
Le priorità di chi investe, progetta e gestisce edifici

Intervista a Costantino Aldé, General Manager Sud Est Europa e Turchia Otis
Era il 1853 quando Elisha Otis presentò al mondo il freno di sicurezza per ascensori, un’invenzione che avrebbe permesso lo sviluppo verticale delle città moderne e ridisegnato il modo di abitare degli edifici. Da quell’intuizione nasce Otis, oggi presente in 200 paesi con circa 74.000 dipendenti e oltre 2,4 milioni di ascensori e scale mobili in manutenzione nel mondo — un patrimonio tecnologico che si confronta quotidianamente con la sfida di adattare gli edifici esistenti a una popolazione che cambia.
Ne abbiamo parlato con Costantino Aldé, General Manager per Sudest Europa e Turchia di Otis, che affronta il tema della silver economy partendo da un dato strutturale e non congiunturale: la traiettoria demografica italiana ed europea sta già ridisegnando le priorità di chi investe, progetta e gestisce edifici, spostando l’accessibilità dal margine al centro della discussione.
Quali numeri restituiscono meglio l’urgenza dell’invecchiamento demografico come cambiamento strutturale per il real estate?
I numeri mostrano che non siamo di fronte a una tendenza passeggera, ma a un cambiamento che ridefinirà il modo in cui progettiamo, gestiamo e valorizziamo gli immobili. Nel 2050 un terzo degli italiani avrà più di 60 anni e i dati europei indicano che circa il 70% della popolazione vivrà in aree urbane, aumentando la pressione su edifici e infrastrutture esistenti.
A questi dati demografici si aggiunge una sfida immobiliare molto concreta: il patrimonio edilizio italiano è tra i più datati d’Europa. Per fare un esempio concreto, abbiamo circa 770.000 edifici con più di 4 piani privi di ascensore e, tra quelli più bassi, la percentuale aumenta ulteriormente. Questo significa che milioni di persone rischiano di trovarsi, negli anni, in abitazioni non più adeguate alle proprie esigenze di mobilità.
In che modo l’accessibilità incide concretamente sul valore degli immobili e sulla qualità della vita urbana?
L’accessibilità è spesso interpretata come un requisito tecnico, ma oggi rappresenta un vero fattore strategico per il mercato immobiliare. Da un lato è un abilitatore sociale, perché favorisce autonomia, partecipazione e inclusione delle persone lungo tutto l’arco della vita; dall’altro è un driver economico che rende gli immobili più attrattivi e competitivi. Il valore di un immobile si conserva se questo è appetibile per una platea ampia: anziani, famiglie con bambini, persone con esigenze di mobilità… Gli operatori del settore ci dicono che la presenza di ascensori moderni e soluzioni accessibili può contribuire ad aumentare il valore di un immobile fino al 20%. In una prospettiva di urbanizzazione crescente, quartieri e città progettati accessibili risultano più inclusivi, attraggono investimenti e migliorano la qualità della vita complessiva dei cittadini. Ma anche pensando al portafoglio del singolo cittadino, gli edifici accessibili sono più resilienti e mantengono il proprio valore nel tempo.
Quali soluzioni tecniche rendono possibile integrare ascensori e sistemi smart anche negli edifici storici pre-1980?
La vera sfida oggi è intervenire sul patrimonio esistente, per questo servono soluzioni altamente personalizzate, capaci di integrare sistemi di mobilità verticale anche in contesti caratterizzati da spazi ridotti, vincoli strutturali o architettonici e requisiti di tutela del patrimonio storico.
Oggi siamo in grado di installare o modernizzare ascensori con interventi meno invasivi rispetto al passato, conciliando estetica, funzionalità e rispetto dell’identità dell’edificio. Non si tratta soltanto di aggiungere o sostituire un impianto, ma di integrarlo in modo efficiente: abbiamo prodotti e tecnologie che, ad esempio, ci consentono di installare, nello stesso spazio, cabine molto più ampie e questo rende gli edifici più comodi.
Anche la modernizzazione degli impianti già esistenti è un passaggio fondamentale per garantire accessibilità, sicurezza ma soprattutto efficienza energetica, un tema oggi importantissimo.
Che ruolo giocano IoT e AI nella manutenzione predittiva e nella sicurezza degli ascensori di nuova generazione?
IoT e Intelligenza Artificiale stanno trasformando l’ascensore da semplice mezzo di trasporto verticale a infrastruttura intelligente dell’edificio. Grazie a sensori connessi e sistemi avanzati di analisi dei dati, è possibile monitorare in tempo reale lo stato degli impianti e individuare eventuali anomalie prima che si traducano in un guasto.
Questo approccio consente di passare da una manutenzione tradizionale a una manutenzione predittiva, riducendo i tempi di fermo e migliorando affidabilità e sicurezza. Allo stesso tempo, queste tecnologie contribuiscono a diminuire i consumi energetici, ottimizzare le prestazioni e garantire tempi di risposta più rapidi. In prospettiva, la tecnologia avrà un ruolo sempre più importante anche nella gestione della sicurezza degli edifici e nell’inclusione delle persone con mobilità ridotta.

Quali strategie, anche di collaborazione pubblico-privato, servono per trasformare l’invecchiamento demografico in un’opportunità per il settore?
Innanzitutto, occorre cambiare prospettiva: l’accessibilità non deve essere vista come un costo, ma come uno strumento di mitigazione del rischio e di creazione di valore nel lungo periodo. Chi investe sta già orientandosi verso edifici più inclusivi, digitalizzati, efficienti e resilienti.
Parallelamente è necessario aumentare la consapevolezza del valore economico dell’accessibilità e rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato attraverso incentivi stabili, finanziamenti dedicati e programmi di rigenerazione urbana orientati alla longevità attiva. Pensiamo, ad esempio, a quanti edifici hanno l’ascensore raggiungibile solo dopo qualche gradino…
La modernizzazione del patrimonio immobiliare esistente è una delle maggiori sfide del futuro prossimo ed è anche una grande opportunità economica. Credo sia importante ricordare che non stiamo parlando solo di investimenti o ritorni economici. La vera posta in gioco è la qualità della vita delle persone. Rendere gli edifici più accessibili significa costruire città più pronte alla popolazione del futuro, valorizzando il patrimonio esistente senza ulteriore consumo di suolo.
Otis Gen3 Home: innovazione e accessibilità per la casa di oggi
Di fronte a un patrimonio immobiliare che deve adattarsi alle esigenze di una popolazione sempre più longeva, la mobilità verticale domestica assume un ruolo strategico. Otis ha sviluppato Otis Gen3 Home, una soluzione specifica per i contesti residenziali, in grado di portare all’interno delle abitazioni tecnologie e standard di affidabilità tipici degli ascensori di ultima generazione.
Basato sulla tecnologia degli ascensori Otis Gen3, il sistema integra un azionamento a cinghie rivestite in poliuretano che sostituisce le tradizionali funi metalliche, contribuendo a ridurre rumore, vibrazioni e necessità di manutenzione. L’architettura compatta dell’impianto consente inoltre di ottimizzare gli spazi disponibili e facilita l’inserimento del miniascensore sia nelle nuove costruzioni sia negli interventi di riqualificazione edilizia, un aspetto particolarmente rilevante considerando l’età media del patrimonio residenziale italiano.
Gen3 Home è stato progettato per coniugare comfort, sicurezza ed efficienza energetica. Infatti, non essendo necessario un locale macchina dedicato, consente una maggiore flessibilità progettuale, mentre la tecnologia gearless e i sistemi a basso consumo riducono l’impatto energetico dell’impianto rispetto alle soluzioni tradizionali. L’elevata silenziosità e la fluidità di marcia contribuiscono, inoltre, a garantire un’esperienza d’uso particolarmente adatta agli ambienti domestici.
L’impianto può essere completato con soluzioni digitali e funzionalità connesse che migliorano il monitoraggio, anche da remoto, e la gestione dell’ascensore, offrendo agli utenti un ulteriore livello di affidabilità e tranquillità. Dal punto di vista architettonico, la possibilità di personalizzare finiture, materiali e configurazioni consente di integrare il prodotto in contesti molto diversi, dall’abitazione unifamiliare alle residenze pluripiano.
Più che un semplice strumento per superare i dislivelli, Otis Gen3 Home rappresenta una risposta concreta alle esigenze del futuro, consentendo l’installazione di ascensori anche in contesti in cui prima non era possibile farlo, per permettere alle persone di mantenere la propria autonomia abitativa più a lungo e contribuendo al tempo stesso a incrementare l’attrattività e il valore dell’immobile. Un investimento che unisce innovazione tecnologica, accessibilità e qualità dell’abitare, anticipando le necessità delle generazioni future.
Un’ascensore moderno non è un costo, è un investimento.
Parla Sara Delponte – Sr. Architect – Studio Chiara Caberlon
La popolazione invecchia. Nei prossimi anni la domanda di edifici accessibili crescerà sempre di più.
Parla Massimiliano Loiacono De Carlo – Sr. Real Estate Assistant Remax Next
Accessibilità come infrastruttura sociale, non come costo
L’accessibilità non è più un semplice requisito tecnico o normativo, ma si configura come un’infrastruttura sociale che incide sul valore economico e umano degli edifici nel lungo periodo. Con oltre 770.000 edifici italiani privi di ascensore e una popolazione che, nei prossimi venticinque anni, vedrà un italiano su tre superare i 60 anni, la priorità diventa il patrimonio esistente, più della nuova costruzione.
L’integrazione di tecnologie IoT e sistemi di intelligenza artificiale per la manutenzione predittiva permette di anticipare i bisogni degli utenti, ottimizzare i consumi e garantire autonomia e qualità della vita, trasformando gli edifici in spazi realmente inclusivi e resilienti.
Chi è Otis
Fondata nel 1853 grazie all’invenzione del freno di sicurezza per ascensori da parte di Elisha Otis, l’azienda ha attraversato oltre un secolo e mezzo di storia diventando uno dei principali player mondiali nel trasporto verticale. Oggi OTIS conta circa 74.000 dipendenti a livello globale e opera in 200 paesi, gestendo oltre 2,4 milioni di ascensori e scale mobili tra installazioni e contratti di manutenzione.
La rete conta 26 centri di ingegneria e 11 torri di collaudo distribuite nel mondo, con produzione in stabilimenti certificati ISO su quattro continenti. In Italia, Otis è presente con oltre 1.600 dipendenti, 30 filiali e circa 70 agenzie di vendita, garantendo copertura commerciale e tecnica su tutto il territorio nazionale per installazione, manutenzione, aggiornamento e sostituzione di impianti.
