
Al Cersaie 2026 di Bologna, lo stand di Piscine Maretto racconta un percorso imprenditoriale che affonda le radici a Napoli, nel dopoguerra, quando Salvatore Izzo cuciva a mano teloni in tela olona per gli autocarri e li impermeabilizzava con olio di lino. Da quel mestiere artigianale, portato avanti insieme ai figli Mariano e Antonio, nasce quasi per caso la prima piscina: una vasca in PVC con struttura portante tubolare, realizzata come regalo per un amico, che convince per semplicità e funzionalità e apre la strada allo sviluppo del marchio Maretto.
Oggi, con la terza generazione in azienda dal 2002, il catalogo comprende 87 misure tra piscine fuori terra, mini-piscine e soluzioni wellness. Collezioni come Sublime ed Emersa interpretano la piscina come parte integrante del progetto dell’abitare contemporaneo, con un’attenzione crescente a design, comfort, multifunzionalità e integrazione con gli spazi esterni.
Per approfondire questa trasformazione e capire quali direzioni guideranno il settore nei prossimi anni, abbiamo incontrato Francesco Fontana, direttore commerciale e marketing di Piscine Maretto.
Intervista a Francesco Fontana, direttore commerciale e marketing di Piscine Maretto
Dalla funzione al progetto: come cambia la piscina fuori terra
La piscina fuori terra non è più percepita soltanto come un’alternativa funzionale alla piscina interrata, ma sempre più come un elemento di design e benessere. Cosa ha reso possibile questa evoluzione?
Negli ultimi anni è cambiato profondamente il rapporto con gli spazi esterni della casa. Terrazzi e giardini vengono progettati con la stessa attenzione riservata agli ambienti interni, attraverso una maggiore cura di materiali, arredi, illuminazione e funzioni. Anche la piscina, di conseguenza, entra sempre più spesso in un progetto complessivo dell’outdoor.
Ma il cambiamento più importante riguarda forse il modo in cui viene percepita la piscina fuori terra. Per molto tempo è stata considerata soprattutto un’alternativa alla piscina interrata: una soluzione scelta quando non era possibile realizzare una vasca tradizionale, per ragioni economiche, di spazio, di installazione o legate alle caratteristiche del contesto.
Oggi questo approccio sta cambiando. La piscina fuori terra può essere scelta non perché rappresenta una seconda opzione, ma perché piace proprio per quello che è: per il suo design, per la possibilità di personalizzarla e per il modo in cui riesce a caratterizzare lo spazio esterno. È da qui che nasce un concetto a cui teniamo particolarmente, quello di “piscina d’arredo”.
Significa considerare la piscina quasi come un elemento dell’arredamento outdoor, capace di dialogare con pavimentazioni, pedane, sedute, verde e illuminazione e di contribuire all’identità estetica del giardino. Forme, finiture e configurazioni diventano quindi parte della progettazione, esattamente come avviene nella scelta degli altri elementi che compongono lo spazio esterno.
Naturalmente rimangono tutti i vantaggi propri di una soluzione fuori terra, dalla maggiore semplicità di installazione alla flessibilità, ma non sono più necessariamente il primo motivo della scelta. Oggi si può decidere di realizzare una piscina fuori terra semplicemente perché è quella che si desidera per il proprio progetto.
In questo senso l’acqua diventa parte dello spazio domestico: non soltanto un luogo in cui fare il bagno, ma uno spazio dedicato al relax, all’attività fisica e alla convivialità, capace di partecipare al progetto della casa anche dal punto di vista estetico

Le vostre piscine sono progettate anche per semplificare la fase di installazione. Quanto incidono tempi, invasività del cantiere e reversibilità nella scelta di una soluzione fuori terra?
Conta molto, perché oggi chi sceglie una piscina valuta non soltanto il risultato finale, ma anche tutto ciò che riguarda la fase di installazione: tempi, organizzazione del cantiere, accessibilità dello spazio e impatto complessivo dell’intervento.
Le nostre piscine sono autoportanti e la possibilità di installarle senza ricorrere necessariamente a opere particolarmente invasive consente di lavorare con maggiore flessibilità, anche in contesti nei quali realizzare una piscina tradizionale potrebbe risultare più complesso. La caratteristica della smontabilità aggiunge inoltre un elemento importante: rende l’intervento più reversibile e permette di adattare la soluzione nel tempo alle esigenze dello spazio e di chi lo utilizza.
Questo si traduce in un cantiere generalmente più snello, con una gestione più semplice delle diverse fasi di posa e, in molti casi, con tempi di realizzazione più contenuti. Naturalmente ogni progetto ha caratteristiche proprie, ma ridurre la complessità dell’installazione può incidere positivamente anche sui costi complessivi e rendere più accessibile la scelta della piscina.
C’è poi il tema delle autorizzazioni. In determinate situazioni una soluzione fuori terra e smontabile può comportare un iter diverso rispetto a interventi più strutturali, ma è un aspetto che va sempre valutato caso per caso, in relazione alle caratteristiche dell’installazione, al contesto urbanistico e alle normative locali.
Per noi la semplicità non significa quindi rinunciare alla qualità o alla progettazione, ma cercare di rendere l’inserimento della piscina più flessibile, rapido e compatibile con le caratteristiche reali dello spazio disponibile.
Dalla convivialità al benessere: Sublime e SkyPool Enjoy, due modi di vivere la piscina
Con Sublime la mini-piscina diventa un elemento d’arredo per l’outdoor. È anche questo che intendete quando parlate di “piscina d’arredo”?
Sì, è esattamente questo il concetto. Con Sublime abbiamo cercato di portare la mini-piscina dentro il progetto dell’outdoor, non come elemento separato ma come parte dell’arredo e dello spazio da vivere.
Sublime è un progetto che stiamo sviluppando da circa tre anni e che oggi si articola in tre collezioni. Fin dall’inizio l’idea è stata quella di superare il concetto di mini-piscina come semplice vasca dedicata al benessere, per trasformarla in un vero elemento dello spazio outdoor.
La struttura, alta circa 70 cm, è pensata per mantenere un rapporto molto diretto tra chi si trova in acqua e chi resta all’esterno. Le sedute che la circondano diventano parte integrante dell’esperienza e rendono la piscina più conviviale: si può stare immersi, sedersi a bordo, conversare o condividere lo stesso spazio anche senza entrare necessariamente in acqua.
Abbiamo lavorato molto anche sulla possibilità di utilizzare Sublime in momenti diversi della giornata. Può diventare uno spazio per l’aperitivo, per il relax al sole o per un momento dedicato al benessere. Anche l’idroterapia segue questa filosofia: non abbiamo cercato un effetto particolarmente intenso o aggressivo, ma un’esperienza più morbida, basata sull’azione combinata di acqua riscaldata e bolle, pensata soprattutto per favorire il rilassamento.
Un altro aspetto centrale è la personalizzazione. Le tre proposte — Rattan, Premium e Intrecci — permettono di lavorare in modo diverso su materiali, finiture e linguaggio estetico, così da adattare la mini-piscina a contesti architettonici e stili outdoor differenti.
L’obiettivo è evitare che la piscina venga percepita come un oggetto autonomo, inserito successivamente nello spazio. Vogliamo che possa dialogare con pavimentazioni, arredi, verde e altri elementi del progetto, diventando una presenza coerente con l’architettura della casa e con il modo in cui quello spazio viene realmente vissuto.

Accanto a Sublime avete presentato anche SkyPool Enjoy, una soluzione più orientata allo sport e all’utilizzo multifunzionale. Qual è l’idea alla base di questa collezione?
Con SkyPool Enjoy il concetto cambia rispetto a Sublime. Parliamo di una piscina di dimensioni maggiori, alta circa un metro, progettata per concentrare più funzioni in uno spazio che resta comunque contenuto e facilmente integrabile nell’outdoor domestico.
L’obiettivo è offrire una soluzione capace di accompagnare momenti ed esigenze differenti. Grazie al sistema di nuoto controcorrente, la piscina può essere utilizzata anche per l’attività fisica e per un allenamento più dinamico, senza la necessità di disporre di una vasca particolarmente lunga.
Accanto alla parte dedicata al nuoto, è possibile prevedere un’area per l’idromassaggio, così da affiancare alla componente sportiva anche una dimensione più legata al relax e al benessere.
A completare il progetto c’è poi il solarium modulare, disponibile con dimensioni indicativamente comprese tra un metro e mezzo e due metri. Questo elemento permette di ampliare la fruibilità della piscina anche fuori dall’acqua, creando una superficie da utilizzare per rilassarsi, prendere il sole o semplicemente vivere lo spazio insieme alla famiglia.
SkyPool Enjoy nasce quindi con un’impostazione molto versatile: non una piscina destinata a un’unica funzione, ma uno spazio capace di combinare movimento, benessere e convivialità. Anche in questo caso il tema centrale è integrare più esperienze in una soluzione compatta, cercando di sfruttare al meglio lo spazio disponibile.

Dalla realtà aumentata alla manutenzione: progettare prima di scegliere
A Cersaie avete utilizzato anche realtà aumentata e realtà virtuale per mostrare la piscina nel suo contesto. Quanto possono aiutare nella progettazione?
Per noi è stato un investimento importante, soprattutto pensando alla rete di rivenditori distribuita sul territorio nazionale. L’obiettivo non è semplicemente mostrare un prodotto, ma permettere al cliente di comprenderlo e, in qualche modo, di viverlo ancora prima dell’acquisto.
A Cersaie, attraverso il visore, era possibile entrare virtualmente in Villa Sublime e muoversi tra diversi ambienti, passando dall’interno della casa alla terrazza e al giardino. Durante l’esperienza si potevano modificare colori, configurazioni e divanerie, verificando immediatamente come cambiava la percezione dello spazio.
Il passaggio ulteriore è quello di utilizzare le tecnologie XR e VR per visualizzare la piscina direttamente nel contesto reale del cliente, rispettandone proporzioni e ingombri. È un aspetto molto utile, perché consente di capire prima dell’installazione quanto spazio occuperà la piscina, come si relazionerà con l’architettura esistente e quale configurazione risulterà più coerente con l’ambiente.
Questo rende la fase di scelta molto più concreta. Vedere un prodotto in catalogo o in showroom è diverso dal poterlo collocare virtualmente nel proprio giardino o sulla propria terrazza e valutarne dimensioni, colori e rapporti con gli altri elementi dello spazio.
È uno strumento interessante anche per progettisti e interior designer, perché permette di anticipare una parte delle valutazioni che normalmente avvengono solo nelle fasi successive del progetto. La tecnologia diventa quindi un supporto alla progettazione e al dialogo con il cliente: aiuta a confrontare alternative, a ridurre l’incertezza nella scelta e a considerare la piscina non come un oggetto isolato, ma come parte dell’intero progetto outdoor

La manutenzione è ancora uno degli aspetti che possono frenare chi valuta l’acquisto di una piscina. Come avete lavorato per semplificarne la gestione?
La manutenzione è sicuramente uno degli aspetti che il cliente considera con maggiore attenzione, perché una piscina deve essere piacevole da utilizzare ma anche semplice da gestire nel quotidiano. Nelle piscine fuori terra alcuni fattori possono contribuire a rendere questa gestione più pratica, a partire dalla posizione della vasca: essendo rialzata rispetto al terreno, tende a essere meno esposta allo sporco proveniente direttamente dalle superfici circostanti.
Anche le dimensioni generalmente più contenute incidono sulla gestione ordinaria, perché consentono di controllare con maggiore facilità la vasca e i diversi parametri di funzionamento. Ma il vero passo avanti, secondo noi, è poter concentrare sempre più operazioni in un unico sistema di controllo.
Attraverso l’app è infatti possibile gestire da remoto alcune delle principali funzioni della piscina, come filtrazione e riscaldamento. Questo permette di programmare e verificare il funzionamento dell’impianto senza dover intervenire ogni volta manualmente, rendendo più semplice la gestione anche quando la piscina non viene utilizzata quotidianamente.
Un altro tema importante riguarda naturalmente la qualità dell’acqua. Esistono diverse modalità di trattamento, dalle soluzioni più tradizionali fino allo sterilizzatore al sale e ad alternative orientate a ridurre l’impiego dei prodotti chimici tradizionali. La scelta dipende dalle esigenze del cliente e dalla configurazione dell’impianto.
Alla base di tutto rimane però la filtrazione, che è il cuore della corretta gestione della piscina. L’obiettivo è fare in modo che tecnologia e impiantistica lavorino insieme per ridurre il più possibile le operazioni quotidiane richieste all’utente, senza rinunciare alla qualità dell’acqua e al comfort di utilizzo.

Il futuro passa da spazi più compatti e multifunzionali
Guardando ai prossimi anni, quale direzione seguirà Piscine Maretto e come cambierà il modo di progettare la piscina?
Crediamo che il concetto di piscina d’arredo diventerà sempre più centrale: non conta soltanto ciò che si può fare dentro la piscina, ma anche il modo in cui la sua presenza contribuisce alla qualità estetica e all’organizzazione dell’intero spazio outdoor.
La direzione su cui stiamo lavorando è quella di concentrare un’esperienza sempre più completa in spazi contenuti. Esiste ancora l’idea che per avere una piscina bella, funzionale e ben integrata nel progetto della casa siano necessarie grandi superfici, ma oggi non è più necessariamente così.
Il tema, secondo noi, non è tanto aumentare le dimensioni, quanto progettare meglio lo spazio disponibile. Significa riuscire a mettere insieme più funzioni — relax, benessere, attività fisica, convivialità — senza rinunciare alla qualità estetica e alla possibilità di integrare la piscina con il resto dell’outdoor.
Anche le proporzioni diventano importanti. Una piscina alta circa un metro, per esempio, può mantenere una relazione visiva molto forte con il giardino e con gli ambienti della casa. Non è un elemento che si percepisce soltanto quando viene utilizzato: continua a far parte dello spazio anche nei momenti in cui nessuno è in acqua. Questo vale soprattutto nelle ore serali, quando l’illuminazione può trasformare la piscina in una presenza scenografica e contribuire all’atmosfera complessiva dell’outdoor. Anche stando seduti a tavola o vivendo il giardino da altri punti di vista, l’acqua resta visibile e partecipa alla percezione dello spazio.
Crediamo quindi che il futuro vada verso piscine sempre più integrate nell’architettura domestica, flessibili e capaci di offrire più esperienze in pochi metri quadrati. Non più uno spazio separato destinato esclusivamente al bagno, ma un elemento che continua a dialogare con la casa e con chi la abita durante tutta la giornata.
Una riflessione finale.
Quando la piscina entra davvero nel progetto della casa
Dall’incontro con Francesco Fontana emerge con chiarezza come la piscina fuori terra stia progressivamente superando la logica dell’elemento semplicemente aggiunto al giardino. Può diventare uno spazio dedicato al relax, allo sport e alla convivialità, ma anche una presenza capace di dialogare con arredi, illuminazione, materiali e architettura.
È proprio questa visione d’insieme a rendere interessante il percorso di Piscine Maretto: portare l’acqua dentro il progetto dell’outdoor, lavorando su dimensioni più contenute, personalizzazione e modalità d’uso differenti. Anche strumenti come realtà aumentata e realtà virtuale vanno nella stessa direzione, perché consentono di valutare prima dell’installazione proporzioni, configurazioni e rapporto con lo spazio esistente.
La piscina, in questa prospettiva, smette quindi di essere un oggetto autonomo e diventa parte dell’esperienza quotidiana della casa. È forse questo il filo conduttore più evidente dell’intervista: meno dipendenza dalle grandi superfici, maggiore integrazione progettuale e un rapporto sempre più continuo tra casa, outdoor e benessere.
di Silvia Giacometti

🎥 Guarda il video!
Guarda il video girato al Cersaie 2026 con l’intervista completa.
Chi è Piscine Maretto?
Piscine Maretto ha sede a Napoli ed è oggi una società cooperativa che sviluppa e produce piscine fuori terra, mini-piscine e soluzioni dedicate al wellness. Il catalogo conta 87 misure, affiancate da un vasto assortimento di accessori pensati per i rivenditori. L’azienda lavora attraverso una rete di partner e installatori che indica tra i più conosciuti in Italia, e porta la propria offerta nelle principali fiere di settore.
Crediti fotografici: CasaOggiDomani
