Mobilità in casa: progettare spazi senza ostacoli. Dalla distribuzione degli ambienti all’integrazione di home lift e montascale

La mobilità domestica non riguarda solo chi ha una ridotta capacità motoria, ma la qualità degli spazi che devono sapersi adattare ai cambiamenti della vita. Progettare una casa senza barriere significa creare ambienti flessibili, funzionali e capaci di garantire autonomia e comfort nel tempo. Home lift, montascale e soluzioni progettuali intelligenti diventano strumenti per valorizzare un abitare inclusivo e orientato al futuro. Una casa davvero accessibile è quella che continua a offrire libertà di scelta e piacere di vivere ogni ambiente.

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Mobilità in casa progettare spazi senza ostacoli. Dalla distribuzione degli ambienti all’integrazione di home lift e montascaleLa mobilità in casa riguarda tutti, non solo chi ha una disabilità o una ridotta capacità motoria. È una qualità dello spazio che incide sul comfort, sull’autonomia e sul benessere quotidiano di chiunque la abiti, in ogni fase della vita. Tutti i giorni.
Progettare ambienti senza ostacoli significa ripensare la distribuzione della casa affinché accompagni i cambiamenti delle persone, evitando che siano loro a doversi adattare agli spazi.

Quando però la casa ha dei limiti progettuali, banalmente alcuni gradini se non una rampa intera per accedere al piano superiore, gli home lift e montascale possono rappresentare strumenti preziosi aiutando così a mettere al centro ancora una volta la libertà di movimento e indipendenza. Ma andiamo per gradi.

Quando la casa non asseconda i cambiamenti: la storia di mio padre

C’è un momento, spesso silenzioso, in cui la casa che abbiamo sempre considerato perfetta inizia a mostrare i suoi limiti. Non perché sia cambiata, ma perché siamo cambiati noi.

È quello che è accaduto anche a mio padre.

Per anni ha abitato una villetta su due livelli. La zona giorno al piano terra, le camere al piano superiore, una distribuzione degli ambienti comune a molte abitazioni in cui viviamo o abbiamo vissuto. Con il passare del tempo, però, quella scala è diventata sempre più impegnativa. Non tanto da impedirgli completamente di salire, ma abbastanza da fargli rimandare e a volte rinunciare di andare a dormire nel suo letto.

La camera da letto è diventata così uno spazio raggiunto sempre meno frequentemente durante la giornata. Alcuni oggetti sono stati spostati al piano terra e la parte di casa vivibile lentamente si è ridotta, e con essa la sua libertà di muoversi all’interno di essa.

L’installazione di un montascale non era praticabile, perché la conformazione della scala e gli spazi disponibili non lo consentivano. La scelta è stata quindi quella di trasferirsi in una casa sviluppata su un unico livello.

Quell’esperienza mi ha fatto riflettere avvalorando ancor più il mio pensiero, che non sono sempre le persone ad avere bisogno di cambiare casa, ma che a volte è la casa che non è stata progettata per accompagnare i cambiamenti delle persone. E la cosa che mi fa ancora più rabbia, è che tutt’ora, nel 2026, l’edilizia italiana non prende in considerazione questo aspetto, proponendo sul mercato delle distribuzioni interne limitate e limitanti. L’eliminazione delle barriere architettoniche deve iniziare molto prima, non dalla ricerca delle soluzioni a posteriori ma dalla proposta progettuale su carta a priori.

Quando la casa non asseconda i cambiamenti la storia di mio padre
Non sempre è la persona ad aver bisogno di cambiare casa: a volte è la casa che non è stata pensata per accompagnare i cambiamenti di chi la vive. La vecchia casa di mio papà

 

Progettare la mobilità in casa: dai principi del Design for All ai dettagli che contano

Una casa nella quale gli spazi sono organizzati in modo logico, con percorsi intuitivi, passaggi ampi e collegamenti fluidi, richiede meno sforzo fisico e cognitivo per essere vissuta. È una casa più semplice da utilizzare da bambini, adulti, persone anziane e ospiti occasionali.

Questo approccio si inserisce nei principi del Design for All, che considera la diversità delle persone non come un’eccezione da gestire, ma come il punto di partenza della progettazione.

L’obiettivo non è quindi creare ambienti “speciali”, bensì case che sappiano adattarsi alle diverse esigenze senza perdere qualità estetica, funzionalità e comfort. Vivere in spazi che riducono sensibilmente gli spostamenti inutili, migliorare la sicurezza e rendono più agevole la vita di tutti i giorni.

Ad esempio:

  • collocare la zona notte e almeno un bagno sullo stesso livello evita continui saliscendi;
  • se la casa è su due livelli, prevedere una camera da letto e un bagno al piano comodo;
  • prevedere percorsi diretti senza dislivelli tra cucina, soggiorno e bagno rende più ergonomiche le attività domestiche;
  • evitare dislivelli interni elimina possibili inciampi;
  • garantire adeguati spazi di manovra permette una maggiore libertà di movimento anche in presenza di ausili temporanei o permanenti, o passeggini.

Sono accorgimenti che raramente attirano l’attenzione quando visitiamo una casa, ma che incidono profondamente sulla qualità dell’abitare nel lungo periodo.

Proprio l’altro giorno, durante una consulenza immobiliare all’interno di una villa che offriva una camera da letto con il bagno privato al piano terra, ho fatto notare agli acquirenti questa caratteristica della casa a cui loro non avevano dato tanto peso. Il loro sguardo è cambiato, e quella che era stata la stanza vista poca attenzione, è diventata quella in cui sono rientrati più spesso per rivederla con occhi diversi.

La responsabilità di noi progettisti è creare abitazioni flessibili capaci di evolvere senza richiedere interventi invasivi e senza aumentare necessariamente i costi iniziali, ma facendo scelte progettuali che mantengano aperte diverse possibilità nel tempo.

Progettare la mobilità in casa: dai principi del Design for All ai dettagli che contano
La casa accoglie generazioni diverse, con esigenze diverse: pensare alla mobilità in casa significa progettare spazi capaci di accompagnare chi li abita, a ogni età. Immagine realizzata mediante strumenti di intelligenza artificiale

 

Home lift e montascale: tecnologie che valorizzano un buon progetto

Quando la distribuzione degli spazi non è sufficiente a garantire una mobilità agevole, entrano in gioco le soluzioni dedicate al superamento dei dislivelli. È importante, però, considerarle come parte di un progetto complessivo e non come semplici dispositivi da installare a posteriori.

Home lift, miniascensori e montascale rispondono infatti a esigenze differenti e richiedono valutazioni preliminari che coinvolgono architetto, installatore, elettricista, ingegnere elettrico, ingegnere strutturista e committente.

L’home lift, o ascensore domestico, rappresenta una soluzione particolarmente interessante nelle abitazioni sviluppate su più livelli, soprattutto quando si interviene in fase di ristrutturazione importante o di nuova costruzione. Oggi questi impianti richiedono ingombri sempre più contenuti e possono essere integrati anche in edifici esistenti, purché vi siano le condizioni tecniche necessarie.

Il montascale, invece, costituisce spesso la soluzione meno invasiva quando la struttura dell’edificio non consente l’inserimento di un ascensore domestico o quando si desidera limitare gli interventi edilizi. Ne esistono modelli per scale rettilinee e curve, con seduta oppure con pedana per persone in carrozzina, capaci di adattarsi a configurazioni molto diverse.

La scelta tra le due soluzioni non dovrebbe basarsi esclusivamente sui costi o sullo spazio disponibile, ma soprattutto sul progetto di vita della persona e sull’evoluzione prevedibile delle sue esigenze.

Home lift e montascale: tecnologie che valorizzano un buon progetto
Un ascensore compatto pensato per l’uso domestico: l’home lift consente di superare i dislivelli tra i piani senza opere invasive, restituendo alla casa la sua piena vivibilità. Immagine realizzata mediante strumenti di intelligenza artificiale

 

Progettare significa anche prevedere le predisposizioni per esigenze future

Uno degli aspetti che considero più importanti riguarda la predisposizione.

Anche quando una famiglia oggi è totalmente autonoma o una persona adulta è nel pieno delle forse, e nel presente non ha bisogno di un home lift o di un montascale, può essere utile valutare come la casa potrebbe accogliere queste soluzioni in futuro. Mi capita spesso di vedere case al terzo piano senza ascensore e questo aspetto è limitante per le giovani coppie interessate all’acquisto. Figuratevi per chi, ancora in forza, non è più tanto giovane.

Prevedere quindi uno spazio tecnico, verificare le dimensioni del vano scala, studiare una distribuzione che lasci aperte diverse possibilità, significa investire nella capacità della casa di adattarsi ai cambiamenti senza interventi radicali. Se quella stessa casa avesse una predisposizione per un montacarichi, quella stessa casa oltre ad avere commerciale più alto, avrebbe sicuramente più possibilità di essere proposta a più persone e quindi venduta prima.

Predisporre degli interventi da svolgere in un domani, è una logica molto diversa da quella che porta ad affrontare il problema solo quando diventa urgente.

Progettare significa anche prevedere le predisposizioni per esigenze future
Una doccia a filo pavimento, senza piatto né dislivelli: la doccia walk-in è tra le soluzioni più efficaci per garantire sicurezza e autonomia negli spazi bagno, oggi e in futuro. Immagine realizzata mediante strumenti di intelligenza artificiale

 

I dettagli che rendono davvero fluida la mobilità domestica

Quando si parla di accessibilità si pensa spesso ai grandi interventi, mentre la qualità dell’abitare nasce anche da una somma di dettagli apparentemente secondari.

La continuità delle pavimentazioni, ad esempio, riduce il rischio di inciampo e facilita il passaggio di passeggini, trolley, sedie a rotelle o semplicemente di chi cammina con maggiore difficoltà.

Anche l’illuminazione gioca un ruolo determinante. Un percorso ben illuminato, privo di zone d’ombra e supportato, dove possibile, da sistemi di accensione automatica, aumenta la sicurezza e migliora la percezione dello spazio.

Lo stesso vale per la scelta delle maniglie, per la facilità di apertura delle porte, per la collocazione degli interruttori e delle prese elettriche, per la leggibilità degli ambienti e per la possibilità di orientarsi con naturalezza all’interno della casa.
Sono tutti elementi che raramente vengono percepiti come “accessibilità”, ma che contribuiscono concretamente alla libertà di movimento.

La normativa in Italia è ferma all’89, ma il buon progetto va oltre ai requisiti minimi

La normativa italiana ci offre un quadro di riferimento importante per progettare case più accessibili. Il D.M. 14 giugno 1989, n. 236 definisce i criteri tecnici per eliminare le barriere architettoniche e dedica specifiche prescrizioni ad ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici. Gli home lift non sono espressamente nominati, perché la loro diffusione è più recente, ma oggi rappresentano una delle soluzioni che possono contribuire a migliorare la mobilità all’interno dell’abitazione, purché siano inseriti in un progetto che rispetti i requisiti di accessibilità previsti dalla normativa.

Rispettare la normativa rappresenta naturalmente un obbligo, ma non dovrebbe essere il punto di arrivo del progetto.

Una casa può essere perfettamente conforme ai requisiti minimi e risultare comunque poco confortevole da vivere, proprio come accadde nella casa di Marcella. Ricordi? Allo stesso modo, un progetto che interpreta i principi del Design for All riesce spesso a offrire un livello di qualità superiore, andando oltre quanto richiesto dalle norme. L’obiettivo non è semplicemente eliminare gli ostacoli fisici o inserire un elevatore a norma, ma creare ambienti nei quali le persone possano sentirsi autonome, sicure e a proprio agio.

Progettare una casa capace di evolvere con chi la abita

Le nostre case custodiscono ricordi, relazioni e abitudini. Sono il luogo in cui costruiamo la quotidianità e nel quale desideriamo continuare a vivere anche quando le esigenze cambiano e per questo motivo la mobilità domestica non può essere affrontata solo quando compare una difficoltà.

Progettare spazi senza ostacoli significa immaginare una casa capace di accompagnare tutte le stagioni della vita. Significa pensare a percorsi intuitivi, ambienti flessibili, distribuzioni funzionali e, quando necessario, integrare tecnologie come home lift e montascale senza trasformarle in elementi estranei al progetto.
L’esperienza di mio padre mi ha ricordato che, a volte, non sono i gradini a rappresentare la barriera più grande. Lo diventa la rinuncia, quasi impercettibile, a utilizzare una parte della propria casa.

Una buona progettazione può evitare che questo accada perché una casa realmente inclusiva non è quella che elimina soltanto gli ostacoli. È quella che continua a offrire libertà di scelta, autonomia e piacere di abitare, oggi come domani.

I dettagli che rendono davvero fluida la mobilità domestica
Pensare la mobilità in casa fin dalla fase progettuale significa costruire spazi che sappiano adattarsi nel tempo, senza interventi invasivi né soluzioni di ripiego. Immagine realizzata mediante strumenti di intelligenza artificiale

 

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A presto,
Letizia

 

Foto in apertura: Immagine realizzata mediante strumenti di intelligenza artificiale

 

FAQ Mobilità in casa e casa accessibile

La mobilità domestica non riguarda solo chi ha una ridotta capacità motoria, ma la qualità degli spazi che devono sapersi adattare ai cambiamenti della vita. Ecco alcune delle domande più ricercate online dagli utenti e professionisti del settore.

Quando è opportuno prevedere un home lift in una casa?

L’home lift è consigliabile nelle abitazioni distribuite su più livelli quando si desidera garantire la mobilità nel lungo periodo. Valutarne l’inserimento già in fase di progetto o di ristrutturazione consente di individuare la soluzione più adatta e di ridurre eventuali interventi futuri.

Qual è la differenza tra un home lift e un montascale?

L’home lift è un ascensore domestico che collega i diversi piani dell’abitazione, mentre il montascale è un impianto installato lungo la scala che trasporta la persona mediante una seduta o una pedana. La scelta dipende dalla configurazione dell’edificio, dallo spazio disponibile e dalle esigenze di chi lo utilizzerà.

È possibile rendere una casa più accessibile senza grandi lavori?

Sì, ad esempio migliorando l’illuminazione, eliminando i dislivelli, ampliando i passaggi, ripensando la disposizione degli arredi o sostituendo una vasca con una doccia a filo pavimento. Sono interventi che possono aumentare significativamente comfort e sicurezza senza trasformare completamente l’abitazione.

Cosa significa progettare secondo il “Design for All”?

Il Design for All è un approccio progettuale che mira a creare ambienti utilizzabili dal maggior numero possibile di persone, indipendentemente dall’età o dalle capacità fisiche. L’obiettivo è realizzare spazi inclusivi, confortevoli e flessibili, evitando soluzioni dedicate esclusivamente a categorie specifiche.

Quali norma regolano l’accessibilità nelle abitazioni?

Il principale riferimento è il D.M. 236/1989, che definisce i criteri tecnici relativi ad accessibilità, visitabilità e adattabilità degli edifici. In funzione del tipo di intervento possono inoltre applicarsi ulteriori disposizioni nazionali e locali, oltre alle eventuali agevolazioni fiscali vigenti.





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