Piscina privata in condominio: regolamento e autorizzazione

Chi possiede un giardino ad uso privato in condominio può montare una piscina gonfiabile o “fuori terra” smontabile? Cosa dice la normativa in merito al tema della piscina privata e se serve l’autorizzazione del Comune o dell’amministratore. Alcuni chiarimenti utili per non incorrere in problemi indesiderati tra vicini di casa.

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Piscina privata in condominio: regolamento e autorizzazione

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Con la bella stagione che si avvicina, chi abita in condominio e possiede un giardino privato potrebbe essere tentato di montare una piscina privata per sé e per la sua famiglia. Così come occorre far attenzione a tutto ciò che viene installato in esterno se si abita in condominio, come ad esempio per l’installazione delle tende da sole per esterno, anche un elemento rigenerate come può essere una piscina ha bisogno di seguire alcune regole imposte dal regolamento condominiale.

Non parliamo di grandi piscine interrate, naturalmente, ma di quelle gonfiabili o con strutture metalliche o in legno che si smontano in poche ore.

Ad una prima analisi la risposta potrebbe sembrare banale, eppure sono tantissimi i condomini che si domandano quale sia la normativa da rispettare.

Soprattutto è indispensabile sapere quando e come è opportuno chiedere l’autorizzazione al Comune in cui il giardino privato è ubicato oppure all’amministratore di condominio.

Difatti, anche se la piscina in questione è ad uso privato, per forma, colore e dimensioni potrebbe alterare il decoro dell’edificio, oppure disturbare la quiete dei condomini nelle ore del silenzio.

Abbiamo analizzato la questione con attenzione, facendo una panoramica delle ultime sentenze della Corte di Cassazione al riguardo. Ecco cosa sapere sulla piscina in giardino privato in condominio.

Giardino privato in condominio: le regole

Giardino privato in condominio: le regole

Alcuni condomini sono dotati di giardini privati adibiti ad uso esclusivo del proprietario dell’abitazione di pertinenza. Ciò vuol dire che gli altri inquilini non possono in nessun caso entrarvi senza il consenso del legittimo proprietario, altrimenti commetterebbero una violazione di domicilio.

Spesso sono i condomini di villette a schiera ad avere dei giardini ad uso privato, ma ciò non significa che su di essi sia possibile fare ciò che si vuole.

Di solito, le regole comportamentali da tenere nel giardino privato sono indicate nel regolamento condominiale, ovvero il documento che rappresenta la “normativa fondamentale” della pacifica convivenza tra inquilini.

Al suo interno, ad esempio, vi possono essere limitazioni e regole circa la possibilità di montare piscine private gonfiabili e smontabili. Infatti bisogna sempre tenere a mente che il decoro dell’edificio, l’integrità e il diritto al riposo prevalgono sulla libertà di disporre come meglio si crede del giardino privato.

In assenza di specifiche regole riguardo le piscine bisognerà comunque attenersi al buon costume e al decoro pubblico.

E questo vuol dire che non si può in nessun caso fare il bagno o prendere il sole nudi o emettere schiamazzi eccessivi nelle ore tradizionalmente dedicate al riposo (cioè tra le 21:00 e le 8:00, in fascia notturna, e tra le 13:00 e le 16:00, in fascia pomeridiana).

Serve l’autorizzazione dell'amministratore di condominio?

Serve l’autorizzazione dell’amministratore di condominio?

Se hai deciso di montare una piscina nel tuo giardino privato probabilmente ti starai chiedendo se devi prima chiedere il permesso all’amministratore di condominio.

Quindi se è necessario convocare l’assemblea condominiale e chiedere una autorizzazione formale.

A questo dubbio la risposta non è univoca né tanto meno scontata. Il più delle volte non serve l’autorizzazione dell’amministratore di condominio e dell’assemblea perché le piscine gonfiabili o smontabili non alterano il decoro architettonico dell’edificio.
Esistono, però, delle eccezioni.
Ad esempio, nei condomini di particolare pregio storico-artistico spesso sono in vigore regole più restrittive in ottemperanza alle disposizioni comunali e della sovrintendenza. In tali ipotesi potrebbe essere vietato montare piscine nei giardini ad uso privato esattamente come stendere i panni in balcone.
Ad eccezione di queste circostanze, di norma nel giardino ad uso privato i condomini possono montare e posizionare piscine senza dover rendere conto al condominio.

Regole per la piscina privata in giardino condominiale

La libertà di montare una piscina nel proprio giardino nei mesi estivi incontra due limiti:

● da una parte il rispetto del riposo altrui;

● dall’altro le regole del “buon vivere comune” e quindi del decoro.

Questo cosa vuol dire? Detto sinteticamente significa che nessuno è autorizzato ad organizzare feste in piscina negli orari notturni, provocare schiamazzi oltre il limite della normale tollerabilità e avere atteggiamenti indecorosi.

In poche parole, sì alla piscina nel giardino privato in condominio ma senza dimenticare quelle accortezze che sono alla base dell’armonia condominiale. Quindi sono vietati nudi integrali e musica ad alto volume.

In caso contrario si rischia una denuncia per “Disturbo alla quiete e al riposo delle persone” (ai sensi dell’art. 659 c.p.) purché i danneggiati provino in giudizio che i rumori provocati dalla piscina sono intollerabili. Così ha stabilito la Corte di Appello di Cagliari nella sentenza n. 44/2017.

Serve autorizzazione del Comune?

Serve autorizzazione del Comune?

Per montare la piscina nel proprio giardino non è richiesta alcuna autorizzazione da parte del Comune. Ciò perché né le piscine gonfiabili né quelle fuori terra sorrette da strutture in legno o metallo cambiano la destinazione d’uso del giardino.

L’autorizzazione in Comune è obbligatoria soltanto laddove l’opera realizzata abbia “connotati modificativi tendenzialmente stabili” (recita la Cassazione nella sentenza n. 39406/2018). Le piscine smontabili, invece, sono destinate ad un utilizzo temporaneo e sono facili da rimuovere.

In conclusione, si può montare/posizionare una piscina in giardino ad uso privato senza comunicare alcunché al Comune e senza autorizzazione.