Cersaie 2026 chiude con oltre 92mila presenze: ceramica, design e architettura tengono nonostante il mercato

Cersaie 2026 chiude la 43ª edizione con 92.352 presenze e una quota di visitatori internazionali pari al 48,2%. I 16 padiglioni hanno ospitato 595 aziende, di cui 233 straniere provenienti da 24 Paesi. Ceramica, arredobagno, nuove superfici e posa si sono affiancati a formazione, architettura e cultura del progetto. Tra gli appuntamenti centrali, la lectio magistralis del Premio Pritzker Alejandro Aravena dedicata a un’architettura sostenibile e socialmente responsabile. La prossima edizione di Cersaie è in programma a Bologna dal 27 settembre al 1° ottobre 2027.

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Cersaie 2026 chiude con oltre 92mila presenze ceramica, design e architettura tengono nonostante il mercatoCersaie 2026 archivia la sua 43ª edizione confermando il peso internazionale della manifestazione dedicata alla ceramica, all’arredobagno, all’architettura e al design. Dal 21 al 25 settembre BolognaFiere ha accolto 92.352 visitatori, con una flessione contenuta del 2,4% rispetto al 2025 e una presenza internazionale che raggiunge il 48,2% del totale. In un contesto economico complesso, i numeri restituiscono l’immagine di una fiera solida, capace di mantenere centrale il confronto tra industria, progettazione, innovazione e cultura dell’abitare. 

“Abbiamo fatto una fiera solida, con gli elevati livelli di partecipazione da sempre abituali per la nostra manifestazione, e in un contesto difficile come quello che stiamo vivendo nel mondo di oggi, il vero successo è restare ‘normali’. Anche con un lieve calo dei visitatori, Cersaie si è confermata la fiera leader del settore a livello internazionale ed un valore unico per la ceramica italiana”. Così Augusto Ciarrocchi, Presidente di Confindustria Ceramica, ha sintetizzato il bilancio dell’edizione appena conclusa.

Cersaie 2026: numeri stabili e quasi un visitatore su due dall’estero

I 16 padiglioni occupati hanno coperto complessivamente 145.000 metri quadrati, ospitando 595 aziende: 314 del settore delle piastrelle di ceramica, 96 dell’arredobagno e 185 attive nella posa, nelle materie prime, nelle nuove superfici e nei servizi.
La dimensione internazionale resta uno degli elementi distintivi della manifestazione: 233 espositori, pari al 39% del totale, provenivano dall’estero, con 24 Paesi rappresentati. Sul fronte dei visitatori, gli operatori italiani sono stati 47.852, rispetto ai 49.671 del 2025 (-3,7%), mentre quelli internazionali si sono mantenuti sostanzialmente stabili: 44.500 contro 44.906 dell’anno precedente (-0,9%). 

Cersaie 2026: numeri stabili e quasi un visitatore su due dall’estero
Foto archivio CERSAIE 2026

 

“In un momento complesso per l’economia e per gli scambi internazionali, confermare la forza di Cersaie è un risultato importante” – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere. “Anche quest’anno abbiamo visto una manifestazione solida, internazionale, capace di portare a Bologna imprese, operatori e professionisti da tutto il mondo. Le fiere servono esattamente a questo: dare alle imprese, soprattutto nei momenti più complessi, mercati, relazioni e nuove opportunità di crescita. Cersaie conferma inoltre una leadership che va oltre la dimensione industriale e commerciale: è un punto di riferimento internazionale per il design e l’architettura, dove innovazione, eccellenza e bellezza raccontano al mondo il valore del made in Italy”.

L’edizione 2026 si è aperta anche con un confronto sui temi economici ed energetici. Durante il convegno “Energia sostenibile per la competitività”, i ministri Tommaso Foti e Adolfo Urso, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, l’amministratore delegato di ENI Claudio Descalzi, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e Augusto Ciarrocchi hanno richiamato l’attenzione sui costi dell’energia e delle quote ETS e sulle conseguenze che possono avere sulla capacità di investimento e sulla competitività internazionale dell’industria ceramica.

Cersaie 2026: numeri stabili e quasi un visitatore su due dall’estero
Foto archivio CERSAIE 2026

 

Architettura, formazione e cultura del progetto oltre gli stand

Cersaie ha confermato anche il proprio ruolo come piattaforma di incontro e formazione per progettisti e operatori.
I 340 delegati coinvolti nella convenzione con Ministero degli Esteri e ICE Agenzia hanno segnato un record per la manifestazione, mentre più di 500 addetti alle vendite degli showroom italiani hanno partecipato ai corsi di formazione organizzati durante la fiera.
La Città della Posa, al Padiglione 19, ha continuato a essere uno spazio di riferimento per gli operatori specializzati, mentre il programma culturale ha avvicinato architetti e designer alle nuove applicazioni della ceramica e dell’arredobagno.

Filippo Manuzzi, responsabile delle Attività Promozionali di Confindustria Ceramica, ha sottolineato che “tutte le iniziative di Cersaie 2026 sono state realizzate per creare valore e relazioni a favore degli espositori. I 340 delegati della convenzione con Ministero degli Esteri ed Ice Agenzia, record assoluto per Cersaie, rappresentano clienti dalle grandi potenzialità. Per la prima volta nella storia di Cersaie, oltre 500 addetti alle vendite in sala mostra italiane hanno partecipato ai corsi di Veronica Verona, un’attività di formazione professionale che è novità assoluta per le manifestazioni fieristiche. Le diverse centinaia di operatori che hanno frequentato gli stand e le attività alla Città della Posa confermano questo Padiglione 19 come un unicum nel panorama internazionale.

Gli oltre 800 partecipanti alle Lectio Magistralis di Alejandro Aravena e di Annabelle Selldorf, come anche le diverse decine tra moderatori e relatori ai Cafè della Stampa hanno fatto cultura, avvicinando architetti e designer ai prodotti ed agli usi della ceramica e dell’arredobagno. L’informazione è stata realizzata dai 684 giornalisti presenti, di cui 284 esteri, che hanno diffuso notizie su testate cartacee e digitali di tutto il mondo mentre un’attenzione particolare è stata riservata ai giovani, con gli incontri tra imprese e laureati e laureandi del Career Day tenutosi nella giornata di giovedì, e con gli studenti degli istituti superiori che hanno partecipato numerosi alla Lezione alla Rovescia”.

Architettura, formazione e cultura del progetto oltre gli stand
Foto archivio CERSAIE 2026

 

Alejandro Aravena a Cersaie 2026: architettura tra sostenibilità e responsabilità sociale

Tra gli appuntamenti culturali più significativi di Cersaie 2026 c’è stata la lectio magistralis di Alejandro Aravena, ospitata il 24 settembre all’Europauditorium del Palazzo dei Congressi nell’ambito del programma Costruire, abitare, pensare e realizzata in collaborazione con Interni. 
Architetto cileno nato a Santiago nel 1967, Aravena si è laureato alla Pontificia Università Cattolica del Cile nel 1992 e ha fondato il proprio studio nel 1994. Tra il 2000 e il 2005 ha insegnato ad Harvard e nel 2001 ha contribuito alla nascita di ELEMENTAL, gruppo impegnato soprattutto in progetti di interesse pubblico e sociale.

Alejandro Aravena a Cersaie 2026 architettura tra sostenibilità e responsabilità sociale
Alejandro Aravena a Cersaie 2026 architettura tra sostenibilità e responsabilità sociale

 

La sua ricerca ha trovato una delle espressioni più note nei progetti di housing incrementale, a partire dal Quinta Monroy Housing di Iquique, seguito dal Monterrey Housing in Messico e da Villa Verde a Constitución. L’idea alla base è quella di realizzare strutture abitative inizialmente parziali, lasciando ai residenti la possibilità di completarle nel tempo in funzione delle necessità e delle disponibilità economiche.

Nel corso della carriera Aravena ha ricevuto il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2008, è diventato International Honorary Fellow del RIBA nel 2010 e nel 2016 ha ottenuto il Pritzker Architecture Prize, assumendo nello stesso anno la direzione della XV Biennale di Architettura di Venezia. Dal 2020 presiede la giuria del Premio Pritzker.

Negli ultimi anni lo studio ha lavorato anche sui temi della ricostruzione e delle crisi abitative generate dagli effetti del cambiamento climatico, sviluppando sistemi prefabbricati modulari per interventi rapidi, come avvenuto dopo gli incendi di Viña del Mar del 2024. Alla Biennale di Architettura di Venezia 2025 ha inoltre presentato sperimentazioni legate al Net-Zero Biochar Concrete, proseguendo una ricerca che mette insieme sostenibilità ambientale, funzione, economia e partecipazione sociale.

CERSAIE 2027

Terminata l’edizione 2026, l’appuntamento è già fissato per il prossimo anno: Cersaie tornerà a Bologna dal 27 settembre al 1° ottobre 2027.





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