Salviamo il pianeta, ma non in questo modo

Editoriale Giugno 2023

Salviamo il pianeta, ma non in questo modo

Negli ultimi anni, si è assistito a un aumento significativo delle manifestazioni contro il cambiamento climatico, guidate principalmente dai giovani che si sono mostrati fortemente preoccupati per il futuro del nostro pianeta. Senza dubbio, è ammirevole vedere la vicinanza di questa generazione alle problematiche ambientali, come il surriscaldamento del clima e l’inquinamento, ma forse è necessario porre un’attenzione più critica a questi metodi di protesta e valutare se stiano realmente portando il cambiamento positivo che tutti auspichiamo.

Salviamo il pianeta

Le manifestazioni contro il cambiamento climatico

È innegabile che queste manifestazioni abbiano ottenuto una vasta copertura mediatica e abbiano suscitato un dibattito pubblico su questioni fondamentali legate al clima. Tuttavia, è importante riflettere su come queste manifestazioni sono state condotte e se il loro impatto sia realmente efficace. In alcuni casi, purtroppo, tali proteste a parer mio (ma non solo) hanno causato più danni e disturbi che benefici per l’ambiente (oltre 300 mila litri di acqua buttata per fare un esempio, per l’ultima manifestazione fatta dagli eco-attivisti a danno della Fontana di Trevi a Roma).

Ciò solleva una serie di domande importanti: i danni causati da queste manifestazioni sono giustificabili? Esistono alternative che possano promuovere un dialogo costruttivo e portare a soluzioni più intelligenti? Come possiamo garantire che le preoccupazioni dei giovani vengano ascoltate senza causare tensioni e conflitti?

È fondamentale riconoscere che il cambiamento climatico è una sfida globale che richiede azioni concrete e impegni da parte di tutti: governi, industrie e cittadini. La consapevolezza e la mobilitazione giovanile sono fondamentali per spingere i leader a intraprendere azioni concrete, ma dovremmo anche considerare l’importanza di canali di dialogo più pacifici e collaborativi.

Le manifestazioni contro il clima possono svolgere un ruolo importante nel mettere in luce i problemi ambientali, ma è essenziale trovare modi più efficaci per tradurre le preoccupazioni in azioni significative. Il coinvolgimento dei giovani dovrebbe essere canalizzato verso iniziative come il dialogo con i decisori politici, la promozione di progetti sostenibili o la partecipazione attiva a organizzazioni ambientali.

Ma come possiamo unire le forze e trasformare la passione dei giovani in un cambiamento davvero innovativo? Come possiamo creare spazi di dialogo inclusivi che coinvolgano tutte le parti interessate? È necessario trovare un equilibrio tra la libertà di espressione e il rispetto per l’ordine pubblico, garantendo che i messaggi ambientali siano veicolati in modo costruttivo e che gli obiettivi siano raggiunti attraverso azioni positive e sostenibili.

Benissimo quindi alle proteste dei giovani con la speranza però di non vedere più scempi del genere e più nessuna opera artistica danneggiata. Queste fanno parte del nostro importantissimo patrimonio artistico e oltre alla loro presenza fisica sono il simbolo di qualcosa (la Cultura) che deve essere salvaguardata da tutti e tramandata con orgoglio, giovani in primis.

Il mondo è di tutti, dobbiamo averne cura - casaoggidomaniSilvia
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