Ecodesign e Digital Product Passport: la nuova identità digitale dei mobili

Il Digital Product Passport cambia il modo in cui il settore dell’arredo comunica e progetta i propri prodotti, introducendo un’identità digitale accessibile tramite QR code. Il nuovo Regolamento Ecodesign impone dati verificabili su materiali, origine delle materie prime, durabilità e fine vita, superando i tradizionali cataloghi commerciali. L’applicazione sarà progressiva e differenziata per categoria merceologica, con tempistiche specifiche già delineate per il comparto arredo. Professionisti e consumatori potranno contare su informazioni più trasparenti per orientare le proprie scelte. Il Digital Product Passport si conferma così un acceleratore di innovazione, oltre che un obbligo normativo, per l’intera filiera del design.

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Ecodesign e Digital Product Passport: la nuova identità digitale dei mobiliNel settore dell’arredo i prodotti erano, fino ad oggi, raccontati e venduti grazie alla condivisione di informazioni commerciali e connesse a caratteristiche quali la dimensione, la funzionalità, i materiali utilizzati. I cataloghi sono organizzati con questi dati e le fotografie, digitali o cartacei a seconda dei casi. La crescente attenzione alla sostenibilità, però, sta cambiando le cose anche nel mondo del design, imponendo un approccio completamente nuovo. La trasformazione è guidata dall’evoluzione della normativa europea e, in particolare, dal Regolamento Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), che introduce il Digital Product Passport (DPP), ossia un sistema destinato a raccogliere e rendere accessibili informazioni sulla composizione dei prodotti, sull’origine delle materie prime, sugli impatti ambientali, sulla durabilità, sulla riparabilità e sulle possibilità di recupero a fine vita. Ogni oggetto, che sia una lampada, una sedia o un tavolo, sarà accompagnato da una vera e propria identità digitale. Non si tratta di un semplice aggiornamento burocratico, ma di un cambiamento destinato a modificare il modo in cui i prodotti vengono progettati, documentati e valutati lungo tutta la filiera.

Il nuovo regolamento: quando è stato approvato e cosa dice

Il riferimento normativo da conoscere è il Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR), approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 13 giugno 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 28 giugno 2024 ed entrato in vigore il 18 luglio 2024.

Il provvedimento stabilisce le regole per la progettazione dei prodotti immessi sul mercato europeo, con l’obiettivo di renderli più sostenibili lungo l’intero ciclo di vita, riducendone l’impronta ambientale e favorendo, al tempo stesso, la libera circolazione delle merci nel mercato interno. L’ESPR sostituisce la precedente direttiva Ecodesign del 2009 e amplia il proprio campo di applicazione, in quanto non riguarda più solo i prodotti connessi all’energia, ma interessa, con alcune eccezioni, tutti i beni fisici immessi sul mercato dell’Unione europea, inclusi componenti e prodotti intermedi. Il regolamento definisce il quadro generale, mentre i requisiti specifici per le diverse categorie di prodotti saranno introdotti progressivamente dalla Commissione europea attraverso atti delegati.

Il nuovo regolamento: quando è stato approvato e cosa dice
Il Regolamento Ecodesign ridisegna i confini della progettazione sostenibile: non più solo estetica e funzione, ma trasparenza e responsabilità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto

 

Tra le principali novità il Digital Product Passport (DPP)

Una delle novità più importanti introdotte dalla nuova normativa riguarda l’introduzione del Digital Product Passport (DPP), il passaporto digitale funzionale a raccogliere informazioni sulla composizione dei prodotti, sulla provenienza dei materiali, sugli impatti ambientali, sulla durabilità, sulla riparabilità, sul riciclo e riutilizzo e sul fine vita corretto. Accessibile tramite un QR code o un altro identificativo univoco, raccoglie e rende consultabili le informazioni che accompagnano il bene lungo tutto il suo ciclo di vita. L’obiettivo è aumentare la trasparenza e la tracciabilità lungo la filiera, mettendo a disposizione dati affidabili sia per gli operatori economici sia, almeno in parte, per i consumatori. Alcune informazioni saranno infatti pubbliche, mentre altre saranno accessibili solo ai soggetti autorizzati.

L’introduzione di questo strumento non è improvvisa, ma graduale. È il regolamento stesso a definire le tempistiche di applicazione, con alcune prime applicazioni obbligatorie nel biennio 2026-2027 e l’estensione successiva a tutti i prodotti entro il 2030. I materiali da costruzione, ad esempio, saranno nel primo blocco di settori con applicazione obbligatoria entro il 2027.

La parola agli esperti…

Ollum, una società di consulenza ambientale del Gruppo TÜV AUSTRIA

Per avere un punto di vista da chi si occupa ogni giorno di supportare le aziende in questi cambiamenti, abbiamo approfondito il tema con Ollum, una società di consulenza ambientale del Gruppo TÜV AUSTRIA, che affianca le imprese nel percorso di transizione ecologica. Offre servizi di Life Cycle Assessment (LCA), Environmental Product Declaration (EPD), EcoDesign, carbon footprint e strategie di sostenibilità. Opera principalmente nei settori arredo, illuminazione, edilizia e manifatturiero, supportando aziende italiane e internazionali nella misurazione degli impatti ambientali e nell’adeguamento alle normative europee.

Quanto è lontano il settore dell’arredo dall’essere davvero pronto al DPP e quali sono i dati e le informazioni che sarà più complesso raccogliere?

Il settore dell’arredo si trova in una fase di preparazione: le grandi aziende hanno spesso già avviato progetti di LCA, EPD o raccolta dati ambientali, mentre molte PMI stanno iniziando solo ora ad affrontare questi temi. La sfida principale non sarà implementare il QR code del Digital Product Passport, ma costruire un sistema affidabile di raccolta e gestione delle informazioni. I dati più complessi da reperire saranno quelli provenienti dalla filiera, come la composizione dei materiali, l’origine delle materie prime, il contenuto di riciclato e i dati ambientali forniti dai supplier. A questi si aggiungono informazioni sulla durabilità, riparabilità e gestione del fine vita, che richiedono un approccio progettuale oltre che documentale. Questa valutazione deriva dall’analisi del quadro normativo europeo e dall’esperienza maturata da Ollum in progetti di LCA, EPD ed EcoDesign per aziende manifatturiere.

La parola agli esperti…
Materiali tracciabili, filiere trasparenti, fine vita progettato: l’arredo sostenibile smette di essere una scelta di stile e diventa un requisito di sistema

 

Quando un produttore di mobili dovrebbe iniziare concretamente a prepararsi e quanto costa, in termini economici e organizzativi, costruire un sistema di raccolta dati per il passaporto digitale?

Il momento migliore per iniziare è oggi. Sebbene i requisiti specifici per il settore arredo saranno definiti dal futuro atto delegato ESPR dedicato ai mobili, il primo Working Plan della Commissione europea ha già inserito questa categoria tra le priorità. Prepararsi in anticipo consente di distribuire gli investimenti nel tempo e di evitare interventi urgenti quando gli obblighi entreranno in vigore. Non esiste un costo standard: dipende dal numero di prodotti, dalla complessità della supply chain, dalla disponibilità dei dati e dal livello di digitalizzazione aziendale. In molti casi il primo passo consiste nel mappare le informazioni già disponibili, individuare le lacune e strutturare un processo di raccolta dati che potrà essere riutilizzato anche per LCA, EPD e altre richieste dei clienti.

Pensate che il DPP possa influenzare le scelte d’acquisto come è successo con le etichette energetiche degli elettrodomestici?

L’analogia con le etichette energetiche è interessante, anche se il Digital Product Passport conterrà un insieme di informazioni molto più ampio. Nel breve periodo l’impatto sarà probabilmente maggiore nel mercato B2B, dove progettisti, architetti, contractor, grandi buyer e stazioni appaltanti potranno utilizzare questi dati per confrontare i prodotti. Nel tempo è plausibile che una parte di queste informazioni diventi rilevante anche per il consumatore finale, favorendo scelte più consapevoli e premiando le aziende più trasparenti.

Pensate che il Digital Product Passport cambierà concretamente il modo di progettare mobili e lampade e in che modo?

Sì. Il Digital Product Passport non cambierà solo il modo di comunicare un prodotto, ma anche il modo di progettarlo. Sapendo che determinate informazioni dovranno essere rese disponibili e dimostrabili, le aziende saranno incentivate a progettare prodotti più durevoli, riparabili, smontabili e riciclabili, oltre a scegliere materiali con minore impatto ambientale. In altre parole, il DPP rappresenta un acceleratore dell’EcoDesign. Come osserviamo quotidianamente nei progetti seguiti da Ollum, la raccolta dei dati porta spesso le aziende a ripensare materiali, componenti e processi produttivi, trasformando la conformità normativa in un’opportunità di innovazione e competitività.

La parola agli esperti…
Un’identità digitale: il Digital Product Passport trasforma ogni mobile in un oggetto capace di raccontare la propria storia, dalla materia prima al riciclo

 

FAQ Ecodesign e Digital Product Passport

Il Digital Product Passport cambia il modo in cui il settore dell’arredo comunica e progetta i propri prodotti, introducendo un’identità digitale accessibile tramite QR code. Il nuovo Regolamento Ecodesign impone dati verificabili su materiali, origine delle materie prime, durabilità e fine vita. Ecco alcune delle domande più cliccate e ricercate online dagli utenti e dai professionisti del settore.

Cos’è il Regolamento ESPR, in parole semplici?

L’ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) è il regolamento europeo che stabilisce requisiti ambientali obbligatori per la maggior parte dei prodotti fisici venduti nel mercato UE. Il rispetto di questi obblighi diventa condizione necessaria per le imprese che vogliono continuare a commercializzare i propri prodotti nell’Unione Europea. Punta a rendere ogni prodotto più durevole, riparabile, riciclabile ed efficiente nell’uso delle risorse lungo tutto il ciclo di vita.
InSic

Qual è la differenza tra ESPR e la vecchia Direttiva Ecodesign?

La precedente Direttiva Ecodesign 2009/125/CE riguardava principalmente i prodotti che consumano energia, come elettrodomestici, caldaie e apparecchiature elettriche. L’ESPR supera questo limite ed estende l’obbligo a praticamente tutti i beni fisici immessi sul mercato, arredo compreso: non è più una direttiva da recepire diversamente in ogni Paese, ma un regolamento con effetto diretto e uniforme in tutta l’Unione.

Quali prodotti sono esclusi dal Regolamento ESPR?

Restano fuori dal campo di applicazione alimenti e mangimi per animali, medicinali e prodotti veterinari, piante, animali e microrganismi vivi, prodotti di origine umana e vegetale, oltre ai veicoli già disciplinati da normative specifiche di settore. Per tutti gli altri beni, compresi mobili, complementi d’arredo e illuminazione, l’ESPR si applica pienamente, con requisiti che verranno definiti gradualmente tramite atti delegati.

Cosa rischia un’azienda che non rispetta l’ESPR o non fornisce il Digital Product Passport?

Trattandosi di un regolamento, l’ESPR si applica direttamente negli Stati membri, ma saranno i singoli Paesi a definire le sanzioni concrete in caso di violazione, che potranno includere multe e l’esclusione dagli appalti pubblici. Le imprese che rimandano l’adeguamento rischiano di trovarsi impreparate quando gli obblighi diventeranno vincolanti, con il rischio concreto di blocchi nella commercializzazione dei prodotti non conformi.

L’ESPR si applica anche ai prodotti fabbricati fuori dall’Unione Europea?

Sì. I prodotti fabbricati al di fuori dell’UE devono conformarsi agli stessi requisiti di sostenibilità e progettazione previsti per i prodotti realizzati all’interno dell’Unione. Per i produttori di arredo che si riforniscono da filiere extra-UE, questo significa dover raccogliere dati ambientali e informazioni sui materiali anche dai fornitori internazionali, per poterli inserire nel futuro Digital Product Passport.
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Il Digital Product Passport sarà uguale per tutti i settori o cambierà da prodotto a prodotto?

Cambierà da categoria a categoria. Ogni gruppo di prodotti viene definito attraverso una serie specifica di punti dati, metodi di calcolo e condizioni che riflettono le modalità di fabbricazione, utilizzo e distribuzione di quel prodotto: i requisiti per un mobile in legno non saranno gli stessi previsti per un tessuto o un componente elettronico, perché materiali, filiere e impatti ambientali di riferimento sono profondamente diversi.

 

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