Spazi verdi accessibili: come progettare spazi outdoor inclusivi for all. C’è un tema che oggi attraversa il mondo del progetto in modo sempre più urgente: rendere gli spazi davvero accessibili a tutti, sia interni che esterni. Non solo eliminando le barriere architettoniche, ma creando luoghi accoglienti, intuitivi, sicuri e piacevoli da vivere, pensando anche agli spazi all’aperto come balconi, terrazzi e giardini. Sappiamo quanto “il verde” sia terapeutico per tutti, mettere le mani nella terra e i piedi scalzi nell’erba, prendersi cura della natura come fare l’orto (ortoterapia o garden therapy) anche casalingo, offre benefici paragonabili a una seduta psicologica, agendo come una vera e propria cura per la mente e il corpo. Questa pratica aiuta normalmente a ridurre lo stress, combattere l’ansia e la depressione, e a migliorare l’autostima. E questo vale ancora di più per bambini, anziani e persone con disabilità motorie o cognitive.
Progettare spazi verdi accessibili
Balconi, terrazzi e giardini non sono più semplici “spazi accessori”: rappresentano ambienti terapeutici, relazionali e sensoriali, capaci di migliorare il benessere quotidiano. Progettare il verde accessibile significa allora unire ergonomia, sicurezza, comfort e bellezza. Perché un ambiente inclusivo non deve sembrare “ospedaliero”: deve semplicemente funzionare meglio per tutti ed essere bello da vivere per tutti.
Come ricorda Giovanni Del Zanna nel volume “Uomo, disabilità, ambiente”, l’accessibilità più efficace è quella che quasi non si nota, perché nasce da un progetto intelligente e naturale.
Il primo passo: percorsi fluidi e senza ostacoli
Ogni progetto outdoor inclusivo parte dal movimento. Un balcone o un giardino diventano realmente vivibili quando possono essere attraversati con facilità da chiunque: una persona in carrozzina, un anziano con deambulatore, un bambino che corre o qualcuno con ridotta mobilità temporanea.
Per questo i percorsi devono essere:
- continui, sia con brevi rampe di scale con corrimano, sia con una rampa con il 5% massimo di pendenza;
- sufficientemente ampi (almeno 90 cm, meglio 120 cm nei passaggi principali, prevedendo spazi sufficientemente ampi per la rotazione con un diametro di almeno 150cm);
- uniformi e antisdrucciolo con pavimentazioni idonee (no ghiaia, sabbia, autobloccanti con tanto spazio tra di essi), ad esempio gres porcellanato con un grado di antiscivolamento di almeno R12;
- ben illuminati, con accensioni con sensori di movimento per permettere una buona illuminazione anche nelle giornate più buie e nelle ore serali.
Schema progettuale: il percorso inclusivo
Immaginiamo ad esempio un terrazzo rettangolare di 20 mq:
- fascia centrale libera di 120 cm;
- arredi distribuiti lungo il perimetro;
- punti di sosta ogni 3-4 metri;
- illuminazione LED integrata a bassa altezza;
- fioriere rialzate accessibili frontalmente.
Un layout semplice, ma capace di migliorare enormemente la fruibilità dello spazio.

Le fioriere rialzate: il verde da vivere anche da seduti
Uno degli elementi più interessanti del design inclusivo outdoor è la fioriera rialzata. Non si tratta solo di una scelta ergonomica: è un vero strumento di relazione con la natura. Permette infatti di coltivare, toccare e curare le piante anche da seduti o con mobilità ridotta.
Secondo i principi descritti da Avril Accolla nel suo libro “Design for All”, gli oggetti e gli spazi dovrebbero poter essere utilizzati dal maggior numero possibile di persone, senza bisogno di adattamenti speciali e, aggiungo io, integrandoli in modo naturale con la progettazione e l’architettura del luogo.
Le altezze consigliate per le vasche accessibili sono:
- 45-50 cm per bambini;
- 70-80 cm per utilizzo da seduti;
- spazio libero sottostante per l’avvicinamento della carrozzina.

Molto interessante è il lavoro realizzato nei giardini terapeutici del Chicago Botanic Garden, dove orti rialzati e percorsi sensoriali permettono attività inclusive dedicate a utenti di tutte le età e con qualsiasi abilità fisica, cognitiva o sensoriale.
Le caratteristiche principali del Chicago Botanic Garden sono:
- aiuole rialzate, create per permettere a chiunque (anche a persone in sedia a rotelle) di toccare, annusare e interagire con le piante senza doversi piegare;
- pavimentazione accessibile e percorsi guidati. Sentieri piani e sicuri circondano tutto il perimetro per facilitare la mobilità;
- attrezzi specifici. Presenza di strumenti da giardinaggio ergonomici e adattati;
- stimoli sensoriali. Una selezione di piante scelta per le sue consistenze, profumi intensi, colori vivaci e persino suoni (ad esempio, foglie che frusciano al vento).


Un piccolo appunto: ricorderò sempre quando io e mio marito abbiamo visitato il giardino botanico di Sidney e una scritta all’ingresso raccomandava di annusare i fiori, camminare sull’erba e fare picnic nei vasti prati, complice anche la splendida vista sul vicino porto e sull’Opera House.
Di solito viene sempre tutto negato “Non toccare! Non calpestare! Vietato sostare nelle aree non dedicate”. Sempre tutto al negativo, sempre tutto una negazione, limitando così le esperienze, le emozioni, e il rispetto verso gli altri e la natura. Se invece si da la possibilità a tutti di provare, di fare, di mettere le mani e i piedi e tutto il nostro corpo (ad esempio semplicemente coricandoci) a contatto con la natura, parlando in positivo senza negare, ci sarebbe sicuramente molto più rispetto ed empatia verso qualsiasi forma vivente, e quello che viene ancora comunicato come accessibile creando distinzioni e disparità, diventerebbe normalmente incluso nella progettazione dandolo quasi per scontato.
Non smetterò mai di dirlo, accessibilità non vuol dire solo disabilità ma dare la possibilità a tutti di provare esperienze e di vivere il quotidiano in comodità, in tutto o in parte.
Il verde accessibile nei piccoli spazi urbani
Anche in un piccolo balcone urbano si possono ottenere ottimi risultati trasformando l’orto in città in un’esperienza fattibile, pratica e piacevole da vivere per tutti, senza affaticare troppo il fisico e traendone soltanto dei benefici. In città il terrazzo può trasformarsi in un piccolo rifugio terapeutico: un luogo dove leggere, coltivare erbe aromatiche o semplicemente sostare all’aperto in sicurezza.
Ed è proprio questo il cuore del progetto inclusivo: non creare spazi “speciali”, ma spazi migliori per tutti.
Bastano alcuni accorgimenti:
- eliminare soglie troppo alte con rampe movibili;
- scegliere arredi pieghevoli con facili meccanismi di apertura e chiusura;
- lasciare spazio di manovra;
- utilizzare fioriere verticali sfruttando anche la facciata esterna;
- preferire tavolini con gambe centrali;
- utilizzare dei vasi che si trovano in commercio con supporti metallici rialzati


Sedute inclusive: il comfort è un diritto per tutti
Spesso nei progetti outdoor la seduta viene trattata come semplice complemento estetico quando in realtà è uno degli elementi più importanti per l’accessibilità.
Cercando esempi in rete mi sono imbattuta in questa panchina che include uno spazio per la sedia a rotelle o per deambulatori o passeggini. Non sono riuscita a trovare il designer che l’ha realizzata, ma se mai leggesse questo mio articolo gli/le faccio i miei complimenti per l’idea.
Aggiungo soltanto che non è il singolo oggetto a rendere uno spazio accessibile, ma il singolo oggetto inserito nella totalità del progetto inclusivo. Provate a immaginare questa panchina nel giardino di un’abitazione privata ma per accedervi bisogna fare dei gradini. Che senso avrebbe?
Accessibilità degli spazi verdi è anche questo, fornire comodità del vivere quotidiano a tutti.
Sicurezza e percezione: progettare per sentirsi bene
L’accessibilità non riguarda solo il corpo, ma anche la percezione dello spazio. Luigi Prestinenza Puglisi, nel libro “Progettare la sicurezza”, sottolinea quanto il progetto debba trasmettere orientamento e tranquillità, riducendo il rischio di errore e di stress.
Negli spazi outdoor questo significa:
- evitare dislivelli poco percepibili;
- usare contrasti cromatici tra pavimenti e bordi;
- illuminare bene i percorsi;
- evitare angoli troppo stretti;
- creare punti di riferimento visivi chiari.
Anche la vegetazione può aiutare l’orientamento:
- piante aromatiche per stimolare memoria e sensi;
- colori differenziati nelle diverse aree;
- elementi tattili riconoscibili.
Per i bambini, invece, la sicurezza passa anche attraverso la libertà di esplorazione. Meglio quindi privilegiare:
- materiali morbidi;
- spigoli arrotondati;
- recinzioni integrate nel verde;
- zone gioco visibili dagli adulti.

Progettare il benessere, non solo l’accessibilità
Oggi il design outdoor sta cambiando profondamente. Non basta più realizzare ambienti belli da fotografare: servono spazi capaci di accogliere la complessità della vita reale.
Il verde accessibile rappresenta allora una nuova idea di abitare: più empatica, più sostenibile e più umana.
Perché un giardino ben progettato non è quello che si limita a essere senza barriere. È quello in cui ogni persona, indipendentemente dall’età o dalle capacità fisiche, può sentirsi libera di vivere un’esperienza di benessere, autonomia e relazione con la natura.
Così che l’accessibilità diventi la normalità.
Credits e riferimenti progettuali
• Giovanni Del Zanna, Uomo, disabilità, ambiente.
• Avril Accolla, Design for All.
• Luigi Prestinenza Puglisi, Progettare la sicurezza.
• Chicago Botanic Garden.
• Alnarp Rehabilitation Garden.
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A presto,
Letizia
FAQ Spazi verdi accessibili
Progettare spazi verdi accessibili su balconi, terrazzi e giardini significa trasformarli in luoghi inclusivi, sicuri e piacevoli per tutti. Alcune delle domande più ricercate online dagli utenti.
Qual è la larghezza minima consigliata per un percorso accessibile in terrazzo o giardino?
Per garantire un passaggio comodo e sicuro, i percorsi dovrebbero avere una larghezza minima di 90 cm, meglio ancora 120 cm nelle aree principali. È inoltre importante prevedere spazi di rotazione di almeno 150 cm per consentire il movimento agevole di una carrozzina, di un passeggino o di un deambulatore.
Quali materiali scegliere per una pavimentazione outdoor accessibile?
Le superfici devono essere antiscivolo, stabili e uniformi. Meglio evitare ghiaia, sabbia o pavimentazioni sconnesse. Ottime soluzioni sono il gres porcellanato outdoor con finitura antiscivolo R12, la pietra fiammata oppure decking drenanti e facili da percorrere anche con ausili per la mobilità.
Come progettare un orto accessibile anche in un piccolo balcone urbano?
Anche pochi metri quadrati possono diventare inclusivi grazie a fioriere rialzate, vasi su strutture metalliche, percorsi liberi da ostacoli e arredi pieghevoli. L’importante è lasciare spazio di movimento e rendere le attività quotidiane – come innaffiare o raccogliere erbe aromatiche – semplici e comode per tutti.
A quale altezza dovrebbero essere le fioriere rialzate accessibili?
Per essere davvero ergonomiche, le fioriere dovrebbero avere altezze differenti a seconda dell’utilizzo: circa 45-50 cm per i bambini; 70-80 cm per chi lavora da seduto; spazio libero sottostante per permettere l’avvicinamento di una carrozzina.
Un giardino accessibile deve rinunciare all’estetica?
Assolutamente no. Un progetto inclusivo non significa creare uno spazio “sanitario” o tecnico, ma progettare ambienti più comodi, intuitivi e piacevoli da vivere per tutti. Oggi accessibilità, design e bellezza possono convivere perfettamente attraverso materiali curati, illuminazione integrata, vegetazione sensoriale e arredi ben studiati.
