
Partendo da approcci differenti e complementari, stilisti e architetti hanno riutilizzato carta sottilissima plissettata per realizzare oggetti della nostra quotidianità e prototipi d’arredo. Grazie a momenti di scambio, osservazione e sperimentazione, la collaborazione è diventata occasione di crescita per trovare valore in ciò che viene considerato di scarto e pensare a nuove prospettive future.
I materiali di scarto, il valore dell’economia circolare
I materiali di scarto sono residui di produzioni non conformi agli standard. Possono tuttavia essere trasformati in risorsa e venire utilizzati per ridare vita a plastiche, tessuti, arredi per esempio in diversi settori, dal design all’arte, dalla moda all’edilizia. Si tratta di una tendenza oggi in fortissima crescita, trainata dalle nuove direttive europee sull’economia circolare, un modello di produzione e di consumo che punta ad estendere il ciclo di vita di materiali e prodotti riducendo al minimo gli sprechi.
Secondo i dati sui cicli di vita dei prodotti (di LCA, una metodologia standardizzata che misura l’impatto ambientale di un prodotto o servizio lungo il suo ciclo di vita: dall’estrazione delle materie prime, alla produzione e trasporto, fino allo smaltimento o riuso), l’80-90% dell’impatto ambientale totale di un complemento d’arredo o di un mobile è determinato esclusivamente dalle materie prime e dai componenti scelti. La fase di progettazione influenza fino all’80% dell’impronta ecologica finale di un prodotto: sostituire una risorsa vergine con un materiale derivato da scarti abbatte le emissioni legate ai processi estrattivi o alle polimerizzazioni intensive tipiche del settore.

La mostra “The Paper Log: Shell and Core”. Da rotoli di carta a oggetti d’arredo
È un invito a riflettere sulle possibilità offerte dagli scarti, la mostra “The Paper Log: Shell and Core” ospitata nel flagship store di Milano di Issey Miyake. Si tratta di un progetto sperimentale concepito da Satoshi Kondo del Miyake Studio e sviluppato da un team interno della maison, in collaborazione con lo studio di architettura spagnolo Ensamble, che ha visto esposti oggetti della memoria (Shell) e prototipi d’arredo (Core), derivanti da approcci diversi ma entrambi basati sul riutilizzo dei rotoli di carta, materiale di scarto derivante dalla plissettatura dei capi del brand.
La materia prima utilizzata per realizzare i prototipi è stata il Paper Log: un rotolo compresso, alto 80 cm e largo 40, di carta sottile. Questo è un sottoprodotto derivato dalla tecnica di plissettatura dei capi, tecnologia originale di Issey Miyake utilizzata per proteggere il tessuto mentre viene posizionato nella macchina. Il nome deriva dalla somiglianza strutturale tra il rotolo e un tronco d’albero, le cui marmorizzazioni circolari ricordano gli anelli di crescita e indicano il passare del tempo sia nella vita di una pianta sia nel processo di plissettatura.
Il lavoro di Ensamble Studio, chiamato Shell, comprende una serie di oggetti in carta indurita, che appaiono come se fossero stati congelati nel tempo. Sono stati realizzati scolpendo la carta, trattandola con agenti indurenti per cristallizzare pieghe, increspatura e grinza, fino a creare forme libere o avvolgendo oggetti esistenti. Invece, la sezione realizzata dal project team interno della maison, definita Core, è composta da prototipi di pezzi d’arredo (sgabelli, sedia, tavolo…) che sono stati immersi nella cera, dipinti con la colla, o legati insieme.

Moda e architettura: dalle contaminazioni nascono nuove prospettive
“Il progetto nasce dall’idea di trovare valore in ciò che viene considerato secondario o periferico e pensare a nuove prospettive” ha affermato Satoshi Kondo, uno dei design director del Miyake Design Studio.
Lo store Issey Miyake di Milano ospita di frequente progetti in collaborazione con designer, artisti e creativi professionisti, per indagare cosa sia e cosa potrebbe diventare il design, con lo scopo di ispirare un senso di gioia e meraviglia. Issey Miyake e Ensamble Studio condividono il pensiero secondo cui il processo ha un ruolo prioritario nel lavoro creativo. Proprio dal processo, che prevede tentativi ed errori, derivano idee e intuizioni, dando vita a ulteriori sviluppi.
Ciascuno ha approcciato il medesimo materiale a partire dalla propria disciplina, apportando una diversa sensibilità, differenti strumenti e domande. Attraverso momenti di scambio, di osservazione e sperimentazione, la collaborazione è diventata un’occasione di crescita reciproca. La profonda conoscenza degli stilisti del plissé, della stratificazione e della relazione tra corpo e materiale ha influenzato l’esplorazione architettonica della forma, della struttura e della presenza spaziale. In cambio, i processi architettonici di fissazione, variazione di scala e stabilizzazione materica hanno aperto nuove possibilità per la carta oltre il suo utilizzo originario. “Nell’intersezione tra design e architettura, il progetto opera come una forma d’arte non definita dalle discipline ma dal processo. La sperimentazione sui materiali, la memoria e la trasformazione diventano un linguaggio condiviso” concludono i progettisti Ensamble Studio.
Foto in apertura: MDS-ISSEY MIYAKE: © ISSEY MIYAKE INC. Immagini allestimento: Melania Dalle Grave e Michela Pedranti, DSL Studio. Ensamble Studio: Ensamble Studio
