Comfort in inverno: non conta solo la temperatura

Il comfort in inverno non significa solo avere aria calda in casa. Il benessere termico è più complesso e coinvolge la temperatura, ma anche altri parametri come l’umidità, la presenza di correnti d’aria e le caratteristiche stesse di ogni individuo. Comprendere questi elementi significa migliorare la qualità della vita in casa, risparmiare energia e ridurre le bollette.

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Comfort in inverno: non conta solo la temperaturaIl comfort in inverno è dato dall’equilibrio di diversi fattori e parametri ambientali, che nel loro insieme concorrono a creare le condizioni migliori per le persone che vivono l’edificio. Con l’inverno, però, si tende molto spesso ad attribuire il merito del benessere alla sola temperatura. Il riscaldamento si accende, l’aria nella stanza si fa più tiepida, ma non sempre questo basta a raggiungere la condizione ideale di agio e benessere. Quante volte capita, ad esempio, di stare al caldo ma comunque percepire freddo ai piedi? O di avere l’aria troppo secca, di sentirsi “pesanti” in una stanza mal ventilata?

Cosa si intende davvero quando si parla di comfort abitativo

Quando si parla di comfort interno si fa riferimento alla percezione che una persona ha all’interno di un ambiente chiuso, in relazione alle condizioni climatiche che lo caratterizzano.

Il comfort termico, nello specifico, è definito come lo stato di soddisfazione fisica e psicologica rispetto all’ambiente termico interno. Non si tratta solo di un parametro fisico, ma di una sensazione più complessa. Il nostro organismo, infatti, lavora costantemente per mantenere la temperatura corporea attorno ai 36,5–37 °C.

Se la temperatura dell’ambiente non è adatta, il corpo deve attivare meccanismi di difesa, che vanno dai brividi alla sudorazione. Questa percezione, inoltre, dipende da molte variabili, alcune legate all’ambiente, altre alle caratteristiche personali (età, metabolismo, abbigliamento, attività). Al comfort termico, però, si aggiungono aspetti legati all’umidità dell’aria e alla presenza di correnti indesiderate. Per questo motivo, è più corretto parlare di comfort igrotermico interno.

Cosa si intende davvero quando si parla di comfort abitativo
È importante non ostacolare la diffusione del calore: evita di coprire i termosifoni con mobili, tende spesse o altri elementi che ne limitano l’efficienza e impediscono una corretta circolazione dell’aria calda

 

L’umidità relativa influenza la percezione di benessere

L’umidità elevata o, al contrario, troppo bassa, può influenzare in modo molto significativo la percezione di benessere all’interno di un ambiente. Ad esempio, l’aria troppo secca in inverno è una condizione molto diffusa, soprattutto nelle case moderne con infissi a tenuta e riscaldamento prolungato. Viceversa, in alcuni contesti climatici e in presenza di infiltrazioni, è l’elevata umidità che può far percepire anche “più freddo” di quanto ci si possa aspettare con la temperatura rilevata in quel momento.

Un’umidità molto bassa (sotto il 35%) può causare disagi come pelle e mucose secche, fastidi agli occhi, aumento della polvere sospesa e irritazione delle vie aeree superiori. Al contrario, un’umidità troppo alta (oltre il 60–65%) può dare sensazione di aria pesante, causare condensa su pareti e finestre, aumentare il rischio di muffe e funghi.

Il movimento dell’aria negli ambienti

Un leggero movimento d’aria può migliorare la percezione di benessere, ma se le correnti sono troppo intense si avverte freddo. Anche una velocità dell’aria di pochi centimetri al secondo può essere percepita dalle aree sensibili del corpo, come il collo o i piedi. Questo fenomeno si verifica, ad esempio, in corrispondenza di porte e finestre non isolate. Anche alcuni impianti, se mal regolati, possono essere causa di disagio, come ad esempio i ventilconvettori o la ventilazione meccanica controllata. In generale, comunque, l’aria deve circolare per un rinnovo adeguato, ma senza movimenti diretti troppo veloci.

Comfort in inverno: gli errori da non commettere in casa

Una volta compreso che i fattori che influenzano la percezione di comfort sono diversi, è più semplice comprendere perché alcuni errori, per quanto possano sembrare banali, possono causare forte disagio.

Prima di tutto è sbagliato sottovalutare o trascurare quanto la temperatura di superfici e oggetti possa influenzare la percezione delle persone. Molti non ci pensano, ma non si deve valutare solo la temperatura dell’aria “respirata”, in quanto le persone scambiano calore anche con le superfici che le circondano, come pareti, pavimenti e mobili. Se il pavimento è freddo, ad esempio, i piedi disperdono calore e si avverte una sensazione di disagio anche se l’aria è calda. Ci si ricollega, così, anche all’importanza di una corretta distribuzione della temperatura: non importa solo quanto è calda mediamente una stanza, ma come il calore è distribuito.

L’utilizzo di termosifoni localizzati solo in alcune zone dell’ambiente, un cattivo isolamento termico, la presenza di barriere che impediscono una buona distribuzione del calore, sono generalmente le prime cause di differenze di temperature localizzate. In questi casi, alzare semplicemente il termostato porterà solamente a un consumo inutile di energia.

Un altro errore è quello di accendere il riscaldamento solo quando si ha freddo, in quanto questa gestione può portare a oscillazioni molto ampie e a un maggiore consumo. I sistemi moderni lavorano meglio mantenendo una temperatura stabile e costante, soprattutto in case ben isolate.

Altro piccolo suggerimento è quello di evitare assolutamente di schermare i termosifoni con barriere fisiche, come mobili o tende pesanti. Questo impedisce al calore di diffondersi correttamente, causando ambienti caldi localmente, ma freddi nel resto della stanza, con importanti sprechi energetici.

Comfort in inverno: gli errori da non commettere in casa
Una distribuzione uniforme della temperatura è essenziale: non conta solo il valore medio del calore in una stanza, ma come questo calore si diffonde all’interno dello spazio, influenzando in modo diretto la percezione di comfort

 

Come migliorare il comfort interno

Per concludere, è possibile dire che per migliorare il comfort interno ed evitare le cause di disagio sopra viste è essenziale intervenire sull’edificio e sugli ambienti. Prima di tutto bisogna isolare le superfici fredde e l’involucro, evitando dispersioni e il contatto o la vicinanza con oggetti a temperatura troppo bassa rispetto a quella dell’ambiente. Negli edifici esistenti le priorità sono finestre e infissi, pareti esterne, tetto e solai contro terra. Anche interventi minimi possono fare la differenza, come ad esempio sostituire le guarnizioni degli infissi o posizionare dei tappeti negli ambienti più freddi. Un vero intervento di isolamento sull’involucro, però, è indubbiamente la cosa migliore.

Per mantenere costante e a livelli adeguati l’umidità si può installare un sensore (igrometro) che misura i parametri all’interno degli ambienti e, di conseguenza, usare un deumidificatore o un impianto che regola il ricambio d’aria. Anche la vegetazione può aiutare a regolare leggermente l’umidità interna. La ventilazione è fondamentale, anche in inverno, e l’ideale sarebbe installare un sistema VMC (ventilazione meccanica controllata) a risparmio energetico. Se il cambio deve essere manuale, allora è essenziale aprire con regolarità le finestre per pochi minuti alla volta.

Infine, chi è disposto a investire maggiormente per una ristrutturazione, è bene valutare le soluzioni impiantistiche che assicurano una distribuzione uniforme del calore, come il pavimento radiante.

Come migliorare il comfort interno
Per aumentare il comfort interno è fondamentale intervenire sull’isolamento dell’involucro edilizio e delle superfici fredde, riducendo le dispersioni termiche e limitando il contatto diretto o la prossimità con elementi troppo freddi rispetto alla temperatura dell’ambiente. Questo primo passo consente di mantenere una distribuzione più uniforme del calore e migliorare la sensazione di benessere all’interno della casa

 

FAQ Comfort in inverno

Il comfort invernale non si riduce alla sola temperatura dell’aria calda: il benessere termico è il risultato di un equilibrio più ampio, che comprende anche fattori come l’umidità, le correnti d’aria e le caratteristiche personali di chi vive gli spazi. Capire come interagiscono questi elementi aiuta a migliorare la qualità della vita domestica, ottimizzare i consumi e contenere i costi energetici. Di seguito, alcune delle domande più frequenti che gli utenti cercano online su questo tema.

Perché in casa si percepisce freddo anche se il termostato segna 22 gradi?

La percezione di “freddo” o “caldo” dipende da molti fattori, in parte anche soggettivi. La temperatura dell’aria non è l’unica cosa che conta, superfici fredde, correnti d’aria e umidità possono far percepire meno comfort.

Qual è la temperatura ideale in casa durante l’inverno?

Per la maggior parte delle persone si consiglia di impostare il termostato sui 20–21 °C nelle zone giorno e 18–19 °C nelle camere da letto. Con una buona umidità, superfici ben isolate e una corretta impostazione dell’impianto non si hanno problemi a queste temperature. Inoltre, si evitano inutili sprechi di energia.

Qual è il livello di umidità ideale in casa in inverno?

Generalmente si consiglia di mantenere l’umidità interna tra il 40% e il 60%. Al di sotto l’aria è troppo secca, al di sopra aumenta il rischio di condensa e muffe. Un semplice igrometro aiuta a monitorare la situazione.

Quanto spesso bisogna arieggiare la casa in inverno?

L’ideale è 2–3 volte al giorno, per pochi minuti ciascuna, con finestre aperte. La ventilazione aiuta a eliminare CO₂, odori, umidità e inquinanti. La soluzione migliore per risparmiare energia e garantire il massimo comfort è quella di installare un sistema di ventilazione meccanica controllata.

Come si eliminano gli spifferi e le correnti d’aria indesiderate?

Dispersioni o infiltrazioni d’aria attraverso infissi poco performanti, cassonetti non isolati o vetri con bassa tenuta termica possono essere molto fastidiose. Oltre a sostituire gli infissi o le loro guarnizioni a seconda dei casi, è possibile schermare le finestre anche con barriere aggiuntive, come tendaggi o oscuranti, soprattutto nelle ore più fredde.





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