Il quarto incontro del primo ciclo di Dialoghi Sostenibili, promosso da MAARMO srl, si è svolto venerdì 5 giugno presso la sede di Cantiere Creattivo a Sacile, confermando la vocazione del format: costruire un confronto aperto tra professionisti dell’arredo, dell’architettura e del design sui temi della sostenibilità applicata al progetto contemporaneo. Il percorso si concluderà il 25 giugno presso l’atelier MAARMO di Villotta di Chions, in provincia di Pordenone, con l’ultimo appuntamento dedicato al tema Design e Sostenibilità.
Il verde come asset progettuale nei Dialoghi Sostenibili
Dopo aver attraversato diverse dimensioni dell’abitare — dalla materia alla percezione, fino al comfort acustico — questo nuovo incontro ha portato al centro del dibattito il rapporto tra architettura, paesaggio e componente vegetale, indagando il verde non come elemento decorativo o tendenza estetica, ma come vero e proprio asset progettuale capace di ridefinire la qualità degli spazi interni ed esterni.
A guidare il confronto sono stati Laura Badalucco, docente di design allo IUAV – Università Iuav di Venezia, e Francesco Pistollato, garden designer. Due prospettive diverse ma complementari, accomunate da una riflessione di fondo: il progetto sostenibile richiede oggi una nuova capacità di ascolto della natura. Un cambio di paradigma che invita progettisti, imprese e committenti a essere, come emerso durante il dialogo, “meno animali e più piante”.

Dall’empatia vegetale a una nuova cultura della sostenibilità
L’espressione sintetizza una visione progettuale che supera l’approccio antropocentrico tradizionale e apre a una forma di empatia vegetale, in cui l’uomo è chiamato a ridimensionare il proprio presunto primato sull’ambiente per imparare a progettare in relazione con gli ecosistemi, i cicli naturali, il clima e il contesto.
In questa prospettiva, il verde non è più un complemento da inserire a valle del progetto, né una soluzione scenografica da esibire come segno di contemporaneità. Diventa invece una componente strutturale della progettazione, capace di incidere sul benessere, sulla vivibilità degli spazi, sulla qualità microclimatica e sulla relazione emotiva tra persone e luoghi.
La sfida, come emerso dal confronto, è quella di rendere la sostenibilità realmente desiderabile, comprensibile e convincente. Perché formule come “consumare meno” o “fare del bene al pianeta”, se non vengono tradotte in esperienze concrete, rischiano di restare slogan privi di forza trasformativa.
Da qui la necessità di un cambio di linguaggio e di metodo: la sostenibilità deve diventare una cultura progettuale condivisa, capace di generare valore estetico, funzionale, ambientale ed economico. Non un vincolo, ma una leva di innovazione. Non una moda green da comunicare, ma una scelta consapevole da abitare.

25 giugno all’atelier MAARMO di Villotta di Chions: ultimo appuntamento
L’incontro finale metterà a sistema le principali evidenze emerse durante il ciclo, grazie anche al contributo di Alberto Baban, presidente di Fondazione NordEst, ed Eros Turisini di Rubner Haus, con l’obiettivo di delineare una possibile mappa concettuale per comprendere come imprese, filiere produttive e istituzioni possano collaborare allo sviluppo sostenibile del territorio nel medio-lungo periodo.
Il confronto sarà inoltre l’occasione per approfondire l’evoluzione del patrimonio abitativo, sia esistente sia di nuova realizzazione, con un focus sulle esperienze costruttive innovative e sostenibili che valorizzano l’impiego di materie prime naturali, in particolare il legno, materiale capace di unire qualità progettuale, efficienza costruttiva e riduzione dell’impatto ambientale delle nuove costruzioni.
Dove? 25 giugno all’atelier MAARMO di Villotta di Chions: dalle ore 10 alle ore 13.
La media partnership con CasaOggiDomani
Tutti gli incontri realizzati da Maarmo Srl all’interno del format “Dialoghi Sostenibili” hanno potuto contare sulla media partnership di CasaOggiDomani.
Leggi anche
Dialoghi Sostenibili: a Treviso la terza tappa parla di sostenibilità acustica
Dialoghi Sostenibili: a Venezia la seconda tappa esplora il design olfattivo tra progetto, materia e percezione
