
L’incontro chiude un percorso nato per stimolare il dialogo tra differenti competenze e raccogliere riflessioni utili a comprendere come il settore dell’arredo e quello delle costruzioni possano evolvere verso modelli più responsabili. CasaOggiDomani accompagna l’iniziativa in qualità di media partner, condividendone l’attenzione verso un’idea di casa più consapevole, efficiente, salubre e capace di inserirsi in modo equilibrato nel contesto che la circonda.
Protagonisti dell’ultima tappa saranno Alberto Baban, presidente di Fondazione NordEst, ed Eros Turisini, responsabile per il Friuli Venezia Giulia di RUBNER HAUS. Attraverso le loro esperienze, l’appuntamento cercherà di mettere a sistema le principali evidenze emerse durante gli incontri precedenti, costruendo una possibile mappa concettuale per orientare imprese e istituzioni verso uno sviluppo sostenibile del territorio nel medio e lungo periodo.
Dialoghi Sostenibili: dalla teoria a una cultura condivisa
Uno dei principali risultati emersi dal percorso di Dialoghi Sostenibili riguarda la necessità di trasformare la sostenibilità da principio astratto a pratica quotidiana. Parlare di ambiente, riduzione dei consumi ed efficienza non è più sufficiente se queste intenzioni non vengono tradotte in scelte concrete, processi replicabili e comportamenti capaci di produrre effetti duraturi.
Secondo la riflessione maturata da Gian Paolo e da MAARMO nel corso degli incontri, la sfida consiste proprio nel “portare a terra” le buone pratiche, evitando che restino esperienze isolate o iniziative prive di continuità. La sostenibilità acquista valore quando entra stabilmente nelle strategie delle imprese, nelle decisioni delle istituzioni e nelle scelte quotidiane delle persone.
In questo passaggio, la comunicazione assume un ruolo decisivo. Raccontare correttamente la sostenibilità significa costruire una cultura condivisa, rendere comprensibili temi complessi e mostrare come ogni decisione possa incidere sulla qualità dell’ambiente, della salute e della vita collettiva.
La sostenibilità, infatti, non coincide soltanto con la produzione di un oggetto più efficiente o con la riduzione dei consumi energetici. È un concetto più ampio, che coinvolge materiali, processi produttivi, durata dei prodotti, utilizzo delle risorse, benessere delle persone e responsabilità nei confronti del territorio.
L’obiettivo è superare la dimensione della tendenza temporanea per arrivare a un modello culturale interiorizzato, nel quale ciascuno possa riconoscere il proprio ruolo. Una prospettiva sintetizzata nell’idea di “one world one health”, secondo cui la salute delle persone, quella degli ecosistemi e la qualità degli ambienti costruiti sono strettamente connesse.
Per il mondo della casa, questo significa progettare edifici capaci di consumare meno, ma anche più durevoli, salubri e adattabili. Significa scegliere materiali responsabili, limitare gli sprechi e considerare la qualità dell’abitare come parte integrante dello sviluppo sostenibile.
Sviluppo sostenibile del territorio e patrimonio abitativo
L’ultima tappa di Dialoghi Sostenibili dedicherà particolare attenzione al modo in cui imprese e istituzioni possono contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio. La questione riguarda tanto le nuove costruzioni quanto la trasformazione e la valorizzazione del patrimonio abitativo esistente.
Il settore edilizio è chiamato a rispondere a esigenze molteplici: ridurre l’impatto ambientale, contenere il consumo di risorse, migliorare le prestazioni degli edifici e garantire al tempo stesso qualità, sicurezza e benessere. Per raggiungere questi obiettivi è necessario superare una visione frammentata e costruire una collaborazione più stabile tra progettisti, aziende, amministrazioni e cittadini.
Lo sviluppo del patrimonio abitativo, vecchio e nuovo, richiede quindi esperienze costruttive innovative, capaci di mettere in relazione efficienza, durabilità e uso consapevole delle materie prime. In questo quadro, i materiali disponibili in natura possono svolgere un ruolo strategico, soprattutto quando vengono impiegati attraverso filiere controllate e processi progettuali attenti all’intero ciclo di vita dell’edificio.
Il legno sarà uno dei temi centrali dell’appuntamento. Materiale rinnovabile, versatile e legato a una lunga tradizione costruttiva, può contribuire a ridurre l’impatto delle nuove costruzioni quando viene utilizzato in modo responsabile e all’interno di sistemi edilizi correttamente progettati.
La sua valorizzazione non riguarda soltanto l’aspetto ambientale. Le costruzioni in legno possono offrire rapidità esecutiva, precisione progettuale, buone prestazioni energetiche e un’elevata qualità abitativa. La loro efficacia dipende tuttavia dalla corretta gestione della materia prima, dalla qualità dei processi produttivi e dalla capacità di integrare il materiale con tecnologie, impianti e soluzioni costruttive evolute.
Al centro del confronto ci sarà anche il rapporto tra nuove edificazioni e territorio. Costruire in modo sostenibile significa limitare l’uso indiscriminato del suolo, considerare il contesto paesaggistico e utilizzare materiali e tecnologie capaci di ridurre l’impronta ambientale nel tempo.
Lo stesso principio vale per la riqualificazione del patrimonio esistente, che può diventare una leva fondamentale per migliorare la qualità delle città e degli spazi abitativi senza ricorrere necessariamente a nuove costruzioni. Recuperare, adattare e rendere più efficienti gli edifici esistenti permette di preservare risorse e identità locali, rispondendo al tempo stesso alle nuove esigenze dell’abitare.
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