Benessere abitativo: il progetto Dhomo studia come costruire case più sane e confortevoli

Il benessere abitativo nasce dall’equilibrio tra comfort termico e acustico, qualità dell’aria, luce naturale ed efficienza energetica. Il progetto Dhomo, sviluppato in Val di Non da Tassullo con l’Università di Trento, studia questi aspetti in un cantiere-laboratorio in scala reale. L’obiettivo è trasformare i risultati della ricerca in indicazioni utili per progettare abitazioni più sane, confortevoli e sostenibili.

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Benessere abitativo il progetto Dhomo studia come costruire case più sane e confortevoliIl benessere abitativo è il fine del progetto di ricerca Dhomo. È stato sviluppato in Val di Non da Tassullo, specializzata in prodotti e sistemi per l’edilizia e il recupero architettonico con la calce idraulica naturale, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento e una rete di professionisti e aziende partner coinvolte sia a livello scientifico che tecnologico per realizzare un cantiere-laboratorio in scala reale. Obiettivo: mostrare quanto le scelte costruttive di oggi possano influenzare il benessere abitativo di domani.

Benessere abitativo: efficienza, salute e comfort naturale

Garantire un’alta qualità degli ambienti significa andare oltre l’efficienza e il risparmio energetico delle abitazioni, pensare ai bisogni degli individui su larga scala e soddisfarli studiando, progettando e sviluppando materiali e tecnologie capaci di garantire comfort termico e acustico, qualità dell’aria e luce naturale.

In ambito tecnico e di progettazione edilizia, il benessere abitativo viene misurato infatti sulla base di quattro parametri stabiliti dalle norme SO e CAM, i criteri ambientali minimi. Il primo è il comfort termo-igrometrico, per cui la temperatura ideale in un ambiente è pari a 20–22 °C in inverno e 23–26 °C in estate, con umidità relativa compresa tra 40% e 60%. Segue la qualità dell’aria interna (IAQ), misurata sulla base delle concentrazioni di CO₂ (soglia ideale sotto le 800–1.000 ppm) e COV, sono i composti organici volatili emessi da vernici e arredi. Il comfort acustico è valutato in decibel secondo i requisiti acustici passivi degli edifici e pone il limite di rumore di calpestio e isolamento dai suoni esterni sotto i 40-50 dB. Il comfort visivo e daylighting infine è definito dal Fattore Medio di Luce Diurna e richiede una quota minima di luce naturale diretta per ambiente (generalmente ≥ 2%).

Il quadro del benessere abitativo in Italia è caratterizzato da un forte contrasto tra un patrimonio immobiliare datato e una domanda sempre più esigente in termini di efficienza energetica, salute e comfort. La richiesta di abitazioni orientate al benessere (luce naturale, isolamento acustico, spazi esterni/terrazzi, impianti di ventilazione controllata e bassi consumi) supera l’offerta disponibile.

L’Istat misura l’indice di “grave deprivazione abitativa”: corrisponde alla presenza di problemi strutturali quali soffitti con infiltrazioni, umidità, assenza di bagno o scarsa luminosità e interessa il 5,6% delle famiglie. Oltre il 99% delle abitazioni dispone di impianti di riscaldamento, ma la qualità del microclima estivo varia notevolmente: la diffusione di sistemi di condizionamento supera il 66% nei comuni di pianura per contrastare le bolle di calore. I dati mostrano un’Italia in cui l’aspirazione al benessere abitativo è alta, ma la trasformazione concreta delle abitazioni procede a velocità ridotta e con forti disparità sociali ed economiche.

Benessere abitativo: efficienza, salute e comfort naturale
Il progetto Dhomo è stato, sviluppato in Val di Non da Tassullo con l’Università di Trento

 

Dhomo, cantiere-laboratorio esempio di vivere bene

Il progetto di ricerca realizzato con l’Università di Trento Dhomo è un complesso di edifici residenziali. Le tecnologie con cui i singoli edifici sono stati costruiti sono diverse ma, per forma, superficie, esposizione e orientamento, le abitazioni sono totalmente confrontabili l’una con l’altra. <> spiegano i partner coinvolti.
Il progetto si è sviluppato in diverse fasi, la prima di monitoraggio dei dati che ha consentito di analizzare i comportamenti delle strutture, delle finiture e degli impianti confrontando, insieme ai risultati dati dall’uso di prodotti diversi, la ventilazione naturale e meccanica, gli impianti convettivi o radianti, la gestione domotica o manuale. Ora, a questi dati è stata aggiunta l’analisi del benessere percepito realmente dai nuclei familiari che sono entrati nelle abitazioni. L’analisi e il confronto di informazioni consentono di avere una sorta di unità di misura con la quale determinare il comfort abitativo e di monitorare periodicamente i risultati così da migliorare tecniche e materiali.

In particolare Dhomo desidera controllare scientificamente le prestazioni dei materiali naturali, le emissioni interne, il microclima e l’impatto sul benessere psicofisico degli abitanti.

Benessere abitativo il progetto Dhomo studia come costruire case più sane e confortevoli
Il progetto di ricerca Dhomo è stato sviluppato in Val di Non in Trentino

 

Dhomo, cantiere-laboratorio esempio di vivere bene
Il progetto di ricerca Dhomo

 

Abitare sano e sostenibile: case history di successo

In Italia vi sono diversi progetti, nati con l’obiettivo di dimostrare sul campo la qualità dell’abitare.

Un esempio è il Biosphera project: un modulo abitativo itinerante, tecnologico, bio sostenibile e oggetto di ricerca scientifica. Testa la reazione del corpo umano (frequenza cardiaca, stress e sonno) in ambienti progettati secondo gli standard Passivhaus e Minergie e analizza, di conseguenza, la qualità dell’aria, la temperatura e il comfort acustico.

Politecnico di Milano e Campus Bovisa hanno progettato VELUXLab, un edificio-laboratorio utile per monitorare la qualità della luce naturale, la ventilazione interna, il microclima e l’impatto della luce sui ritmi circadiani.

Enea ha invece realizzato e-novation Lab / Casa Sostenibile: sono edifici-laboratorio nati per testare materiali isolanti, sistemi domotici, qualità dell’aria ed efficienza energetica in condizioni d’uso reali.

Sono progetti eccellenti ma restano casi di studio privati o accademici. L’obiettivo, grazie all’impegno anche dei Centri di ricerca e delle Università, è che questi risultati possano diventare linee guida per l’edilizia residenziale e garantire un futuro sostenibile.

Foto credit: Tassullo

 

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