Differenza tra ristrutturazione edilizia, riqualificazione e restauro

Quando si interviene su un edificio esistente si eseguono interventi che hanno natura e scopo differenti: è importante sapere di cosa si parla quando si dice ristrutturazione, restauro o riqualificazione

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Differenza tra ristrutturazione edilizia, riqualificazione e restauro

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Si sente parlare sempre più spesso di interventi edilizi per migliorare il patrimonio esistente, anche grazie alla diffusione di bonus e detrazioni fiscali, che hanno fatto sì che l’interesse verso il tema del recupero edilizio aumentasse. Ma prima di ogni cosa, è fondamentale fare chiarezza su quali siano questi interventi. Se ne possono distinguere principalmente tre, tra i quali spesso si fa confusione: la ristrutturazione edilizia, la riqualificazione e il restauro.

Ciò che hanno in comune tutti questi interventi è il fatto di essere eseguiti su un edificio esistente ed individuabile, ma si differenziano per contenuto. Vediamo, allora, di che cosa si tratta e perché questi interventi non sono la stessa cosa.

ristrutturazione edilizia

La ristrutturazione edilizia: modifiche e trasformazioni dell’edificio

La ristrutturazione è una delle categorie espressamente individuate nel Testo Unico dell’Edilizia. Con il termine ristrutturazione edilizia, secondo definizione e normativa, si intendono i lavori attuati su un edificio per rinnovare e modificare sue parti o la totalità dello stesso. Quando si eseguono opere di ristrutturazione edilizia, quindi, lo scopo è quello di trasformare l’edificio o parte di esso, anche nei caratteri essenziali, come la forma e la struttura. Infatti, con una ristrutturazione edilizia è possibile eseguire interventi che rivedono totalmente la disposizione interna degli spazi o anche delle unità immobiliari, ad esempio ricavando 2 appartamenti da un unico edificio.

È per questo che nella categoria di ristrutturazione edilizia rientrano anche tutti gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici. In generale, poi, sono ammessi anche ampliamenti della volumetria (fino a un massimo del 20% dell’esistente), i cambi di destinazione d’uso (ad esempio da commerciale a residenziale e così via) e modifiche ai prospetti dell’edificio.

ristrutturazione di una abitazione

Il restauro degli edifici: un approccio conservativo

Quando si parla di restauro, in realtà, la normativa aggiunge anche gli interventi di risanamento conservativo, che spesso includono anche opere di adeguamento funzionale dell’edificio (ad esempio se l’altezza dei solai non è adeguata alla normativa vigente).

A differenza della ristrutturazione, un intervento di restauro ha una natura conservativa e ha lo scopo di preservare l’esistente, sia in termini di funzioni, che di struttura e materiali. Generalmente, quando si restaura un edificio si fa uno studio approfondito dello stato di fatto e si studiano le migliori strategie per ripristinare e proteggere materiali, finiture e componenti originali del costruito.

Ad esempio, se una facciata presenta degli affreschi, un’opera di restauro sarà in grado di proteggere questa finitura dal deterioramento e anzi di ripristinarla ad uno stato migliore. Lo scopo, in conclusione, è quello di proteggere componenti e materiali nella loro integrità, così da non alterare in alcun modo anche il valore artistico e culturale dell’edificio. Per questo la maggior parte degli interventi di restauro avviene in contesti particolari, come i centri storici, in cui si concentrano molti edifici antichi e ancora originali.

La riqualificazione edilizia: attenzione ad impianti ed efficienza energetica

Gli interventi di riqualificazione degli edifici esistenti, invece, hanno lo scopo di migliorare le prestazioni in termini energetici, così da ridurre il loro impatto ambientale ed aumentare la sostenibilità degli stessi. Gli interventi di riqualificazione energetica possono essere sia di natura strutturale, che impiantistico. Nella maggior parte dei casi, questi lavori sono combinati per il raggiungimento del massimo risultato possibile. La principale differenza rispetto agli interventi precedenti, quindi, sta proprio nell’obiettivo con cui si progettano e realizzano le opere.

Per fare degli esempi, rientrano in questa tipologia di interventi quelli per la posa dell’isolamento termico, la sostituzione degli infissi con altri nuovi e performanti, l’installazione di schermature solari, di impianti per la produzione di energia rinnovabile, la sostituzione degli impianti di climatizzazione e interventi su quelli di distribuzione. Per essere chiari, se si realizza un cappotto e si sostituisce la vecchia caldaia, si esegue un intervento di riqualificazione energetica dell’edificio. Oltre al progettista, in questa tipologia di interventi è fondamentale affidarsi anche ad un tecnico esperto (termotecnico), in grado di simulare i risultati attesi e avviare le migliori soluzioni.

riqualificazione energetica

Detrazioni fiscali per ristrutturazione, restauro e riqualificazione degli edifici

Esistono diverse tipologie di bonus e detrazioni fiscali, proprio sulla base della natura dell’intervento che si intende eseguire. Ad esempio, il Bonus Ristrutturazioni è una detrazione fiscale che copre il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria e ristrutturazione, fino ad una spesa massima ammissibile di 96.000 euro. Questa detrazione permette anche l’accesso al Bonus Mobili, pari al 50% del costo di mobili e grandi elettrodomestici acquistati per l’abitazione oggetto di intervento di ristrutturazione.

Per gli interventi di risparmio energetico, invece, si può accedere all’Ecobonus, che prevede una detrazione del 50% o del 65% delle spese sostenute a seconda di quali interventi si eseguano. Nel caso in cui, si eseguano i lavori per l’installazione di un cappotto isolante o di sostituzione della centrale termica, allora la detrazione può aumentare e si ha diritto al Superbonus 110%.

Infine, il Bonus Facciate copre il 90% degli importi dovuti per interventi sulle facciate esistenti. In questo caso, sono ammessi anche lavori di restauro e recupero, purché le superfici su cui si interviene si affaccino su strada o spazio pubblico.