivolgersi, costi e agevolazioni

Comfort, sicurezza e risparmio energetico sono alcuni dei motivi che spingono molte persone a ristrutturare la propria casa. Da dove partire, a quali esperti rivolgersi e a quali bonus fare affidamento per risparmiare. Vediamoli nel dettaglio.

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Ristrutturare casa dalla A alla Z a chi rivolgersi, costi e agevolazioni

Che si tratti di un immobile appena acquistato, di un appartamento ricevuto in eredità o, semplicemente, della casa in cui si vive e che si ha voglia di rinnovare, le ragioni per ristrutturare casa sono tantissime. Isolare le pareti, ripensare la divisione degli ambienti, cambiare gli infissi, mettere a norma gli impianti e altro ancora.

Per coloro che non sono del settore, l’idea di procedere alla ristrutturazione della casa può destare qualche  preoccupazione, soprattutto riguardo ai tempi necessari e alle spese da sostenere.

Fare una panoramica dei costi sarebbe impossibile, considerando la vastità e la diversità dei lavori di ristrutturazione e restauro, tuttavia si può prevedere – anche se in misura approssimativa – quanto si può risparmiare grazie ai bonus statali.

Anche per il biennio 2023-2024, il governo ha confermato diverse agevolazioni, modificando tetto massimo di spesa e percentuali detraibili. Nonostante le “maglie più strette” questo è ancora un buon momento per iniziare lavori in casa, aumentare il comfort abitativo e migliorare la classe energetica.

E allora da dove iniziare?

Bonus, tutte le agevolazioni per ristrutturare casa nel 2023

Una delle prime domande che possono venire in mente a chi pensa di ristrutturare un immobile, villa o appartamento in condomino che sia, è quali bonus sono ancora in vigore. Fino al 2024 (salvo ulteriori proroghe) la lista delle agevolazioni è ancora lunga.

I bonus confermati nella Legge di Bilancio per ristrutturare casa (internamente ed esternamente) sono:

Ecobonus, in scadenza il 31 dicembre 2024, per interventi di coibentazione sulle superfici disperdenti degli edifici fino al tetto massimo di 92.307,7 € con detrazione al 65%;

bonus Ristrutturazioni, in scadenza il 31 dicembre 2024 (salvo proroghe), richiedibile per interventi di manutenzione ordinaria per quanto riguarda edifici condominiali e di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo in tutti gli altri casi. Il tetto massimo di spesa previsto dalla legge è di 96.000 € con detrazione al 50%;

Sismabonus, richiedibile entro il 31 dicembre 2024, per interventi antisismici eseguiti su edifici in zone sismiche 1, 2 e 3, a patto che abbiano ricevuto l’autorizzazione a partire dal 01/01/2017. Il tetto massimo è di 96.000 € e la percentuale detraibile varia tra 50%, 70% e 80%;

Bonus verde, anche questo in scadenza il 31 dicembre 2024, destinato a chi vuole sistemare aree verdi scoperte private di edifici esistenti, impianti di irrigazione, realizzazione di pozzi, coperture e giardini pensili. Rispetto agli alti bonus qui il tetto di spesa è decisamente inferiore – 5.000 € – mentre la percentuale che si può detrarre è il 36%.

Ultimo, ma non meno importante, il bonus mobili strettamente legato al bonus Ristrutturazioni richiedibile da chi, dopo aver eseguito interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo vuole acquistare nuovi mobili ed elettrodomestici .

Tale agevolazione prevede la detrazione del 50% entro il tetto massimo di spesa di 8.000 euro per il 2023 e di 5.000 euro per il 2024. Da sottolineare che rientrano nell’agevolazione soltanto i grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica alta: non inferiore alla A+, A o superiore per forni e asciugatrici.

Bonus, tutte le agevolazioni per ristrutturare casa nel 2023

Chi chiamare per iniziare i lavori di ristrutturazione

Dopo aver visto la panoramica dei bonus in vigore – grazie ai quali si può abbattere la spesa complessiva – passiamo ad un altro dubbio comune: chi contattare per procedere alla ristrutturazione della casa. Soltanto un tecnico esperto del mestiere è in grado di svolgere una prima consulenza, individuare gli interventi necessari e indicare i risultati possibili.

Le figure professionali che si può contattare sono:

● il geometra , professionista con esperienze tecniche non abilitato a progettare interventi strutturali;

l’ingegnere che, a differenza del geometra, può procedere con interventi di tipo strutturale come la sostituzione di elementi costitutivi dell’edificio, la modifica o l’inserimento di nuovi impianti;

l’architetto , che può – entro confini e limiti imposti dalla professione – seguire entrambi gli aspetti. L’architetto inoltre, è l’unico professionista che può occuparsi del restauro e del recupero di edifici vincolati come beni culturali.

La scelta di un professionista piuttosto che di un altro può dipendere da molti fattori: la tipologia di ristrutturazione, l’ampiezza dei locali, la spesa che si è disposti a sostenere e altro ancora.

Lo step successivo è rivolgersi a un’impresa di ristrutturazione, meglio se consigliata da amici o conoscenti e con buone referenze (che si possono verificare online). Due elementi che possono confermare l’affidabilità dell’impresa è il fatto che operi da diversi decenni e che non abbia avuto improvvisi cambi di titolari o di ragione sociale.

E la scelta dell’arredo?

Ultimata la ristrutturazione della casa, il proprietario o l’affittuario può scegliere se procedere all’arredamento in autonomia oppure farsi aiutare da un professionista del settore. Ciò dipende sia dal budget a disposizione sia dai gusti personali (molte persone, infatti, anche se estranee al settore, coltivano la passione per l’arredamento).

Chi sceglie di chiamare un esperto può contattare un architetto o un designer d’interni (spesso le due figure coincidono), indicare un tetto massimo di spesa, lo stile preferito e le necessità personali.

In base alle indicazioni, il professionista potrà indicare i complementi d’arredo, i punti luce, i colori delle pareti e altri dettagli che possano rendere l’ambiente bello e funzionale.

Bonus e agevolazioni, quando serve rivolgersi al CAF

Chi procede alle ristrutturazioni domestiche sfruttando i bonus e le agevolazioni statali sopra elencati potrebbe aver bisogno di un CAF o del commercialista di fiducia.

Affidarsi a consulenti esperti limita il rischio di incappare in errori che potrebbero, nel peggiore dei casi, compromettere l’ottenimento della detrazione Irpef.

Ristrutturare casa: una stima dei costi da sostenere

Ristrutturare casa: una stima dei costi da sostenere

Ristrutturare una casa può avere un costo più o meno alto in base a molti fattori, i principali sono l’entità e la qualità dei lavori, l’impresa a cui ci si affida, la grandezza dell’appartamento e il suo stato, i materiali utilizzati. Sicuramente sono più costosi gli interventi di tipo strutturale, come il rifacimento del tetto o degli impianti.

Ciò vuol dire che sarebbe impossibile indicare precisamente quanto possa costare la ristrutturazione senza un’attenta valutazione caso per caso. Come fare, allora, per avere una panoramica delle spese?

Un consiglio molto utile è chiedere il preventivo di spesa a diversi tecnici e imprese, in modo da poter confrontare e scegliere con maggiore consapevolezza. Per essere attendibile e completo, un preventivo deve indicare:

● la descrizione dei lavori che si andranno ad eseguire (con le specifiche tecniche degli interventi);
● i costi per ciascuno degli interventi indicati;
● eventuali spese extra;
● le tasse da applicare;
● le modalità di pagamento (se in un’unica soluzione o a rate);
● le tempistiche per concludere i lavori.

A prescindere da quale sia il budget a disposizione, bisogna ricordare che spesso i prezzi economici possono “nascondere” materiali e qualità del lavoro scadenti. Per questo motivo, soprattutto per gli interventi di maggior rilievo, è consigliabile affidarsi ad imprese serie, chiare e trasparenti, anche se questo potrebbe voler dire spendere qualcosa in più.