
Ristrutturazione in villa d’epoca: un nuovo assetto distributivo su più livelli
L’intervento prende avvio dalla volontà dei committenti di unire l’appartamento già abitato, collocato al terzo piano, con quello acquisito successivamente, sviluppato tra piano terra e primo piano. Il nodo centrale del progetto è stato quindi la ridefinizione delle funzioni residenziali lungo un asse verticale, con una distribuzione più coerente e performante degli spazi domestici.
Al piano terra trova posto la zona giorno, in diretto rapporto con le terrazze e con il giardino, elemento che valorizza il rapporto tra interni ed esterni e migliora la vivibilità quotidiana. Al primo piano sono state organizzate le camere dei ragazzi, mentre al terzo livello è stata ricavata la suite padronale, completa di tutti i comfort. A collegare questi ambienti è una nuova scala, impostata con una giacitura analoga a quella esistente che connette il piano terra e il primo, così da mantenere una coerenza compositiva con l’impianto originario della casa.

La villa liberty tra storia, doppia altezza e nuova spazialità
La villa fu realizzata tra il 1904 e il 1908 dall’architetto Borioli come residenza di villeggiatura per una nota famiglia di industriali lombardi. L’edificio è configurato come un volume parallelepipedo a base quasi quadrata e si distingue per due logge sostenute da colonne composite: una segnala l’ingresso, l’altra genera una terrazza affacciata sul paesaggio circostante. A definire il carattere dell’architettura è un apparato decorativo neoclassico che scandisce la facciata secondo la tradizionale tripartizione dei palazzi storici, con un basamento leggermente bugnato, il piano nobile e l’attico.
Tra gli anni Ottanta e Novanta la villa è stata frazionata in sei appartamenti, due dei quali sono stati coinvolti nel progetto di ristrutturazione. Al piano terra, il concept ha previsto una riduzione e una razionalizzazione degli spazi di servizio, con la creazione di una grande zona pranzo collegata alla cucina principale e l’inserimento di una cucina di servizio. Il grande salone, invece, è rimasto invariato dal punto di vista planimetrico, ma la doppia altezza che già lo caratterizzava è stata ampliata fino a occupare circa metà della sua superficie.
Al piano superiore, la demolizione parziale di una porzione di solaio nello studio affacciato sul soggiorno ha permesso di ridefinire con maggiore chiarezza lo spazio a doppia altezza, che nello stato originario presentava una configurazione triangolare meno leggibile. Il nuovo vuoto, più ampio e proporzionato, è valorizzato da un ballatoio che prosegue nel corridoio di distribuzione delle camere, offrendo un affaccio scenografico sul living sottostante. Il collegamento con l’appartamento al secondo piano è stato ricavato sopra la scala esistente. In questo livello, gli interventi hanno interessato soprattutto l’inserimento della nuova scala, ottenuto anche attraverso il ridimensionamento di un bagno esistente, oltre ad alcune modifiche puntuali ai tavolati interni.




Serramenti, arredi su misura e materiali naturali per un’abitazione contemporanea
Sul fronte dell’involucro, i serramenti esistenti sono stati sostituiti con nuovi infissi dello stesso disegno, ma dotati di prestazioni più elevate. I nuovi elementi garantiscono una maggiore efficienza grazie al triplo vetro e sono rifiniti esternamente in legno tinta noce e internamente in bianco, una scelta che migliora il comfort abitativo e preserva il dialogo con il linguaggio architettonico originario.
Anche il progetto d’arredo contribuisce in modo decisivo alla qualità dello spazio. La grande libreria del soggiorno, che si sviluppa in altezza fino al primo piano e organizza la parete della doppia altezza, prosegue verso la cucina fondendosi con la parete attrezzata. Nel living è stato inoltre inserito un dispositivo architettonico riconoscibile, caratterizzato da una finitura lucida e da un’illuminazione puntuale, capace di avvolgere una porzione dell’ambiente e di definire una zona più raccolta, pensata per un’area relax distinta dalla zona living principale, dedicata alla conversazione e alla lettura.
La cucina, vero fulcro della casa, è organizzata attorno a una grande isola che domina lo spazio. L’ambiente è arricchito da soffitti con quote differenti e da luci nascoste, che costruiscono un sistema di illuminazione artificiale insieme delicato ed efficiente. Completano questo spazio un tavolo “fratino”, particolarmente caro ai committenti, alcune luci d’arredo collocate sul tavolo e sull’isola e, soprattutto, una cucina di servizio accessibile attraverso un passaggio ricavato nella parete attrezzata. Con la stessa logica progettuale è stato nascosto anche l’accesso al bagno di servizio, raggiungibile tramite un’apertura analoga.
Coerentemente con il modus operandi dello Studio Ecoarch, la palette materica è essenziale, naturale e accuratamente selezionata. La pavimentazione è in legno di rovere, mentre pareti e soffitti sono tinteggiati a calce nello stesso colore, con alcuni accenti più scuri pensati per mettere in risalto specifiche zone della casa, come l’area relax nel soggiorno, la scala, i bagni e il corridoio del primo piano, sottolineando così il mutare delle relazioni architettoniche. Nei bagni, il rivestimento combina una finitura in microcemento e piastrelle di grande formato. Per la nuova scala è stato confermato il rovere, mentre la scala esistente, rivestita in marmo di Carrara, è stata conservata come traccia tangibile della memoria storica dell’abitazione.
Foto: Marco Reggi
