Bagno contemporaneo: il Gruppo Artesi porta a Cersaie 2026 una visione coordinata dello spazio

Il bagno contemporaneo del Gruppo Artesi punta su coordinamento, modularità e materiali. A Cersaie 2026 Artesi, Agha e Ardeco presentano tre interpretazioni complementari dello spazio. Petra e Petra Eco lavorano su forme morbide, personalizzazione e PET riciclato. Materiali come Grit Stone collegano arredo e zona doccia. Il bagno evolve così verso un progetto sempre più integrato e flessibile.

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Bagno contemporaneo: il Gruppo Artesi porta a Cersaie 2026 una visione coordinata dello spazioIl bagno contemporaneo non si costruisce più attraverso elementi separati. Arredo, superfici, doccia, materiali e dettagli tecnici tendono sempre più a dialogare all’interno di un unico progetto, capace di combinare estetica, funzionalità e personalizzazione.
È da questa evoluzione che parte la presenza del Gruppo Artesi a Cersaie 2026, dove Artesi, Agha e Ardeco hanno presentato nuove proposte dedicate all’ambiente bagno. Tre realtà con identità differenti ma complementari, chiamate a interpretare lo stesso spazio attraverso linguaggi progettuali diversi: Artesi lavora soprattutto sull’arredo, Agha sul rapporto tra acqua, superfici e architettura della doccia, mentre Ardeco porta avanti una ricerca più sperimentale sulla composizione e sui materiali. 

Il risultato è una lettura del bagno sempre meno legata al singolo prodotto e sempre più vicina al concetto di sistema: uno spazio nel quale forme, finiture e funzioni possono essere coordinate in relazione alle dimensioni dell’ambiente e alle abitudini di chi lo utilizza.

Bagno contemporaneo: tre identità per costruire un progetto completo

La presenza congiunta di Artesi, Agha e Ardeco racconta bene come stia cambiando il settore dell’arredo bagno.

Da una parte cresce la richiesta di soluzioni flessibili, capaci di adattarsi a metrature e configurazioni differenti; dall’altra aumenta l’attenzione verso superfici, tattilità, colore e continuità tra i diversi elementi della stanza. Anche componenti tradizionalmente considerati più tecnici, come profili, piatti doccia o sistemi di apertura, entrano oggi nel linguaggio dell’interior design.
In questa prospettiva Artesi lavora sul mobile come elemento attorno al quale costruire composizioni sempre più articolate. Agha amplia il progetto verso cabine, vetri e piatti doccia, mentre Ardeco esplora una maggiore libertà formale e modulare. La loro presenza a Cersaie mette quindi in evidenza un approccio trasversale al bagno, dove arredo e parte tecnica tendono progressivamente ad avvicinarsi.

È un passaggio interessante anche per il progetto della casa: il bagno non viene più necessariamente trattato come un ambiente autonomo, ma può assumere materiali, colori e finiture coerenti con il resto degli interni, entrando con maggiore continuità nel linguaggio complessivo dell’abitazione.

Bagno contemporaneo: tre identità per costruire un progetto completo
Petra Eco
Petra e Petra Eco: Artesi lavora su modularità, materia e sostenibilità
Petra

 

Petra e Petra Eco: Artesi lavora su modularità, materia e sostenibilità

Tra le novità presentate da Artesi a Bologna, la collezione Petra, disegnata da Artesi_Lab ed Enrico Cesana, torna con due interpretazioni: Petra e Petra Eco.
La versione Petra mantiene un linguaggio essenziale, caratterizzato dalla gola integrata e da terminali stondati che ammorbidiscono la geometria del mobile. Curve, raccordi e profili contribuiscono a costruire una composizione più fluida, mentre la nuova finitura Vertis introduce una superficie dall’effetto ondulato, capace di generare variazioni di luce e profondità. La collezione può essere declinata nelle finiture melaminiche, rovere e laccate previste dalla gamma Artesi. 

Accanto alla versione più classica arriva Petra Eco, che sposta l’attenzione anche sul tema dei materiali. Il mobile è realizzato in PET riciclato ed è disponibile in cinque tonalità e due effetti legno, sia nella versione liscia sia in quella Vertis. L’obiettivo è ampliare le possibilità di scelta introducendo una soluzione che affianca alla ricerca estetica una maggiore attenzione alla sostenibilità del materiale impiegato. 

Un altro elemento centrale è la flessibilità compositiva. Petra combina moduli con profondità differenti, terminali curvi, fianchi e top raggiati, lasciando maggiore libertà nella configurazione dell’arredo. Questa articolazione consente di adattare la collezione a spazi e necessità diverse, superando l’idea del mobile bagno come elemento standardizzato. 

Ed è forse proprio questo uno dei segnali più interessanti emersi a Cersaie: la personalizzazione non riguarda più soltanto la scelta del colore o della finitura, ma entra direttamente nella costruzione dei volumi e nel rapporto tra arredo e spazio disponibile.

Petra e Petra Eco: Artesi lavora su modularità, materia e sostenibilità
Petra e Petra Eco

 

Dal mobile alla doccia, materiali e superfici cercano continuità

La direzione tracciata da Petra trova continuità nel lavoro degli altri marchi del gruppo.
Con Agha, il progetto si estende alla zona doccia attraverso cabine, vetri e piatti che lavorano sulla relazione tra trasparenza, profili e materiali. Le soluzioni presentate a Cersaie introducono, tra le altre novità, nuovi vetri e superfici e rafforza la possibilità di coordinare elementi differenti del bagno. 

Un esempio significativo è il piatto doccia Nebula in Grit Stone, realizzato nello stesso materiale utilizzato anche per alcuni top dei mobili bagno. A questo si affianca Kios, piatto in gres che riprende le finiture presenti nei top Artesi. Il passaggio è interessante perché mostra concretamente come materiali e texture possano attraversare categorie di prodotto differenti e contribuire a costruire un ambiente più unitario. 

Ardeco, invece, porta nel progetto una maggiore sperimentazione su moduli, volumi e strutture. Collezioni come Bubble 2.0, Moove, Fontanile e Shaker esplorano approcci differenti all’arredo, dalla combinazione tra forme morbide e metallo fino a sistemi modulari e riconfigurabili. 

Più che una semplice successione di novità, il quadro che emerge da Cersaie 2026 è quindi quello di un bagno sempre più progettato come insieme coordinato. Il mobile non termina più necessariamente dove inizia la doccia, e materiali e finiture possono diventare il filo conduttore capace di mettere in relazione funzioni differenti.

Per l’abitare contemporaneo significa immaginare un bagno meno vincolato alla logica della singola collezione e più vicino a quella dell’interior design: modulare, personalizzabile e capace di evolvere insieme alla casa.

Foto in apertura: Petra Eco




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