C’è un momento preciso, entrando in una casa, in cui lo spazio smette di essere soltanto architettura e si integra con la nostra personalità. Accade quando la mano sfiora un muro materico, quando il legno restituisce il calore delle sue venature, quando la luce naturale attraversa il lino di una tenda e disegna ombre morbide sul pavimento in pietra. È lì che nasce la percezione sensoriale dello spazio: un dialogo invisibile tra materia, emozione e memoria.
Percezione sensoriale: quando il design ritrova nella natura la sua essenza
Negli ultimi anni, il mondo dell’interior design e dell’architettura contemporanea ha riscoperto il valore profondo dei materiali naturali e dell’esperienza abitativa multisensoriale. La casa non è più soltanto un luogo da abitare, ma un ecosistema emotivo capace di influenzare il benessere psicofisico di chi la vive. E questa potrebbe essere anche una perfetta sintesi di quanto visto alla settimana del design 2026, all’interno e fuori dai padiglioni fieristici di Rho.
Proprio attraversando Corso Italia, il grande asse pedonale sopraelevato (lungo oltre un chilometro) che percorre l’intera struttura disegnata da Massimiliano Fuksas, si è avuta la netta sensazione che il tatto sia, insieme agli altri sensi, una componente fondamentale del progetto abitativo in senso lato e che, anche per questo aspetto il design ha un legame molto stretto con la natura, all’interno della quale non solo trova ispirazione ma la propria prima vera essenza.


Intervista a Manuela Bonaiti ed Emma Clerici, co-fondatrici dello studio Baolab e sostenitrici del CMF design (colour, material and finishing design)
Che cos’è Baolab e come nasce?
Baolab nasce dall’incontro di due architette più affini alle pratiche del design di prodotto che a quelle architettoniche. Emma ed io ci siamo conosciute lavorando a un progetto di ricerca su nuovi materiali per un’importante azienda italiana e abbiamo capito di avere la stessa visione sul ruolo del designer: un narratore di identità.
Gli strumenti per raccontare questa identità non sono per noi le caratteristiche formali di un prodotto, ma al contrario le sue qualità leggere e non canonicamente misurabili: tatto, temperatura, suono, profumo e molte altre. A noi è sempre piaciuto partire dal progetto di queste sensorialità e così abbiamo fondato Baolab, uno studio che si occupa di disegnare molte cose tranne le forme. In gergo più tecnico questo tipo di design è detto CMF design (colour, material and finishing design).
Che rapporto c’è tra natura e design?
Domanda ampia e impegnativa. Si può leggere la relazione tra questi due ambiti in molti modi; quello che oggi ha più follower è quello della sostenibilità, tema sicuramente importante ma estremamente difficile da circoscrivere. Oppure si può trovare una relazione tra i due analizzandoli sotto la lente della biofilia, o ancora ricercando similitudini e dissonanze nell’organicità formale e nella tattilità delle superfici dei prodotti industriali. Sono insomma assai numerose le relazioni tra natura e design, ognuna delle quali investe livelli differenti a seconda del punto di vista che si vuole adottare.
Come avete avuto modo di vedere al Salone, molte aziende ed eventi avevano come filo conduttore l’importanza della percezione sensoriale dei materiali, degli ambienti e degli spazi della casa, nonché il confronto tra natura e design. Che ne pensate?
È una tendenza ben radicata da anni. Viviamo in tempi di profonda incertezza sociale e di pervasive stimolazioni digitali: il tornare alla matericità delle cose è in qualche modo confortante e, se la matericità che mettiamo in scena nei prodotti appartiene a qualcosa che riteniamo sano e buono come la natura, allora si è raggiunto l’obiettivo.
Questi fili conduttori — matericità di oggetti e ambienti e relazione stretta tra natura e design — come porteranno ad evolvere l’ambiente abitativo?
A breve termine osserviamo una maggiore predilezione per grammatiche cromatiche poco sature, con toni appartenenti all’ambito della natura; i materiali tendono a essere poco trattati e la luce artificiale impara a modularsi in modi più lievi e delicati, scaldandosi e dissolvendosi in più punti negli ambienti. Per ora è tutto molto calmo e rassicurante. In un futuro avremo forse bisogno di maggiori stimoli visivi e tattili: i materiali di recupero — siano essi da recycling, upcycling o reuse — stanno virando in parte il paesaggio visivo delle superfici, sono più decorativi, hanno pattern e increspature proprio per la loro seconda natura. Sarà interessante capire come dialogheranno negli spazi.
A quali progetti state lavorando in questo momento?
Tra i progetti che stiamo sviluppando in questo momento ci sono il disegno di materiali per un’azienda che lavora nel mondo automotive e la ricerca sul tema del benessere sia in ambito materico che abitativo. Altri progetti riguardano il mondo delle piante e della vegetazione negli interni. Lavoriamo in ambiti molto diversi; quello che rimane comunque una costante quotidiana del nostro lavoro è la ricerca.

La casa come esperienza sensoriale
Ogni ambiente domestico comunica attraverso i sensi. Non solo la vista, ma anche il tatto, l’udito e persino l’olfatto partecipano alla costruzione dell’identità di uno spazio.
Un pavimento in rovere naturale produce una percezione completamente diversa rispetto a una superficie lucida e industriale. Il marmo trasmette eleganza e solidità, mentre il cemento grezzo evoca essenzialità urbana e minimalismo contemporaneo. I tessuti assorbono i rumori, modificano l’acustica e rendono gli ambienti più intimi. Persino la temperatura visiva dei materiali contribuisce alla sensazione di comfort. L’architettura sensoriale nasce proprio da questa consapevolezza: progettare spazi che non siano soltanto belli da vedere, ma capaci di essere vissuti emotivamente.

Materiali naturali e design contemporaneo: la ricetta delle aziende
Nel panorama del design contemporaneo, la natura è tornata protagonista. Legno, pietra, argilla, lino, cotto e fibre organiche vengono scelti non soltanto per la loro estetica, ma per la loro autenticità tattile. Il ritorno ai materiali naturali rappresenta anche una risposta culturale alla sovrastimolazione digitale. In un’epoca dominata dagli schermi e dalla velocità, gli interni domestici cercano equilibrio attraverso superfici imperfette, texture organiche e colori ispirati al paesaggio.
Le pareti materiche in calce raccontano il tempo. Le venature del legno parlano di crescita e trasformazione. La pietra conserva la memoria della terra. Ogni materiale diventa narrazione.
Non è un caso che molti architetti contemporanei lavorino sul concetto di “imperfezione sensibile”: ambienti meno artificiali, più umani, capaci di trasmettere autenticità.

La luce: il materiale invisibile
Tra tutti gli elementi sensoriali della casa, la luce è forse il più potente. Cambia la percezione degli ambienti, modifica i colori, amplifica le texture e influenza l’umore. Una luce fredda su una superficie in cemento genera una sensazione metropolitana e razionale. La stessa superficie, illuminata da una luce calda e radente, diventa accogliente e sofisticata. L’architettura contemporanea lavora sempre più sulla luce naturale come materiale progettuale. Cortili interni, aperture zenitali e superfici riflettenti permettono alla luce di trasformare continuamente lo spazio durante la giornata. La casa diventa così un organismo vivo, mutevole, connesso ai ritmi naturali.

Il valore emotivo degli spazi
Ogni casa racconta una storia. Non soltanto attraverso gli oggetti, ma tramite le sensazioni che riesce a generare. Un ambiente minimalista può trasmettere calma oppure freddezza. Uno spazio ricco di materiali naturali può evocare protezione e benessere. L’equilibrio tra vuoti e pieni, tra luce e ombra, tra superfici lisce e materiche determina il carattere emozionale dell’abitare.
È qui che il design incontra la psicologia dello spazio. La percezione sensoriale dell’ambiente domestico influenza concentrazione, relax, convivialità e persino la qualità del sonno. Per questo motivo il progetto d’interni contemporaneo non può limitarsi all’estetica: deve creare esperienze.


Il confronto tra natura e design
Per lungo tempo il design ha cercato di dominare la natura, imponendo geometrie perfette, superfici sintetiche e standardizzazione. Oggi, invece, il dialogo tra natura e progetto si basa sull’equilibrio.
La casa contemporanea tende ad aprirsi verso l’esterno: grandi vetrate, continuità materica tra indoor e outdoor, giardini interni e luce naturale diventano elementi fondamentali della progettazione.
La natura entra negli spazi non solo attraverso le piante, ma attraverso il linguaggio stesso dell’architettura. Le forme organiche sostituiscono le rigidità del passato. I colori richiamano la terra, il mare, la sabbia, il muschio. I materiali respirano. In questo scenario, il design non si contrappone più alla natura, ma ne interpreta il ritmo.
Verso un nuovo modo di abitare
Oggi la casa non è più soltanto un luogo funzionale. È rifugio, identità, benessere e connessione con la natura. La crescente attenzione verso sostenibilità, materiali autentici e comfort sensoriale sta ridefinendo il linguaggio dell’architettura e del design contemporaneo. Gli spazi diventano più fluidi, più empatici, più umani.
E forse il vero lusso del futuro sarà proprio questo: abitare ambienti capaci di farci sentire bene attraverso la materia, la luce e il silenzio.
Perché una casa ben progettata non si limita a essere vista. Si ascolta, si tocca, si respira.
FAQ Percezione sensoriale
Dalla superficie tattile della ceramica alla luce che ridefinisce gli ambienti, fino alla presenza materica del legno e delle finiture naturali, il design contemporaneo pone al centro la percezione sensoriale. Di seguito, una selezione delle domande più ricercate online dedicate al tema, utili per approfondire come materiali, texture, luce e qualità percettive stiano influenzando il linguaggio dell’interior design contemporaneo.
Che cosa si intende per percezione sensoriale dello spazio domestico?
La percezione sensoriale dello spazio nasce dall’interazione tra materiali, luce, suoni e texture che caratterizzano un ambiente. Non riguarda soltanto l’estetica visiva, ma coinvolge tatto, udito e percezione emotiva, trasformando la casa in un’esperienza da vivere oltre che da osservare.
Perché i materiali naturali sono sempre più protagonisti nel design contemporaneo?
Legno, pietra, lino, argilla e superfici materiche rispondono al bisogno di autenticità e benessere in un’epoca dominata dalla digitalizzazione. I materiali naturali trasmettono calore, equilibrio e connessione con la natura, contribuendo a creare ambienti più accoglienti e umani.
In che modo la luce influenza la percezione degli ambienti?
La luce modifica colori, volumi e texture degli spazi. Una luce calda può rendere accogliente anche una superficie minimale, mentre la luce naturale cambia continuamente l’atmosfera della casa durante la giornata, trasformando l’architettura in un organismo dinamico e vivo.
Quali tendenze sono emerse alla Milano Design Week 2026?
Tra i trend più evidenti della Milano Design Week 2026 emerge il ritorno alla matericità, con superfici tattili, palette cromatiche ispirate alla natura e un’attenzione crescente alla dimensione multisensoriale dell’abitare. Il design contemporaneo punta sempre più su benessere, sostenibilità ed esperienze immersive.
Che cos’è il CMF design?
Il CMF design (Colour, Material and Finishing Design) secondo Baolab è una disciplina progettuale che lavora su colori, materiali e finiture per costruire l’identità sensoriale di un prodotto o di uno spazio. Secondo Baolab, il design non si limita alla forma, ma coinvolge tatto, temperatura, suono e percezione emotiva.
Qual è il rapporto tra natura e design contemporaneo?
Oggi il design non cerca più di dominare la natura, ma di dialogare con essa. Forme organiche, continuità tra indoor e outdoor, materiali sostenibili e colori ispirati al paesaggio naturale definiscono un nuovo modo di progettare gli spazi domestici.
Come evolverà la casa del futuro?
La casa del futuro sarà sempre più sensoriale, sostenibile e personalizzata. Crescerà l’uso di materiali riciclati e superfici tattili, mentre illuminazione, acustica e comfort emotivo diventeranno elementi centrali del progetto abitativo.
Foto in apertura: Nei tessuti le superfici acquistano spessori, talvolta irregolari, come nel caso delle collezioni disegnate per L’Opificio e presentate alla Milano Design Week 2026.
