Bioedilizia, un trend in crescita. A Milano, c’è Hexa: la micro casa di riso

La bioedilizia è un settore in crescita, complici le direttive europee e una maggiore sensibilità verso il risparmio energetico e l’impatto ambientale. Gli italiani sono più consapevoli e attenti alla salubrità della propria abitazione. Desiderano materiali green, rispettosi dell’ambiente. A Milano, fino al 14 giugno, c’è Hexa, la micro casa di riso. Un best practice italiana.

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Bioedilizia, un trend in crescita tra il desiderio di materiali green e ambienti salubri. a milano, c’e’ hexa la micro casa di risoLa bioedilizia è il futuro dell’abitare. I dati testimoniano un settore in forte crescita dove alta è la richiesta di abitazioni che rispettino i principi di circolarità, salubrità, comfort, benessere, efficienza, leggerezza costruttiva e riduzione dell’impronta ambientale. Per progettare, vengono scelti materiali naturali. Oltre ai più comuni legno, terra cruda, argilla, canapa e calce, c’è anche l’innovativo riso: gli scarti derivanti dalla sua coltivazione e lavorazione industriale diventano materia prima. Un esempio di microarchitettura in riso è Hexa, una case history italiana di successo.

La bioedilizia è il futuro dell’abitare

La bioedilizia è in forte espansione, complici le nuove normative europee e una crescente sensibilità verso il risparmio energetico e l’impatto ambientale. Con la Direttiva Casa Green sulla prestazione energetica, per esempio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’8 maggio 2024, l’UE chiede che gli edifici residenziali siano a emissioni zero entro il 2050. Una grande sfida per l’Italia, dove circa il 60-70% del patrimonio edilizio appartiene alle classi energetiche più basse (F e G).

Il mercato della bioedilizia è in crescita, più del 10%, trainato dalla domanda di materiali naturali. Questo è confermato dai principali report utilizzati quale base statistica anche da organismi internazionali tra cui il World Green Building Council per monitorare l’efficientamento del patrimonio immobiliare globale. Tra questi il Precedence Research, società che analizza i macro-trend economici e tecnologici cross-settoriali monitorando più di 13 macro-industrie (tra cui edilizia, energia, sanità, intelligenza artificiale e materiali avanzati) e mappando i dati di oltre 50 Paesi, stima per il mercato delle costruzioni sostenibili un tasso di crescita annuale del 9,12%, prevedendo che il valore del comparto passi dai circa 618 miliardi di dollari ai 1.481 miliardi di dollari entro il 2035. Il Global Market Insights, società internazionale di ricerche di mercato, indica una proiezione analoga, stimando un tasso di crescita globale del 10,2%.

La sostenibilità si misura anche nell’impronta di carbonio dei materiali scelti per gli involucri esterni. Le strutture in legno registrano una crescita costante. In Italia, la quota di mercato delle case in legno sulla nuova edilizia residenziale è stabilmente sopra il 7%, posizionando il Paese tra i primi produttori in Europa. Secondo le ultime indagini sui trend dell’abitare, oltre il 70% delle persone che cercano casa o desiderano ristrutturare considera l’efficienza energetica e la presenza di spazi verdi criteri prioritari o decisivi per l’acquisto. L’integrazione di sistemi domotici per la gestione dei carichi elettrici e il monitoraggio dei consumi è richiesta invece da quasi 1 acquirente su 2 nelle nuove costruzioni. (Fonti < “Rapporto sul monitoraggio del mercato immobiliare e dell’efficienza energetica” realizzato ogni anno dal Centro Studi della FIAIP – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, in collaborazione con l’ENEA e l’istituto di ricerca I-Com. E Studi periodici di Nomisma dedicati alla filiera immobiliare e alle abitudini delle famiglie tra cui la recente indagine “Verso Case Green” condotta a livello nazionale)

Cresce la consapevolezza degli italiani e il desiderio di scegliere un’abitazione che riassuma i principi della bioedilizia: circolarità, salubrità, comfort, benessere, efficienza, leggerezza costruttiva, riduzione dell’impronta ambientale.

La bioedilizia è il futuro dell’abitare
Hexa è una micro casa in riso che interpreta i principi della bioedilizia contemporanea: materiali naturali, comfort indoor, efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale diventano elementi centrali di un nuovo modo di abitare. In foto: Tiziana Monterisi, co-founder e CEO di Ricehouse davanti a Hexa

 

I materiali naturali della bioedilizia

In bioedilizia, un materiale viene considerato green non solo per la sua origine, ma anche per il suo ciclo di vita. Viene valutata l’energia necessaria per produrlo, la sua capacità di isolare, la riciclabilità e l’assenza di tossicità per chi abita la casa. I materiali bio principali sono il legno, la terra cruda, l’argilla, la canapa e la calce.

L’isolamento è il cuore dell’efficienza energetica: sostituire il polistirolo o le lane minerali tradizionali con soluzioni naturali riduce drasticamente l’impatto ambientale dell’edificio. Una soluzione è rappresentata dal sughero, dalla fibra di legno, della paglia o, per esempio, dalla lana di pecora.

Uno dei materiali più innovativi è il riso. Gli scarti derivanti dalla sua coltivazione e lavorazione industriale, la paglia e la pula – la scorza esterna che protegge il chicco – diventano risorse preziose. Questa rappresenta una delle innovazioni più interessanti ed eccellenti della bioedilizia, l’Italia è pioniera in Europa in questo campo grazie alla massiccia produzione risicola concentrata tra Piemonte e Lombardia.

Una case history di successo: Hexa, la micro casa di riso

Un esempio di microarchitettura costruita con materiali ottenuti dai sottoprodotti della filiera risicola, è Hexa: una casa di riso. Porta la firma di Ricehouse, nata nel 2016 quale startup innovativa e società benefit oggi sviluppa materiali per l’edilizia a partire dalla filiera del riso trasformando la materia agricola abbondante e rinnovabile in risorsa per costruire spazi salubri, efficienti e a basso impatto ambientale.

Hexa è una struttura modulare, prefabbricata, trasportabile, energeticamente autosufficiente grazie all’integrazione con sistemi a energia rinnovabile. I materiali derivati dagli scarti della filiera risicola offrono elevate prestazioni di isolamento termico e acustico, alta traspirabilità, capacità di regolazione dell’umidità interna, inerzia alla combustione e durabilità nel tempo. Sono formaldeide free, riciclabili, biocompostabili a fine vita e resistenti all’aggressione biologica e alla formazione di muffe. Il loro utilizzo consente di intervenire sia in nuove costruzioni sia nel recupero dell’esistente, con sistemi prefabbricati che riducono i tempi di cantiere e permettono migliore efficienza.

Nella fase di produzione, la lolla, la paglia e la pula di riso non richiedono l’estrazione di nuove materie prime, infatti esistono già quale esito della coltivazione e della lavorazione del riso. Il loro recupero consente di evitare pratiche ad alto impatto, di valorizzare una filiera agricola e di ridurre la pressione sulle risorse naturali. L’assenza di composti chimici aggressivi contribuisce inoltre a rendere più sicura la fase di lavorazione per chi opera lungo la filiera.

I materiali naturali, durante la vita dell’edificio, influenzano la qualità dell’aria indoor, la regolazione dell’umidità, la stabilità del microclima, il comfort acustico e termico. L’EPA statunitense sottolinea il legame fra qualità dell’aria interna e salute, ricordando che le persone trascorrono più del 90% del proprio tempo in ambienti chiusi. In questo quadro, la scelta dei materiali assume un valore progettuale che coinvolge direttamente il benessere quotidiano.

Le case di riso ben progettate sono edifici ad altissima efficienza, capaci di mantenere condizioni di comfort con un fabbisogno energetico minimo. L’idea della casa quale terza pelle, formulata dal biologo tedesco Karl Ernst, trova qui una traduzione architettonica concreta: nasce uno spazio che respira, dialoga con l’esterno, accompagna l’equilibrio del corpo e dell’ambiente.
Il fine vita diventa parte del progetto. Quando un edificio costruito con questi materiali arriverà alla conclusione del proprio ciclo, ciò che resterà potrà tornare al suolo quale materia organica.

Una case history di successo: Hexa, la micro casa di riso
All’interno di Hexa, la presenza dell’alveare introduce una componente sensoriale legata al suono, agli aromi naturali e all’attività delle api, trasformando lo spazio abitativo in un’esperienza immersiva dove architettura, natura e benessere dialogano tra loro

 

A Milano, per la prima volta è possibile entrare in una casa di riso e viverne direttamente il comfort, la qualità dell’aria, la sensazione di benessere e di equilibrio che questi materiali generano. Fino al 14 giugno, Hexa è nel quartiere di UpTown a Milano.

Grazie alla collaborazione di Apicoltura Urbana, all’interno di Hexa è presente un alveare che contribuisce a definire una qualità percettiva specifica dell’esperienza. I composti volatili prodotti dalle api nel corso della loro attività — legati a propoli, cera, miele e secrezioni ghiandolari — entrano nell’ambiente e ne rafforzano la dimensione immersiva. A questa componente si aggiunge il suono continuo dell’alveare, una presenza discreta e avvolgente che partecipa alla percezione di quiete e concentrazione. Il suono del battito delle api diventa così parte integrante dell’esperienza di permanenza nello spazio e contribuisce a rendere la casa un luogo in cui architettura, natura e benessere si incontrano in modo concreto.

L’aria che respiriamo, i materiali che ci circondano, il comfort acustico e termico, la capacità di uno spazio di accompagnare equilibrio e concentrazione incidono in modo profondo sulla qualità della vita delle persone.

Photo Credit: Beatrice Arenella




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