Pareti nuove e ancora vuote: Graphic-shot spiega perché il fissaggio di stampe e quadri si decide in cantiere

Cartongesso, microcemento, tinte piene fino al soffitto. Il laboratorio di stampa e corniceria online osserva gli ordini di chi ha appena ristrutturato e racconta cosa succede tra la fine dei lavori e il primo quadro appeso.

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Pareti nuove e ancora vuote Graphic-shot spiega perché il fissaggio di stampe e quadri si decide in cantiereC’è una domanda che arriva all’assistenza clienti di Graphic-shot con una regolarità che sorprende, ed è quasi sempre in ritardo: “regge sul cartongesso?”. Arriva dopo l’ordine, a volte dopo la consegna, quando il pannello è già sul pavimento appoggiato alla parete che dovrebbe ospitarlo. Da lì nasce un’osservazione che l’azienda fa da tempo: chi ristruttura passa mesi a scegliere superfici e colori, poi i punti luce, e rimanda le immagini a dopo. Solo che dopo la parete è finita, ogni foro pesa, e resta bianca per un anno.

Le pareti sono cambiate, i quadri no

“Vent’anni fa la parete era muratura piena e il problema del peso non esisteva”, spiegano dalla direzione di Graphic-shot. “Oggi una casa ristrutturata ha divisori in cartongesso e finiture continue in resina o microcemento, sulle quali un foro sbagliato si vede per sempre. Ogni superficie chiede un supporto diverso, e chi ordina online questa cosa la scopre tardi.”

Il punto, secondo il laboratorio, è che la scelta tra tela, forex, plexiglass e alluminio viene ancora fatta guardando la foto. Un paesaggio sul dibond, un ritratto su tela. Il ragionamento regge finché non si arriva al muro: un pannello rigido da 70×100 su una lastra di cartongesso senza rinforzi ha bisogno di tasselli specifici, mentre una tela dello stesso formato si appende a un chiodo.

Le pareti sono cambiate, i quadri no
Durante una ristrutturazione, anche la scelta dei quadri e dei supporti diventa parte del progetto: soluzioni leggere come tela, forex, plexiglass e alluminio possono facilitare l’allestimento delle pareti appena rinnovate

 

Cosa raccontano gli ordini dopo un cantiere

I dati interni del laboratorio vanno in quella direzione. Graphic-shot produce stampe su tela, forex, plexiglass e alluminio per il mercato italiano, e sui suoi ordini le richieste di supporti leggeri crescono nei mesi che seguono una ristrutturazione dichiarata, cioè quando il cliente specifica che la parete è nuova. Una quota crescente di ordini include un accessorio di fissaggio, distanziali o appendini adesivi, cosa che fino a qualche anno fa capitava di rado. E le domande sul peso del pannello finito, prima quasi assenti, sono diventate una voce fissa dell’assistenza.

“È un segnale che ci fa piacere”, commenta il Responsabile del Servizio Clienti. “Il cliente ha capito che il problema esiste, però lo affronta ancora dopo aver scelto il supporto invece che prima. Noi vorremmo che ce lo dicesse all’inizio, tanto la scelta del materiale la facciamo volentieri insieme, guardando la parete e non solo l’immagine.”

La regola del laboratorio: prima la superficie, poi il supporto

Da qui il metodo che Graphic-shot suggerisce a chi sta ristrutturando: su cartongesso non rinforzato vanno bene tela e forex, oppure poster incorniciati con profili leggeri; alluminio dibond e plexiglass restano possibili, purché l’impresa abbia lasciato un rinforzo dietro la lastra o si usino tasselli a espansione per pareti cave; su muratura si può osare con il grande formato rigido, e lì i distanziali cromati danno il loro meglio: la stampa si stacca dal muro di un paio di centimetri, proietta un’ombra e su una parete in tinta piena sembra sospesa. Dove non si vuole bucare, affitti compresi, gli appendini adesivi tengono formati medi su quasi tutte le finiture lisce, microcemento incluso, però non sul ruvido.

L’errore che in laboratorio vedono più spesso è un altro, ed è di misura. “La parete si misura a cantiere finito, non sulla planimetria”, racconta ancora il Responsabile. “Tra zoccolino e cornice della porta il vuoto reale è sempre più stretto di quello disegnato. Ci arrivano formati decisi sul progetto che poi sul muro non entrano.”

Cosa chiedere all’impresa prima che vada via

Il consiglio finale dell’azienda costa poco, se arriva in tempo. Far mettere un rinforzo in legno o metallo dentro il cartongesso nei punti dove andranno i pezzi pesanti, anche se ancora non si sa quali. Prevedere un punto luce orientabile sopra la parete scelta, perché una stampa lucida sotto un faretto sbagliato riflette invece di mostrare. E prendere le misure a lavori chiusi, con lo zoccolino montato.

Per il prossimo anno la direzione dell’azienda si aspetta che gli accessori di fissaggio entrino sempre più spesso nell’ordine insieme alla stampa, e che la domanda sul cartongesso arrivi prima dell’acquisto e non dopo. Sarebbe il segno che la parete, finalmente, è entrata nel progetto.

 

 

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