Gas a impatto zero? Possiamo almeno compensare

Compensare l’uso di gas domestico, inquinante e non rinnovabile, con progetti sostenibili nei Paesi in via di sviluppo: NeN lancia la sfida del gas a impatto zero

Gas a Impatto Zero con progetti di Carbon Offset

Parlare di consumi di gas a impatto zero può sembrare un ossimoro. Soprattutto se pensiamo che ogni famiglia italiana è responsabile dell’immissione in atmosfera di circa 1,3 tonnellate di CO₂, generate esclusivamente dai consumi domestici di questa risorsa. Tradotto, lo stesso livello di inquinamento prodotto da un’auto a benzina nel tragitto Milano-Calcutta (circa 7.500 km).

A questo punto, non possiamo cambiare la fisica del gas, ma possiamo adottare tecnologie efficienti ed evitare sprechi. Oppure farlo diventare green a “distanza”.

Gas a impatto zero con le iniziative NeN

La soluzione, in quest’ultimo caso, si chiama Carbon Offset e permette alle utility di compensare le emissioni di CO2 generate dai consumi di gas con iniziative ad alto valore ambientale e sociale in altre zone “critiche” del pianeta. Come nel progetto Impatto Zero di NeN, che in collaborazione con LifeGate ha neutralizzato al 100% i consumi di gas dei propri clienti fino al 2024.

“NeN offre energia elettrica che proviene esclusivamente dal sole, dal vento e dall’acqua – spiega il Ceo di NeN Alessandro La Rocca -. Per il gas, che purtroppo è black per definizione, abbiamo scelto di percorrere la strada del Carbon Offset. Ci piace pensare che, quando non possiamo fare a meno di lasciare un’impronta, ci giriamo per ripulirla”. Ecco perché puntare su un sistema di calcolo, riduzione e compensazione delle emissioni inquinanti tramite crediti di carbonio. Vale a dire, coprire 500.000 tonnellate di CO2 “prodotte” dalle case italiane, rendendo il loro consumo di gas a impatto zero, attraverso due iniziative sostenibili e solidali.

Acqua potabile e sostenibile in Rwanda

Il primo progetto di efficienza si trova in Rwanda, nel distretto di Nyagatare, e riguarda il ripristino di alcuni pozzi di acqua potabile. Qui, le famiglie erano costrette a compiere lunghi percorsi per l’approvvigionamento di acqua, già contaminata e quindi da far bollire prima del consumo attraverso la combustione di legna e carbone, altamente inquinante. Oltre al valore ambientale, l’iniziativa assume un importante carattere sociale, migliorando salute e stile di vita di oltre 100 famiglie della comunità locale.

In Ucraina per lo sviluppo agricolo green

Ci spostiamo invece in Ucraina per il secondo progetto di Carbon Offset, legato all’agricoltura sostenibile. L’obiettivo è adottare nuove tecnologie per consumare meno fertilizzanti chimici, ridurre l’impatto degli eventi meteorologici sui raccolti e rallentare l’erosione del suolo da parte del vento e dell’acqua. Questo comporta anche il taglio dei costi di produzione e delle emissioni di CO₂.

Insomma, il percorso a impatto zero del nostro vivere domestico passa anche da questo concetto di economia rigenerativa e “partecipativa” di ogni singolo cittadino.