Salubrità abitativa: il 16% delle famiglie italiane vive in case con problemi di umidità

La salubrità abitativa è sempre più centrale nella progettazione sostenibile. Un’analisi di Saint-Gobain su dati Istat rivela che il 16,3% delle famiglie italiane vive in abitazioni con problemi di umidità. Qualità dell’aria, comfort termoigrometrico, benessere acustico e illuminazione sono i quattro pilastri per realizzare ambienti sani, confortevoli e attenti alla salute.

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Salubrità abitativa il 16% delle famiglie italiane vive in case con problemi di umiditàLa salubrità abitativa è un requisito fondamentale per il benessere e la salute di chi vive gli spazi domestici. Eppure, molte abitazioni italiane presentano ancora criticità legate a umidità, scarsa luminosità e qualità dell’aria indoor. Un’indagine di Saint-Gobain, basata su dati Istat, richiama l’attenzione sulla necessità di progettare edifici che garantiscano comfort, sostenibilità e qualità della vita.

Dall’indagine è emerso che più del 16% delle famiglie italiane ha problemi di umidità. E questo è fortemente correlato con la salute di adulti e bambini. Chi progetta edifici e abitazioni, luoghi privati e pubblici, ha il compito di prestare attenzione al benessere psicofisico di chi vive e abita questi spazi. Oggi la progettazione architettonica diventa sostenibile e circolare e ha il dovere di rispettare quattro parametri chiave: la qualità dell’aria, il comfort termoigrometrico, il benessere acustico e un’illuminazione naturale e artificiale che rispetti i ritmi circadiani.

Salubrità abitativa: cosa significa

Un ambiente attento al benessere psicofisico e rispettoso della salute di chi vi abita, è un luogo con una buona salubrità abitativa. Quest’espressione interessa pertanto le condizioni igieniche, sanitari e ambientali di un’abitazione o di un edificio. I principali parametri che permettono di misurare il valore di salubrità, centrali nella progettazione architettonica sostenibile e circolare, sono quattro.

La prima è la qualità dell’aria: viene controllata la concentrazione di agenti inquinanti, per esempio i composti organici volatili rilasciati dagli arredi o dalle vernici e dalle colle utilizzate per dipingere i mobili, oppure muffe, acari e batteri o eventuali gas radioattivi. Questi ultimi sono inodore, incolore, insapore e invisibili, ma rappresentano la seconda causa principale di tumore al polmone, rendendoli pertanto un fattore critico per la salubrità degli ambienti indoor.

Perchè una stanza sia confortevole, è necessario che la temperatura sia stabile e che il livello di umidità stia tra il 40 e il 60%. Questo previene anche muffe e condense. Un altro aspetto importante da valutare è la luce naturale: è da sfruttare al meglio in fase di progettazione e da integrare con sistemi di illuminazione artificiale che rispettino il ritmo circadiano, per cui viene simulata la naturale variazione della luce solare nell’arco della giornata negli ambienti chiusi.

La salubrità abitativa è sempre più centrale nella progettazione sostenibile. Un’analisi di Saint-Gobain su dati Istat rivela problemi di umidità nel 16% delle case.Materiali biocompatibili, atossici, trasparenti e a basso impatto ambientale sono necessari per garantire la progettazione di un ambiente salubre. Un ultimo aspetto da considerare è il comfort acustico per cui una persona in una stanza non avverte fastidi o disturbi causati da rumori indesiderati, riuscendo a svolgere le attività che desidera.

Salubrità abitativa: cosa significa
Residenza privata, Arco – Trento

 

Ambienti salubri e confortevoli, l’analisi di Saint Gobain

Attento al comfort degli ambienti indoor è il Gruppo Saint-Gobain che, per realizzare progetti di edilizia sostenibile, nel fornire materiali e proporre tecnologie rispettose dell’ambiente, investe in ricerche di mercato e osservatori statistici volti a migliorare la qualità di vita nelle abitazioni. L’ultima indagine condotta su dati Istat afferma che il 16,3% di famiglie in Italia ha problemi di umidità, sono circa 9,4 milioni di persone. E, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 13% delle asme croniche infantili è dovuto proprio all’umidità presente negli ambienti in cui si vive.

L’umidità domestica, spesso legata a ponti termici o ventilazione insufficiente – spiegano da Saint Gobain – insieme alle strutture danneggiate e alla scarsa luminosità naturale incidono direttamente sulla salute. La ricerca invita a ridurre drasticamente le emissioni di composti organici volatili e ad abbattere gli inquinanti indoor grazie a tecnologie quali lastre in cartongesso o sistemi di intonaci e finiture progettati per purificare l’aria interna o regolare l’igrometria (la misura del vapore acqueo nell’aria).
Le lane minerali e i sistemi a secco evoluti aiutano ad ottenere l’isolamento termico e una corretta gestione dell’umidità; il benessere acustico è raggiunto invece riducendo la trasmissione dei rumori negli ambienti; infine la luce naturale viene sfruttata grazie a vetrate ad alte prestazioni energetiche che non compromettono il comfort visivo. Nello sviluppo dei prodotti, l’attenzione si sposta verso soluzioni a ridotta o azzerata impronta di carbonio: per esempio i vetri a basse emissioni o i sistemi costruttivi a secco orientati all’economia circolare e alla rigenerazione urbana.

Benessere abitativo e salute fisica: una forte correlazione

In generale, le ricerche sulla salubrità abitativa e sulla qualità dell’aria indoor in Italia e in Europa sono diverse. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con il Gruppo di Studio Nazionale sull’Inquinamento Indoor, produce periodicamente rapporti tecnici e linee guida, dedicati alla valutazione del rischio sanitario, al monitoraggio degli inquinanti chimici e biologici sia negli ambienti lavorativi e scolastici sia nelle abitazioni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha quantificato la correlazione diretta tra l’umidità indoor, la proliferazione di agenti biologici e l’insorgenza di patologie respiratorie croniche e asma infantile, fornendo i parametri di soglia di esposizione a cui guardano i ricercatori di tutta Europa.

Studi universitari, realizzati dall’Università Politecnico di Milano e Torino, affermano che gli edifici moderni, altamente isolati ed ermetici per ridurre i consumi, rischiano di trattenere gli inquinanti interni – dovuti a detergenti, arredi, cottura dei cibi e respirazione – se non vengono abbinati a sistemi di ventilazione meccanica controllata o a materiali ad alta traspirabilità.

La direzione per il futuro è questa: non parlare più di prevenzione dei rischi o di assenza di inquinanti, ma di progettazione rigenerativa e predittiva. La casa e i luoghi che viviamo quotidianamente diventano organismi attivi, capaci di promuovere e proteggere la salute psicofisica di chi li abita. I sistemi di gestione della casa non si limitano più a reagire a un comando, ma lavorano grazie all’intelligenza artificiale integrata, mentre l’architettura incontra le neuroscienze e la biologia per ridurre lo stress cognitivo e sostenere i ritmi biologici. La selezione delle materie prime segue filiere di tracciabilità rigorose e normative più severe sul ciclo di vita dei prodotti, per cui il valore economico di un immobile sarà sempre più legato alla classe di salubrità certificata.
La casa diventa un ecosistema intelligente e naturale che si prende cura attivamente di chi lo abita.

Foto in apertura: W-Florence, Firenze

Photo Credit: Saint Gobain




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