Indice degli argomenti:
- In quale bonus rientra la sostituzione della caldaia e aliquote
- Con il bonus ristrutturazioni la sostituzione della caldaia si paga la metà
- Sostituzione caldaia, come ottenere il bonus 65%: l’Ecobonus
- Con il conto termico incentivi fino al 40%
- Il Superbonus 110% per pompe di calore e caldaie a biomassa
- Detrazioni, vantaggi fiscali e scadenze
La caldaia è un elettrodomestico essenziale delle nostre case, riscalda l’acqua, produce calore e consente l’accensione dei caloriferi in inverno. Una caldaia obsoleta, tuttavia, può dare problemi e “pesare” notevolmente sulla bolletta. Per questa ragione è buona norma monitorare il suo stato e provvedere alla sua sostituzione qualora sia necessario.
Sulla scia dei bonus e delle agevolazioni destinati alle ristrutturazioni edilizie, anche per la sostituzione della caldaia esistono importanti incentivi e vantaggi fiscali purché il nuovo elettrodomestico sia di ultima generazione.
A seconda dei casi e degli interventi eseguiti, come spiegheremo nel dettaglio, il governo ha confermato incentivi e detrazioni che variano dal 50% al 65% fino al 110%. Vediamo chi ne ha diritto, in che percentuale e come fare per ottenere i bonus in vigore.
In quale bonus rientra la sostituzione della caldaia e aliquote
Buone notizie per tutti coloro che devono (o vogliono) sostituire la caldaia con un modello nuovo, più efficiente in termini di consumi e sostenibile per l’ambiente. Ci sono diverse agevolazioni fiscali ancora in vigore. L’acquisto di questo elettrodomestico, infatti, rientra in 4 bonus confermati dall’Agenzia delle Entrate:
● il bonus ristrutturazioni, con detrazione del 50% della spesa per i lavori eseguiti in casa;
● l’ecobonus per chi esegue lavori di efficientamento energetico dell’edificio, con detrazione al 65%;
● il conto termico, che assicura importanti incentivi per l’acquisto di caldaie e pompe di calore (fino a 65%);
● il Superbonus 110%, che nel nuovo anno – stando alle ultime notizie del governo Meloni – scenderà al 90% per i condomini.
Questa elencazione contiene le vie ufficiali per ottenere detrazioni, sconti e agevolazioni legati all’acquisto di una nuova caldaia a condizione che sia di ultima generazione, quindi meno inquinante delle tradizionali. I vari bonus non sono cumulabili tra loro e prevedono una serie di documenti e requisiti da rispettare, pena l’inefficacia della richiesta e quindi la perdita dell’agevolazione. Ecco, uno ad uno, come funzionano e cosa serve per richiederli.
Con il bonus ristrutturazioni la sostituzione della caldaia si paga la metà
L’agevolazione più richiesta, anche se di importo inferiore rispetto alle altre, è quella prevista dal Bonus ristrutturazioni, confermato fino al 2024 nella misura del 50%, mentre potrebbe scendere al 36% a partire dal 1° gennaio 2025. Per richiederla è necessario che il contribuente esegua sul proprio immobile lavori di miglioramento e restauro di ordinaria e straordinaria amministrazione. Tra gli interventi ammessi compare anche la sostituzione delle vecchie caldaie.
Attenzione però a un requisito: l’apparecchio deve essere di classe non inferiore ad A, altrimenti non si potrà recuperare la spesa sostenuta. Le agevolazioni sono da calcolare su un tetto massimo di spesa non eccedente a 96.000 euro, da ripartire in 10 anni in rate di uguale importo.
Sostituzione caldaia, come ottenere il bonus 65%: l’Ecobonus
Altra via per avere una caldaia nuova di zecca recuperando parte della spesa è tramite l’Ecobonus, destinato a chi esegue lavori per l’efficientamento energetico. In tal caso, la detrazione spettante è del 65%, ma i requisiti sono più stringenti:
● bisogna installare una caldaia a condensazione almeno di classe energetica A;
● serve installare anche una sistema di termoregolazione evoluto di classe V, VI o VII, ad esempio un termostato d’ambiente modulante, una centralina di termoregolazione o sensori ambientali.
Le detrazioni si fanno più elevate se gli interventi di efficientamento riguardano tutto il condominio. Si sale fino al 75% con tetto massimo fissato a 40.000 euro (mentre per le unità immobiliari singole è 30.000 euro) e fino all’85% se, oltre alla caldaia, si provvede a interventi antisismici.
In quest’ultimo caso il tetto massimo è pari a 136.000 euro.
Con il conto termico incentivi fino al 40%
Un’altra via per sostituire la propria caldaia e ottenere importanti incentivi è il Conto Termico, misura pensata per agevolare interventi di piccole dimensioni finalizzati all’efficientamento energetico. Tra gli interventi ammessi c’è il cambio della caldaia con sistemi a condensazione, pompe di calore o biomassa più efficienti.
Gli incentivi del Conto termico sono differenziati in base alla tipologia di intervento, demolizione, isolamento termico o sostituzione di apparecchi obsoleti. Nel caso della sostituzione della caldaia con una di ultima generazione spetta un incentivo del 40%.
Il Superbonus 110% per pompe di calore e caldaie a biomassa
Chi sul proprio immobile esegue il Superbonus 110% può farvi rientrare la sostituzione della caldaia con la pompa di calore o un altro elettrodomestico analogo di ultima generazione (esempio, biomassa).
L’importo della detrazione varia in base all’anno di realizzazione degli interventi:
● fino al 31 dicembre 2022 l’Agenzia delle Entrate ha confermato l’aliquota al 110% fino al tetto di 30.000 euro;
● dal 1°gennaio 2023 il governo guidato da Giorgia Meloni ha manifestato la volontà di abbassare l’aliquota al 90%, notizia che andrà confermata nella Legge di Bilancio.
Detrazioni, vantaggi fiscali e scadenze
I bonus confermati dall’Agenzia delle Entrate consistono nella detrazione Irpef da ripartire in 10 anni in 10 quote di pari importo; in alternativa è possibile chiedere lo sconto immediato sul prezzo di listino con la cessione del credito.
Se l’acquisto dell’elettrodomestico è avvenuto nel corso del 2022, bisognerà indicare la detrazione nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, cioè nel 2023. Attenzione però, se l’importo da detrarre è maggiore della capienza Irpef non si può in nessun modo recuperare l’eccedenza l’anno successivo oppure ottenere il rimborso della differenza.