L’impianto elettrico è un elemento importantissimo della casa, la posizione delle prese elettriche, infatti, oltre ad essere funzionale all’accensione e allo spegnimento dei punti luce, determina il posizionamento dei mobili. In ogni ambiente, dalle camere alla cucina e al bagno, prese e interruttori devono essere installati a quote adeguate e conformi alla normativa vigente, prevenendo rischi come cortocircuiti o folgorazioni e garantendo un uso ergonomico e accessibile.
La progettazione dell’impianto elettrico civile e l’altezza delle prese elettriche devono rispettare le regole e le certificazioni previste dal D.M. 22 gennaio 2008, n. 37, che richiama la Norma CEI 64-8 e la Guida CEI 64-50 come parametri tecnici di riferimento per impianti “a regola d’arte”.
Tali norme definiscono le altezze minime di sicurezza, le quote ottimali per funzionalità e accessibilità, distinguendo tra i diversi tipi di locali e dispositivi.
Altezza prese elettriche, cosa prevede la legge
In ambito residenziale, le altezze dei dispositivi elettrici sono misurate dal pavimento finito al centro del frutto (presa, interruttore o pulsante). La quota minima di sicurezza per le prese a parete è di 17,5 cm, riducibile a 7 cm su battiscopa e a 4 cm su torrette a pavimento, in funzione della protezione prevista.
Gli interruttori della luce, generalmente, vengono installati tra 90 e 110 cm, mentre le prese standard nei locali principali si collocano tra 30 e 40 cm.
Le altezze variano in base alla destinazione d’uso:
- in soggiorno e camere da letto sono collocate vicino a comodini o scrivanie e possono attestarsi tra 70 e 80 cm per favorire l’accesso;
- in cucina sopra il piano di lavoro si installano a 110-120 cm;
- le prese per elettrodomestici da incasso (forno, lavastoviglie, frigorifero) si posizionano a 20-30 cm dal pavimento e la presa della cappa a circa 265 cm;
- in bagno le prese devono essere a quota superiore a 110 cm, sempre rispettando la distanza minima di 60 cm da vasca e doccia, secondo i volumi di sicurezza definiti dalla Sezione 701 della CEI 64-8;
- nei locali accessori, come cantine e ripostigli, comandi e prese possono essere installati fino a 150 cm, mentre citofoni e videocitofoni a circa 140 cm.
Altezza prese elettriche e normativa CEI 64-8
La progettazione e l’installazione dell’impianto elettrico devono seguire la Norma CEI 64-8 e la Guida CEI 64-50 che, anche nel 2026, sono il riferimento tecnico principale per l’installazione degli impianti elettrici civili. Le altezze sono definite secondo criteri di sicurezza, funzionalità ed ergonomia.
La quota minima tecnica di 17,5 cm è ridotta in casi specifici a 7 cm su battiscopa e 4 cm su torrette a pavimento.
Nella prassi comune, tuttavia, le prese si collocano tra 30 e 40 cm, quelle in cucina sopra il piano lavoro a 110-120 cm, i comandi e gli interruttori tra 90 e 110 cm, le prese TV secondo le esigenze, e la cappa a circa 260-265 cm. In bagno, le prese sono a quota minima 110 cm e rispettano distanze di sicurezza di almeno 60 cm da vasca e doccia.

Dove posizionare le prese elettriche in bagno e in cucina
La Guida CEI 64-50 fornisce utili indicazioni anche sul numero minimo di punti presa, la distribuzione nei locali e le altezze ottimali per ogni tipologia di ambiente.
In cucina e bagno, la distanza minima dai punti acqua è fondamentale: in cucina, le prese sopra il piano di lavoro sono a 110-120 cm e quelle per elettrodomestici incassati a 20-30 cm, mentre la cappa si posiziona a circa 265 cm.
In bagno le prese sono oltre 110 cm e a 60 cm da lavabi, docce e vasche. Chi ristruttura deve verificare la conformità alle norme vigenti e ottenere la Dichiarazione di Conformità se l’impianto è modificato.

Quante prese devono esserci in una stanza?
L’Allegato A della CEI 64-8/3 stabilisce il numero minimo raccomandato di prese in funzione della superficie e della tipologia del locale. Ecco i dettagli.
Livello 1
Per ottenere la certificazione di livello 1, una stanza di piccole dimensioni dovrebbe avere almeno quattro prese corrente, mentre una stanza di medie dimensioni dovrebbe avere almeno cinque punti presa. Per le stanze di grandi dimensioni, invece, sono necessarie almeno sei prese elettriche.
Livello 2
Per ottenere la certificazione di livello 2, invece, una stanza di piccole dimensioni dovrebbe avere cinque punti presa, mentre una stanza di medie dimensioni dovrebbe avere almeno sette prese elettriche. Per le stanze di grandi dimensioni, invece, sarebbero necessarie otto prese corrente o più.
Livello 3
Infine, per ottenere la certificazione di livello 3, una stanza di piccole dimensioni dovrebbe avere almeno cinque punti presa, mentre una stanza di medie dimensioni dovrebbe avere come minimo sette prese elettriche. Per le stanze di grandi dimensioni, sarebbero necessarie dieci prese elettriche o più.
Per evitare errori, è fortemente consigliato affidarsi a personale qualificato per l’installazione delle prese elettriche, rispettare le normative in vigore e valutare le esigenze dell’ambiente in modo da avere un numero sufficiente di prese elettriche per garantire il comfort e la sicurezza.
Dichiarazione di conformità impianto elettrico
La Dichiarazione di Conformità (DiCo) è un documento obbligatorio per nuovi impianti, in caso di modifiche sostanziali o manutenzioni straordinarie (secondo il D.M. 37/2008). Questa dichiarazione certifica che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte e deve contenere dati dell’installatore e del committente, descrizione dell’intervento, materiali impiegati e riferimento al progetto.
Per impianti precedenti al 2008 senza Dichiarazione di Conformità, è possibile ricorrere alla Dichiarazione di Rispondenza (DiRi) da parte di un professionista abilitato; lo stesso in caso di smarrimento.
Prese elettriche e accessibilità ai disabili
Per ambienti destinati a persone con disabilità, prese, interruttori e comandi devono rispettare degli accorgimenti particolari, in conformità al D.M. 236/1989 e alla CEI 64-21, ciò per garantire autonomia e sicurezza.
Le altezze di prese e interruttori variano tra 40 e 140 cm dal pavimento, con fascia consigliata 90-110 cm. Inoltre devono essere facilmente raggiungibili, non ostruiti da arredi, distanziati almeno 40 cm dagli angoli, sicuri, con pressione leggera per inserimento e rimozione della spina. Anche il quadro elettrico deve essere accessibile, in modo da agevolare interventi tempestivi.
FAQ Tutto sull’altezza delle prese elettriche
In ogni ambiente della casa, dalle stanze da letto alla cucina, è essenziale che le prese elettriche e gli interruttori siano posizionati a un’altezza adeguata e conforme alla normativa vigente. Di seguito alcune delle domande più ricercate dagli utenti sul web.
È obbligatorio mettere a posto l’impianto elettrico?
La messa a norma dell’impianto elettrico è obbligatoria solo in caso di ristrutturazione, ampliamento o nuova installazione, come prevede il D.M. 37/2008. Per gli edifici esistenti non c’è alcun obbligo retroattivo, tuttavia l’adeguamento diventa necessario per garantire la sicurezza e per ottenere certificazioni come la Dichiarazione di Conformità (DiCo). Un impianto, per essere a norma, deve avere la protezione differenziale (salvavita) e la messa a terra, conformemente alle norme CEI. La mancata conformità o l’assenza della documentazione – nei casi in cui è obbligatoria – può comportare sanzioni amministrative fino a 10.000 euro oltre ad incidere negativamente sul valore dell’immobile in caso di compravendita.
Le prese elettriche devono essere installate a 30 cm da terra?
Non esiste un obbligo legislativo vincolante. La norma tecnica CEI 64-8 prevede una quota minima consigliata di 17,5 cm dal pavimento per le prese elettriche standard. In ogni caso l’installazione delle prese a circa 30 cm è una pratica comune e consigliata.
Qual è l’altezza minima delle prese elettriche secondo la normativa italiana?
Secondo la CEI 64-8 e la Guida CEI 64-50,l’altezza minima standard delle prese a parete è 17,5 cm dal pavimento finito, ridotta a 7 cm su battiscopa e 4 cm su torrette a pavimento. Prese cucina sopra piano lavoro 110-120 cm, bagno circa 110 cm, interruttori 90-100 cm e prese per cappa/scaldabagno tra 180-265 cm.
A che altezza devono essere installati gli interruttori della luce?
Gli interruttori si collocano generalmente tra 90 e 110 cm dal pavimento. Quote diverse si applicano in camera da letto (70-80 cm in corrispondenza dei comodini), cucina e bagno sopra piani lavoro (110-120 cm) e ripostigli/cantine (circa 150 cm). Termostati e citofoni, invece, si posizionano a circa 140 cm.
Come cambia l’altezza delle prese elettriche nelle nuove costruzioni rispetto alle ristrutturazioni?
Nelle nuove costruzioni le altezze seguono i criteri progettuali della CEI 64-8 e accessibilità (prese 30-40 cm, interruttori 110-120 cm, cucina 110-120 cm, bagno circa 110 cm), mentre nelle ristrutturazioni si tende ad adeguarsi alle quote preesistenti, bilanciando sicurezza, funzionalità e vincoli strutturali.
Qual è l’altezza corretta per le prese TV e internet?
Non esiste un’altezza tassativa per le prese Tv ed Internet. Secondo le buone pratiche e le indicazioni della norma CEI 64-8, tali prese generalmente vengono fissate tra 30 e 40 cm dal pavimento finito (dietro al mobile TV o in camera), senza andare più giù di 17,5 cm dal centro della scatola.
Ma se il televisore è montato a parete, le prese andranno posizionate più in alto, di solito tra 100 e 130 cm, così da restare nascoste dietro lo schermo e mantenere i cavi non visibili.
Che altezza deve avere il quadro elettrico?
Il quadro elettrico, o centralino, va installato tra 150 e 170 cm dal pavimento finito; secondo la CEI 64-8, l’altezza ideale è attorno ai 160 cm (prendendo come riferimento il centro del quadro). Questa altezza lo rende accessibile e facile da nascondere dietro mobili o porte.
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