Per molto tempo la piscina è stata considerata uno status symbol, un elemento di lusso destinato a completare il giardino o valorizzare una proprietà. Oggi, però, il suo ruolo sta cambiando profondamente. Nella progettazione contemporanea la piscina non è più soltanto un accessorio outdoor, ma diventa una vera e propria estensione della casa: uno spazio abitativo fluido, capace di mettere in relazione architettura, paesaggio e benessere.
Dalla piscina-oggetto alla piscina-paesaggio
L’acqua entra così nel linguaggio del progetto come materiale architettonico. Riflette la luce, amplifica le prospettive, crea continuità visive e trasforma la percezione degli spazi. Una superficie d’acqua può dilatare un giardino, valorizzare una facciata o diventare il fulcro di una sequenza di ambienti che dall’interno conducono verso l’esterno. In questo scenario la piscina assume una funzione nuova: non è più un luogo da utilizzare soltanto durante l’estate, ma uno spazio da vivere e contemplare durante tutto l’anno.
C’è stata un’evoluzione concettuale che riguarda il rapporto con il contesto. Le nuove piscine tendono a scomparire come oggetto autonomo per integrarsi nel paesaggio domestico. I progettisti lavorano sempre più spesso su soluzioni che dialogano con il giardino, con le essenze vegetali e con l’architettura della casa. I bordi si assottigliano, le geometrie si fanno più naturali oppure si allineano rigorosamente alle linee dell’edificio. L’acqua diventa una superficie continua che collega ambienti e funzioni. In molti progetti contemporanei la piscina svolge un ruolo simile a quello di una piazza domestica: un luogo di incontro, relax e socialità che organizza gli spazi esterni e ne definisce le gerarchie. L’obiettivo non è più mostrare la piscina, ma costruire un’esperienza abitativa in cui acqua, verde e architettura dialogano in modo armonico.

Caso di studio – Tra gli uliveti del Libano, una composizione paesaggistica organica dedicata al benessere
Nel progetto Senses, firmato da Wael Farran Studio a Wardanieh, nel sud del Libano, la piscina diventa il fulcro di una raffinata composizione paesaggistica che integra architettura, acqua e natura. Inserito all’interno di un uliveto terrazzato di 3.000 mq, il sistema acquatico sfrutta i dislivelli naturali del terreno per creare una sequenza scenografica di vasche collegate: una Jacuzzi a sfioro alimenta una piscina infinity che si fonde visivamente con l’orizzonte e culmina in una cascata di otto metri, capace di alimentare una seconda vasca collocata al livello inferiore.
Completano il complesso una piscina dedicata ai bambini e una serie di spazi outdoor progettati per favorire il benessere e la socialità. L’intervento si distingue per la capacità di trasformare la topografia esistente in elemento generatore del progetto, valorizzando il rapporto tra acqua e paesaggio.
I rivestimenti in mosaico dialogano con la pietra calcarea utilizzata nelle architetture, mentre l’illuminazione integrata enfatizza il carattere scultoreo delle strutture e la dimensione immersiva degli spazi esterni. “L’idea era quella di fondere interno ed esterno sia nella forma che nelle sensazioni. Attraverso questa fusione unica, Senses parla al cuore e all’anima”, spiega Wael Farran, fondatore e direttore creativo dello studio.


… e la casa si espande verso l’esterno
Negli ultimi anni il concetto di abitare ha subito una significativa trasformazione, portando gli spazi esterni a ricoprire un ruolo sempre più importante nella progettazione della casa. Giardini, terrazze e zone outdoor non sono più percepiti come semplici aree accessorie, ma come vere e proprie estensioni dell’ambiente domestico: pergole, cucine all’aperto, aree dedicate al relax e piscine contribuiscono a creare una continuità armoniosa tra interno ed esterno, dando vita a spazi multifunzionali pensati per il benessere, la convivialità e il tempo libero. In questo scenario, la piscina rappresenta uno degli elementi più significativi. Non si tratta soltanto di un complemento estetico, ma di uno spazio che arricchisce l’esperienza abitativa e rafforza il legame con il contesto circostante.
Oggi la piscina assume un valore progettuale a tutti gli effetti: dialoga con l’architettura, valorizza il paesaggio e contribuisce al comfort e alla qualità della vita quotidiana. È il punto d’incontro tra design, innovazione, sostenibilità e benessere, capace di interpretare una nuova idea di casa, sempre più aperta, funzionale e orientata alla persona.
La piscina come esperienza sensoriale, secondo i principi della biofilia
L’architettura contemporanea attribuisce sempre maggiore importanza ai principi della progettazione biofilica, orientati a rafforzare il legame tra l’uomo e l’ambiente naturale. In questo scenario, l’acqua riveste una funzione centrale: contribuisce al benessere psicofisico, riduce la percezione dei rumori, favorisce condizioni microclimatiche più piacevoli e intensifica il contatto con la natura. Oltre al suo valore pratico, l’acqua possiede una forte componente percettiva ed emozionale. Attraverso il movimento, i riflessi luminosi, i suoni e le variazioni termiche, arricchisce gli spazi di stimoli sensoriali che influenzano il modo in cui vengono vissuti. La piscina, quindi, non rappresenta soltanto un elemento funzionale, ma si configura come un’esperienza multisensoriale capace di coinvolgere vista, udito e tatto, contribuendo a creare ambienti domestici più accoglienti, rilassanti e immersivi.
Nel panorama della progettazione contemporanea, le piscine sostenibili rappresentano un’evoluzione che coniuga innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e qualità dell’abitare. Tra le soluzioni più significative si distinguono le piscine naturali, nelle quali la depurazione dell’acqua avviene attraverso ecosistemi vegetali e processi biologici che riproducono i meccanismi propri degli ambienti lacustri. Le piscine biologiche integrano invece tecnologie di filtrazione avanzata e sistemi di trattamento a basso impatto, riducendo il ricorso alla chimica tradizionale. Parallelamente, si affermano impianti ad alta efficienza energetica, caratterizzati dall’impiego di pompe a basso consumo, sistemi di recupero del calore e fonti rinnovabili per la gestione delle utenze.
Un ruolo sempre più rilevante è assunto infine dalle piscine progettate secondo i principi della biofilia, concepite come elementi integrati nel paesaggio e nell’architettura, dove materiali naturali, biodiversità vegetale, sistemi di filtrazione a basso impatto e un uso attento delle risorse idriche ed energetiche, contribuiscono a costruire un’esperienza immersiva e una relazione più profonda tra individuo e ambiente. In questa visione, la piscina non è solo un elemento funzionale, ma diventa parte di un ecosistema che favorisce benessere, qualità percettiva e armonia con il contesto abitativo.
Il biolago: quando l’acqua diventa paesaggio
A cura di Vera Luciani, progettista del verde
L’acqua assume oggi un ruolo sempre più centrale nella progettazione degli spazi esterni. Non è più soltanto un elemento funzionale destinato alla balneazione, ma un vero e proprio strumento capace di creare relazioni tra architettura, natura e benessere, parte integrante del paesaggio, elemento vivo che dialoga costantemente con l’ambiente circostante. In questa prospettiva si inserisce il biolago, uno specchio d’acqua balneabile che unisce aspetti funzionali, estetici e ambientali. La qualità dell’acqua è garantita esclusivamente da processi biologici e meccanici, senza l’impiego di cloro o altre sostanze chimiche. Più che una piscina alternativa, è uno spazio che amplia l’esperienza del giardino e ne ridefinisce l’identità, trasformandolo in un ambiente immersivo e sensoriale da vivere durante tutto l’anno.
Ogni progetto nasce dall’analisi del contesto e delle caratteristiche del luogo: le forme possono essere libere, ispirate ai laghetti di montagna, oppure più regolari e contemporanee, che richiamano una piscina tradizionale, con l’obiettivo di garantire continuità tra spazio costruito e ambiente circostante, valorizzare il contesto e generare nuove modalità di vivere l’esterno.
Il biolago è costituito da due aree distinte ma complementari: una dedicata alla balneazione e una destinata alla rigenerazione naturale dell’acqua, dove piante acquatiche e substrati filtranti svolgono una fondamentale azione depurativa. Con il tempo il bacino si trasforma in una vera oasi di biodiversità. Le piante acquatiche arricchiscono il paesaggio con colorate fioriture, insetti impollinatori, libellule e piccoli animali trovano un habitat favorevole, ruscelli e cascatelle movimentano l’acqua. Il biolago diventa così uno spazio da vivere in ogni stagione, punto di incontro tra natura, benessere e design.
Caso di studio – Uno specchio d’acqua tra le colline marchigiane
Nella campagna marchigiana la progettista ha realizzato un biolago balneabile dalle forme organiche senza l’impiego di cemento e depurato attraverso un sistema integrato di fitodepurazione e ricircolo dell’acqua. La pietra naturale utilizzata per il perimetro del bacino, posata ad opus incertum, crea continuità materica con l’intero progetto: gradini, camminamenti e aree relax, ruscello, cascata e scala di accesso all’acqua sono realizzati con lo stesso materiale, contribuendo a una percezione unitaria dello spazio.
L’intervento nasce dalla volontà dei proprietari di ridurre l’impatto ambientale di una piscina tradizionale, mantenendo al tempo stesso uno spazio dedicato al nuoto e al relax. Il disegno del bacino si ispira ai morbidi profili delle colline marchigiane, realizzato su più livelli con linee sinuose che accompagnano l’andamento del terreno in continuità con il paesaggio. La depurazione dell’acqua è affidata alle piante acquatiche e a un impianto a circuito chiuso che garantisce il corretto equilibrio biologico del sistema. Con il passare del tempo il biolago si è trasformato in una piccola oasi di biodiversità, capace di coniugare valore ecologico, qualità estetica e benessere, diventando un luogo di incontro tra uomo e natura.

Soluzioni costruttive e strategie di gestione nelle piscine di nuova generazione
Negli ultimi anni il settore delle piscine ha visto l’introduzione di sistemi costruttivi finalizzati a ridurre l’impatto delle opere sul contesto di intervento, sia in termini di movimentazione del terreno sia di impiego di materiali. In alcune soluzioni prefabbricate o basate su strutture leggere, il volume di scavo può essere contenuto entro le dimensioni effettive della vasca, limitando le opere accessorie e le successive operazioni di riempimento e modellazione del terreno.
Un ambito di ricerca significativo riguarda i rivestimenti interni. Le superfici realizzate con aggregati minerali, quarzo e vetro riciclato consentono di ottenere finiture caratterizzate da elevata resistenza all’usura, stabilità cromatica e buone proprietà antiscivolo. Le caratteristiche fisiche e la rugosità controllata del materiale influenzano inoltre i fenomeni di circolazione dell’acqua a ridosso delle superfici, contribuendo a ridurre la formazione di zone di ristagno che possono favorire l’accumulo di sedimenti o la proliferazione biologica.
Dal punto di vista strutturale, accanto alle tradizionali vasche in calcestruzzo armato si stanno diffondendo sistemi costruttivi che impiegano materiali compositi, acciaio o strutture modulari. Queste tecnologie possono offrire vantaggi in termini di rapidità di installazione, riduzione del peso complessivo dell’opera e minore utilizzo di conglomerati cementizi, il cui ciclo produttivo è associato a un’elevata impronta carbonica. La valutazione delle prestazioni di tali sistemi richiede tuttavia specifiche verifiche relative alla resistenza meccanica, alla durabilità e al comportamento nel tempo in ambiente umido.
Fanno parte di questa categoria le piscine a marchio Naturepools, dove negli impianti, l’impiego di acciai inossidabili ad alta resistenza alla corrosione, come quelli appartenenti alla famiglia AISI 316, trova applicazione negli elementi costantemente esposti all’acqua e agli agenti chimici utilizzati per il trattamento. Analogamente, l’adozione di sistemi di illuminazione a LED consente di contenere i consumi energetici e di aumentare la vita utile delle apparecchiature rispetto alle tecnologie tradizionali.
La gestione della qualità dell’acqua rappresenta un altro degli aspetti centrali nella progettazione contemporanea delle piscine. Oltre ai trattamenti convenzionali basati sul cloro, sono sempre più diffuse tecnologie complementari quali l’elettrolisi del sale, i sistemi UV, l’ozonizzazione e le filtrazioni biologiche. L’obiettivo è ridurre il fabbisogno di prodotti chimici mantenendo gli standard igienico-sanitari richiesti dalla normativa e migliorando il comfort di utilizzo.
In ambito paesaggistico, l’evoluzione delle tecniche costruttive e delle finiture permette una maggiore integrazione delle piscine con il contesto architettonico e ambientale. La possibilità di modellare forme, materiali e cromie in relazione alle caratteristiche del sito favorisce approcci progettuali orientati alla continuità tra spazio costruito e paesaggio.
Infine, la durabilità dell’opera dipende non soltanto dalla qualità dei materiali impiegati ma anche dalla corretta manutenzione della struttura e degli impianti. Per questo motivo, nella valutazione di una piscina, assumono particolare rilevanza gli aspetti legati al ciclo di vita, alla sostituibilità dei componenti e alla programmabilità degli interventi manutentivi.

FAQ Piscina contemporanea
La piscina contemporanea si trasforma da semplice elemento outdoor a protagonista del progetto architettonico. Tra biofilia, sostenibilità, biolaghi e integrazione con il paesaggio, l’acqua ridefinisce il concetto di abitare all’aperto e diventa una nuova stanza della casa. Ecco alcune domande più ricercate dagli utenti in internet da appassionati e tecnici del settore.
In che modo la piscina contemporanea si differenzia da una piscina tradizionale?
La piscina contemporanea non è più concepita come un elemento separato dalla casa, ma come parte integrante del progetto architettonico e paesaggistico. Contribuisce a definire gli spazi esterni, crea continuità visive e funzionali tra interno ed esterno e diventa un luogo dedicato al benessere e alla socialità.
Che cosa si intende per piscina-paesaggio?
Con il termine piscina-paesaggio si indica una piscina progettata per integrarsi armoniosamente con il contesto naturale e architettonico. L’acqua diventa parte della composizione dello spazio, dialogando con il giardino, la topografia del terreno, la vegetazione e l’architettura.
Quali benefici offre l’acqua dal punto di vista del benessere?
L’acqua contribuisce al comfort psicofisico attraverso effetti visivi, acustici e microclimatici. Riflessi, movimento e suono favoriscono il rilassamento, mentre la presenza di superfici d’acqua può migliorare la percezione degli spazi e rafforzare il contatto con la natura.
Che cosa sono le piscine naturali e biologiche?
Le piscine naturali utilizzano processi biologici e sistemi vegetali per la depurazione dell’acqua, senza ricorrere a prodotti chimici tradizionali. Le piscine biologiche combinano invece sistemi di filtrazione avanzati e trattamenti a basso impatto per ridurre il consumo di sostanze chimiche e risorse.
Qual è la differenza tra una piscina e un biolago?
Il biolago è uno specchio d’acqua balneabile in cui la qualità dell’acqua viene mantenuta attraverso processi naturali e sistemi di fitodepurazione. A differenza di una piscina convenzionale, favorisce la biodiversità e si integra nel paesaggio come un vero ecosistema.
Quali tecnologie rendono una piscina più sostenibile?
Tra le soluzioni più diffuse vi sono sistemi di filtrazione biologica, elettrolisi del sale, trattamenti UV e a ozono, pompe ad alta efficienza energetica, illuminazione LED e impianti alimentati da fonti rinnovabili. Queste tecnologie consentono di ridurre consumi energetici, utilizzo di prodotti chimici e costi di gestione.
Come progettare una piscina in armonia con il paesaggio?
Una corretta integrazione richiede l’analisi del contesto, della morfologia del terreno e dell’architettura esistente. La scelta di forme, materiali, colori e vegetazione deve favorire la continuità tra spazio costruito e ambiente naturale, trasformando la piscina in un elemento organico del progetto complessivo.
Foto in apertura: Casa Cano, Alicante. Il progetto organizza la casa in tre aree distinte: zona notte, zona giorno e spazio dedicato allo sport. L’edificio è collocato sul lato ovest del lotto per liberare e ampliare gli spazi esterni della zona living, rafforzando il legame diretto con il giardino e soprattutto con la piscina. Il rapporto tra interno ed esterno è il tema centrale del progetto: la zona giorno è concepita come un grande ambiente continuo, senza appoggi intermedi, che si apre verso l’esterno attraverso la continuità del pavimento e la presenza della lama d’acqua della piscina. In questo modo il confine tra casa, giardino e piscina si dissolve, creando una forte percezione di apertura e continuità spaziale. La piscina diventa quindi un elemento fondamentale della composizione, strettamente connesso agli spazi abitativi principali e parte integrante dell’esperienza quotidiana della casa. Fran Silvestre Arquitectos è uno studio di architettura e design con sede a Valencia, che utilizza l’elemento dell’acqua in numerosi dei suoi progetti, soprattutto nelle opere scultoree che dialogano con i paesaggi naturali e presentano piscine integrate che fanno da ponte tra la natura e l’elemento antropizzato. Tra i principi che guidano il lavoro dello studio vi sono la continuità — intesa come relazione con il contesto, connessione tra gli spazi e permanenza nel tempo —, l’innovazione, la sperimentazione di materiali e tecnologie avanzate e la cura per il dettaglio.
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