
Progetto Fuoco 2026: Verona conferma la leadership internazionale e guarda a Polonia 2027 e Verona 2028
La manifestazione consolida il suo ruolo di riferimento globale per la filiera legno-energia e rafforza la traiettoria internazionale grazie a un nuovo accordo strategico: Veronafiere ha siglato con l’organizzatore polacco MTP l’avvio di Progetto Fuoco Poznań, in calendario dal 26 al 29 gennaio 2027. Un passo che amplia il presidio sui mercati europei più dinamici, in particolare quelli dell’area nord-orientale. L’evento a Verona, confermato su base biennale, tornerà invece dal 23 al 26 febbraio 2028.
«Il successo di questa edizione di Progetto Fuoco attesta Veronafiere come capitale mondiale dell’innovazione legata alla produzione di energia dalle biomasse legnose – commenta il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. La fiera si conferma, infatti, punto di incontro privilegiato tra l’eccellenza della produzione made in Italy e la domanda estera, con una crescita significativa delle presenze di operatori stranieri, arrivati ad un terzo del totale. L’accordo per il nuovo spin-off di Progetto Fuoco a Poznań nel 2027 risponde proprio a questa visione: esportare il nostro know-how e presidiare i mercati più strategici, come quelli dell’Europa nord-orientale, per accompagnare le nostre imprese verso nuove opportunità di crescita oltre confine».

Legno-energia e Rapporto AIEL: 9 milioni di generatori in Italia, ma il 79% è obsoleto
Accanto all’area espositiva, Progetto Fuoco 2026 ha spinto l’acceleratore su innovazione e scenario regolatorio, con un confronto istituzionale che ha rimesso al centro un tema chiave per la qualità dell’aria: il rinnovo del parco impianti. Il Rapporto Statistico AIEL (Associazione italiana Energie Agroforestali), partner tecnico della manifestazione, indica che in Italia la biomassa legnosa è la principale fonte rinnovabile per il riscaldamento, con quasi 9 milioni di generatori installati. Il dato critico è la qualità tecnologica: il 79% degli apparecchi è obsoleto (classi 2 stelle o non classificati), e questi impianti incidono per oltre il 90% delle emissioni complessive del comparto. Il parco è composto per il 97% da apparecchi domestici, quindi riguarda direttamente le case e le scelte quotidiane di chi riscalda l’abitazione con legna o pellet.
Il punto, per famiglie e professionisti dell’abitare (progettisti, interior designer, tecnici), è chiaro: la transizione verso un riscaldamento più pulito passa dalla sostituzione degli apparecchi datati, dalla qualità dei biocombustibili e da una corretta installazione e conduzione degli impianti. Le tecnologie più recenti, oggi standard di mercato, 4 e 5 stelle, restano una quota minoritaria dell’installato, pur avendo visto negli ultimi dieci anni una forte crescita, soprattutto nelle soluzioni automatiche a pellet.
Le simulazioni al 2030 contenute nel Rapporto AIEL aggiungono un elemento decisivo per le politiche pubbliche: mantenendo l’attuale ritmo di ricambio, la riduzione del particolato sarebbe di circa -18% rispetto al 2024. Un’accelerazione mirata, concentrata sulla rottamazione degli apparecchi più vecchi, porterebbe a risultati più incisivi, fino a oltre -40% nello scenario più ambizioso. Da qui la richiesta di trasformare il turnover tecnologico in una strategia strutturale, con stabilità normativa, incentivi efficaci, controlli coerenti e comunicazione chiara ai cittadini.

Incentivi, normative e AI: il confronto al MASE, l’Hub AI e lo European Pellet Forum
Il convegno istituzionale ospitato in fiera ha messo a fuoco il percorso di attuazione del Piano nazionale per la qualità dell’aria e l’evoluzione degli strumenti di sostegno al riscaldamento rinnovabile, con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dei rappresentanti della filiera. L’incontro è stato aperto dai saluti di Monica Pontarin, event manager di Progetto Fuoco, e ha visto l’intervento di Fabio Romeo (Direzione generale Programmi e Incentivi Finanziari – MASE), che ha riconosciuto lo sforzo di innovazione e riduzione delle emissioni compiuto negli ultimi anni da imprese e costruttori, evidenziando però che il percorso è ancora in evoluzione.
Stefania Crotta (Direttore generale Programmi e Incentivi Finanziari – MASE) ha illustrato l’attuazione del Piano nazionale per la qualità dell’aria 2025–2027, che interviene su agricoltura, trasporti e riscaldamento civile combinando misure regolatorie, incentivi economici e azioni di sistema. Per il settore termico, le leve principali riguardano l’aggiornamento del DM 186/2017 per favorire tecnologie più performanti, 100 milioni di euro destinati alla rottamazione dei vecchi generatori a biomassa e il rafforzamento del Conto Termico, che registra un numero molto elevato di richieste, indicatore di un mercato attento alle opportunità dello strumento incentivante. Il quadro è stato completato da Enrico Bonacci (Segreteria tecnica del Dipartimento Energia – MASE), collegando il dibattito agli obiettivi 2030 del PNIEC e al recepimento della Direttiva REDIII.
Sul fronte contenuti e competenze, la fiera ha ospitato workshop e incontri tecnici in collaborazione con ANFUS (Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini) e con Assocosma, che rappresenta artigiani costruttori di stufe e professionisti del settore. Grande attenzione anche per lo European Pellet Forum, organizzato da AIEL con European Pellet Council e Bioenergy Europe, che ha riunito per la prima volta in Italia i principali player europei per discutere di certificazioni di qualità e strategie di approvvigionamento sostenibile.
Infine, lo sguardo “smart” sull’abitare del futuro ha trovato spazio nell’Hub AI, l’area dedicata alle startup: qui sono state presentate soluzioni basate su Intelligenza Artificiale per la combustione predittiva (con l’obiettivo di ridurre le emissioni) e software gestionali avanzati per l’ottimizzazione della logistica del combustibile. Una direzione che parla anche a chi progetta e ristruttura: l’efficienza dell’impianto non dipende solo dal prodotto scelto, ma dal sistema nel suo insieme, dall’installazione corretta alla gestione nel tempo.
