Export mobili gennaio 2026: domanda estera in calo e nuove sfide per il Made in Italy

L’export mobili gennaio 2026 apre l’anno in calo del 13,1%, con vendite all’estero pari a circa 700 milioni di euro. Gli Stati Uniti segnano una contrazione del 28,5%, mentre la flessione coinvolge anche Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Cina. La produzione industriale del mobile resta quasi stabile nel primo bimestre, ma il fronte export mostra una domanda internazionale più debole. FederlegnoArredo richiama la necessità di fare sistema, difendere il Made in Italy e contrastare la concorrenza sleale.

A cura di:

Export mobili gennaio 2026 domanda estera in calo e nuove sfide per il Made in ItalyExport mobili gennaio 2026 sotto pressione: il primo mese dell’anno si apre con un rallentamento netto per l’arredo italiano sui mercati internazionali. I dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo* su fonte Istat indicano esportazioni di mobili italiani nel mondo pari a circa 700 milioni di euro, in calo del 13,1% rispetto a gennaio 2025.

Il quadro richiede però una lettura prudente. È ancora prematuro stabilire se questa frenata sia il risultato di un fisiologico assestamento dopo un gennaio 2025 condizionato dalla fase di accaparramento pre-dazi, oppure se si tratti di una battuta d’arresto più profonda, legata anche all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e alle tensioni che continuano a influenzare gli scambi internazionali.

Sul fronte produttivo, la manifattura italiana registra a febbraio un incremento dello 0,9%, mentre il dato cumulato del primo bimestre resta lievemente negativo, con un -0,5%. Il comparto del mobile si muove su valori sostanzialmente stazionari: -0,5% a febbraio e -0,6% nel cumulato dei primi due mesi dell’anno. Una dinamica che segnala una tenuta della produzione, ma in un contesto economico ancora complesso.

Export mobili gennaio 2026: domanda internazionale debole tra Europa, Usa e Cina

Il dato più critico arriva dall’export. Gennaio 2026 si apre infatti con un segno negativo diffuso, che conferma la fragilità della domanda internazionale per il mobile italiano. La flessione riguarda sia i mercati europei, in calo del 9%, sia quelli extra UE, dove la contrazione raggiunge il 17,4%.

A pesare in modo particolare è l’andamento degli Stati Uniti, uno dei mercati strategici per il Made in Italy dell’arredo, che registra un calo del 28,5%. Anche altri Paesi chiave mostrano una dinamica negativa: la Francia arretra del 6,1%, la Germania del 18,4%, la Spagna del 15,3%, i Paesi Bassi del 3,4%, il Regno Unito del 6,7% e la Cina del 46,6%.

Più contenuta la flessione dei Paesi Opec, che segnano un -2,5%. Per individuare variazioni positive bisogna guardare ad Austria e Repubblica Ceca, rispettivamente in crescita del 12,2% e dell’11,4%. Si tratta tuttavia di mercati con volumi ancora troppo limitati per modificare in modo significativo l’andamento complessivo dell’export del mobile italiano.

Export mobili gennaio 2026: domanda internazionale debole tra Europa, Usa e Cina
CARD EXPORT UE. Fonte: FederlegnoArredo

 

Export mobili gennaio 2026: domanda internazionale debole tra Europa, Usa e Cina
CARD EXPORT EXTRA UE. Fonte: FederlegnoArredo

 

FederlegnoArredo: fare sistema per difendere il Made in Italy

“Nel 2025 abbiamo visto come la filiera legno-arredo (CARD CONSUNTIVI) abbia registrato un fatturato in lieve crescita (+1,4%), sostenuto dal mercato interno pari a 33 miliardi di euro (+2%) e un export che si è mantenuto pressoché stabile (+0,4%). Un risultato tutt’altro che scontato – spiega il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – che le nostre imprese adesso devono cercare di difendere, pur trovandosi, ancora una volta, a gestire una situazione complessa e imprevedibile. Il Covid prima, la guerra in Ucraina, i dazi Usa, la Guerra in Medio Oriente e il caro energia.

La capacità di reazione della nostra industria è stata messa a dura prova in questi ultimi anni, ma le risposte non si sono fatte attendere. Adesso si rende ancor più necessario rafforzare la presenza internazionale delle imprese, accompagnandole con maggiore decisione nei processi di diversificazione verso nuovi mercati ad alto potenziale, riducendo al tempo stesso l’esposizione alle aree più instabili, difendendo il posizionamento del prodotto italiano su qualità e valore aggiunto, evitando dinamiche di competizione esclusivamente basate sul prezzo.

I dati ci dicono che ci sono segnali di miglioramento del clima di fiducia da parte delle imprese, in particolare il saldo dei giudizi sugli ordini espresso a marzo 2026, pur mantenendosi negativo, torna a migliorare dopo i primi due mesi del 2026 di oltre 13 punti percentuali. Adesso le aziende non possono essere lasciate sole. La competitività della filiera si gioca soprattutto sulla capacità di fare sistema: imprese e istituzioni devono muoversi insieme per consolidare il posizionamento internazionale del Made in Italy, difendendolo anche dalla concorrenza sleale sempre più diffusa”.

Accanto al rallentamento dell’export, un altro elemento da monitorare riguarda gli effetti delle politiche commerciali globali e, in particolare, le dinamiche generate dai dazi Usa. Nel 2025 l’Unione Europea ha registrato un aumento dell’1,3% delle importazioni dalla Cina nella filiera legno-arredo, a fronte di una riduzione dell’1,6% degli acquisti dagli altri Paesi extra UE.

Questo andamento segnala una possibile sostituzione nelle quote di mercato e un rafforzamento della pressione competitiva sui produttori europei. Per le imprese italiane dell’arredo diventa quindi ancora più importante difendere il proprio posizionamento puntando su qualità, design, innovazione, valore aggiunto e riconoscibilità del prodotto Made in Italy, evitando una competizione basata esclusivamente sul prezzo.

Salone del Mobile e Australia: nuove opportunità per l’export del mobile italiano

Il Salone del Mobile.Milano – chiuso il 26 aprile 2026 – ha sicuramente offerto al settore una risposta concreta in una fase segnata da instabilità, rallentamento dell’export e forte competizione internazionale. La manifestazione ha confermato anche per il 2026 il proprio ruolo di piattaforma strategica per le imprese della filiera legno-arredo, incluse le piccole e medie aziende, che proprio durante l’evento hanno potuto incontrare buyer, progettisti, interior designer e operatori qualificati provenienti dai principali mercati esteri.

La chiusura del Salone lascia al comparto un’indicazione chiara: in un mercato internazionale più selettivo, la competitività passa dalla capacità di rafforzare le relazioni, presidiare i mercati tradizionali e aprire nuovi canali ad alto potenziale. In questa direzione si inserisce anche il tema del contract, sempre più centrale per il mondo dell’arredo e del design. Hospitality, uffici, residenziale evoluto, spazi collettivi e nuove forme dell’abitare offrono alle aziende italiane occasioni di crescita legate alla progettazione su misura, alla qualità produttiva e alla capacità di gestire forniture complesse.

Tra i mercati emergenti da osservare con attenzione spicca l’Australia, anche alla luce del recente accordo commerciale di libero scambio siglato con l’Unione Europea. L’intesa prevede l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee verso il mercato australiano, un migliore accesso alle materie prime critiche e un rafforzamento dei rapporti strategici con l’area indo-pacifica.

Oggi l’export italiano verso l’Australia resta contenuto, con un valore di circa 180 milioni di euro, ma le prospettive di crescita sono interessanti. Il Paese presenta infatti un’elevata capacità di spesa e una middle class ampia, due elementi che lo rendono un mercato potenzialmente attrattivo per il mobile italiano di qualità.

Secondo il Global Wealth Report 2025 di UBS, l’Australia si colloca al quinto posto al mondo per ricchezza media per adulto e al secondo posto globale per ricchezza mediana, preceduta solo dal Lussemburgo. Il Paese conta inoltre 1.904mila milionari, pari a circa il 7% della popolazione totale. Sono dati che indicano un benessere diffuso e una distribuzione della ricchezza meno polarizzata rispetto ad altre economie avanzate.

Le prospettive di sviluppo rafforzano ulteriormente l’interesse verso questo mercato. L’Oceania, di cui l’Australia è il Paese più rilevante, rientra infatti tra le regioni per cui si prevede una crescita sostenuta della ricchezza media per adulto nei prossimi cinque anni, anche se con ritmi inferiori rispetto a Stati Uniti e Cina.

Fonte: *Federlegno Arredo

Foto in apertura: 64° Salone del Mobile.Milano. Credit: Salone del Mobile.Milano

Ti potrebbe interessare anche:
Arredobagno 2025: il bagno traina l’arredo-casa e vale 4,3 miliardi





Partner di CasaOggiDomani

torna su