
Milano, da seminterrato a casa studio di un fotografo
A Milano, nel quartiere Città Studi, un seminterrato di 134 m² viene trasformato in un’abitazione che diventa anche uno spazio lavoro. Il progetto porta la firma del suo inquilino, il progettista e fotografo Alessandro Randaccio, con la collaborazione di Giulio Pucci, ingegnere e founder di Cemento Line, azienda toscana specializzata nella lavorazione del cemento. Questo materiale è il protagonista dell’ambiente cucina, cuore del progetto di ristrutturazione.
Prima di iniziare i lavori, sono stati studiati gli spazi. È stato progettato un open space con cucina, sala da pranzo e studio mentre completano gli ambienti la camera da letto e un bagno. Sono stati eseguiti interventi anche sulla struttura esterna per consentire alla casa di godere di più luce naturale.

L’importanza della luce naturale
Siamo in un seminterrato già luminoso grazie alla presenza di una finestra lungo il lato della cucina e una lungo il perimetro del soggiorno. Il progettista, per godere di maggiore luce naturale, ha voluto sostituire queste finestre con vetrate più grandi di 3×2 e 2×2 metri. Per garantire la privacy dell’inquilino e dei suoi ospiti, sono stati scelti vetri satinati: a differenza delle vetrate classiche, che proiettano una luce diretta, questa soluzione consente una diffusione maggiore. Pensiamo alle giornate soleggiate: i raggi entrano dalle finestre in vetro, proiettano sul pavimento un fascio di luce che rimbalza sulle pareti, il risultato è una luce forte, concentrata però in un punto preciso. Il vetro satinato invece consente una diffusione più omogenea nell’ambiente.
Completano le finestre, le tende a listelli che consentono di aprire i vetri, di far circolare luce e aria, evitando sguardi indiscreti: è sufficiente orientare i listelli per godere della giusta soluzione.
Guida il progetto illuminotecnico, un filo luminoso realizzato con Led dimmerabili che corre lungo l’abitazione. Al fine di godere della migliore atmosfera in funzione delle diverse azioni svolte nei differenti ambienti, il progettista ha scelto – per ogni sorgente di luce presente in casa – delle lampadine con duplice modalità di illuminazione: alla prima accensione, la luce è bianca, e consente di vedere molto bene mentre alla seconda è gialla per un’atmosfera più calda e accogliente.

La cucina, cuore della casa
Il cuore della casa è l’ambiente cucina. Qui, nella fasi iniziali dei lavori di ristrutturazione, è stato riscontrato un problema di scarico per cui il progettista pensava di realizzare un gradino per sopraelevare l’ambiente, ma è riuscito a trovare una soluzione diversa: portare il piano di lavoro a 100 cm anziché i tradizionali 90, rendendo così l’ambiente più pratico e comodo. Questa è una prima particolarità.
La cucina è aperta sugli altri ambienti giorni, ma il progettista ha scelto di delimitarla visivamente giocando con le pareti, il cui colore è stato ricavato grazie a una rasatura grezza ottenuta con cemento e resina, realizzata da un decoratore dell’Accademia di Brera di Milano. È in cemento anche il piano lavoro: il risultato è un ambiente monocromatico dal sapore industriale reso moderno dalle linee geometriche e pulite. Il cemento è un materiale molto pesante, per questo è stata posizionata internamente una lastra di polistirolo, funzionale a rendere il risultato più leggero. Le prestazioni del cemento restano indifferenti, ma la lastra risulta meno pesante, una soluzione utile soprattutto nelle fasi di trasporto e montaggio.
I mobili della cucina hanno invece ante in legno spatolate in argilla: per un effetto materico, sono state stuccate e lucidate.
La cucina non ha una cappa: una scelta dovuta al fatto che la finestra sia prossima ai fuochi, mentre i pensili hanno profondità di soli 15 cm per godere di quanta più luce possibile dalle massima luce alle finestre vicine.

Contrasti di luce e colore
Se da una parte la cucina è stata pensata quale fosse una macchia di colore grigio nell’ambiente, a lato è stata progettata la sala da pranzo dove dominano opere d’arte alle pareti, specchi e oggetti colorati . Alla cucina, è stato affiancato un tavolo blu elettrico in metallo, circondato da sedie di forma e tonalità diverse.
L’idea di gioco torna anche nei divani e nelle poltrone: versatili, il loro schienale non è fisso e permette di sedersi nella posizione preferita anche in funzione dell’utilità di questi spazi.
L’unico pensile presente nell’open space è un vecchio mobile bagno del secolo scorso, in acciaio e vetro specchiato, che contribuisce a diffondere la luce.

L’arte e il poter d’arredare
Le opere d’arte caratterizzano e personalizzano gli ambienti di questa casa studio. La parete principale del salotto presenta foto realizzate dal progettista e un collage di opere di artisti, alcune sono ad olio altre sono pitture giapponesi che s’accompagnano a disegni di amici tatuatori. Contribuiscono a movimentare le pareti e a portare colore, le maschere in cartapesta venete e una di origine sarda, terra al quale Randaccio è molto legato.
I richiami alla propria storia personale tornano in camera da letto dove le foto in bianco e nero ricreano l’albero genalogico del proprietario, ricostruito nel tempo grazie a viaggi per le principali regioni d’Italia alla ricerca dei propri parenti.
Completa il progetto, il bagno. Arredato con mobili dalla forma lineare e dominato dalle tonalità del bianco e del nero che esprimo eleganza, trova la sua personalità nelle immagini alle pareti: sono foto erotiche che vogliono richiamare il concetto d’initmità di questa stanza.
